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Archive for 24 luglio 2011

Il 1° agosto si occupa il Principato di Monaco: andiamo?? ;-)

24 luglio 2011 1 commento

OCCUPARE MONACO!
di Paolo Mossetti

Mentre il mondo s’interroga se il baldo principino che a cinquantasette anni ha finalmente impalmato finalmente la bionda natante fosse o no gay e se fossero due o tre i figli illegittimi che adesso rischiano di rovinargli il viaggio di nozze, c’è qualcun altro che ha fatto due conti: lo Stato monegasco estende la sua sovranità su due chilometri quadrati appena – praticamente lo spazio di una tavola imbandita in un matrimonio siciliano; ha 36mila abitanti – Scampia o Quarto Oggiaro li superano; ha, però, ed è questa la cosa che più ci interessa, riserve finanziarie tali da sfamare il globo per i prossimi trecento anni, se è vero che il 84% dei suoi residenti è costituito da dichiarati evasori fiscali, il cui reddito medio si aggira intorno ai 300mila euro – venti volte quello di un calabrese medio.
«I fatti parlano chiaro: i Dolce & Gabbana di questo mondo abitano in questi paradisi fiscali», si legge su Indymedia. «La maggior parte degli oligarchi al top della mappa del potere Europea, siano essi Svedesi, Italiani, ecc. mantengono una presenza a Monaco mentre alla popolazione del Vecchio Continente viene detto che non c’è possibilità di resistere contro questo fenomeno».
Ma ancora più grave, ci sembra, è la melassa gossippara che i quotidiani pseudo-progressisti come di destra continuano a somministrarci, oggi come nei patinati anni Cinquanta, nell’eterna convinzione che gli eventi regali servano ad annacquare le tensioni sociali: vedi il matrimonio del Principe William, etc.
È nato così su Facebook uno dei più originali gruppi che si siano mai visti, dal titolo Occupy Monaco, occupare monaco, tradotto in più lingue, che si pone una semplice domanda: «se c’è stato detto che in un’economia globale il capitale è mobile e non c’è niente da fare al riguardo, perché non possono esserlo anche le persone che vivono nell’UE e altrove?». Una data è stata già scelta, il primo di Agosto. E già diverse discussioni si sono tenute, tra il serio l’ironico, nelle piazze virtuali, per decidere modalità e tattica della protesta. Occupare, fisicamente e a lungo, uno spazio simbolo degli sperperi e delle iniquità dell’Occidente sviluppato ma di perdurante barbarie, ci sembra un’idea straordinariamente efficace.
Vorremmo essere al fianco di questi ragazzi – e se dal virtuale la mobilitazione diventerà reale forse molti di noi lo saroccanno davvero – consapevoli che in tempi di crisi occorrono gesti di crisi. Pensate: vi sono circa cinquecento poliziotti in Monaco – ne vediamo impegnati molti di più davanti gli stadi italiani, e non sempre hanno la meglio – mentre l’unico esercito effettivo è composto dalle cento guardie del corpo della Famiglia Reale. Non ci vogliono armate colossali a difendere i simboli di ingiustizia, se si sono convinti tutti che quei simboli sono inviolabili.

QUI IL SITO: http://occupymonaco.wordpress.com/

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Si combatte tra i boschi della val di susa, giorno e notte

24 luglio 2011 5 commenti

Mentre osserviamo bruciare la stazione Tiburtina e vediamo le prime illazioni e deliri mediatici….
Mentre apprendiamo che al CTO di Torino sono arrivati due alpini in coma etilico, provenienti proprio dal loro presidio nuovo di zecca in Val di Susa, davanti al cantiere blindato. Si vede che questo è il loro modo di festeggiare il rientro in una missione interna, dopo esser tornati dall’Afghanistan.
Non avranno la stessa ansia che per le strade di Kabul e province limitrofe, ma certo non dormono comunque.
Le notti, come le giornate, tra le vette della Val di Susa, non fanno respirare tregua a nessuna divisa, con o senza pennacchio.
Dalle battiture notturne che risuonano per kilometri, ai fuochi d’artificio, agli attacchi e tentativi di irruzione in cantiere….giorno e notte la zona di Chiomonte, Giaglione, il bosco di Ramats ed Exilles è in piena battaglia.
Una battaglia che va dalle lezioni megafonate sugli armamenti usati contro la popolazione valsusina, ai campeggi internazionali, 
dalle assemblee pubbliche alle manifestazioni ad ogni ora, con ogni mezzo, con ogni metodologia.
Ecco qui il comunicato scritto a poche ore dal risveglio dopo gli scontri dell’altra notte, che hanno impegnato gli apparati di sicurezza occupanti per più di tre ore:

