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Una lettera aperta a Laura Pausini


Signora Pausini,

apprendiamo dai giornali del “dramma” che l’ha colpita e della sua intenzione di dedicare a Matteo i suoi prossimi concerti.

Ognuno ha diritto ad esprimere il proprio lutto nelle forme che ritiene più opportune, ma aver letto le sue dichiarazioni, riportate persino sui giornali di gossip, non può non farci pensare che Lei, Matteo, non sapeva chi fosse. Certamente non è così che chi l’ha veramente conosciuto avrebbe scelto di ricordarlo.

Ci rendiamo conto che i meccanismi dello show business, di fronte ad una tragedia di questo genere, impongono di assumere un contegno simile di fronte ai media. Ma è proprio a causa dell’ambiguità di questo cordoglio che sarebbe opportuno che Lei evitasse di farsi portavoce di un dolore che non le appartiene.

Forse dovremmo arrenderci ai meccanismi pubblicitari e lasciare che la strumentalizzazione mediatica ci scivoli addosso.

Ma non possiamo farlo, non possiamo perché vogliamo e dobbiamo rispettare il nostro dolore e quella che sarebbe stata la volontà del nostro amico.

Le chiediamo pertanto pubblicamente di astenersi dal dedicare a Matteo i suoi concerti, di non nominarlo, di lasciare il dolore a una dimensione privata.

Al di là degli aspetti penali, che competono alla magistratura, ciò che non emerge di questa tragedia è il grave problema che riguarda il lavoro. Lo show business, per massimizzare il profitto a ogni costo, impone ritmi frenetici e condizioni di lavoro aberranti a una categoria già di per sé frazionata e debole, il tutto per garantire sempre allo spettacolo di andare avanti.

Lei scrive nella sua lettera che si sente impotente, che non può fare niente per cambiare le cose; allo stesso tempo, Jovanotti invita a una riflessione su come migliorare il livello di sicurezza, senza che però alle parole seguano dei fatti concreti.

Noi al contrario riteniamo che Lei, come tutte le Star dello spettacolo, abbiate il potere e il dovere morale di cambiare qualcosa, per far sì che tutto quello che è accaduto non si ripeta. Gli artisti sono gli unici che possono permettersi di dire no.

Questo sarebbe un aiuto concreto e una dimostrazione di sostegno per quella che Lei chiama “famiglia in tour”, ed eliminerebbe il dubbio che da questa tragedia derivi solo pubblicità per il suo personaggio.

E’ il rispetto del silenzio che chiediamo.

Gli amici di Matteo

il blog da cui è tratta questa lettera: bieffegi.wordpress.com

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  1. gianni
    17 marzo 2012 alle 10:26

    Hai perfettamente ragione Valentina, ma aggiungerei, come forse ho già fatto, che l’abbozzino con queste inpalcature tubolari senza un controllo di un ingegnere competente in scenza delle costruzioni come avviene per i palazzi o per i ponti; oppure che cantino su un palco di legno, montabile e smontabile, alto due o tre metri da terra come avviene per i comizi di tanti inbroglioni. E’ l’ora di smetterla con queste tragedie, perchè, amici o non amici, non ci va bene che muoiano delle persone sul posto di lavoro. Io penso che canbiare il tipo di palco, gli costerebbe troppo a questi quattrinai degli spettacoli, e questo mi fa incazzare. Gianni

  2. 18 marzo 2012 alle 13:02

    Bisognerebbe cominciare ad opporsi ai canoni di lavoro a cui siamo sottoposti. Io da un po’ di tempo ho cominciato a rifiutare tutto ciò che va oltre, anche decidendo di ridurre i guadagni. Non si può avere sempre la frenesia di fare, l’era dei super-eroi è finita, grazie non lo dice nessuno e quei pochi che lo dicono sono finti. Il vero grazie sarebbe quello di metterci in condizioni di fare il nostro lavoro con tranquillità, rispettando i tempi di recupero e dando la possibilità di lavorare in sicurezza.
    Il giorno dopo questa seconda tragedia mi trovavo a Bergamo per allestire uno spettacolo di danza. Dopo qualche minuto viene il responsabile del teatro e mi dice “ma avete solo un camion?” io risposi dubbioso “si, perché ?”, lui mi disse ” e come mai avete chiesto il giorno di per montaggio?.. Adesso quando si accorgeranno saranno problemi!!”, poi aggiunse “qui gli spettacoli si montano in giornata” io gli risposi ” noi abbiamo scelto di vivere oltre che di lavorare “. Ne ho fatto tantissimi spettacoli in debutto, senza pause, senza tempo per mangiare, senza tempo per i dettagli, senza tempo per le prove. Ci dobbiamo fermare!! Vogliono i debutti, bene!! Si devono ridurre gli spettacoli ai minimi termini, si deve aumentare il personale e soprattutto si deve prendere personale qualificato.

  3. 18 marzo 2012 alle 13:33

    Premetto che non sono un grande ammiratore di Laura Pausini, che ritengo oltre che una cantante mediocre, una “finta ragazza della porta accanto” che ci regala buonismo e bei sentimenti in dosi nettamente superiori alla mia capacità di sopportazione.
    Detto questo, dubito che la sopracitata signora abbia bisogno di farsi (altra!) pubblicità in un modo così bieco e sono convinto della sua buona fede nel ricordare il povero Matteo.
    Se non avesse detto nulla probabilmente sarebbe stata additata come una menefreghista insensibile. Basta saperlo, e uno si comporta di conseguenza, mettendo sempre al primo posto la sensibilità di chi questo lutto lo ha vissuto -e lo sta vivendo- davvero in prima linea.

  4. emanuele
    23 marzo 2012 alle 00:40

    chiederei anche al sig lorenzo jovanotti di smetterla di riempirsi la bocca con la triste storia che ha coinvolto il “SUO TOUR” e di smetterla anche di parlare della sua famiglia in tour visto che non sa….. ne ha provato a sapere come nella realtà stanno i “suoi ragassi”,e lo dico con cognizione dato che sono un diretto interessato!uno di loro!
    basta con questa ipocrisia e con questo finto impegno…….fatti e non parole gettate al vento

  5. 22 maggio 2012 alle 21:50

    I all the time used to read article in news papers
    but now as I am a user of internet so from now I am using net for posts, thanks to web.

  6. MARISA
    25 luglio 2012 alle 22:53

    ECCO!! HO LETTO LA NOTIZIA STAMATTINA DEL RISARCIMENTO DA FAME ACCORDATO ALLA FAMIGLIA DEL TECNICO DELLA PAUSINI..SE FOSSI LAURA PAUSINI…… INVECE DELLE PAROLE PASSEREI AI FATTI E OFFRIREI ALLA MAMMA DEL RAGAZZO MORTO UNA CIFRA X ESEMPIO 200.000 EURO COME RISARCIMENTO…PERCHE’ DIREI..E’ SUCCESSO A UN MIO TECNICO.(.PARE UNO DEI MIGLIORI)..PERCHE SE IL MIO STAFF ORGANIZZATIVO NON HA FUNZIONATO’ MI RIGUARDA…PERCHE’…HO TANTI DI QUEI SOLDI DA POTERMI PERMETTERE DI AIUTARE LA SUA FAMIGLIA…FATTI PAUSINI.. NON PAROLE…

  1. 30 marzo 2012 alle 15:05
  2. 11 aprile 2012 alle 11:38
  3. 1 giugno 2012 alle 15:44
  4. 24 luglio 2012 alle 17:03

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