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Posts Tagged ‘Corridoio 5’

Luca Abbà esce dall’ospedale: Bentornato Luca!

18 giugno 2012 5 commenti

Finalmente, dopo 109 giorni di “detenzione” ospedaliera, sono uscito dalla mia camera d’ospedale.
Ma ci vorrà ancora tempo per poter tornare alle mie vecchie abitudini di vita, per diversi mesi proseguirò la fisioterapia in ospedale alcuni giorni a settimana e dovrò curare in prima persona la mia riabilitazione con esercizi quotidiani.

Luca Abbà, il 27 febbraio, pochi attimi prima di cadere dal traliccio, seguito da un agente della polizia di stato

Tutto sommato posso dirmi soddisfatto di come è andata finora, e, nonostante le caratteristiche dell’incidente che mi accaduto, le conseguenze sono state meno gravi dell’immaginabile.

Intendo perciò ringraziare tutto il personale sanitario che mi ha seguito in questo periodo con serietà e professionalità.

Il mio ringraziamento più grande va però a tutti coloro che mi sono stati vicino in questo periodo, non solo familiari e amici, ma anche a chi in tutta Italia, e anche oltre, ha seguito con grande apprensione l’evolversi della mia situazione.
Chiediamo -io e la mia compagna Emanuela- di essere lasciati tranquilli ancora per un po’ di tempo, in modo che  possiamo dedicarci pienamente al mio recupero; sicuramente non mancheranno le occasioni per ritrovarsi durante iniziative pubbliche o in incontri più intimi.

Appena possibile tornerò attivo e presente in prima fila come tutti mi conoscono.
Un saluto ribelle e un abbraccio affettuoso a tutti e tutte

Luca Abbà
giugno 2012

Luca Abbà: condizioni stabili. Solidarietà in tutta italia, traffico ferroviario in tilt

27 febbraio 2012 3 commenti

L’ultimo bollettino medico di Luca Abbà, caduto dal traliccio difronte alla Baita Clarea questa mattina, durante lo sgombero della Baita Clarea e l’esproprio illegale dei terreni adiacenti al cantiere, ci fa tirare un sospiro di sollievo.
Le emorragie interne potrebbero riassorbirsi senza danni: c’è un 60% di possibilità che la sua vita torni com’era, tra qualche settimana.. e non c’è cosa che mi riempie più il cuore di gioia.
Tutto il movimento notav, tutta la sua bella terra, vuole riabbracciarlo.

La solidarietà s’è espressa in mille forme in tutto il territorio italiano:
ancora in questo momento sono decine le città in piazza, quasi tutte mobilitate dentro o fuori le stazioni. (in questo momento stanno caricando davanti alla stazione di Bologna)

A Roma il blocco della stazione Termini e dei primi dieci binari, dedicati al Freccia Rossa e all’Alta Velocità è avvenuto nell’incredulità della polizia di Stato, che aveva bloccato Via Marsala, ma non s’era accorta di un cancello aperto, che faceva entrare dritti dritti al primo binario della stazione centrale romana.
Poi ci si è liberamente mossi, a partire da quei binari, verso Porta Maggiore e Scalo San Lorenzo, creando un blocco del traffico che ha mandato in tilt la circolazione di tutta la città.
Gli schermi della Stazione raccontavano un blocco ancora più enorme e inaspettato vista la spontaneità della mobilitazione: per un po’ tutto il traffico ferroviario del paese s’è paralizzato.
Volevano l’Alta Velocità e invece il movimento sta bloccando il paese: tutto fermo, è questo il minimo che possiamo donargli.

In Val di Susa la mobilitazione è stata immediata ed enorme oltre che itinerante.
Da qualche ora le due statali e l’autostrada sono invase da attivisti, tanto che ora è in corso un’assemblea popolare proprio sullo svincolo autostradale.
Le strade rimarranno bloccate, nessuno ha voglia di tornare a casa, nessuno ha più niente da perdere se non le catene imposte dalla militarizzazione del proprio territorio.
La volontà è riappropriarsi il prima possibile dei terreni espropriati illegalmente, la volontà è quella di spazzarli via. PUNTO!
A SARA’ DURA!
FORZA LUCA: LA VAL SUSA PAURA NON NE HA!
TUTTI LIBERI!

