Archivio

Posts Tagged ‘Chiomonte’

200 anni di carcere ai NoTav: siam tutti colpevoli quindi ora TUTTI LIBERI

7 ottobre 2014 Lascia un commento

«La vera occupazione della valle è stata compiuta dalla Libera Repubblica della Maddalena, sottraendo una porzione di territorio allo Stato», il PM Manuela Pedrotta è stato in grado di pronunciare anche queste parole, prima di comminare circa 200 anni di carcere a 53 imputati al maxiprocesso NoTav.
Perché uno le parole nemmeno riesce a trovarle davanti a cotante condanne, poi leggi quel che riescono a pronunciare queste persone,

Foto di Valentina Perniciaro

e allora la rabbia prende tutto. «Spesso in quest’aula ho sentito parlare di “gesto simbolico”, ma di solito i gesti simbolici sono rivolti verso se stessi, non verso gli altri: Jan Palach si diede fuoco in piazza San Venceslao per protesta, mica diede fuoco alle truppe russe schierate”: la PM Nicoletta Quaglino a quanto pare è affascinata dai kamikaze, ma il problema è tutto suo.
La Libera Repubblica della Maddalena non è stata sottratta proprio a nessuno, come dice la PM, perché era la casa di tutti noi;
la Libera Repubblica della Maddalena non è dello Stato ma dei suoi abitanti, dei suoi alberi, delle sue grandi rocce: gli usurpatori, gli occupanti, quelli che sono arrivati con gli anfibi lucidati e i cingoli sono gli altri, siete voi, è lo Stato,
che oggi ha dimostrato la sua paura.

Perché il movimento NoTav non è facilmente affossabile,
non lo è stato in tanti anni. Non ha avuto paura delle cariche, dei lacrimogeni, dei pestaggi, delle irruzioni notturne nelle tende e nei presidi, delle perquisizioni, degli arresti, delle accuse ridicole e ancora di una violenza capillare, bellica, spropositata e -non mi stanco di ripeterlo- occupante.
Occupante in quanto non voluta, occupante in quanto devastatrice, occupante in quanto speculatrice,
occupante in quanto enorme macchina di repressione: un vero e proprio laboratorio.

200 anni di condanne per due giornate dove c’eravamo tutti:
ci son 53 imputati condannati dai 6 mesi ai 6 anni (!) per un qualcosa a cui abbiamo partecipato in migliaia,
in migliaia abbiam difeso quella terra, in migliaia abbiamo circondato il cantiere e cercato di ostacolare il vostro lavoro in ogni modo.
C’eravamo tutti il 27 giugno, c’eravamo tutti il 3 luglio: c0ntinueremo ad esserci, non è la vostra galera a far paura, non le accuse ridicole di terrorismo, non il terrore che cercate di incutere con le vostre belve vestite da playmobil.
Siete senza vergogna.

Tutti Colpevoli, Tutti liberi!

Leggi: Ma quali BlackBloc

 

“un’ordinanza equilibrata e innovativa”: il Medioevo ci sta mangiando.

20 giugno 2014 2 commenti

Certe notizie non riescono a rosicchiare nessun spazio nemmeno online.
Perchè, d’altronde, è solo la notizia di un arresto di tre anarchici, accusati di aver resistito ad uno sgombero di uno stabile occupato nella periferia bolognese: peccato che dietro questa notizia si celi ben altro,
cela il potere totale sui nostri corpi, cela un codice penale che permette ad un procuratore di scrivere nero su bianco certe cose.

Ricominciamo: c’è uno sgombero, a questo sgombero c’è chi oppone resistenza lanciando oggetti ed escrementi contro i vigili del fuoco (beati i tempi in cui il corpo dei Vigili del Fuoco si rifiutava di compiere sfratti e sgomberi!) intenti ad aiutare le forze dell’ordine nello smantellamento di alcune barricate per impedire l’accesso all’edificio. Le accuse sono: invasione di edificio, danneggiamento aggravato, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Il tutto avviene in Via Beverara, a Bologna, all’interno di proprietà dello stesso comune.

Qual’è la conclusione?
Gli arrestati hanno il divieto di dimora a Bologna, dove son stati arrestati e dove probabilmente risiedono… e già qui sembra il confino di altri tempi.
La cosa surreale è che questo divieto viene esteso anche a Chiomonte, a qualche centinaio di kilometri di distanza, sede dei cantieri dell’alta velocità.
Secondo il procuratore aggiunto di Bologna, Valter Giovannini, è “un’ordinanza equilibrata e innovativa”.

A me fate schifo.
E tutti i millantatori difensori della Costituzione ora li vorrei veder sbraitare davanti allo schifo di questa ordinanza,
a tutti i blateratori della legalità, venitemi a raccontare cosa c’è di “legale” in un foglio di via da un comune che magari i tre fermati non hanno mai visto in vita loro. Dove siete, urlatori della democrazia?
Ah no scusate, so’ 3 anarchici, che ve frega.

 

Solidarietà ai NoTav: Roma scende in piazza il 14 dicembre

13 dicembre 2013 Lascia un commento

9 dicembre 2013, una nuova operazione repressiva a firma dei PM Padalino e Rinaudo, con varie perquisizioni e l’arresto a Torino di Chiara, Claudio, Niccolò (che era già detenuto alle Vallette) e a Milano di Mattia.
Le accuse, condite con l’aggravante di terrorismo (art. 280) riguardano un’azione contro il cantiere TAV in Clarea svoltasi nella notte tra il 13 e il 14 maggio.
Un attacco e un sabotaggio che avevano fatto infuriare il Partito del Tav e della Polizia, una possibilità concreta di inceppare la macchina del Terrorismo ad Alta Velocità che vogliono imporre in Val di Susa ed ovunque.
I No Tav hanno saputo rispondere bene, rifiutando ogni distinzione tra buoni e cattivi, assumendo la pratica del sabotaggio come storico strumento di lotta nella tradizione degli oppressi.
Le dichiarazioni del Ministro dell’interno sono esplicative: “Lo Stato c’è, ascolta e poi decide, lo Stato non si fa fermare”.

Sentiamo l’esigenza di dare una risposta forte e far vivere la solidarietà della Roma No Tav che ci ha fatto scendere in strada con determinazione e rabbia, intonando “si parte e si torna insieme”.
I No Tav ci sono, ascoltano e poi decidono, I No Tav non si fanno fermare.

Appuntamento Sabato 14 Dicembre ore 16 piazzale Tiburtino (San Lorenzo)
APPUNTAMENTO
FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA RABBIA

CHIARA CLAUDIO NICCOLO’ MATTIA LIBERI!

