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Dai dipendenti della Chinotto Neri: il dramma di un pugno di operai

17 dicembre 2011 5 commenti

Penso che tutto ciò diventerà normale amministrazione.
Questa è una piccola storia, che magari rimane impressa un po’ più di altre perché non è un maglificio o, non so, uno sconosciuto frantoio, ma uno stabilimento che produce una bibita che tutti conosciamo (è per altro la sola che bevo!), il Chinotto Neri.
Copio loro testuali parole

CAPRANICA
“Erano circa le 11:00 di mercoledì mattina (14 dicembre) ed eravamo in piena attività produttiva quando i nostri rappresentanti sindacali sono stati contattati telefonicamente dalle organizzazioni sindacali per una comunicazione urgente.
Ci è caduta addosso come un fulmine a ciel sereno la notizia che al 31 dicembre l’attività lavorativa sarebbe stata sospesa e lo stabilimento smantellato a causa della decisione della società di trasferire la produzione presso lo stabilimento IBG Spa che si trova a Buccino, in provincia di Salerno.
Non è facile descrivere la reazione che abbiamo avuto: incredulità, rabbia ed infine disperazione al momento in cui abbiamo preso coscienza del fatto che le nostre famiglie (tutte monoreddito) sono rimaste da un giorno all’altro senza alcun sostentamento economico, in un momento storico in cui riciclarsi nel mondo del lavoro è un’impresa ardua anche quando si possono vantare esperienza e professionalità decennali. La situazione ci è apparsa ancora più grave quando abbiamo realizzato che per come è stata condotta l’azione di “delocalizzazione” da parte della società (assolutamente legale, anche se discutibile dal punto di vista etico), non abbiamo diritto ad alcun ammortizzatore sociale se non i canonici mesi di disoccupazione al 60% dello stipendio.

Purtroppo la nostra è una “non notizia”, visto che eventi simili avvengono nel nostro Paese e anche nella comunità locale sempre più frequentemente, ma la chiusura della storica azienda Chinotto Neri non costituisce soltanto un nostro dramma personale, ma anche la perdita di un prodotto simbolo per la cittadina di Capranica e per il Lazio, regione nella quale la famosa bibita è molto conosciuta ed apprezzata. Proprio per questo speriamo che la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini e l’assessore regionale all’industria ed artigianato si mostrino sensibili alla richiesta d’intervento avanzata dall’Amministrazione Comunale non soltanto nel sostegno economico a noi dipendenti ma anche nell’agevolare la rivalutazione dello stabile nell’ipotesi di un possibile riutilizzo industriale o commerciale.
Ci sentiamo comunque in dovere di ringraziare per il loro impegno e sostegno nei nostri confronti le organizzazioni sindacali Flai Cisl e Flai Cgil e l’amministrazione comunale, la quale si è impegnata tra l’altro ad integrare con un’ulteriore mensilità le 4 concesse dall’azienda come incentivo all’esodo ed a far proprio, con delibera di consiglio, l’accordo siglato tra i sindacati e l’azienda stessa dandoci così una garanzia istituzionale sul rispetto degli impegni presi”.

I dipendenti Chinotto Neri
Angiani Elena, Berto Giovanni, Bertolelli Mario, Delle Monache Angela, Formentini Maurizio, Marangoni Danilo, Montini Domenico, Sposetti Mario, Petretto Augusto, Piergentili Angelo, Porta Sandro

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