ANONYMOUS INVECE HA PARTECIPATO ALLA MOBILITAZIONE BLOCCANDO IL SITO DELLA POLIZIA DI STATO: visitarlo è un piacere http://www.poliziadistato.it
Ooooooooh! Anche i Carabinieri!!

Baita Clarea: lo sgombero parte con la chiara ricerca del morto.

27 febbraio 2012 4 commenti

Non sono passate nemmeno 48ore da quando in decine di migliaia abbiamo invaso la Val di Susa, per l’ennesima volta,
in una guerra ormai quasi ventennale che il popolo valsusino e non solo sta combattento contro i poteri forti e gli appalti mafiosi dello Stato italiano.

Foto di Valentina Perniciaro _guai a chi tocca le nostre montagne_

Contro la devastazione di un territorio meraviglioso, che ha già subito troppo la violenza dell’uomo tra i profili di quei monti, accanto al letto di quei fiumi di montagna, che sparirebbero come nel Mugello. Bucare montagne di amianto ed uranio, per una tratta ferroviaria ad Alta Velocità inutile, indesiderata, assassina.
Eravamo più di 70.000 persone, appena due giorni fa, a sventolare le bandiere che urlano a quel treno di rimanere un disegno, di restare al posto suo, di non invadere mai, con le sue componenti tossiche e la sua devastazione territoriale, quella valle orgogliosa e forte, bella e resistente.

La risposta a quella massa colorata e determinata di persone è uno sgombero violento, iniziato questa mattina,
della baita Clarea, presidio adiacente all’illegale cantiere in espansione, che tante volte abbiamo ristrappato alle loro mani, riconsegnato a quella che deve essere la vita di una baita tra i monti, e non di una caserma sul fronte.
Stamattina il bosco tra Giaglione e Ramats, era la solita trincea inimmaginabile: ogni sentiero è chiuso da cordoni di celere, i reparti speciali dei carabinieri, si aggirano con le loro mimeniche, i compagni e gli attivisti che presidiavano la baita si son trovati in stato di assedio totale.
Luca Addà, braccato dai carabinieri, per sfuggire è salito su un traliccio:
per caderne a peso morto poco dopo, vittima di una scossa elettrica che l’ha folgorato. Pochi minuti prima aveva finito di parlare in diretta dai microfoni di Radio Blackout, preoccupato del fatto che un Carabiniere stava salendo dietro a lui sul traliccio.”Adesso stacco che sta salendo un rocciatore, devo attrezzarmi per difendermi

Il suo corpo, preso dai Carabinieri, è stato immediatamente trasportato nel loro maledetto fortino, da dove l’ambulanza non è uscita.
Non è uscita nemmeno dopo l’arrivo dell’eliambulanza, chiamata per trasportare Luca, in gravissime condizioni.
Più di venticinque minuti, un’attesa assassina, prima di vedere a lavoro gli infermieri e i medici, per caricare Luca sull’elicottero.

Cercano il morto, stanno facendo di tutto per ottenerlo.
L’altro ieri, mentre mezza Italia era già salita sui bus per rientrare nelle proprie città, le cariche a freddo ordinate dal più che noto Spartaco Mortola all’interno della stazione e dei vagoni dei treni parlano chiaro.
Per leggere com’è andata la serata potete vedere i video e leggere i racconti su QUESTA PAGINA di Infoaut

intanto cercherò di aggiornare su quel che sta avvenendo ora in Clarea:
ASCOLTATE LA DIRETTA SU: http://radioblackout.org/

FORZA LUCA!

09.55: Lo sgombero della baita Clarea non è ancora avvenuto: una quindicina di NoTav sono ancora lì a cercare di difenderla.
Uno di loro è chiuso dentro la baita.
L’eliambulanza è finalmente partita.Forza Luca, resisti!
10.40: Luca è entrato ora in camera operatoria…”sospetta lesione interna con versamento, vasta emorragia interna, probabili fratture sterno e costole, ustioni di secondo grado”
NEMMENO DIECI MINUTI DOPO L’INGRESSO DI LUCA IN SALA OPERATORIA LE RUSPE HANNO INIZIATO A LAVORARE PER DEMOLIRE LA BAITA CLAREA: MALEDETTI!