Roma NoTav

Per scrivere alla compagna e ai compagni in carcere:
Chiara Zenobi
Niccolò Blasi
Claudio Alberto
Mattia Zanotti
c/o Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”
Via Maria Adelaide Aglietta n. 35
10149 Torino

Guagliardo sull’amnistia sociale…e una lunga notte NoTav

6 agosto 2013 Lascia un commento

Una lunga notte NoTav, come siamo abituate a vederne e viverne molte: notti resistenti, tra i propri boschi,
dove nel buio ci si muove come animaletti tranquilli,
contro quei plotoni di anfibi e armamenti, trivelle e macchinari che vorrebbero portare lo scempio e la militarizzazione in ogni punto di quel sottobosco così importante da difendere.
Un’altra lunga notte e sarà una settimana di allarme, dove centinaia di “avvistatori” sono pronti a lanciar l’allarme qualora qualche mostro meccanico dovesse provare ad arrivare al cantiere.

Una lotta che va avanti da 20anni, che si è rinventata mille volte e con mille metodologie diverse,
finché Caselli non ha deciso di far piovere avvisi di garanzia dove si parla di finalità terroristiche, di articoli del codice penale che vengono puniti co il 41 bis, l’isolamento, il carcere speciale e condanne a più di una cifra.
La lotta NOTAV viene militarizzata più del suo sottobosco,
i militanti valsusini trattati come briganti aspiranti regicidi…

Questa notte, l’ennesima, è stata bloccata l’autostrada Torino Bardonecchia, all’altezza di Chianocco e della frazione Vernetto: il convoglio che ci si aspettava di bloccare non è mai passato, ma l’emergenza resta alta,
Come potete leggere anche su quest’appello pubblicato da Infoaut: QUI

E allora, visto che la militarizzazione avanza con la criminalizzazione, con il giustizialismo che tutto avvolge,
con una società basata ogni istante di più sul paradigma penale,
la battaglia sull’amnistia è ogni istante più importante e necessaria.Pubblico quindi con molto piacere l’articolo di Vincenzo Guagliardo, uscito oggi sulle pagine de Il Manifesto,
come contributo alla campagna per l’amnistia sociale, alla quale hanno già preso parte la maggior parte dei movimenti del paese (come ad esempio NoTav e NoMuos): leggetelo e diffondete l’appello che trovate QUI

Diritto di manifestare, fine dell’ergastolo e no alla tortura saranno necessariamente la nuova cornice, accanto alle lotte sul lavoro e per il reddito. Sarà l’inizio di un lungo, nuovo e difficile processo storico e non il sereno suggello di un passato. Sarà il mezzo con cui costruire una grande unità oggi ancora lontana

di Vincenzo Guagliardo
il manifesto 6 agosto 2013

genova02_tuttiliberi1

“la talpa” in cantiere

Decenni fa il movimento operaio lottava per pane, lavoro e minor fatica. Alla lotta poteva seguire o meno la repressione secondo i rapporti di forza esistenti. Oggi invece ogni lotta trova a priori un ostacolo di possibile rilievo penale (e di tipo inquisitoriale). Deve fare i conti con una nuova realtà sapientemente (o ciecamente?) costruita negli ultimi tre decenni passo dopo passo, di emergenza in emergenza, da quella contro il “terrorista” a quella contro il lavavetri dichiarata da qualche sindaco-sceriffo.
Le democrazie occidentali rivelano una tendenza “totalitaria” che non può più essere ignorata: da un lato c’è gente in galera da oltre trent’anni e dall’altro c’è gente che è “illegale” per il fatto stesso di esistere grazie a leggi che la privano del permesso di soggiorno. In mezzo a questi due poli, e fra mille gradazioni diverse, può ormai ritrovarsi ognuno.
E ora vediamo in quale cornice stanno questi due poli estremi: nella sua specificità, il caso italiano suscita attenzione persino a livello europeo. Segnali simbolicamente forti sono arrivati dal Vaticano che ha abolito l’ergastolo e riconosciuto la tortura come reato, e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo che ha dichiarato incostituzionale l’ergastolo.
E’ importante sottolineare di nuovo che l’ondata repressiva al livello sociale non avviene come repressione “a valle” di episodi signicativi di lotta violenta, ma “a monte”, quale modello di controrivoluzione preventiva offerto come politica principale – per non dire unica – nei confronti del variegato e frammentatissimo proletariato attuale. (Il “resto” è espropriazione di reddito dei poveri a favore dei ricchissimi). Perciò se prima eravamo nell’epoca del “pane e lavoro”, ora siamo in quella di “pane, lavoro e libertà”, da subito, e non “dopo”.
Diritto di manifestare, fine dell’ergastolo e no alla tortura saranno necessariamente la nuova cornice, accanto alle lotte sul lavoro e per il reddito, entro cui dovrà resistere il proletariato attuale contro la propria frammentazione e le drammatiche corporativizzazioni che possono derivarne. Sarà l’inizio di un lungo, nuovo e difficile processo storico e non il sereno suggello di un passato. Sarà il mezzo con cui costruire una grande unità oggi ancora lontana.
E non potrà essere solo una piattaforma rivendicativa: richiede ovviamente un impegno personale che vada al di là del manifestare per chiedere il diritto di manifestare.
La tendenza “totalitaria” infatti è tale perché cancella la differenza tra diritto privato e diritto pubblico. Vuole attentare alla stessa volontà dell’individuo, la vuole sostituire con la norma dell’autorità in ogni piega. Il premio ha sostituito il diritto. L’individuo non è più un “cittadino” ma un suddito o, meglio, un malato da curare da se stesso. E’ così che le aule di giustizia sono diventate un mercato (delle coscienze) attraverso nuovi riti come il “patteggiamento” e il “rito abbreviato” dove alcuni avvocati si prestano ormai a rinunciare al loro ruolo classico di difensori dell’imputato per ridursi a portaborse del pm Difficilmente la resistenza qui indicata andrà avanti se non saprà sottrarsi a questi riti e difendere invece le proprie ragioni dalla logica di mercato applicata alle idee.

Leggi anche:
L’abolizionismo: sempre di Guagliardo
Forlì, la città dei fogli di via
e tutti i link contro il FINEPENAMAI: QUI

NoTav: solidarietà dalla Francia contro il “teorema terrorismo”

30 luglio 2013 Lascia un commento

La campagna mediatica di criminalizzazione del movimento No Tav ha preso una nuova piega lunedì mattina con l’uso da parte della magistratura dell’articolo 280. Una decina di compagn* del Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno e del csoa Askatasuna sono indagati per “attentato con finalità terroristica e di eversione”. Vecchi fantasmi che tornano a galla dagli anni settanta.

In un paese dove le scelte politiche di austerità hanno portato scuole, ospedali e servizi pubblici  allo sfacelo, resistere contro lo spreco di denaro pubblico a vantaggi di interessi privati, contro la distruzione del territorio e per l’autodeterminazione dei popoli è reato di terrorismo.

