Home > L'Italia e il movimento, Lavoro e assassinii, manifestazione, RIVOLTE e RIVOLUZIONI > Sciopero selvaggio dei trasporti a Genova, della logistica a Bologna: odor di lotta di classe?

Sciopero selvaggio dei trasporti a Genova, della logistica a Bologna: odor di lotta di classe?


Quando uno sciopero selvaggio va avanti 4 giorni inizia a spaventare.
E’ proprio il concetto di “sciopero selvaggio” che già sbaraglia la realtà padronale, la fa tornare indietro trent’anni,
lascia nell’aria delle città quel profumo di secolo scorso di cui tanto si ha bisogno,
almeno nelle lotte.
I lavoratori del trasporto pubblico della città di Genova ci stanno dando una lezione incredibile nella loro lotta contro la privatizzazione,
ci stanno rispiegando la “lotta di classe”, hanno tolto strati e strati di polvere e ragnatele a parole ormai rimosse, a partire appunto da “sciopero selvaggio” …
per domani è confermato il 5° giorno di sciopero per tutte le 24 ore.
AVANTI COSI!

Da Infoaut:

Una risposta situata e dal basso all’ansia privatizzatrice: una lotta che può vincere!
IV giorno di mobilitazione: oggi verso La Regione, domani  per le vie della città.

La battaglia iniziata a Genova dai dipendenti dell’Amt ha un ché di esemplare: per i nodi politici e sociali che investe, per come polarizza gli attori sociali, per la linea di demarcazione che traccia tra chi sta al di qua e al di là della barricata, per come sbugiarda la politica istituzionale e le sue politiche di cortissimo respiro, per come arriva a porre la questione di un bene comune (il diritto alla mobilità per tutti) in termini concreti e non meramente legislativo-formali. Il tutto non a partire da supposti interessi generali (che sono quelli cui si appella il sindaco in quota Sel Doria) ma dalla difesa di un interesse molto parziale qual è il diritto ad un salario (cioè alla sopravvivenza) dei lavoratori del comparto trasporti pubblici genovesi.
E’ una vicenda in cui sembrano riecheggiare temi e toni dei grandi scioperi francesi dell’autunno-inverno 1995. Come allora la lotta sembra travalicare il confine chiuso della difesa del posto di lavoro per porsi come battaglia più generale per un diritto alla città e all’uso delle sue risorse differente da quella che hanno in mente i gestori istituzionali, uguali nelle loro differenze (qui di nuovo Sel mostra la sua assoluta omologazione col PD) nel mettere sempre di fronte a tutto la necessità di “avere i conti in equilibrio”.
Oggi in piazza, con gli autisti sono scesi anche i lavoratori delle altre partecipate, Aster (azienda di manutenzioni) e Amiu, impegnata nella raccolta rifiuti e molt* cittadin* che sentono questa battaglia come propria. E’ un buon primo passo nel deserto che ci circonda, potremmo dire: una prima risposta al nuovo pacchetto di privatizzazioni messo in campo dal governo di larghe intese.

Ma quello che questa lotta ci insegna è soprattutto che solo uniti e determinati si può tentare di vincere. Non diciamo “si vince!” perché troppa è ancora l’asimmetria tra le forze in campo… ma almeno questa battaglia sta avendo il merito di mostrare come solo vendendo cara la pelle si può pensare di difendere e ottenere qualcosa. I lavoratori dell’Amt non sono andati al tavolo di trattativa fino a quando questa non ha aperto uno spiraglio di possibilità reale: la trattativa l’hanno imposta con un rapporto di forza costato 4 giorni di blocco totale della mobilità cittadina. Solo allora il “benecomunista” Doria è tornato sui suoi passi..
Nelle ultime assemblee i lavoratori hanno ribadito la volontà di proseguire ad oltranza. Ieri il Sindaco Doria aveva confermato la volontà di mantenere l’azienda pubblica nel 2014, paventando però tagli agli stipendi e contratti di solidarietà, per ripianare i bilanci e svendere Amt nel 2015. Oggi si rimangia tutto e apre un tavolo di trattativa in Prefettura alle 17.30.
Vedremo come andrà a finire.
Per domani, intanto, resta per ora confermato un presidio itinerante di solidarietà coi lavoratori in lotta.
Avanti Genova!

