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Da un minatore, ad un sindaco piegato al padronato

18 novembre 2012 3 commenti

Pubblico una lettera del carissimo Antonello Tiddia, minatore del Sulcis che ho avuto modo di conoscere nella sua bella terra.
Minatore sardo, incazzoso e in lotta,
sempre pronto a difendere la sua terra, il suo lavoro, i suoi ideali,
contro la violenza padronale.
[QUI il racconto della giornata]

Caro Sindaco ,
del comune di Carbonia le scrivo in base alle sue dichiarazioni sui fatti di martedi 13 , “Condanno fermamente gli atti di violenza”.
Quindi condanna gli scontri che si sono avuti tra le lavoratrici,i lavoratori, i cassintegrati , i disoccupati e gli studenti con le forze dell’ordine . Questo nella vecchia miniera di Serbariu di Carbonia, in concomitanza con la venuta nel Sulcis dei ministri Passera e Barca. Per Passera e i suoi compari la disoccupazione, lo smantellamento dell’apparato produttivo, la precarietà non sono affatto una priorità: sono soltanto i soliti indecenti argomenti di recitazione tipici di chi va a rendere visita a un ammalato che si desidera spacciato: una passerella in abito di circostanza con le più fantasiose promesse di guarigione. In realtà si occupano di debito pubblico, di spread, di liquidità delle banche, di scudi salva-stati, di fiscal compact, di pareggio di bilancio e di spending review, ma nell’interesse di chi ne è responsabile piuttosto che nell’interesse di chi ne è vittima: cioè nell’interesse del mercato finanziario e nella cura delle sue convulsioni. Il loro compito è soddisfare gli appetiti famelici di un branco di banchieri, di finanzieri, di speculatori e di ricchi.
In ogni modo e a ogni costo.
Come lei forse non sa i lavoratori avevano capito che non avevano portato niente di utile al tavolo e  si sono leggermente incazzati e hanno bloccato le uscite della miniera. A quel punto sono arrivati gli elicotteri per portare via quei pagliacci di ministri. Per i lavoratori la manifestazione era finita lì, perché avevano dato il messaggio che non è più il caso di venire a prendere per il culo la gente! Stavano già decidendo di andare via quando a qualcuno è venuta la brillante idea di dare l’ordine di sparare i lacrimogeni (ad altezza d’uomo)e da li sono nati i grossi scontri.
Quindi mi aspettavo da parte sua la solidarietà alle lavoratrici ed ai lavoratori sardi . Invece da buon servo e suddito ha condannato gli scontri con le forze dell’ordine , per ingraziarsi le simpatie dei poteri forti . Io e lei nel futuro saremo agli antipodi, lei con i padroni , io con i lavoratori e con le fasce più deboli .

ANTONELLO TIDDIA OPERAIO CARBOSULCIS

L’aria che si respirava con l’arrivo di Passera

I minatori del Carbosulcis

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