Questo atto intimidatorio è il nuovo passo dei Sitav e della procura di Torino che con i suoi impressionanti mezzi militari, mediatici e giudiziari non è mai riuscito a fermare la lotta. Conosciamo tutt* bene la ragione di questo accanimento. Se vince il movimento No Tav,  i Sitav e chi condivide gli stessi interessi si troveranno sotto attacco e vedranno un fiorire di movimenti di resistenza in tutto il paese. La risposta al “teorema terrorismo” contro i nostri compagn* deve essere collettiva, non solo solidarietà da parte del movimento No Tav ma da tutte le altre lotte.

Siamo tutt* terrorist*, siamo tutt* partigian*!

Comité No Tav Paris
30 luglio 2013

Dal sito Comité No Tav Paris: Link
Visita anche il sito NoTavFrance: QUI
Aderisci alla campagna per l’amnistia sociale: QUI il manifesto

 

Eccolo eh…”terrorismo ed eversione” in Val Susa

29 luglio 2013 3 commenti

dal sito NOTAV.info
ORA TIRANO FUORI “TERRORISMO E EVERSIONE”!

Decine di perquisizioni sono in corso da questa mattina in Val Susa e a Torino ai danni di divers* compagn* del Comitato di Lotta Popolare. Perquisiti anche i locali dell’Osteria La Credenza di Bussoleno. Un luogo di ritrovo e aggregazione conosciuto e frequentato da centinaia di persone (notav e non solo) viene di fatto additato come luogo di oscure trame… Perché l’articolo indicato nei mandati che accompagnano l’ennesima “operazione” targata Padalino & co. sono il 280 comma 1 n.3 cp e 10 e 121. 497/74, quello che indica “l’attentato con finalità terroristica e di eversione”

CREI reati contestati farebbero riferimento alla sera del 10 luglio, quando, tra molte altre iniziative, si verificò anche un’iniziativa al cantiere di Chiomonte, con taglio di reti.

Nei mandati si legge la volontà di ritrovare nelle case degli indagati [citiamo a braccio] “materiale esplosivo, contundente, atto al taglio di recinzioni e supporti audio-visivi e digitali che permettano il riconoscimento di eventuali complici”. Come al solito sono stati sequestrati compiuter e altri dispositivi tecnologici di comunicazione. Così commenta ironico uno dei compagni perquisiti: “cercavano armi, si son presi computer e I-Phone”…

Ma aldilà delle battute, si profila un salto di qualità nell’operato dei Pm con l’elmetto. Non fanno arresti o misure disciplinari ma, quatti quatti, iniziano a far trapelare la possibilità di nuove maxi-inchieste con imputazioni gravissime che, anche in assenza di prove, possono permettere lunghe detenzioni cautelari. Evidentemnte, non gli basta la figura di merda fatta con gli arresti della scorsa settimana (già tradotti ai domiciliari) e continuano a puntare in alto, verso la madre di tutte le imputazioni che Magistrati di questo calibro sognano proprinare alle lotte sociali e ai movimenti, specie quando questi non abbassano la testa!

Questo ennesimo atto intimidatorio – vera e propria provocazione – non deve lasciarci indifferenti e necessita una risposta determinata e corale del movimento, in difesa di quest* compagn* e di un luogo di aggregazione che è di tutti i Notav…

seguiranno aggiornamenti….
leggi il resto nella categoria NOTAV: QUI

Le lunghe meravigliose notti NoTav, e Carlo nostro

20 luglio 2013 Lascia un commento

Con un po’ di nostalgia vi metto anche qui, tra le pagine ormai moribonde da un mese di questo blog, il post che hanno fatto i compagni di Infoaut per raccontare la lunga notte finita da poche ore.
La resistenza della Valle non si placa, così come la solidarietà di tutto il paese e degli attivisti che anche negli altri stati combattono contro lo scempio inutile dell’Alta Velocità.
Qui potete trovare la pagina originale: LEGGI

Nel frattempo è importantissimo ricordare la campagna che in questi giorni sta partendo per l’amnistia sociale (seguite @amnistiasociale) : una battaglia importante per lottare con progettualità contro la repressione che si abbatte rapida e inesorabile contro tutti i movimenti e le battaglie che cercano di strappare qualcosa al capitale e al padronato.
LEGGI L’APPELLO e FIRMA: QUI

Intanto oggi è 20 luglio: 12 anni da una delle giornate più lunghe e dolorose della mia vita.
Quando il piombo di Stato ha perforato il tuo volto, t’ha lasciato a terra ed ha umiliato il tuo corpo esanime.
Siamo morti tutti quel giorno, abbiamo perso la capacità di sognare che provavamo a ricostruire.
Abbiamo perso te, che eri uno di noi, sangue nostro, e per sempre lo sarai.
Link su Carlo:
A Carlo
Quel passo in più
A Carlo Giuliani, al suo assassino stupratore
Genova, dieci anni dopo
La vergogna di Strasburgo

Passeggiata notturna organizzata dal movimento No Tav questa sera per dare corpo ad un’estate di lotta che si preannuncia ancora lunga…Seguite qui la diretta.
Aggiornamenti:
04.28. Poco alla volta tutti i No Tav stanno rientrando dai boschi. Chiara è la determinazione di centinaia di #notav che ancora presidiano il piazzale di Giaglione. L’invito è quello di portare ai resistenti cibo e bevande calde.
Sta per concludersi una notte che ha saputo dimostrare che il movimento No Tav non rinuncia alla lotta e anzi rilancia, oltre i divieti e la violenza della polizia.
02.35 Posto di Blocco con Digos a Mompantero zona santuario del Rocciamelone
02.31 Posto di blocco all’uscita dal centro abitato di Susa verso Bussoleno.
02.22.Il grosso dei notav è al campo sportivo di Giaglione, si attende chi sta tornando dai sentieri dei boschi!
02.11. Segnalato posto di blocco dopo i passeggeri verso susa, sullo slargo dove c’è il monumento della Susa-Moncenisio.
02.04. Giunge notizia di diversi feriti tra i #notav.
01.53. Testimonianze parlano di gruppi di notav nei boschi alle prese con i “cacciatori” dei carabinieri, ma il bosco lo conosciamo meglio noi…Forza No Tav!
01.41. Rainews24 parla di 9 fermati #NoTav.
01.41. Un primo gruppo di No Tav sta rientrando a Giaglione. Altri rimangono ancora nei boschi. Le notizie ora sono di nove fermi tra cui una compagna.
01.20. Il gruppo dei #notav spezzato in due dai cordoni della polizia. Parte degli attivisti si sono rifugiati nei boschi. Lacrimogeni a iosa. 
01.10 Giunge voce di altri quattro notav fermati, ma la notizia è da verificare
1.06. Continuano le cariche sul ponte Clarea contro i No Tav che resistono. Le notizie sui fermi sono ancora poco chiare, a breve daremo conferma.
00.48. continua il fronteggiamento tra no tav e polizia. Giunge la notizia di due fermi.
00.37. La polizia è uscita dallo svincolo autostradale per provare a prendere i no tav rimasti indietro. I No Tav però rimangono compatti e non se ne vanno. Si parte e si torna insieme.

notti NoTav

00.30. Molti i lacrimogeni sparati dalle forze dell’ordine verso il ponte e nei boschi. Il troncone dei notav sul ponte è stato invaso dai lacrimogeni, molti anziani fanno fatica a respirare. Nei boschi continua l’azione dei notav contro le truppe d’occupazione. Il movimento continua a rimanere compatto e determinato Atteggiamento nervoso delle forze dell’ordine che da subito utilizza i lacrimogeni sul lato del ponte.