Nel frattempo domani anche a Bologna ci sarà una manifestazione che già si percepisce imponente, così come la lotta dei facchini è stata dal primo giorno, in tutto il territorio italiano.
Domani a Bologna i facchini incroceranno le braccia; domani il movimento operaio della logistica si da un appuntamento nazionale…
Vi lascio il comunicato e buon viaggio a chi parteciperà alla manifestazione.

Nei magazzini della Logistica il padrone vuole trattarci come schiavi, vogliono che teniamo la testa bassa e la schiena curva, ma abbiamo detto no a tutto questo!
Abbiamo iniziato le lotte nei magazzini con coraggio e senza paura, per la nostra Dignità, stanchi di essere sfruttati e tante volte abbiamo vinto contro i padroni, guadagnando paghe più alte lavori meno duri e cacciato l’arroganza di capi e padroni!
Tutti insieme, stando uniti, siamo una forza che fa paura e che vince contro il sistema dello sfruttamento rappresentato dalle cooperative, dai padroni della logisitica e dalle centrali sindacali vendute che fanno gli interessi dei padroni.
Ci siamo sollevati ribellandoci a tutto questo e loro hanno avuto paura, perchè picchetto dopo picchetto, sciopero dopo sciopero, in tutta Italia siamo cresciuti come movimento e non siamo mai stati soli nella lotta, perchè la solidarietà è arrivata da molti altri che come noi sono sfruttati.
Qua a Bologna ai picchetti, alle nostre assemblee generali, all’interporto durante gli scioperi gli studenti, gli operai degli altri settori, gli universitari, i lavoratori precari e i compagni del Lab Crash! sono stati a bloccare insieme a noi, perchè tutti sentono lo sfruttamento sulla pelle: subiamo il ricatto di affitti alti, di governi che rubano i nostri soldi per regalarli alle banche o ai mafiosi che vogliono costruire la TAV, invece di darle per le scuole, gli ospedali e le case.
Tutti insieme siamo stati a Roma il #19 ottobre, in 70.000 facchini, precari, studenti ad Assediare i palazzi del potere, contro i ministeri complici della crisi e che fanno gli interessi del padrone.
Oggi vogliono toglierci quello che abbiamo conquistato, oggi i padroni vogliono tornare a schiacciarci nei magazzini con il loro tallone di ferro, per questo in molti magazzini provano a rimangiare gli accordi, per questo i lavoratori della Granarolo non sono ancora stati assunti, per questo vogliono spaventarci con denunce e ci minacciano di non dare il permesso di soggiorno.

Ma noi non abbiamo paura! Le loro minacce sono parole di istituzioni corrotte lontane dalla gente e non valgono nulla per noi!
Mai ci fermeremo, mai verremo sconfitti fino a che rimaniamo uniti e solidali tra noi, fino a quando avremo vinto ottenendo per tutti gli sfruttati e le sfruttate diritti e dignità!
I padroni, le cooperative, le istituzioni vogliono attaccarci, togliendoci quello che abbiamo conquistato, non permettiamoglielo!
Scendiamo tutti in piazza per far vedere che non abbiamo paura, che non lasciamo soli i nostri compagni lottatori della Granarolo, che tutti insieme siamo una forza e vinceremo!
Il Laboratorio Crash convoca tutta la Bologna in lotta contro l’austerità e la crisi e far sentire la sua forza solidale al fianco dei facchini!
Corteo del movimento operaio della logistica, concentramento a Bologna, sabato 23 novembre, ore 15:00 Piazza Maggiore
SI-Cobas – Laboratorio occupato Crash!

