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Se questi non sono assassinii: la storia di Giuseppe Piccinini, 65 anni


Da quando ho parlato di un morto in carcere su questo blog…
ne son morti tanti, di detenuti. Un numero sempre più impressionante, avvolto in un silenzio mostruoso, di cui si è tutti colpevoli.

Giuseppe Piccinini, 65 anni, sopravvissuto per meno di 48 ore al carcere.

Il carcere uccide, spesso lo fa con una lentezza micidiale,
altre volte con una velocità che è disarmante anche solo raccontarlo,
non si hanno strumenti per comprendere come può sprofondare la vita umana, in un lasso di tampo brevissimo, quando il proprio corpo entra nelle mani dello Stato.
Il buon vecchio caro Stato, che oltre a carcerarti, ti uccide.

La storia di Giuseppe Piccinini, di ben 65 anni, è sconcertante.
Giuseppe è morto per il vino, come nelle canzoni di De Andrè.
E’ morto per il vino perchè il giorno di Natale di 4 anni fa si rifiutò di fare l’alcoltest dopo un tamponamento subìto.
Immediata denuncia, quindi processo, quindi condanna.
Una condanna a 4 mesi, anch’essa notificata con un po’ di sapor di vino durante una partita a carte con la compagnia di sempre, al bar sotto casa: ordinanza di carcerazione.
La richiesta dei domiciliari presentata dall’avvocato era stata rigettata dal magistrato di sorveglianza per “mancanza di idoneità del domicilio nonchè di programma ambulatoriale presso il Sert per abuso di alcol”, malgrado fosse anche in attesa, a momenti, di intervento chirurgico delicato.
E così Giuseppe saluta gli amici, e si avvia in carcere, sottobraccio a quelli coi pennacchi in testa … la storia mentra la si racconta sembra di sentire le dita di Faber sulla chitarra.
Era venerdì pomeriggio.
Lunedì mattina è squillato il telefono, a casa sua: «Suo marito è mancato»
Sulla cartella per ora c’è un generico, e quanto mai monotono nelle carceri italiane, “arresto cardiaco”.

Odio i tribunali di sorveglianza quasi più della galera.
Ultimamente.

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  1. icittadiniprimaditutto
    5 novembre 2012 alle 15:27

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Sedira
    5 novembre 2012 alle 15:59

    Mortacci loro… Questo caso di Giuseppe mi fa pensare ad uno vicino mieï, argelino manovratore di apparechio, che sta isterico e umbriaco quando non sta di servizio, che si ha fatto fermare davanti la sua macchina per una patruglia della polizia uno Sabato di Maggio alla notte, allorché non faceva niente che scherzare con uno vecchio compagno suo… Hanno fatto un alcotest, poï confiscato il permesso di manneggiare, e condotto il uomo all’ospedale per fare un test sanguinoso che ha rivelato 0, 75gr/litro di sangue di alcohol. Lo hanno incarcerato nello commissariato (Guarda A Vista) tutta la Domenica e fatto comparire il Lunedi allo Tribunale in procedura di emergenza senza avvocato, con il verbale di contravenzione per “condotta in stato alcoholico” e il verbale dell’ospedale falsificato : 1,75gr/L. nella sangue… Era abbastante per ottenere una condanna a 6 mesi di confiscazione dello permesso di condurre, e 2000 € di multa. Mi diceva piangiando e in rabbia che non poteva accogliere gli sui 2 figli per le vacazioni senza macchina per portargli a bagnarsi negli fiumi degli dintorni, e che non avveva potuto riprendere il suo lavoro senza il permesso… Mi ha detto che cosi avevano fatto gli poliziotti per umiliarlo.

  3. Un signore
    5 novembre 2012 alle 16:18

    Lo stato carcera e uccide? Anche quello cosiddetto popolare carcera e uccide. Se voi comunisti andate al potere, fate pure di peggio. Vedi la Russia e la Cina e tutti i posti dove ci sarebbero state rivoluzioni comuniste, tutte finite nel sangue e nei campi di concentramento.
    Per i poveracci non c’è tregua in nessun caso: pagano sempre loro.

  4. 5 novembre 2012 alle 16:21

    Ah no! Puoi star tranquillo… Quei che frequentano sto blog so’ i primo fucilati in Russia e Cina

  5. 6 novembre 2012 alle 00:59

    commenti che sembrano deliri, e invece di analizzare il perché succede tutto ciò si finisce per parlare di cina, russia, comunisti…mah…

    http://ilkomboloi.wordpress.com/2012/09/30/suicidi-di-stato/

  6. Giovanna
    6 novembre 2012 alle 09:23

    Non tiriamo sempre fuori Russia e Cina, parliamo dell’Italia perché abbiamo la disgrazia di vivere qui, un personaggio ha visitato il carcere dove si trova tanzi e piangendo sulle condizione drammatiche nelle quali versa da mesi ha dichiarato che questo non è un paese civile, chiaramente non non è andato nelle altre galere dove ci sono 6 persone per cella tra detenuti in attesa di giudizio, extracomunitari e tossici e dove i suicidi sono all’ordine del giorno, sembra che il problema sia solo il bancarottiere della Parmalat, me ne infischio se sta male mi preoccupo degli altri i senza voce e senza nome

  7. Enrico
    6 novembre 2012 alle 13:55

    Un signore:
    Lo stato carcera e uccide? Anche quello cosiddetto popolare carcera e uccide. Se voi comunisti andate al potere, fate pure di peggio. Vedi la Russia e la Cina e tutti i posti dove ci sarebbero state rivoluzioni comuniste, tutte finite nel sangue e nei campi di concentramento.
    Per i poveracci non c’è tregua in nessun caso: pagano sempre loro.

    E allora le Foibe?……………..

    Tutti gli Stati sono “cattivi” la Russia la Cina e perchè no? l’America, la Spagna, la Grecia.
    Sta di fatto che noi siamo italiani, almeno io lo sono, non so tu, e in Italia esistono leggi che dicono che una PERSONA detenuta, la sua salute fisica e psichica, è RESPONSABILITA’ dello Stato. Punto
    Dopodichè si può disquisire su tutto, io so, ad esempio, che in Cina alti funzionari di Stato sorpresi a rubare sono stati fucilati, come i poveracci, o che in America il 99% dei condannati a morte sono neri.
    Conclusione? la politica è sporca, non commentiamo, non protestiamo, andiamo a votare…………… e che dio ce la mandi buona.
    Enrico

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