 
00.14. Scontri in corso lungo l’area del cantiere. Si sentono scoppi e lanci di lacrimogeni. Diversi mezzi della polizia attestati all’altezza dell’uscita dell’autostrada ma i poliziotti non sono per ora usciti dai mezzi che rimangono fermi.
00.09. un gruppo di no tav si sta avvicinando al cantiere
00.05.la polizia ha superato il ponte ma i notav mantengono ancora la posizione a poca distanza
23.54. fuoco e fumo dalla galleria autostradale di Giaglione
23.20. sono oltre 500 i #notav che si stanno dirigendo verso il cantiere divisi in due tronconi.
22.52. Il corteo si è diviso in due tronconi, il primo che procede verso il ponte e il fiume presidiato dalle forze dell’ordine, il secondo che ha preso la via delle montagne.
22.25.I No Tav proseguono il cammino per i sentieri in direzione del cantiere. L’umore è alto, numerosi i cori No Tav!
Ricordiamo che quindici no Tav sono in stato di fermo presso la Questura di Torino. Fermati mentre in auto cercavano di raggiungere la valle, la loro posizione è ancora al vaglio…
22.06. Partiti adesso centinaia di Notav diretti al cantiere mentre le forze di polizia sono già uscite dalle reti e si sono attestati al ponte. Si preannuncia una lunga notte!

21.37 Centinaia di persone, partite dal presidio di Venaus, stanno scendendo il sentiero di Giaglione in direzione del campo sportivo per unirsi a chi ha già raggiunto il concentramento.

21.23 Moltissime le persone al concentramento di Giaglione nonostante i numerosi posti blocco. Giovani e meno giovani, tutti con bandiere e simboli No Tav!

ore 20.29 Manca ancora mezzora al concentramento a Giaglione, ma sono già centinaia le persone che hanno raggiunto il presidio di Venaus. Sarà una serata di lotta per il Movimento No Tav!

Nonostante numerosi posti di blocco da Torino a Giaglione sono moltissime le macchine che, prendendo le strade dei paesi, stanno raggiungendo il luogo del concentramento. Segui qui la diretta e usa twitter per dare aggiornamenti con #notav

Il 3 luglio 2011 e i suoi 4357 lacrimogeni sparati: “A sarà düra”

3 luglio 2013 1 commento

Due anni fa a quest’ora il cielo azzurro sopra quelle montagne non aveva nulla di minaccioso,
anzi ci aveva accolti a migliaia da tutta Italia, così come i paeselli inerpicati, i tetti di lavagna, l’odore del pane fresco e poi quello dei boschi, sempre più fitto.
Due anni fa eravamo in tanti a resistere alla violenza di Stato, ad una militarizzazione di un territorio inaccettabile e stupratrice, a migliaia e migliaia di lacrimogeni lanciati a colpirci in faccia o comunque sul corpo.
Quel giorno non cercavano il morto, cercavano i nostri occhi, cercavano di mutilarci e soffocarci,
Di farci capire che quelle montagne ormai son proprietà del filo spinato e degli anfibi, degli alberi tirati giù, dei cantieri fantasma, dei loro appalti milionari, del saccheggio della terra:
volevano farci capire che dobbiamo sparire, ridurci a pulviscolo nell’aria, permettere ai loro cingoli e alle trivelle di mangiare la nostra terra e il futuro dei nostri figli:
4357 lacrimogeni lanciati.
Se penso a metterli tutti in fila, visto che bel candelotto hanno questi Cs, si costruirebbe un lungo percorso tossico, di rappresaglia collettiva.
Non ce li dimentichiamo quei quattromila lacrimogeni ad appestare quei boschi, a limitare la respirazione, a farci sputare a terra l’odio per voi e la gioia infinita di essere tutti insieme:
tutti insieme contro la devastazione e il saccheggio che cercate di portare avanti impunemente nei territori, nelle nostre vite, nei posti di lavoro, nelle scuole.

Una sola cosa avete capito chiara, e da prima di quel giorno: “A sarà düra”

Il mio racconto di quel giorno e altri link:
Ma quali black block
Una campagna per l’amnistia sociale
La vita e la morte di un compressore
– Tutti gli scritti NOTAV: QUI

NOTAV: quando si attenta alla vita di un compressore

17 maggio 2013 2 commenti

IL COMUNICATO STAMPA del MOVIMENTO NOTAV

Tre giorni continui di attacchi mediatici e politici alla Valle di Susa e al movimento no tav.
Proviamo per punti a raccontare la cruda realtà:

– L’azione di lunedì notte non è stata rivendicata, le uniche notizie che rimbalzano sui giornali arrivano direttamente dalla questura e dall’interno del cantiere.

Quasi ucciso poverino!

– La realtà è che non ci sono stati feriti e l’attacco è avvenuto alle cose e non alle persone. Un compressore annerito è l’unico “ferito”. Un po’ poco per giustificare un “tentato omicidio” a meno che anche il compressore sia considerato un operaio del cantiere.

– Quando il ministro degli interni  Alfano, seguito dal solito coro bipartisan, parla “di atto terroristico e “ricerca del morto” o non sa di cosa parla o lo sa benissimo  e falsifica deliberatamente i fatti reali, usando lui sì, toni terroristici.

-Noi temiamo che qualche povero cristo ci lascerà davvero le penne immolato sull’altare della “ragion di stato” e non per mano dei NO TAV, ma per cancellare i NO TAV dalla Storia e tutto questo ricorda maledettamente la “strategia della tensione” degli anni ’70 e 80.

– Ribadiamo che il tagliare le reti e il colpire macchinari sono azioni non violente.

– Il giorno dopo l’azione il piccolo presido no tav a ridosso delle reti è stato completamente devastato (da chi? visto che lì o ci sono i no tav o le forze dell’ordine?)… ma nessuno chiaramente ne parla…

– Ci chiediamo dove siano stati i ministri in questione che oggi sputano dure sentenze, quando le forze dell’ordine picchiavano e lanciavano lacrimogeni contro manifestanti inermi.

