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Posts Tagged ‘Ennahdha’

Funerali Brahmi: nasce la Regione Autonoma di Sidi Bouzid, e si sposta verso la capitale…

27 luglio 2013 Lascia un commento

Dal momento in cui l’undicesimo colpo di pistola che ha ucciso Brahmi, a pochi passi dalla sua abitazione e solo sei mesi dopo l’assassinio del suo compagno Choukri Belaid, le strade della Tunisia sono esplose.
Qui sotto la pagina, in costante aggiornamento, di Infoaut : LINK

La tomba di Brahmi

intanto da Sidi Bouzid ci si sta spostando verso la capitale…sembra che Ennahdha abbia le ore contate…
chissà…

Il funerale di Brahmi. Sidi Bouzid si dichiara Regione Autonoma.
Notte di ferro e fuoco in Tunisia. Tutto il paese è stato attraversato dalla furia della popolazione tunisina rivolta contro tutte le istituzioni del regime guidato dai demo-islamisti di Ennahdha. Durissimi scontri con la polizia si sono verificati ovunque e a Gafsa, città storica dell’opposizione rivoluzionaria magrebina, durante gli incidenti con la polizia un compagno del Fronte Popolare Mohamed Mufti è stato ammazzato con un colpo di lacrimogeno sparatogli in testa da un celerino. Arrivano notizie anche di scontri tra diverse fazioni politiche come a Susa dove le squadracce di Ennahdha hanno attaccato un presidio dei nostalgici del regime di Ben Ali, organizzati nel partito, capeggiato da Beji Caid Essebis, Nidaa Tounes.

Mohammad Mufti, ucciso ieri con un candelotto lacrimogeno in testa

L’appello alla rivolta pacifica contro il regime pronunciato dal portavoce del Fronte Popolare Hamma Hammami sta facendo tremare le istituzioni tunisine: blocco dei servizi, del pagamento delle tasse, sciopero ad oltranza, presidio nei pressi dell’Assemblea Nazionale Costituente, e manifestazioni ovunque. Numerose le sedi di Ennahdha date alla fiamme.

In mattinata l’ex segretario di stato agli affari esteri Touhami Abdouli durante una lunga intervista a radio Mosaique FM ha annunciato che la regione di Sidi Bouzid si dichiara Regione Autonoma e che da oggi rifiuta di riconoscere tutte le istituzioni del potere centrale. Gli abitanti della regione hanno eletto un loro governatore, un certo numero di delegati, responsabili amministrativi, un consiglio regionale di saggi e un proprio senato. L’iniziativa sostenuta dai compagni e dalle compagne del Fronte Popolare durerà fino almeno allo scioglimento dell’assemblea nazionale costituente e del governo. La Sidi Bouzid rivoluzionaria invita tutte le regioni vicine (che ricordiamo sono parte del grande bacino minerario da sempre terra di lotta, dignità e rivolta) a seguire il suo esempio.

Il sindacato UGTT continua a presidiare tutte le proprie sedi, seguendo l’indicazione di un membro della segreteria centrale che ha dichiarato alla stampa che “qualsiasi attacco violento contro le nostre sedi o i nostri militanti, avrà una risposta repentina e organizzata ancora più violenta!”. Forte della riuscita completa dello sciopero di ieri questa volta l’UGTT sembra determinato a seguire la rabbia della popolazione, che nel pomeriggio di ieri è montata ancora di più quando sono iniziate a circolare le informazione a riguardo dell’uomo che il ministero degli interni aveva indicato come l’esecutore dell’omicidio Belaid e Brahmi: Marouen Nelhaj Salah, salafita combattente, è morto a giugno in Siria.

Le figlie di Brahmi al suo funerale

Non pochi commentatori riconoscono nella disinformazione diffusa dalle conferenza stampa del ministero degli interni un disperato tentativo di calmare le acque e aggiungere del torbido per allontanare da Ennahdha l’accusa di mandante politico degli omicidi.

Intanto continuano le dimissioni dei deputati dell’Assemblea Nazionale Costituente (ad ora 53), mentre da più parti aumentano le accuse contro Ennahdha degli omicidi politici e di aver svenduto la rivoluzione e il paese all’America e alle corone del petrolio alleate.

La tensione resta altissima anche nella capitale: intorno alle 10 di questa mattina una macchina della polizia è stata fatta saltare nei pressi del commissariato della Goulette a pochi kilometri da Tunisi. Blindatissimo dai servizi di sicurezza il corteo funebre di Mohamed Brahmi, partecipato da migliaia e migliaia di tunisini e tunisine. Il corteo ancora incorso dovrebbe raggiungere il cimitero Jellaz dove solo 6 mesi fa è stato interrato il corpo del compagno Belaid.

Dopo Choukri Belaid, assassinato in Tunisia Mohamed Brahmi!

25 luglio 2013 3 commenti

Mohamed Brahmi insieme a Choukri Belaid: Mohamed è stato assassinato poche ore fa, Choukri a febbraio

Avevamo pianto la morte, l’assassinio, di Choukri Belaid, leader del Fronte Popolare tunisino solo il 6 febbraio di quest’anno. Era una morte annunciata dopo le numerose minacce ricevute dai gruppi islamisti più radicali, ed è stato un assassinio eseguito con 4 colpi di pistola alla testa, mentre usciva di casa alle 8 di mattina.
Un comunista rivoluzionario, un compagno.
Poche ore fa, anche il miltante e deputato all’Assemblea Nazionale Costituente per il Fronte Popolare, che in questa foto vediamo stretto a Choukri è stato assassinato: 11 colpi alla testa, davanti a casa sua e alla sua famiglia, a Tunisi. E’ stata la moglie a portarlo in ospedale dove è arrivato morto.
Intanto il Fronte ha convocato una manifestazione tra pochi minuti davanti alla sua sede, ma sono già migliaia ad affollare le strade e ad aver raggiunto il ministero degli interni, dove da un po’ ci son scontri e lanci di lacrimogeni.
A PUGNO CHIUSO!

