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Nessuno o tutti – O tutto o niente

4 ottobre 2008 2 commenti

Una selezione di poesie di Bertold Brecht…così, a mia scelta.
Girovagando tra una libreria nuova, ogni giorno più familiare. 

Fuggito sotto il tetto di paglia danese, amici,
seguo la vostra lotta. Di qui vi mando,
come già ogni tanto, i miei versi, incalzati
da sanguinose visioni oltre il Sund e il fogliame.
Fate uso, di quel che ve ne giunga, con prudenza!
Libri ingialliti, consunti rapporti
mi sono scrittoio. Se ci vedremo ancora,
volentieri ancora ritornerò apprendista.

                             Svendborg, 1939

I LAVORATORI GRIDANO PER IL PANE
I COMMERCIANTI GRIDANO PER I MERCATI.
IL DISOCCUPATO HA FATTO LA FAME. ORA
FA LA FAME CHI LAVORA.
LE MANI CHE ERANO FERME TORNANO A MUOVERSI: 
TORNISCONO GRANATE.

Foto di Valentina Perniciaro _Totem de comitato nomortilavoro.org_

Foto di Valentina Perniciaro _Totem del comitato nomortilavoro.org_

Schiavo, chi ti libererà?
Chi sotto a tutti, in fondo a tutto sta.
Compagno, ti vedranno
e udranno le tue grida:
schiavi ti libereranno.
                              Nessuno o tutti – o tutto o niente.
                              Non si può salvarsi da sè.
                              O i fucili – o le catene.
                              Nessuno o tutti – o tutto o niente.

Affamato, chi ti sfamerà?
Se vuoi pane, te ne darà
chi non ne ha per sé. Vieni con noi,
il cammino ti mostreremo,
affamati ti sfameremo. 
                              Nessuno o tutti – o tutto o niente.
                              Non si può salvarsi da sè.
                              O i fucili – o le catene.
                              Nessuno o tutti – o tutto o niente. 

 

Vinto, chi ti vendicherà?
Tu, se ti hanno colpito,
cammina con chi è ferito.
C’è in noi deboli, compagno,
quel che ti vendicherà.
                              Nessuno o tutti – o tutto o niente.
                              Non si può salvarsi da sè.
                              O i fucili – o le catene.
                              Nessuno o tutti – o tutto o niente.

Perduto, chi oserà?
Chi la miseria non sa
più sopportare stia
con chi vuole che questo il giorno sia,
non quello che verrà
                              Nessuno o tutti – o tutto o niente.
                              Non si può salvarsi da sè.
                              O i fucili – o le catene.
                              Nessuno o tutti – o tutto o niente. 

 

Foto di Valentina Perniciaro _ Ammazzati sul lavoro_

Foto di Valentina Perniciaro _ Ammazzati sul lavoro_

E QUESTO E’ TUTTO, E NON E’ GIA’ CHE BASTI,
MA FORSE VI DIRA’: ESISTO ANCORA.
SON COME QUELLO CHE CON SE PORTAVA
SEMPRE UN MATTONE PER MOSTRARE AL MONDO
COM’ERA STATA UN GIORNO LA SUA CASA. 

Si muore nel fango

12 giugno 2008 1 commento

 

Si muore nel fango, si muore schiacciati, si muore avvelenati.
Nessuno è mai responsabile, nessuno ha mai pagato per queste morti.
Tutti spendono molte parole di esecrazione e di condanna, si cercano le cause della tragedia; imprenditori, governo e sindacati si dichiarano costernati.
Ma intanto, nei fatti e non colle parole, l’Unione Europea deregolamenta l’orario di lavoro e così, grazie alla nuova normativa si potrà cancellare ogni forma di contrattazione collettiva, sostituita da rapporti di lavoro individuali, come sogna la CONFINDUSTRIA 
Sarà ancora più facile morire nelle fabbriche, nei cantieri, nei campi o in fondo ad un un pozzo, avvelenati come topi.
Liberalizzare l’orario di lavoro è un crimine, una istigazione a delinquere; cosi come si moriva nell’ottocento così si muore nel duemila: almeno risparmiateci l’ipocrisia delle lacrime per gli ultimi omicidi, come quello degli operai siciliani uccisi dalle esalazioni tossiche dentro una vasca di depurazione.
La domanda è solo una: esistono forze sindacali, sociali, civili e culturali in grado di dare un segno di vita, di battere un colpo, per difendere una conquista di civiltà ? 
I movimenti di base si mobilitano puntualmente e giustamente contro il razzismo e contro il fascismo, per il diritto al lavoro e per il diritto all’abitare, contro le guerre, in difesa della diversità.
Sarebbe ora di mobilitarsi e incazzarsi con la stessa intensità e puntualità anche per la strage giornaliera di lavoratori, per far diventare la tutela della salute e della vita dei lavoratori il problema centrale del conflitto.  

COMITATONOMORTILAVORO
ROMA 12/06/08

Foto di Valentina Perniciaro -Produci Consuma Crepa-
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