– Ci chiediamo dove fosse lo Stato quando la polizia  compì un tentato omicidio durante lo sgombero della baita Clarea nel febbraio 2012, senza neanche fermare i lavori.

– Denunciamo come pretestuosa e intimidatoria la richiesta del senatore Stefano Espositodi procedere contro il giornalista Fabrizio Salmoni per “Istigazione a delinquere e minacce”, per il suo articolo “C’è lavoratore e lavoratore: per esempio ci sono i crumiri”, ampiamente ripresa dai giornali e TV, mistificando il reale contenuto dell’articolo.

– Il ministro degli interni dovrebbe preoccuparsi delle ditte che lavorano all’interno del cantiere: l’altro ieri è arrivata la Pato Perforazioni di Rovigo: ditta a cui il 13 marzo è stata tolta la certificazione antimafia e guarda caso adesso lavora al cantiere della Maddalena aggiungendosi alle già molte altre ditte che hanno subito condanne in via definitiva per bancarotta fraudolenta, tangenti..ecc ecc.

-Così facendo svendono la nostra terra ai soliti mafiosi impuniti, sono complici della distruzione irreversibile della Val Clarea e in altre porzioni della valle, infischiandosene della vita e del futuro di chi la abita.

– Se pensano di intimorirci con le loro dichiarazioni roboanti si sbagliano. Noi a Chiomonte continueremo ad andarci e inizieremo da venerdì con l’ inizio della tre giorni di campeggio, che è un anticipo della lunga estate di lotta che il movimento no tav sta organizzando

16 maggio 2013
Movimento NOTAV

Luca Abbà, un anno dopo quel traliccio

27 febbraio 2013 5 commenti

Ad un anno di distanza dallo sgombero della Baita Clarea e dall’incidente che mi ha visto coinvolto con la caduta dal traliccio, mi rivolgo a tutti coloro che mi hanno seguito e sostenuto in questo anno, dicendo che il mio stato di salute è in lento ma continuo miglioramento, anche se, di fatto, questo episodio ha segnato per sempre il corso della mia vita.
Di ciò posso “ringraziare” le forze dell’ordine presenti quella mattina in Val Clarea, i veri responsabili della mia attuale invalidità che spero sia solo una condizione temporanea.
Ripercorrendo quei momenti grazie ai ricordi e alle diverse testimonianze che mi sono giunte in seguito, ho potuto ricostruire i fatti ed accertare alcune verità che è importante consegnare alla storia perché restino nella memoria collettiva.
Il video girato dalla questura è stato palesemente tagliato e non mostra il momento della folgorazione, con il poliziotto ormai arrivato a pochi metri da me.
Questo agente di Polizia, che grazie agli attivisti di Anonymous ha un nome (Zampieri Andrea, II reparto mobile di Padova), ha avuto la brillante idea di inseguirmi su quel traliccio dove stazionavo tranquillamente a pochi metri d’altezza, costringendomi a salire sempre più in alto per evitare un contatto corpo a corpo.
Dai documenti resi pubblici dagli hacker si scopre che il verbale compilato dal comandante delle truppe quel giorno, Vincenzo Di Gaetano, è pieno di bugie e falsità.
I lavori NON sono stati interrotti neppure di fronte a un momento tragico come quello, in cui nessuno sapeva se io sarei sopravvissuto.
Nonostante un esposto presentato dal mio avvocato, la procura torinese nella persona del PM Ferrando non ha mai indagato per chiarire l’operato della Polizia di Stato in quell’occasione.
Di tutto ciò non mi stupisco, perché è sempre più evidente, a chi lo vuole capire, qual’è la vera natura del potere politico ed economico, che qui a Chiomonte vuole imporre quest’opera e che dovunque devasta i territori e sfrutta le popolazioni.
Sta a noi continuare a resistere, lottando per il nostro presente e per il futuro delle prossime generazioni, auspicando una vita in armonia con la terra nel segno della libertà.
Un esempio di come si possa fare si è visto nei giorni seguiti a quel terribile 27 febbraio, dove tanta passione e ardore hanno unito migliaia di persone sulle barricate in un’unica forza.
Con quella forza e determinazione sono certo vinceremo anche questa battaglia.

Val Clarea, Chiomonte 27 febbraio 2013
Luca Abbà

Tornano a casa Emanuele e Cristian: GUAI A CHI CI TOCCA

12 febbraio 2013 1 commento

Da quelle valli e quei picchi spesso innevati c’è sempre molto da imparare.
Si impara per i vicoletti dei villaggi arroccati con i tetti in lavagna,
si impara dal loro dialetto chiuso ma stranamente accogliente:
si impara cos’è la lotta, quella senza orari nè imposizioni metodologiche,
ma si impara soprattutto cos’è la collettività, la solidarietà,
il calore dell’abbraccio di chi ti aspetta fuori,
fuori dalla cella.

Ieri notte son finalmente tornati a casa Emanuele e Cristian: LIBERI, senza alcun tipo di restrizione (cosa che palesa senza necessità di giri di parole l’ennesima pantomima costruita dalla Questura e dalla Procura, l’ennesimo ridicolo “a lupo a lupo” frutto solo di una repressione ormai dai tratti bellici.
Alle 23.15 sono arrivati a casa, nella stazione di Bussoleno,
dove in tanti, tantissimi, erano ad aspettarli, sventolando bandiere e voglia di libertà!

BENTORNATI A CASA!
A SARA’ DURA!

LEGGI : Santa Barbara made in Clarea

 

Vita e militanza NoTav: esce il libro “A sarà düra”

10 dicembre 2012 3 commenti

UNA VALLE IN MOVIMENTO

Non per principio, ma per la vita e l’esistenza stessa di un territorio, in  Val di Susa ci si mobilita da più di un decennio per impedire la costruzione di una linea ferroviaria ad Alta Velocità. Si tratta di  una comunità che ha consolidato un movimento di massa; contemporaneamente, la lotta no tav sta trasformando la comunità. Sono qui raccolte e presentate riflessioni e vissuti che provano a  raccontare questa esperienza. Si vuole far conoscere il movimento osservandolo dal suo interno e  allo stesso tempo ragionare sulle difficoltà e sulle possibilità future. In Val di Susa sta accadendo qualcosa di nuovo e inaspettato. In contrapposizione a quanto impongono media, partiti politici,  forze dell’ordine, industriali, amministratori delegati delle imprese, cooperative di costruzione e  magistratura, un movimento di massa cresce, confligge e, iniziativa dopo iniziativa, consolida la consapevolezza di poter vincere. Si tratta di un processo sovversivo perché cambia  le aspettative, i comportamenti,  concretizza una nuova legittimità e instaura  diversi rapporti di forza.

