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Senza diritto all’ossigeno: i fumi dell’Ilva di Taranto


Era il marzo del 2011 quando misi su questo blog un video di alcune esplosioni notturne provenienti dall’Ilva di Taranto.
Oggi il buongiorno mi è stato nuovamente dato da immagini incommentabili di fumi neri alzarsi in aria, per ricadere sulla vita (sulla morte dovremmo scrivere) di un’intera città, di un intero splendido golfo, di centinaia di migliaia di persone.

In questi due anni, decine di tavoli tecnici, di menzogne, di risate vendoliane al telefono (qui i commenti li lascio a voi che le vie respiratorie si ingolfano di secrezioni improvvise impedendomi la sopravvivenza), di bla bla bla eppure…
ecco Taranto ieri mattina, ecco Taranto anche in questo momento probabilmente.

Ci inquinate da millenni, ci uccidete, ci rendete metastasi impazzite: ma la pagherete, senza ombra di dubbio.

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  1. daniele
    25 novembre 2013 alle 14:46

    E ‘solo fumo nero dovuto all’incendio di un nastro trasportatore. i lavori di miglioria ci sono e ci saranno. Calma

  2. gianni landi
    25 novembre 2013 alle 16:53

    Era il lontano 1969 quando facevo il chimico farmaceutico a Piombino, alias farmacista. Ero stato richiesto dal P.C.I. di fare il farmacista della farmacia comunale nella prospettiva di aprire altre due farmacie ed essere il responsabile agli acquisti con la prospettiva di mettermi come responsabile e far guadagnare il Partito e Compagnia bella. Facevo parte da poco tempo del Potere Operaio di Pisa ed i compagni videro di buon occhio che mi recassi in quella città. in quel 1967. Passati due anni, avevamo cambiato la situazione politica della cittadina, mi riempirono di denunce, convocazioni e pedinamenti da parte dei carabinieri, tentativi di coinvolgermi in un fallito attentato alla questura, mandati di cattura , vari “consigli da parte del Direttore sanitario e dirigenti del Partito. Una sera durante una manifestazione studentesca non volli obbedire al “consiglio” di un dirigente del P.C.I. di sciogliere la manifestazione e come conseguenza mi fecero perdere il lavoro che avevo ottenuto con un contratto capestro di tre mesi più uno!! Lotta continua mi propose di di andare a Taranto, visto che avevo fatto esperienza all’ Italsider di Piombino , conoscevo i problemi del settore e perchè non c’erano compagni disponibili ad andare in una città superincquinata!!! Non me la sentii di accettare per motivi di salute e familiari. Rimasi disoccupato per vari mesi e dormivo in una casa abbandonata…ma salvai la “buccia”. ed oggi ne ho la conferma. Questo è il mio contributo alla “verità” storica..Tornai a Firenze continuando a fare “casino” senza abbandonare le lotte degli anni ’70-’80 con tutte le conseguenze di quegli anni…ma senza rimorsi nè pentimenti. Gianni Landi

  3. gianni landi
    25 novembre 2013 alle 17:05

    ….m’ero scordato di dirvi che nei due-tre anni che rimasi a Piombino andavamo quotidianamente a fare volantinaggio all’Italsider (oltre alle scuole e nei quartieri) al vari cambi dei turnisti e mi trovavo polvere nera sul viso e nella schiena fino al buco del culo!! Figurarsi i polmoni di quelli che passano una vita a Taranto! .”cosa vuoi compagnooo..piuttosto che restare senza lavorooo”! Espropria supermercati, occupa le case, …..BISCHERO! Gianni Landi

  4. enzo del sarto
    9 dicembre 2013 alle 11:52

    ieri PORTO MARGHERA a pioggia tutto il territorio risulta devastato ” dal progresso ha dato questo risultato” nessuno escluso.Mentre tutti i servizievoli fanno a gara quale partito funzionale alle multinazionali. RENZI tutto PD sono i nuovi costruttori di disuguaglianze so l esercito della nascente DITTATURA .

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