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Indulto e crollo della recidiva: una lezione che non piace a Marco Travaglio


manette1-jpgOggi a pagina 6 di liberazione Paolo Persichetti fa un riassunto ottimo e velenoso sulla rivolta che sta infiammando ( in tutti i sensi ) la maggior parte delle carceri italiane, sovraffollate, indecenti, lontane dall’immaginario della vivibilità.
Ieri un suicidio, diversi incendi appiccati da detenuti stremati dalle condizione di vita imposte, un detenuto che si è cucito le labbra per ottenere una cosa che gli spettava per legge, l’acqua che manca al Don Bosco di Pisa … insomma: i gironi danteschi all’ordine del giorno.
Non pubblico interamente l’articolo con l’elenco del bollettino di guerra perchè proverò a fare una panoramica un po’ più tardi…
metto però, ASSOLUTAMENTE, l’ultima parte dell’articolo, perché focalizza la sua attenzione su uno dei personaggi che più disprezzo nel panorama italiano, della destra italiana: Marco Travaglio, qui giustamente soprannominato Don Manetta.
E’ un commento, breve perché sarebbe uno spreco allungarlo, delle righe apparse sull’Espresso a firma di questo questurino mancato che commentavano -ancora!- l’indulto.
Lascio le parole alla firma dell’articolo…buona lettura 😉 

Ci mancava proprio lui, don Manetta. La calura ci aveva liberato per un po’ dalle sue requisitorie.365730204_6c7cc9f36c
Marco Travaglio è tornato a prendersela con l’indulto. Sull’
Espresso (20 agosto) definisce un «presunto ragionamento portentoso» l’analisi dei dati della ricerca di Giovanni Torrente, dell’università di Torino, che hanno dimostrato come indulto, benefici e misure alternative, abbiano abbattuto la recidiva delittuosa. Insomma fatto calare i reati. Una cocente sconfitta per i giustizialisti della sua risma.
A Travaglio i numeri non piacciono. Li preferisce solo se declinati in anni di galera, altrimenti adora le parole, ma solo dei pentiti, soprattutto se 
de relato. È uno da buco della serratura che si trastulla con le intercettazioni telefoniche. Per il pubblico ministero d’Italia, se la recidiva è crollata è solo perché i furfanti non sono stati ancora presi. Aspettate e vedrete, dice. Un vero puzzone, uno di quelli che pur di non starci è disposto a fare carte false.
Caro dottor Manetta a essere calati sono i fatti-reato. Se ci sono meno denunce vuole dire che ci sono stati meno delitti, non meno persone arrestate. Anzi quelle aumentano per effetto di leggi che puniscono l’uso di droghe e la migrazione clandestina. Così le carceri scoppiano.
Ci sono due cose che Travaglio non capirà mai: la prima è che solo a metà degli anni 70 l’Italia tocca il suo minimo storico di detenuti. Quando la gente ha una speranza e lotta, non ruba. La seconda è che la pensa come Martelli e Craxi, che per primi introdussero la politica della tolleranza zero.

  1. 3 settembre 2009 alle 13:24

    Sul tema dell’indulto intervengo perchè anche io mi osno esperssa contro.
    Per motivazioni opposte e contrarie a quelle dell’insigne, onnipresente dottor Manetta.

    Dico subito che io sono abolizionista di ogni sistema chiuso di relegazione, chi viene su questo blog sa le motivazioni sociali, politiche della presenza della struttura GALERA, MANICOMIO, CIE.
    Non è il caso che ripeto quello che tutti sanno in maniera più documentata di me, magari.

    Alcune cosa da un ottica del vissuto, non della sola teoria, o escursus storico voglio dirle però, magari sarò ripetitiva…ma il vissuto resta sempre in ombra nel clamore, e c’è qualcuno a cui poi tocca metterlo in evidenza, in primo piano.
    L’adesione del sentire comune, generalizzato all’esigenza di vedere alcuni individui reclusi viene inculcata dallo Stato sin da quando vai all’asilo (in castigo!) e poi prosegue fino a quando diventi merce umana che produce merce nel mercato delle merci, e persiste, dopo una così radicata, inculcata autoconvinzione pure quando sei…vuoto a perdere disoccupato o pensionato.
    Passi la vita a desiderare che qualcuno finisca in galera, e a sperare che non ci finisci tu, ah! passi la vita? la vita passa piuttosto!
    La logica di…DELITTO e CASTIGO, ha una sua base reale, una esigenza vera e sentita: quello è il punto su cui gioca lo Stato e le sue istituzioni punitive.
    Subisci un torto?, ed è scontanto che un torto in modo e in un altro, più o meno grande e chi non lo subisce?
    E subito scatta il meccanismo: MI SPETTA UN RISARCIMENTO per il torto subito.
    Si cerca questo risarcimento, a volte viene ottenuto, intanto passano nascoste, insieme alla vita, due cose importanti, per me: la prima che nessuna punizione potrà mai ripagarti del torto subito, nessuna punizione di chi ti ha fatto un torto, di chi ti ha recato un vulnus profondo potrà mai avere un RISARCIMENTO adeguato al dolore ,al male che hai patito: esempio estremo mi uccidono un figlio, viene condannato l’assassino a morte, ritorna mio figlio in vita? e nemmeno Gesù di Lazzaro può fare questo miracolo! la LEGGE dice: il MIRACOLO lo faccio io con: VITA per VITA.
    Trasferiamoci per un momento dal piano giudiziario al piano della geopolitica e forse capiamo meglio l’assurdità di questo..non ragionamento, guardando le distruzioni bellicche del mondo intero.
    Intanto io delego ad una entità che mi sovrasta il mio patimento e dico : pensaci tu con la tua LEGGE e in questo modo allontano, rendo estraneo il mio patire a me stesso: non ne ho più coscienza: ah risarcito! liberato! viversi il torto, il dolore nell’intimo, per me, porta sempre alla consapevolezza, delegare no!
    E qui che scatta la seconda questione importante, e cioè che il RISARCIMENTO LEGALE poi in effetti, non ti fa più cercare LA GIUSTIZIA, quella reale, quella che si può ottenere solo con dei rapporti sociali, economici, politici diversi , quella che porta
    per me alla Gemeinwesen di Marx : sempre avrai la giustizia che non sarà mai LA GIUSTIZIA DI TUTTI E PER TUTTI.!