Alcuni protagonisti di queste lotte, come in un’assemblea, prendono qui la parola e intervengono sulle peculiarità e sulle prospettive di un  movimento  che progetta e costruisce per sé  una diversa cooperazione sociale. Sono legami umani, sociali e politici che si radicano concretamente tra la popolazione di un territorio, caratterizzati e finalizzati a costruire e diffondere una contrapposizione, attiva e partecipata. Credenze, esperienze, saperi, scienza altra, coscienza antagonista e resistenza popolare si amalgamano e costruiscono una nuova cultura di parte che potenzia e motiva la lotta, modi di ragionare e di essere che insieme definiscono un punto di vista collettivo che sa contrapporsi, tenere e maturare. La contrapposizione è netta, definita,  sostanziale.

Foto di Valentina Perniciaro _Innamorandosi del Monviso_

Questo consolida un’unità effettiva di intenti che lega e coinvolge soggettività anche molto diverse – le differenze convivono, si rispettano e si sostengono trovando possibilità per esprimersi e confrontarsi, definirsi con più solidità – ciò costituisce la forza del movimento che così si è esteso e ha espresso continuità. Proprio per queste sue caratteristiche il conflitto no tav preoccupa chi si ritiene padrone delle istituzioni. Il conflitto sociale è da questi considerato il cancro da isolare e annientare perché la sua diffusione propone un’alternativa realizzabile al sistema di  dominio attuale che, per garantire grandi profitti per pochi, sviluppa solo crisi, impoverimento e distruzione insensata di risorse collettive. Per le popolazioni della Val Susa il persistere del conflitto sociale genera una possibile alternativa concreta, che costruisce una diversa ricchezza: la formazione di una soggettività antagonista radicata e massificata, che diventa punto di riferimento e proposta di metodo per un nuovo agire sociale e politico. Costruisce un nuovo destino.

Presentiamo in questo libro un percorso in-concluso, anzi potremmo dire che siamo ancora ai prolegomeni di una ricerca artigianale, che si differenzia e contrappone alle fabbriche, alle imprese istituzionali che producono merce-informazione, merce-conoscenza e merce-scienza per sostenere logiche di consenso per il sistema, accumulazione di denaro e privilegi. Si propone di iniziare delle attività per la costruzione di saperi utili per qualcosa come una trasformazione radicale dell’esistente. Si tratta di produrre armi necessarie per poterci muovere e per combattere politicamente nel territorio sociale. Sono dei testi in-conclusi che hanno l’ambizione non solo di essere letti, ma di essere usati da chiunque pensi o sogni un altro mondo diverso da quello plasmato dal capitalismo. Ragionamenti collettivi per fornire degli strumenti da maneggiare, utilizzare, criticare e perfezionare, non per accattivare, non per propagandare o esibire cultura. Teoria per e nella prassi.

Un brano tratto dall’introduzione di un libro appena uscito dalle tipografie ed in arrivo nelle librerie:  “A sarà düra. Storie di vita e di militanza notav”, a cura del Centro Sociale Askatasuna ed edito Derive Approdi.
Un libro di interviste, di voci della Valle e per la Valle.
Quella che non ha bisogno di nome di specificazione dietro, quella valle che si è appropriata dell’articolo determinativo, perchè è UNA,
perché è di tutte e tutti noi,
di tutte e tutti coloro che non abbassano la testa davanti allo Stato,
al potere, al capitale.

A sarà düra sì, come lo è stato dal primo giorno!
A questo link un po’ di info a riguardo da Infoaut: LEGGI

Foto di Valentina Perniciaro _Val Susa: lacrimogeni dai cavalcavia_

Luca Abbà torna in Clarea

24 settembre 2012 1 commento

Il movimento NO TAV è ben lieto di raccogliere l’invito di Luca ad accompagnarlo nel suo primo ritorno sotto il famigerato traliccio. Rilanciamo quindi l’appello alla partecipazione a questa giornata, per tornare insieme a Luca in Clarea, a sette mesi dall’incidente causato dalla bestialità e dalla noncuranza dell’apparato militare dispiegato il giorno dello sgombero della baita. Sarà un ritorno anche per tutti coloro che da tempo non si son più recati attorno a quelle recinzioni della vergogna, un momento per rendersi conto dell’avanzamento dei lavori che, se non fermati, prima o poi si allargheranno a tutta la valle di Susa, sino alla cintura torinese. Sarà una giornata per tutti, pacifica ma risoluta nel rivendicare la voglia di esserci e di continuare ad opporsi allo scempio in atto. Sarà ancora un’occasione per dimostrare che non ci faremo intimidire dai tentativi di criminalizzazione e per denunciare l’enormità di un’infrastruttura imposta manu militari al territorio valsusino. Durante la giornata verrà anche posato un menhir in pietra a perenne memoria di tutti i caduti della resistenza partigiana nelle vallate alpine piemontesi; per contribuire alla costruzione del basamento di questo monumento invitiamo tutti i partecipanti a portare con sé un piccola pietra proveniente dal proprio luogo di abitazione e resistenza per rappresentare idealmente l’unione dei luoghi e delle persone che desiderano un mondo diverso.

L’appuntamento è alle ore 14.30 di SABATO 29 SETTEMBRE
presso il campo sportivo di Giaglione. Da li si partirà insieme per una passeggiata verso il cantiere della Clarea.

Le notti valsusine: terza puntata ;-)

31 agosto 2012 3 commenti

Mi chiedo come si possano ostinare a credere che quel treno passerà.
Mi chiedo come possano illudersi di riuscire a bucarla, quella montagna.
Perché vuol dire non aver cognizione di causa, viver fuori dalla realtà in una cecità permanente,
vuol dire persistere in una follia comunque devastante
per quella montagna e la sua bella gente.
Ma insistono,
insistono rendendo una trincea quella valle e le zone circostanti,
insistono rendendo un’intera popolazione detenuta, controllata, braccata, circondata.
Ma sono vent’anni fanciulli,
vent’anni che vi ripetiamo che da lì non passerete, vent’anni interi …
eppure cresce e diventa ogni giorno più bella la rabbia che passo dopo passo vi caccerà via…
come questa notte…leggete qui…

Dal sito NOTAV
Ieri notte, 30 agosto, verso le 4.00, un centinaio di No Tav ha sorpreso nel sonno polizia ed esercito al cantiere di Chiomonte.

Arrivati da un sentiero diverso dai precedenti e approfittando del buio fitto dovuto in parte al cielo coperto, che ha reso flebile anche il chiarore lunare, i compagni hanno alzato il grido “giù le mani dalla Val Susa” e hanno iniziato una battitura contro le barriere in New Jersey, tagliando anche, con delle tronchesine, diversi metri di filo spinato. Un’analoga azione ha avuto luogo, 30 minuti dopo, presso il sito militare dell’Area Archeologica, sempre in Val Clarea.