Advertisements
  1. 22 novembre 2013 alle 22:04

    La città è in ginocchio ed ESASPERATA dopo 4 giorni di folle “sciopero selvaggio” e illegale occupazione. Ne è prova il sondaggio del Secolo XIX: “E’ giusto privatizzare le società partecipate (AMT, AMIU e Aster) di Genova?”- Risultato ore 17,10 su un campione di ben 8101 cittadini: -Sì è giusto, sono inefficienti=45%; -Sì, ma salvaguardando i livelli occupazionali=19%; -No, è sbagliato= 36%.
    Non tirate ancora la corda!
    Ognuno ha diritto a scioperare anche per mesi, se questo può servire, e su questo non si discute, ma non si deve tenere una intera città senza un minimo di servizio garantito… in fondo una parte dei loro stipendi li paghiamo anche noi cittadini che prendiamo l’autobus ogni giorno e non è giusto che per tutelare i LORO diritti privino noi dei NOSTRI. O sbaglio?.
    gente che ha pagato l’abbonamento, e non usa i mezzi…a chi chiede il rimborso?… pensionati in ospedale che x fare visite di controllo prenotate da mesi camminano x le strade alle cinque di mattino con il freddo di questi giorni, per poter arrivare all’appuntamento in tempo; perchè siamo onesti non tutti hanno pensioni ricche, e la maggior parte di essi non può permettersi il taxi!.
    poi chi l’ha detto che privatizzare porta solo guai?
    se tagliano posti, e tagliano su coloro che sul lavoro fanno i lavativi ben venga, perchè i famigliari dei dipendenti amt non pagano gli abbonamenti x intero come ogni altro comune cittadino?… pensate quanti dipendenti, quanti abbonamenti, in quanti anni quanti soldi… perchè l’autista non fa le veci di controllore ? e la finiamo di far viaggiare gratis migliaia di persone? … perchè mai il comune di genova e la regione devono indebitarsi ancora x finanziare questa azienda che ha dimostrato di non sapersi gestire?… tagli si… meno dirigenti con stipendi importanti…
    che non si facciano venire in mente di fare una richiesta alla popolazione x pagar loro le multe x la precettazione di questi giorni di sciopero.. xkè si sente anche questo in giro… ed allora si… che l’astio delle persone verso amt sarà ancora piu’ forte.

  2. 22 novembre 2013 alle 22:15

    meglio che mi taccio!

  3. 23 novembre 2013 alle 10:19

    Ma hanno ragione sia i dipendenti che Rosa!!! E’ un fallimento della politica, ogni azienda che gestisce lo fa in rosso!!
    Qui bisogna trasformate queste aziende in BENI COMUNI, Nè dello Stato nè dei privati, ma dei lavoratori e degli utenti, della collettività!!! Farne dei Soviet allargati dei Sistemi Consigliari che comprendono tutti i portatori d’interesse!!!
    Quindi scioperi che non siano funzioni funebri dei dipendenti ma attivi e propositivi!!
    Questa sarebbe lotta di classe!!!!

  4. gianni landi
    24 novembre 2013 alle 12:19

    Sono d’accordo con Antonio S. e sarà che certe “parole d’ordine”, certi suggerimenti vengano portati avanti in ogni settore nel quale ci sono lavoratori in lotta. Gianni Landi

  5. adr
    25 novembre 2013 alle 00:28

    e come al solito grazie ai sindacati finisce tutto in merda 😦

  6. Enrico
    25 novembre 2013 alle 12:23

    Non parlo di Genova perchè non conosco, ma credo che la situazione di Roma non sia poi così differente. e qui i disagi, per chi si muove in autobus, non durano da 4 giorni ma da mille anni e tutti sappiamo di chi è la colpa, amministratori profumatamente pagati ed incapaci, messi lì perchè amici degli amici, assunzioni come scambio di voti etc etc. e per mille anni tutti tacciono bofocchiano, sussurrano, e votano, poi quando gli operai si inc..no, i bofocchiani e sussuratori alzano la voce per i disagi, tutti vedono, si accorgono, ed inizia il cicaleggio.
    Enrico

  7. enzo
    28 novembre 2013 alle 17:19

    sono d’accordo con Antonio S.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: