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Migranti in rivolta nei CIE di tutta Italia: buona libertà a chi è riuscito a fuggire

24 luglio 2013 Lascia un commento

Una detenzione non giustificabile, quella dei migranti all’interno dei Centri di Identificazione ed Espulsione:
corpi prigionieri senza aver commesso reato alcuno.
Corpi privati della libertà perché hanno osato muoversi, scavalcare frontiere, varcare mari spesso letali.
Nessun reato gli è contestato se non quello di esistere in quanto fantasmi del pianeta, considerati dalla legislazione internazionale meno di un numero di matricola, privi anche di quei diritti minimi che hanno conquistato a fatica i detenuti reclusi nelle normali carceri italiane.
Nessun reato: ma un presente e un futuro non breve in un lager, che altro modo di definire i CIE non esiste.

Dannati della terra che si ribellano, dannati della terra che spesso son stati qui decenni, che hanno messo al mondo figli nati qui, che hanno lavorato, sono stati sfruttati dal primo all’ultimo giorno in posti di lavoro che non sembrano aver fretta di adeguarsi alla “legalità” di cui tanto si riempiono la bocca.
Nelle ultime ore è stata una rivolta dietro l’altra: il desiderio di riconquistare una libertà smarrita senza nemmeno capirne il motivo permette focolai di rivolta continui.
Torino, Trapani, Caltanissetta, Modena: il grido di libertà alza la testa.
A Trapani sono 4 i reclusi che son riusciti a darsi alla macchia, riabbracciando la libertà,
con la gioia di chi la strappa a morsi, senza nulla da perdere e con tutto da conquistare.

Che la vostra fuga non abbia fine.
CHIUDERE I C.I.E.
ORA!

[per altro materiale sui CIE: qui]

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Joy ha tentato il suicidio: Assassini!

24 aprile 2010 Lascia un commento

Chi vuole la morte di Joy

Mesi e mesi di vita rubata tra Cie e carcere dopo anni di vita rubata dai suoi sfruttatori. Quello di Joy non è un tentato suicidio, ma un tentato omicidio, e sappiamo bene chi vuole la sua morte: chi sta facendo di tutto per non farla uscire dal Cie, chi da settimane cerca di piegarla e distruggerla psicologicamente, chi cerca di isolarla impedendo i colloqui con lei e negandole la linfa vitale delle relazioni. Tutti/e costoro – e i loro complici – sono responsabili del gesto disperato di Joy che oggi i suoi avvocati hanno voluto denunciare con un comunicato stampa mandato alle agenzie.
Chiediamo a chi intende riprendere il comunicato di omettere, come abbiamo fatto noi, il suo cognome.
Immigrazione/ Denunciò stupro al Cie: nigeriana tenta suicidio Il 17 aprile Joy (***) ha ingerito sapone al Cie di Modena (da Apcom) Joy (***), la 28enne nigeriana che ha denunciato un tentativo di violenza sessuale da parte di un ispettore di polizia nel Cie di Milano l’estate scorsa, ha tentato il suicidio all’interno del Centro di identificazione ed espulsione di Modena dove è trattenuta da alcuni mesi.
A quanto risulta ad Apcom, il 17 aprile scorso, la donna ha ingerito un intero flacone di sapone ed è stata ricoverata in ospedale dove le è stata praticata una lavanda gastrica. Sentito da Apcom, l’avvocato Eugenio Losco, che insieme con il collega Massimiliano D’Alessio difende la donna, conferma l’episodio: “Se l’è cavata, ma sono molto preoccupato perché, dopo questo tentativo, Joy continua a manifestare propositi suicidi e non vorrei contare il secondo morto nella vicenda seguita alle proteste nel Cie di Milano”. L’avvocato si riferisce al suicidio, nel gennaio scorso, a San Vittore di Mohamed El Aboubj, in carcere dopo la condanna in primo grado nel processo con rito direttissimo per la “rivolta” in cui fu coinvolta anche Joy. “Joy è nei Cie da quasi un anno in attesa di espulsione ed è fisicamente e psicologicamente molto provata, sia per la detenzione che per il dilatarsi dei tempi di inoltro della denuncia che ha fatto contro i suoi sfruttatori e che le farebbe ottenere un permesso di soggiorno per protezione sociale” continua il legale, sottolineando che la situazione per Joy, in Italia dal 2002 per fare la parrucchiera e poi diventata prostituta, si è “ulteriormente aggravata dopo che il 12 aprile scorso, giorno in cui era prevista la sua liberazione, le è stato comunicato che sarebbe dovuta rimanere al Cie per altri due mesi”. Per quanto riguarda la vicenda della presunta violenza sessuale (l’ispettore accusato ha sporto querela contro la donna), l’avvocato fa sapere che l’8 giugno prossimo il Gip Guido Salvini ha fissato l’incidente probatorio per l’audizione della donna nigeriana.

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