    Io sono stata contraira a quell’indulto perchè era una ben misera cosa di fronte alla gravità della situazione carceraria, perchè ERA POCO!!! ERA NIENTE!!!
    No, dico, almeno una amnistia!
    E poi perchè sapevo una cosa che è scontata, l’indulto non risolve nulla.
    Il Carcere, la Galera è la tappa finale del CARCERE SOCIALE. Nasci proletario o sottoproletario? ed è sicuro che destinato sei a fare il pendolare tra carcere sociale e galera struttura dentro la struttura generale del carcere sociale, nasci rivoltoso?, o meglio ci diventi! ribelle a questo carcere sociale? e di sicuro lo stesso pendolarimso fai: chi per scelta più o meno cosciente, chi per pre-destinazione e questo di pendolarsimo deve fare!: la Sociatà capitalista lo mette in conto.
    La non consapevolezza di questo discorso basilare per me porta al diffuso legalitarismo imperante, fosse solo Travaglio fosse! e non sarebbe un travaglio così grosso!!!
    Sta di fatto che qui tutti a chiedere GIUSTIZIA E VERITA’ Allo Stato, e ad indignarsi pure perchè…non arriva!!!! Possono mettere una caterva di “segreto di Stato” ma sempre verità e giustizia allo Stato cercano.

    Quindi ero contro perchè:prima era un obiettivo sindacale mininimo, al ribasso, quello dell’indulto che ha lasciato le cose come stavano e che è servito solo a dare un contentino: terapia palliativa, secondo è servito a gente come Travaglio a fare le sue esternazioni forcaiole, più a qualche ONG a cantare vittoria.
    Intanto nelle galere nei cie, nei respingimenti vediamo come si diffonde un sentimnetio di respingimento di esclusione totale verso i maledetti: e più la crisi aumneterà, e con lei la PAURA di finire maledetti come i malnati più tale sentimento divverà diffuso.
    Quando le persone stanno male, in un primo momento almeno, purtroppo non diventano più buoni, ma più cattivi, e su questo dato di fatto che prosperano i Travaglio e i nostri travagli: del resto eh ragazzi ad un banchiere abbiamo dato 150 anni di ergastolo per le sue malefatte, e che non è GIUSTIZIA questa!!!???
    beh non vi ridaremo i soldi che si è fottuto ma intanto oh 150 anni gli abbiamo dato!!!
    La verità sostanziale è che se non si riprende coscienza che si vive un Carcere Sociale e non si ribalteranno i rapporti di forza per abbattere in primis il Carcere Sociale, la lotta dei detenuti sarà perdente: una volta si cantava noi lottiamo fuori iniseme a quelli che stanno dentro, ora la realtà di classe è che…fanno gli arrampicatori, e me la spacciano come VICTORY!!!

    Sappiamo tutti che costruiranno più carceri per la gioia di tutti i Travaglio e del suo compare Santoro, oh ci sta pure lui!!! che magari depenalizzzerano qualche reato,aumenteranno misure altrenative, obblighi di firma, di residenza, bracialetti elketronici telecamere…in finale un sistema quanto è obsoleto è obsoleto e va riconvertito! come l’economia che deve cambiare …all’insegna dell’ecologicamente corretto.
    Intanto passano le nostre non vite senza che siano vissute, vite senza il senso della vita.

    Un saluto solidale a tutti gli esseri umani in catene, un saluto a tutti gli UGUALI A NOI, pestati nelle carceri italiane detti CIE, in LIBIA IN TURCHIA…IN TUTTO IL MONDO
    vittoria
    dal Carcere Sociale
    L’avamposto degli incompatibili

  2. 3 settembre 2009 alle 14:17

    mi scuso per gli errori l’ho scritto di getto
    e per farmi perdonare;-)

  3. 3 settembre 2009 alle 14:28

    wow!
    Grazie!

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