Chiomonte, notte del 22-23 luglio 2011.
Apriamo la cronaca con questa precisazione: visto il massiccio utilizzo di candelotti lacrimogeni sparati in Val Clarea in mezzo alla vegetazione secca, un utilizzo criminale sia per la quantità di gas utilizzato che per il pericolo di incendi innescati dal loro utilizzo, sottolineiamo che tutti i principi di incendio sono stati spenti dai NO TAV, che difendono la terra in cui vivono. Gli idranti della polizia che si vedranno nelle immagini sono stati unicamente usati contro i manifestanti e mai per spegnere un incendio, come nessun Vigile del Fuoco, solerte aiutante della Polizia, è intervenuto.
Dalla mezzanotte alle tre di questa mattina, circa tremila NO TAV hanno accerchiato il fortino della Maddalena. L’appuntamento era dalle ore 18 alla Baita Presidio Clarea dal lato Giaglione dove, dopo una cena al sacco, i NO TAV hanno acceso un grande falò che avevano preparato nel pomeriggio.
Dal lato del campeggio NO TAV di Chiomonte invece, dopo la cena, è iniziato il dibattito organizzato con Ivan Cicconi e Claudio Cancelli da titolo “IL MODELLO TAV COME STRUMENTO DI APPROPRIAZIONE DEL DENARO E DELLA RICCHEZZA PUBBLICA”.  Al termine del dibattito alcune centinaia di NO TAV sono partiti anche da qui attraverso i sentieri alla volta del fortino della Maddalena; anche dal lato della centrale elettrica, chi non era riuscito a praticare il sentiero, ha partecipato facendo pressione al cancello che chiude l’accesso a via Avanà.

Un’area militare, difesa con i denti da Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Alpini. La difesa del fortino, la medesima da ogni lato, prevede l’uso di idranti e il lancio , anche ad altezza d’uomo di centinaia di lacrimogeni, il tutto sotto l’occhio soddisfatto dei dirigenti in cerca di promozione.
Ore di assedio determinato, con protezione improvvisate ma efficaci, fatto con il cuore grande che ha la Val Susa; in tanti hanno resistito e impegnato la Polizia per ore, tagliando simbolicamente le reti e lanciando grandi mortaretti luminosi. I cori da ogni lato riempivano l’aria della Valle e il fumo dei lacrimogeni intanto saliva ancora. Verso le tre circa è terminato l’assedio notturno che ha prodotto, in ogni caso, dei buoni risultati.
Vergognosa poi la ricostruzione oggi dei media che parlano di incendi nei boschi e guerriglia; l’unico fuoco acceso dai NO TAV è stato il falo’ in val Clarea, a fianco del pilone votivo NO TAV.
Gli altri roghi che si sono accesi sporadici nella notte, sono stati provocati dai candelotti lacrimogeni lanciati verso i NO TAV dalle forze dell’ordine. La medesima situazione si era creata nella giornata del 3 luglio ed i roghi erano stati spenti anche allora dal movimento NO TAV.
Chi oggi sta nel fortino vive e lavora per distruggere questo territorio, il movimento NO TAV lotta per il futuro di tutta la valle.
NOTAV, una garanzia per il futuro

A cura dell’ufficio stampa del Movimento NO TAV Val Susa, Val Sangone, Torino e Cintura
Chiomonte, 23 luglio 2011

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