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27 Maggio 2013: “Aboliamo l’ergastolo”, Cinema Mexico, Milano


27 maggio al cinema Mexico, via Savona 57, Milano dalle 21.30
“ABOLIAMO L’ERGASTOLO”
con
letture a cura di
Gigi Gherzi ( Attore e Regista teatrale / Drammaturgo )

interverranno:

Nicola Valentino (sensibili alle foglie)
Valentina Perniciaro (baruda.net)
Giuliano Capecchi (associazione liberarsi)
Mirko Mazzali (Presidente Commissione Sicurezza di Milano,Osservatorio Carcere Ucpi )
dalle 21.30

Proiezione di:

“PASSAGGI A SANTO STEFANO”
a cura di Folletto 256037 /La terra trema (2012, 20 min)

“ergàstolo s.m. [sec.XV] – pena detentiva a vita”
di Giacomo Pellegrini, Mattia Pellegrini e Letizia Romeo (2012, 7.20 min)

Il 23 giugno 2012 siamo stati al Cimitero degli Ergastolani dell’isola di Santo Stefano (Ventotene). Ci siamo andati per chiedere l’abolizione dell’ergastolo e un orrizonte liberato dalle carceri. Ci siamo andati per portare dei fiori sulle tombe e per ridare il nome alle persone sepolte. Abbiamo fatto questo viaggio insieme a un gruppo di una quarantina di persone, aiutati da uno scritto di Luigi Veronelli, che qualche tempo dopo la chiusura del carcere fece un viaggio sull’isola addentrandosi fin nel cimitero alla ricerca della tomba di Gaetano Bresci, ricostruendo anche la mappa nominale di gran parte delle 47 tombe. Poco prima di morire scrisse ancora di S. Stefano, un testamento.

LIBERI DALL’ERGASTOLO
L’ergastolo viene comminato nei tribunali in nome del “popolo” ma ciò non esclude che porzioni di società possano dichiarare: Non in mio nome!
L’ergastolo è una prigione anche per chi non vi è recluso, d’altronde lo stesso Beccaria lo prospettava per la funzione terrifica che avrebbe esercitato sull’immaginario sociale. Liberi dall’ergastolo costituisce quindi una presa di posizione da fare in tutta coscienza, come un sospiro di sollievo, per non vivere in una società che immagina se stessa attraverso istituzioni di paura.

PORTA UN FIORE per l’abolizione dell’ergastolo
Ogni anno nel mese di giugno, in occasione della giornata mondiale indetta dall’ONU contro la tortura, sarà possibile recarsi al cimitero degli ergastolani dell’isola di Santo Stefano (Ventotene) attiguo al vecchio carcere borbonico. Un luogo simbolico da vedere e far vedere perché racconta in modo emblematico, con le sue 47 tombe, non solo la spietatezza dell’esclusione degli ergastolani dal consorzio umano anche dopo morti, ma soprattutto ciò che oggi è l’ergastolo. In particolare la tortura dell’ergastolo senza speranza, quello cosiddetto ostativo, che prevede oltre alla morte sociale e civile dei reclusi, la loro effettiva morte in carcere.

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  1. gianni
    14 aprile 2013 alle 11:09

    Cara Valentina, ho visto il video su S.Stefano, come ho sempre seguito gli altri interventi. Non ho mai capito quale significato avete dato a quelle croci…avrei visto meglio una bandiera rossa o rosso-nera, perchè a mio avviso gli uomini rinchiusi la dentro a vita erano tutti compagni indipendentemente dalle loro idee politiche. Non posso pensare che degli ergastolani sperino nella “resurrezione”!! La svastica. la falce ed il martello e la A cerchiata, hanno un significato….la croce ne ha uno ben diverso! Penso che Bresci, Mariani Giuseppe, Sante Pollastro e tanti altri che hanno lasciata la vita od una larga parte dell’esistenza in quella fogna a cielo aperto, che di santo ha soltanto il nome, si ribellerebbero o “risusciterebbero” per sputare su quelle croci. Ti abbraccio Gianni

  2. 14 aprile 2013 alle 11:13

    Nessun significato, se non quello del rispetto dei detenuti che una ad una le hanno fatte. Quelle croci erano semplicemente lì da quando son state messe dai detenuti durante le cerimonie funebri … Le abbiamo semplicemente infilate nei buchi secchi ancora presenti a terra.
    Non siamo andati lì per modificare nè sovradeterminare nulla: semplicemente per riportare dei nomi …
    Figurati che mi frega a me delle croci, siamo andati lì per altro, mi sembra chiaro

  3. gianni
    14 aprile 2013 alle 11:24

    Mi sono scordato di aggiungere che sia la mia compagna Alberta che io siamo iscritti alla società crematrice di Firenze da quando avevamo trent’anni, come ha fatto Prospero e compagni “vecchi e nuovi”; anzi facciamo pubblicità a questa scelta di farsi cremare. Ero a Coviolo non per partecipare ad un funerale ma come presenza-testimonianza -partecipazione militante degna di ogni manifestazione dei sentimenti che ci hanno mosso nel passato come nel presente. A pugno chiuso e mano ferma! Gianni

  4. Marianna
    14 aprile 2013 alle 13:36

    Dio deve darvi tanta forza e tanta pace nel cuore riuscendo ad ottenere l’ abolizione di questa pena di morte viva ( l’ ergastolo ostativo) …..

  1. 14 aprile 2013 alle 11:52
  2. 30 aprile 2013 alle 08:46
  3. 21 maggio 2013 alle 08:21
  4. 23 maggio 2013 alle 10:12
  5. 25 maggio 2013 alle 05:35
  6. 2 giugno 2013 alle 06:39

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