12.40: Luca è stato messo in coma farmacologico dopo l’intervento chirurgico. Il prossimo bollettino medico è per le 18.
Ha diverse ustioni e fratture, un polmone perforato…

QUANDO CI SON FERITI, SOPRATTUTTO NELLE CONDIZIONI IN CUI ERA LUCA, E A MAGGIOR RAGIONE PERCHE’ NON ERA UNO DEI LAVORATORI DELLA DITTA, I CANTIERI SI FERMANO.
SI INCROCIANO LE BRACCIA, SI SIGILLA LA ZONA, TUTTO SI FERMA.
INVECE PROPRIO UNA VOLTA CHE LUCA E’ CADUTO A TERRA SENZA SENSI LE RUSPE HANNO INIZIATO IL LORO LAVORO.
e’ una vergogna indescrivibile!
Stanno aprendo cantieri sui nostri corpi, stanno compiendo espropri illegalmente, senza nessuna autorizzazione, e sul corpo di un ragazzo in coma posizionano filo spinato e cingolati.
LA PAGHERETE CARA!

Si combatte tra i boschi della val di susa, giorno e notte

24 luglio 2011 5 commenti

Mentre osserviamo bruciare la stazione Tiburtina e vediamo le prime illazioni e deliri mediatici….
Mentre apprendiamo che al CTO di Torino sono arrivati due alpini in coma etilico, provenienti proprio dal loro presidio nuovo di zecca in Val di Susa, davanti al cantiere blindato. Si vede che questo è il loro modo di festeggiare il rientro in una missione interna, dopo esser tornati dall’Afghanistan.
Non avranno la stessa ansia che per le strade di Kabul e province limitrofe, ma certo non dormono comunque.
Le notti, come le giornate, tra le vette della Val di Susa, non fanno respirare tregua a nessuna divisa, con o senza pennacchio.
Dalle battiture notturne che risuonano per kilometri, ai fuochi d’artificio, agli attacchi e tentativi di irruzione in cantiere….giorno e notte la zona di Chiomonte, Giaglione, il bosco di Ramats ed Exilles è in piena battaglia.
Una battaglia che va dalle lezioni megafonate sugli armamenti usati contro la popolazione valsusina, ai campeggi internazionali, 
dalle assemblee pubbliche alle manifestazioni ad ogni ora, con ogni mezzo, con ogni metodologia.
Ecco qui il comunicato scritto a poche ore dal risveglio dopo gli scontri dell’altra notte, che hanno impegnato gli apparati di sicurezza occupanti per più di tre ore:

Chiomonte, notte del 22-23 luglio 2011.
Apriamo la cronaca con questa precisazione: visto il massiccio utilizzo di candelotti lacrimogeni sparati in Val Clarea in mezzo alla vegetazione secca, un utilizzo criminale sia per la quantità di gas utilizzato che per il pericolo di incendi innescati dal loro utilizzo, sottolineiamo che tutti i principi di incendio sono stati spenti dai NO TAV, che difendono la terra in cui vivono. Gli idranti della polizia che si vedranno nelle immagini sono stati unicamente usati contro i manifestanti e mai per spegnere un incendio, come nessun Vigile del Fuoco, solerte aiutante della Polizia, è intervenuto.
Dalla mezzanotte alle tre di questa mattina, circa tremila NO TAV hanno accerchiato il fortino della Maddalena. L’appuntamento era dalle ore 18 alla Baita Presidio Clarea dal lato Giaglione dove, dopo una cena al sacco, i NO TAV hanno acceso un grande falò che avevano preparato nel pomeriggio.
Dal lato del campeggio NO TAV di Chiomonte invece, dopo la cena, è iniziato il dibattito organizzato con Ivan Cicconi e Claudio Cancelli da titolo “IL MODELLO TAV COME STRUMENTO DI APPROPRIAZIONE DEL DENARO E DELLA RICCHEZZA PUBBLICA”.  Al termine del dibattito alcune centinaia di NO TAV sono partiti anche da qui attraverso i sentieri alla volta del fortino della Maddalena; anche dal lato della centrale elettrica, chi non era riuscito a praticare il sentiero, ha partecipato facendo pressione al cancello che chiude l’accesso a via Avanà.

