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A Prospero Gallinari, volato via troppo presto

14 gennaio 2013 66 commenti

Te ne sei andato via veramente troppo presto.

Foto di Stefano Montesi

E il dolore non si placa, non trova ristoro, né per i tuoi 62 anni, né per la tua storia.

Sei morto questa mattina, da detenuto che andava a lavorare.
Eh sì, sei morto da detenuto, da carcerato, quel che era dal settembre 1979: detenuto in un paese che tiene ancora gli anni ’70 in cella, compresi i corpi su cui ha mosso tortura, ha impiantato elettrodi, ha seviziato le carni.
Morto detenuto, perché la condizionale ti era stata rifiutata.

Non riesco a salutarti ancora, non trovo le parole adatte, non riesco a cercarne di non mie…
spero solo, e qui mi appello a chiunque cadrà su queste timide e addolare righe,
che al tuo funerale ci saranno migliaia di pugni chiusi a salutarti.
Migliaia sì,
perché le pagine dei giornali non si riescono a leggere, perché la sola lezione che possiamo dare a questo Stato, come ai nostri figli,
é darti un saluto imponente, è esserci TUTTI.

La terra per te sarà più lieve di una piuma.

AGGIORNERO’ questa pagina appena avrò luogo e orario del suo funerale.

A PUGNO CHIUSO PROSPERO,
SANGUE NOSTRO

“PRIVANDOMI DEL MARE, DELLO SPAZIO PER LA CORSA E IL VOLO,
DANDO ALLA MIA ORMA IL SUPPORTO DI UNA TERRA FORZATA,
COSA AVETE OTTENUTO?
CALCOLO BRILLANTE:
NON SIETE RIUSCITI A ESTIRPARE LE LABBRA CHE SI MUOVONO”
Osip Mandel’štam.

Andate su questa pagina invece,
è il saluto a Prospero scritto da Salvo, Salvatore Ricciardi, suo compagno di organizzazione e di carcere…

Per ricordare chi era, la sua ironia e come si muovevano le Brigate Rosse anche negli ospedali romani, andate a leggervi questa bellissima pagina: QUI

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