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Posts Tagged ‘Mavi Marmara’

Dopo gli spari in acque internazionali anche il furto dai conti correnti

9 giugno 2010 1 commento

La notizia ha dell’incredibile anche per chi, come me, raramente si stupisce per gesti ed eventi gestiti da Israele e i suoi soldati (di ogni divisa e forma).
Ma questa ha veramente superato il prevedibile.
Parliamo ancora una volta di Manolo Luppichini, il nostro compagno, che da regista freelance era imbarcato sulla Freedom Flottiglia: non a bordo della Mavi Marmara dove c’è stato l’eccidio israeliano, ma su un’altra delle imbarcazioni che componevano la flotta di aiuti umanitari, la “8000” come il numero dei prigionieri palestinesi nelle mani israeliane.

Ora le sue parole, in una dichiarazione di oggi, ci lasciano sconcertati: «Sono rientrato in Italia il 3 giugno – racconta- ma a Roma solo l’altro ieri, il 7 giugno. Sono andato subito in banca per bloccare la carta, ma dai tabulati risulta che è stata utilizzata in Israele il 4 giugno, quando io ero già rientrato, per due volte. Una prima volta sono stati prelevati solo 2 euro, probabilmente per fare una prova poi, una seconda volta, 52 euro, dopodichè il credito disponibile sulla carta si è esaurito. Non solo mi hanno sequestrato tutto il materiale di lavoro  telecamere, e registrazioni, ma, come se non bastasse, hanno anche speso i miei soldi, attingono al mio conto corrente, e questo è un fatto intollerabile. Sono basito e senza parole. Non capisco se si tratti di arroganza o ingenuità». «A questo punto – prosegue Luppichini – mi chiedo in mano a chi siano le mie cose. Pretendo di ricevere indietro tutto quello che mi è stato sequestrato»
E’ riportato dalle agenzie stampa…
mentre QUI potete ascoltarlo dai microfoni di Radio Onda Rossa

Manolo è rientrato: ” i morti sono 19, non 9 “

3 giugno 2010 6 commenti

Traduzione verso il carcere di Beersheba per gli attivisti internazionali REUTERS/Alberto Denkberg

Jenny Campbell, infermiera australiana di 25 anni a bordo della Mavi Marmara ha raccontato a Manolo Luppichini,nelle ore di prigionia, di aver contato lei stessa 19 corpi. 19 cadaveri nell’infermeria della nave: le parole e i numeri son chiari…peccato che i corpi rientrati da Israele sono 9.
Nove corpi al posto di 19.
Più di uno  di questi avevano evidenti colpi d’arma di fuoco alla nuca: anche dagli elicotteri avrebbero sparato raffiche di mitra.
Riferiscono ancora l’infermiera e Manolo di “aver visto più di un corpo gettato in mare dai commandos israeliani”.
Molti particolari vengono fuori dalle testimonianze di Manolo, appena rientrato a Roma da Tel Aviv, per ultimo e da solo.
E’ stato trattenuto più ore degli altri, e picchiato in aereoporto, per un battibecco avvenuto con un poliziotto israeliano mentre aggrediva fisicamente un ragazzo palestinese. Almeno possiamo ritenerci leggeri per riavere tra noi il nostro compagno Manolo, che ha vissuto il blitz, l’atto di pirateria internazionale, della marina israeliana a bordo della nave “8000”.
8000: il numero dei prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane.
Racconta Manolo come sono stati presi in ostaggio, sotto la costante minaccia delle armi: hanno minacciato, con le armi alla nuca anche il figlio di 13 mesi del capo macchina Ekrem Oren.

Ecco la corrispondenza con Radio Onda Rossa
Intanto ben tornato compagno nostro.

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