Il post di Infoaut appena pubblicato: LEGGI

Leggi:
La Tunisia brucia dopo l’assassinio di Belaid
L’omaggio del FPLP a Belaid
Un’intervista a Besma, compagna di Belaid

Un’intervista a Besma, compagna di Belaid

11 febbraio 2013 1 commento

Poco dopo la morte di suo marito, ecco Besma Khalfaoui che si unisce al corteo, con il suo dolore, la sua incredibile dignità e forza.

PRENDO QUESTA PAGINA DA INFOAUT.
Grazie

 

Pubblichiamo l’intervista a Besma Khalfaoui, moglie di Chokri Belaid, diffusa da RTL soir, dopo poche ore dall’omicidio del compagno tunisino. Besma è scesa subito in piazza con il segno della vittoria! Insieme ai compagni e alle compagne ha lanciato uno dei più grandi scioperi generali della storia della Tunisia. Il saluto a Belaid si è tramutato in una gigantesca manifestazione politica che ha portato più di un milione e mezzo di manifestanti a gridare “il popolo vuole la caduta del regime!”. “Ennahdha degage!” nelle strade della capitale. La presenza delle donne della rivoluzione durante la manifestazione è stata altissima quanto determinata. Anche questa è la straordinaria Tunisia di lotta e di dignità! Differente e contrapposta a quelle poche migliaia (3000) di manifestanti pro-governo e legati ad Ennahdha e altre fazioni islamiste, che ieri hanno avuto anche il coraggio di scendere in piazza al fianco del Ministero degli Interni, nel mal riuscito e meschino tentativo di deturnare il dibattito pubblico scandendo slogan contro la Francia.

Il segno della vittoria di Besma, già in strada dopo poche ore dall’assassinio di Belaid, che sia da monito alla transizione democratica degli islamisti a stelle e strisce, e dei fascisti verdi delle petrol-monarchie.

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DOMANDA: vostro marito Chokri Belaid, segretario generale del Partito dei Patrioti Democratici Uniti, è stato assassinato questa mattina mentre usciva dalla vostra abitazione. Si sentiva minacciato in questo periodo?

RISPOSTA: certo, era sempre minacciato, riceveva minacce da ben quattro mesi:su facebook, al telefono. Alcuni responsabili politici lo avevano avvisato avvertendolo della gravità della situazione.

D: secondo lei perché è stato preso di mira?

R: perché divulgava informazioni per far sapere le verità del suo paese; non voleva che tali informazioni venissero nascoste al popolo tunisino. In questo paese ci sono alcune persone messe in sicurezza e altre, come mio marito, uccise alle 8 di mattina in mezzo alla strada, davanti a tutti con quattro colpi sparati alla testa e al cuore in modo che non si potesse più muovere.

D: quando parla di “alcune persone”, si riferisce al partito islamista al potere?

R: si esattamente, parlo proprio del partito islamista Ennahdha che è al potere. Ci sono due correnti all’interno del partito, quella fuori dal potere che continuava a dichiarare pubblicamente, dentro le moschee, la morte di mio marito e l’altra, costituita dal ministero degli interni che avrebbe dovuto garantire la sicurezza ad un leader politico. Accuso Ennahdha di essere responsabile dell’omicidio.

D:come vi spiegate che malgrado le minacce esplicite il governo non abbia protetto vostro marito?

R: non sono io che devo rispondere a queste domande!

D:quindi lei sta affermando che al governo andava bene che suo marito non fosse protetto?

R: certo. Andava bene al partito Ennahdha. Loro vogliono uccidere chi dice la verità, vogliono uccidere la democrazia, vogliono affondare la popolazione nella violenza.

D: domani è stato chiesto uno sciopero nazionale da quattro partiti dell’opposizione, questa sera lei chiederà la fine del governo?

R: io lo spero, io spero nella fine del governo.

D: oggi, a due anni dall’inizio della primavera araba, lei può dire di rimpiangere Ben Ali?

R: ah no, io non rimpiango assolutamente Ben Ali perché è a causa sua che ora ci troviamo in questa situazione, io ora aspetto, chiedo solo la democrazia. Ora siamo qui(siamo contro questo governo) perché questo potere è lontano dalla democrazia, è un potere che non conosce il dialogo.

D: potete affermare che vostro marito è morto per la democrazia?

R:certo, mio marito è morto per il paese. E’ morto per la democrazia, lui stava instaurando la democrazia.

D: stiamo assistendo ad un ritorno della violenza nelle strade in Tunisia, volete mandare un messaggio agli oppositori che stasera scenderanno a manifestare per la morte di suo marito?

R: voglio dire a tutti di essere uniti per evitare che il potere vinca. Uniti contro questa espressione di violenza.

D:domani andrete a manifestare signora Khalfaoui?

R: oggi sono scesa a manifestare, perche mio marito avrebbe fatto la stessa cosa. Domani farò lo stesso, scenderò di nuovo nelle strade. Io e i suoi compagni continueremo in nostro percorso. Non smetteremo mai di parlare. Ci saranno 1000 Chokri Belaid.

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