I poliziotti, evidentemente nervosi per non aver saputo prevedere e impedire, ancora una volta, l’avvicinamento notturno dei No Tav alle reti, hanno risposto con un fitto lancio di pietre, oltre che con un getto di idrante sui compagni. Il lancio di pietre da parte dagli agenti non è stata una risposta ad analoghi lanci da parte dei manifestanti. L’azione non aveva come obiettivo i poliziotti e i soldati, ma le barriere e il filo spinato. La violenza delle forze dell’ordine, anche in questo caso, mostra come tali individui non abbiano bisogno di essere attaccati per attaccare, ben contenti di svolgere il loro ruolo infame nella nostra valle.

Foto di Valentina Perniciaro _non ci avrete mai!_

Si tratta della terza azione notturna a sorpresa del mese di agosto, anche in questo terzo caso coronata da totale successo. Queste azioni, accanto a quelle contro le ditte coinvolte nel progetto dell’Alta Velocità (la Geovalsusa a Torino), contro Equitalia (occupata a Susa) e contro la Sitaf (apertura gratuita per gli automobilisti dei caselli ad Avigliana), hanno mostrato durante la seconda parte dell’Estate No Tav come la militarizzazione del territorio non sia in grado di fermare il movimento. Dopo che, in seguito agli scontri del 21 luglio, la questura ha disposto una rete asfissiante di posti di blocco, ed impedito con la forza ben tre iniziative pubbliche del movimento a Chiomonte, i valligiani, coadiuvati da compagni italiani e stranieri, hanno praticato la forma dell’azione diretta in modi imprevedibili per il nemico, vincendo su questo piano a 360 gradi.

Gli stessi posti di blocco sulle statali, sempre meno tollerati dai valligiani, sono ormai oggetto di continue proteste, al punto da aver dovuto battere in ritirata precipitosamente ben sei volte nelle ultime due settimane, incalzate da folle di residenti e No Tav estenuati. E anche strada dell’Avana (una via proibita al dissenso e permanentemente presidiata dalle FFOO) lo scorso sabato è stata percorsa da una manifestazione non autorizzata, che si è ripresa un pezzo di valle aggirando i presidi di polizia, giungendo dal bosco. Tutto questo mentre i sindacati di polizia invocano il ritiro dei propri reparti, chiedendo che vengano sostituiti dall’esercito.

Non è bastata la polizia, non basterà l’esercito. Continueremo a tornare, fino a che non ve ne andrete via… A partire dall’iniziativa in Clarea che il movimento universitario ha messo in programma, assieme al Movimento No Tav, per domani sera, 31 agosto, h 21.30.

Nuove restrizioni ai NoTav

31 luglio 2012 1 commento

ORE 13:
UN PO’ di NOTIZIE IN PIU’ DAL SITO INFOAUT: LEGGI

Ancora un risveglio fastidioso per alcuni militanti Nov,
un buongiorno dato da anfibi e divise,
da maledetti fogli creati per privare ancora della propria libertà chi si mobilita contro la devastazione del proprio territorio.
Ancora non abbiamo idea dei numeri, non si sa a quanti è suonato il campanello,
ma la notifica appare identica per tutti: Obbligo di pernottamento nella propria residenza.
Chiuso a casa, non si esce, è consentito solo a chi abbassa la testa.

Anche Giorgio Rosetto ha ricevuto la stessa misura restrittiva: liberato ieri dagli arresti domiciliari si ritrova già privo delle sue notti,
impossibilitato a raggiungere (così come gli altri) alcuni comuni nei dintorni di Chiomonte.

Insomma, dei domiciliari, punto.
La scarcerazione dei compagni prevedeva la carcerazione della Valle,
ma questo l’abbiamo capito anni e anni fa:
per questo non si molla, per questo non ci si arrende,
per questo sarà dura.
Perché questa privazione di libertà la pagherete,
perché quella terra non vuole la vostra occupazione militare,

e la spazzerà via.

Domani la Valle marcia ancora…

27 luglio 2012 2 commenti

Da Infoaut

Dopo la richiesta di sgombero del Campeggio No Tav di Chiomonte da parte di Saitta, presidente della provincia, sono aumentati i controlli personali in val susa riportando una graduale militarizzazione dell’intera valle con frequenti blocchi stradali e perquisizioni di tutte le automobili “sospette”. Ieri sera all’altezza del Belvedere di Susa sono state bloccate, per 3 ore e mezza, le autovetture provenienti da Chiomonte e dirette verso Susa. Tutti i componenti delle auto venivano identificati.

Il blocco stradale ha causato disagio a chi percorreva la statale 24, creando code fra gli automobilisti dovute all’uso dei mezzi della polizia messi di traverso bloccando un’intera corsia della statale. Reparti in tenuta antisommossa, 10 mezzi tra blindati e automobili di Carabinieri e Polizia, hanno illuminato Susa dall’alto fino alle 22:30.

I notav di fronte a scene del tipo starsky e hutch, non possono far altro che sorridere del clichè poliziesco a cui le forze dell’ordine sembrano tenerci molto. Il campeggio incurante prosegue, ricco di iniziative e molto partecipato.
Domani, sabato 28, marcia popolare notav con partenza da Giaglione alle ore 15.
Fermarci è impossibile!
LEGGI:

Luca Abbà esce dall’ospedale: Bentornato Luca!

18 giugno 2012 5 commenti

Finalmente, dopo 109 giorni di “detenzione” ospedaliera, sono uscito dalla mia camera d’ospedale.
Ma ci vorrà ancora tempo per poter tornare alle mie vecchie abitudini di vita, per diversi mesi proseguirò la fisioterapia in ospedale alcuni giorni a settimana e dovrò curare in prima persona la mia riabilitazione con esercizi quotidiani.

Luca Abbà, il 27 febbraio, pochi attimi prima di cadere dal traliccio, seguito da un agente della polizia di stato

Tutto sommato posso dirmi soddisfatto di come è andata finora, e, nonostante le caratteristiche dell’incidente che mi accaduto, le conseguenze sono state meno gravi dell’immaginabile.

Intendo perciò ringraziare tutto il personale sanitario che mi ha seguito in questo periodo con serietà e professionalità.

Il mio ringraziamento più grande va però a tutti coloro che mi sono stati vicino in questo periodo, non solo familiari e amici, ma anche a chi in tutta Italia, e anche oltre, ha seguito con grande apprensione l’evolversi della mia situazione.
Chiediamo -io e la mia compagna Emanuela- di essere lasciati tranquilli ancora per un po’ di tempo, in modo che  possiamo dedicarci pienamente al mio recupero; sicuramente non mancheranno le occasioni per ritrovarsi durante iniziative pubbliche o in incontri più intimi.