Un’area militare, difesa con i denti da Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Alpini. La difesa del fortino, la medesima da ogni lato, prevede l’uso di idranti e il lancio , anche ad altezza d’uomo di centinaia di lacrimogeni, il tutto sotto l’occhio soddisfatto dei dirigenti in cerca di promozione.
Ore di assedio determinato, con protezione improvvisate ma efficaci, fatto con il cuore grande che ha la Val Susa; in tanti hanno resistito e impegnato la Polizia per ore, tagliando simbolicamente le reti e lanciando grandi mortaretti luminosi. I cori da ogni lato riempivano l’aria della Valle e il fumo dei lacrimogeni intanto saliva ancora. Verso le tre circa è terminato l’assedio notturno che ha prodotto, in ogni caso, dei buoni risultati.
Vergognosa poi la ricostruzione oggi dei media che parlano di incendi nei boschi e guerriglia; l’unico fuoco acceso dai NO TAV è stato il falo’ in val Clarea, a fianco del pilone votivo NO TAV.
Gli altri roghi che si sono accesi sporadici nella notte, sono stati provocati dai candelotti lacrimogeni lanciati verso i NO TAV dalle forze dell’ordine. La medesima situazione si era creata nella giornata del 3 luglio ed i roghi erano stati spenti anche allora dal movimento NO TAV.
Chi oggi sta nel fortino vive e lavora per distruggere questo territorio, il movimento NO TAV lotta per il futuro di tutta la valle.
NOTAV, una garanzia per il futuro

A cura dell’ufficio stampa del Movimento NO TAV Val Susa, Val Sangone, Torino e Cintura
Chiomonte, 23 luglio 2011

Ecco i pericolosi anarchici che abitano la Valle di Susa

28 febbraio 2010 Lascia un commento

I compagni valsusini, mobilitati da anni ormai nella lotta contro i Treni ad Alta Velocità e la costruzione del corridoio n.5 che dovrebbe attraversare il loro territorio, chiedono di diffondere questo comunicato … cosa che faccio immediatamente

Il volto di Marinella

Marinella: 47 anni, madre, moglie, lavoratrice, abitante a Villarfocchiardo in Valle Susa.
Questo il referto medico dell’ospedale:
– Ferita profonda al viso
– frattura delle ossa e del setto nasale con infossamento
– frattura del margine orbitario di un occhio
– rottura scomposta della mandibola
– ferite alla testa con trauma cranico
– ematomi alle gambe
– versamento ad un’ovaia
Quattro “tutori dell’ordine” si sono accaniti su di lei quando era già a terra massacrandola a manganellate e calci.
I dis-onorevoli Stefano Esposito, Mimmo Portas e Gianfranco Morgando a nome del PD hanno emesso deliranti comunicati di solidarietà alle forze dell’ordine.

E’ il caso di ricordare queste piccole regole tratte dal “MANUALE DI ADDESTRAMENTO DELLA POLIZIA DI STATO”.
In rete sono stati trovati alcuni passi tratti dal manuale di addestramento dei reparti mobili della polizia. Speriamo che sia utile a tutti coloro che hanno avuto a che fare con quei loschi individui con casco e manganello. Da notare particolarmente, sono i paragrafi 1,2,5,7, che guardando i fatti recentemente avvenuti testimoniano quanto i “tutori dell’ordine” non abbiano rispettato una sola di queste istruzioni.

Pagina 4 del manuale di addestramento della polizia (reparto mobile):

Febbraio-2010 Val Sangone. La splendida vista dalla borgata Viretta verso il monte Musine' dopo una copiosa nevicata!!! Laggiu in fondo, all'imbocco con la Valle di Susa, vorrebbe passare il "mostro tav", 20 anni di lavori e distruzioni dell'ecosistema

