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La crisi ci priva di un altro compagno in Grecia, che sceglie il suicidio. Ciao Savas


La Grecia prende apprende di un nuovo suicidio, avvenuto ieri 21 aprile.
Un suicidio di un compagno, di un militante, di un uomo di 45 anni, insegnante da sempre impegnato politicamente.
Si chiamava Savas Metoikidis.
Si è impiccato come risposta finale alle imposizioni della troika, si è impiccato lasciandoci un lungo manoscritto in cui spiega le ragioni del suo gesto e che verrà probabilmente pubblicato tra poco, nella sua città natale, Stravroupoli, nel nord del paese.
Sono più di mille i suicidi avvenuti in Grecia dall’inizio della devastazione della società per mezzo del piano di austerità,
ma dopo quello di Dimitris Christoulas, questo è il secondo compagno che sceglie di farlo,
e di renderlo atto pubblico, il primo scegliendo un luogo simbolo come Syntagma -piazza del parlamento greco-,
il secondo lasciando un inequivocabile testo per spiegare il suo gesto.

Quello che pubblico qui sotto invece, che ho preso sempre da OccupiedLondon, è un testo che Savas aveva scritto allo scoppio della rivolta del dicembre 2008, seguita immediatamente dopo la morte del giovane Alexis Grigoropoulous per mano della polizia, senza alcuna ragione.
Una rivolta che ha cambiato molto il profilo delle piazze greche, e che io provai a raccontare da quelle strade, innamorandomene

Chi sono dopotutto i teppisti?

Violenza è  lavorare per 40 anni per delle briciole e chiedersi se si riuscirà a smettere
Violenza sono i titoli finanziari, i fondi assicurativi saccheggiati, la truffa in borsa.
Violenza è essere costretti a stipulare un mutuo per una casa che si finisce per pagare come se fosse fatta d’oro.
Violenza è il diritto del tuo capo di licenziare in qualsiasi momento voglia farlo.
Violenza è la disoccupazione, la precarietà, sono i 700 euro al mese con o senza contributi previdenziali.
Violenza sono gli “incidenti” sul lavoro, perché il padrone riduce i costi di gestione a scapito della sicurezza dei lavoratori.
Violenza è  prendere psicofarmaci e vitamine per far fronte agli orari di lavoro
Violenza è essere una donna migrante , è vivere con la paura di essere cacciato dal paese in qualsiasi momento e vivere in una costante insicurezza.
Violenza è l’essere casalinga, lavoratrice e madre allo stesso tempo.
Violenza è quando ti prendono per il culo al lavoro dicendo: ‘dannazione, sorridi, è chiedere troppo?’

Quello che abbiamo vissuto io lo chiamo rivolta.
E proprio come ogni rivolta appare come una prova generale della Guerra Civile, ma puzza di fumo, gas lacrimogeni e sangue.
Non può essere facilmente sfruttata o controllato. Accende le coscienze, si rivela e polarizza le contraddizioni, e promette, almeno, momenti di condivisione e di solidarietà. E traccia i percorsi verso l’emancipazione sociale.
Signore e signori, benvenuti alle metropoli del caos! Installate porte sicure e sistemi di allarme alle vostre case, accendete il televisore e godetevi lo spettacolo. La prossima rivolta sarà ancora più agguerrita, mentre il marciume di questa società si approfondisce … Oppure, potete prendere le strade al fianco dei vostri figli, potete scioperare, potete osare di rivendicare la vita che vi stanno derubando, potete ricordarvi che una volta eravate giovani e volevate cambiare il mondo.

Savas Metoikidis

Ciao Savas

Ciao Savas

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  1. 22 aprile 2012 alle 22:52

    Porca troika! 😦

  2. Marco Pacifici
    23 aprile 2012 alle 10:30

    Non so cosa sia(per ora…) la depressione, ma come tanti troppi di noi conosco ed ho conosciuto la disperazione:ed il giorno che non ce la faro’ piu, o che avro’ un male e non voglio crepare attaccato ai tubi, non mi suicidero’ fuori del parlamento, non mi daro’ fuoco fuori dell’equitalia, ma mi faro’ saltare DENTRO l’equitalia, DENTRO una banca (quando ci sono solo i dirigenti, magari li sequestro pure..)…), dentro IL PARLAMENTO (qui non c’è bisogno di salvare proprio nessuno) Infantile? visionario? direi da Antagonista ad Incompatibile… CiAo Savas, la Tua Vita vale e valeva molto di piu di questi 240 bilderberg bank, mostri extraterrestri criminali autolegalizzati. Ci mancherai come ci mancano le decine di migliaia di Compagni Fratelli Sorelle assassinati. Eravamo tanti eravamo forti ma su quelle bare sempre e solo i nostri morti …

  3. icittadiniprimaditutto
    23 aprile 2012 alle 13:26

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. giovanna Moro
    23 aprile 2012 alle 16:44

    Suicidiamoli tutti

  5. marcoricci62@live.it
    23 aprile 2012 alle 17:16

    quando decidete di fargli male, parlo dei bastardi confusionisti che stanno a Roma a dividersi i proventi di tasse e quanto altro fatemelo sapere e se vedete o sentite un saluto a Paolo Persichetti ciao marco ricci

  6. 23 aprile 2012 alle 17:58

    Certo Marco… Sono la compagna di Paolo..ora ti faccio scrivere.
    Un grande abbraccio a te..

  7. 25 aprile 2012 alle 11:10

    Marco Pacifici sottoscrivo quanto hai detto.per ora sto benino, anche se sono un “sopravvissuto” Un abbraccio fraterno Gianni

  8. 10 ottobre 2012 alle 11:14

    Quello che ha scritto Savas è il segno della rivoluzione che avanza, lasciandosi dietro sangue e morti.
    I tanti cialtroni finto-rivoluzionari che, nei loro salotti, si leggono Gramsci e il suo DIO Croce, dovrebbero imparare da Savas, perché lui è un proletario, un materialista.
    Ogni volta che sento di questi uomini valorosi così vergognosamente sprecati e buttati da questa società infame, il cuore mi si rigonfia d’ira.
    Ciao Savas, ora non soffrirai più per questa merda. Riposa sereno sapendo tu per primo che la loro fine è certa.

  1. 8 febbraio 2013 alle 10:04
  2. 8 febbraio 2013 alle 10:24

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