-lo sfollagente non va mai considerato come mezzo punitivo; deve essere eventualmente impiegato contro gli elementi più violenti come strumento di difesa-offesa-interdizione; deve essere utilizzato con decisione,mai con brutalità.
– lo sfollagente non deve mai essere usato contro il capo,il viso e la spina dorsale.
-lo sfollagente in dotazione è composto da polimeri in gomma. E’ di forma cilindrica con impugnatura a nervature orizzontali per la presa. Ha una cavità ridotta e una lunghezza di sessanta centimetri. Il peso complessivo risulta di cinquecentocinquanta grammi.
-le indicazioni secondo le modalità di impugnatura corrette sono le seguenti : impugnare lo strumento con mano forte,esclusivamente dall’impugnatura a nervature orizzontali. Sistemare il cinturino in cuoio come da figura,al fine di svincolarsi facilmente da eventuali prese da parte di facinorosi,qualora venisse afferrato dagli stessi.
-giova ribadire e ricordare che lo sfollagente deve assolutamente essere maneggiato nel pieno rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti in materia e che qualsiasi altro uso, oltre a compromettere l’efficace controllo dell’arma,determina ,modalità di impiego censurabili e perseguibili ai sensi di legge.
-il movimento del braccio che impugna lo sfollagente deve essere accompagnato sfruttando la combinazione spalla-tronco,che imprime maggiore potenza. Con una traiettoria diretta e non esterna.
-non appare superfluo ribadire che l’impiego dello sfollagente deve essere immediamente interrotto quando si raggiunge lo scopo dissuasivo e/o difensivo,evitando assolutamente inutili accanimenti non giustificati da azioni violente.
Bene, da tutto ciò si evince che i signori Esposito, Portas e Morgando, dis-onorevoli rappresentanti del nostro Parlamento hanno dato la loro solidarietà ad agenti di pubblica sicurezza che sicuramente NON hanno agito nel pieno rispetto della legge.


Altro presidio incendiato in Valle di Susa: vigliacchi bastardi!

24 gennaio 2010 Lascia un commento

COMUNICATO COMITATI NO TAV VALLE DI SUSA, VALSANGONE, TORINO E CINTURA

LA MAFIA RISPONDE ALLA GRANDE MANIFESTAZIONE DI SUSA

Ieri a Susa oltre 40.000 (si, proprio quarantamila) cittadini hanno sfilato pacificamente a Susa per confermare la loro contrarietà alla nuova linea TAV-TAC Torino-Lyon e ai sondaggi previsti.
Insieme a loro numerosi sindaci, moltissimi amministratori e tutta la Comunità Montana. con alla testa il suo Presidente.

Foto di Valentina Perniciaro _Manifestazione in Valle di Susa, dicembre 2005_

 

Contemporaneamente a Hendaye, nei Pirenei francesi, 50.000 francesi e spagnoli dimostravano con le stesse motivazioni l’opposizione a quella tratta del “Corridoio 5”.
E’ stata redatta una DICHIARAZIONE COMUNE tra i movimenti NOTAV di Italia, Francia e Spagna che chiede alla Comunità Europea di rivedere le politiche faraoniche sulle grandi infrastrutture trasportistiche e ai tre governi una sospensione delle attività ad esse legate. Come risposta a questa grandissima giornata che ha dimostrato che gli oppositori al TAV sono sempre tantissimi e determinati, nonostante le moine dell’ Osservatorio del signor Virano e il Piano Strategico della Provincia del signor Saitta, questa notte è stato incendiato il Presidio NOTAV di Borgone.

QUESTA VOLTA GLI ATTENTATORI HANNO LASCIATO LA FIRMA : “SI TAV”
ANCHE QUESTA VOLTA, COME LA SETTIMANA SCORSA QUANDO E’ STATO INCENDIATO IL PRESIDIO DI BRUZOLO, SONO VENUTI AL BUIO.
COSI’ COME AL BUIO VENGONO LE TRIVELLE SCORTATE DA INGENTI FORZE DI POLIZIA
STESSO METODO, STESSI MANDANTI: IL PARTITO DEL MALAFFARE, BIPARTISAN NELLA SPARTIZIONE DEL DENARO PUBBLICO, E LA MAFIA, MAGARI CON IL CONTRIBUTO DEI SOLITI SERVIZI SEGRETI “DEVIATI”
STAMATTINA AL LINGOTTO QUESTI PERSONAGGI SI TROVERANNO INSIEME, MA SAPPIANO CHE LA DETERMINAZIONE DELLA VALLE DI SUSA CONTRO IL TAV ESCE RAFFORZATA DA QUESTI ATTI CRIMINALI.

STAMATTINA ALLE 10,00 ASSEMBLEA POPOLARE AL PRESIDIO DI BORGONE

NO TAV, NO MAFIA

I comitati NOTAV Valle di Susa, Val Sangone, Torino e cintura
Susa, 24 gennaio 2010

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