Appena possibile tornerò attivo e presente in prima fila come tutti mi conoscono.
Un saluto ribelle e un abbraccio affettuoso a tutti e tutte

Luca Abbà
giugno 2012

Inizia il processo ai NOTAV: hanno inserito il turbo

9 giugno 2012 5 commenti

Caselli atto primo:
a due giorni dalla riconferma a capo del palagiustizia di Torino nonostante lo sformanento di età ecco la prima sorpresa (poi neanche troppo sorpresa) del programmino punitivo del noto magistrato.
46 rinvii a giudizio su 46,
questa la allarmante verità che emerge dagli atti presentati questa mattina ai legali del movimento no tav.
Le accuse sono tutte confermate e così i no tav indagati si dovranno presentare, dalle loro dimore di restrizione e per quattro ancora dal carcere in aula ad inizio luglio per l’udienza preliminare. Ma le sorprese non finiscono qui ed ecco allora spuntare il calendario delle udienze vere e proprie, palagiustizia blindato e prenotato per tutte le settimane centrali del mese di luglio escluse le domeniche e i sabati.
Si chiama procedura d’urgenza ed è stata adottata in pochi casi di estrema importanza, ultimo quello del processo minotauro per le infiltrazioni mafiose nel nord Italia (ovviamente dopo aver messo al sicuro e fuori inchiesta i politici istituzionali piemontesi che spuntavano nei primi incartamenti). Ma di quale urgenza stiamo parlando in questo caso?
Urgenza movimento no tav, sì perchè il 26 luglio scadono i termini per la custodia cautelare, passati i sei mesi finalmente gli imputati in attesa di giudizio sarebbero tornati liberi. E invece no, pur di mantenere vivo un procedimento che cadeva da solo facendo acqua da tutte le parti nelle motivazioni di carcerazione e nelle prove si procede con urgenza. I commenti in questo caso li lasciamo tutti per i lettori, per il movimento questo processo diventa inevitabilmente come nel caso di nina e marianna e nel caso degli altri processi no tav un momento di lotta contro una giustizia di parte, pericolosa e inaffidabile.

Altro materiale NOTAV: QUI
Il sito NOTAV.INFO: QUI

Notav: inizia lo sciopero della fame, dopo il rigetto della richiesta dei permessi lavorativi.

10 maggio 2012 4 commenti

Quello che segue qui sotto è il comunicato scritto da Antonio Ginetti, notav di Pistoia, arrestato il 26 gennaio e agli arresti domiciliari dal 17 febbraio.
Antonio non ha avuto diritto alla presunzione di innocenza come del resto tutti gli altri inquisiti Notav, ed oltretutto si vede respinta la sua richiesta di poter lavorare.Antonio, il giorno della sua scarcerazione
E’ questo il motivo per cui ha scelto di entrare da oggi in sciopero della fame, per lottare contro quest’abuso che non permette, ad una persona non ancora condannata per alcun reato, di sostentare se stesso e la sua famiglia,
andando a lavorare sotto controllo della polizia di zona.
No.
Mi viene in mente quel modo di dire “il dottore ha detto che hai da morì” .
Se finisci nelle mani dello Stato come sovversivo o presunto tale, conoscerai il lato peggiore dello Stato, quello che si accanisce anche contro il tuo respirare, quello che sadico ride della tua impossibilità di continuare a vivere con dignità.
Questo è lo Stato che dobbiamo abbattere,
queste, qualunque forma abbiano, le galere che dovremmo distruggere.

TUTTI LIBERI!

Il 16 aprile il G.I.P. di Torino respingeva l’ istanza dei miei avvocati tesa ad ottenere un alleggerimento degli Arresti Domiciliari.
La motivazione stava nella mia: “mancata presa di coscienza e di critica di quanto commesso”
In tal modo il GIP torinese non solo mi riconfermava gli Arresti domiciliari, ma mi toglieva il diritto a rivendicare la mia estraneità ai fatti contestatimi, mi toglieva la “PRESUNZIONE D’INNOCENZA.

Il 26 aprile presentavo una richiesta di permesso ad uscire per recarmi al lavoro.

a) questo non influiva nella realtà dei Domiciliari, in quanto chiedevo solamente di uscire per il tempo del lavoro. Dunque non il sabato e la domenica. E comunque i Domiciliari rimanevano.
b) Nella richiesta scrivevo: “mi rendo disponibile, previo accordo…a presentarmi quotidianamente alla polizia Giudiziaria per controlli”
c) il sottoscritto vive solamente del proprio onesto lavoro. Dal 1986 sono iscritto alla Camera di Commercio quale Ditta individuale.

La risposta del G.I.P. anche su questo è stato il rigetto.

Con la motivazione che: “la dichiarazione di non aver nè orari nè sede rende l’attività incompatibile con la misura domiciliare;
Dopo avermi tolta la “PRESUNZIONE D’INNOCENZA”, ha voluto pure togliermi il diritto al proprio mantenimento.
Non potendo contare ancora sui miei risparmi, considerato l’allontanamento dal lavoro che si protrae dal 26 gennaio, mi trovo in grosse difficoltà economiche.
Pertanto non mi rimane che utilizzare l’unico strumento in mio possesso per oppormi a questo che considero unicamente un accanimento repressivo.

Da giovedì 10 maggio sarò in sciopero della fame.

 Antonio Ginetti

Anonymous attacca ancora Trenitalia: il comunicato

12 aprile 2012 2 commenti

Pastebin: http://pastebin.com/ESKkBKPM

Anonymous vuole spostare nuovamente l’attenzione mediatica verso la linea ad alta velocitàTorino-Lione unendosi per solidarietà e virtuale attivismo ai manifestanti che continuano a combattere contro quest’opera, non soltanto inutile, ma persino dannosa, vogliamo ricordare che a pochi metri dalla Maddalena di Chiomonte vi sono numerose miniere di uranio,

Le porte killer (1)

Secondo le stime (non fatte da manifestanti No-TAV ma fatte sia dallo stato Italiano che dall’Agip negli anni ’70, alla ricerca di pechblenda, minerale contenente forti quantitativi d’uranio-238) la Valsusa ha il più grande filone uranifero di tutta Europa.

La perforazione della Maddalena del Chiomonte causerebbe una contaminazione ambientale senza pari, teratogenie diffuse nei nuovi nati e un incremento delle malattie neoplastiche talmente sussistente da allarmare il resto d’Europa.

Nonostante ciò, Trenitalia continua ad accusare i manifestanti No-TAV, tacciandoli alla stregua di terroristi ed assassini, la stessa compagnia (che ormai si occupa solo in forma minore del trasporto della popolazione, ma si preoccupa maggiormente di vendere gli appalti al miglior offerente) però evita di diffondere agli organi di stampa le notizie relative alle “porte killer”, sportelloni che si chiudono automaticamente pochi istanti prima della partenza del treno (a volte secondi) trascinando sui binari i passeggeri rimasti agganciati a questi.
Le stime sono tristi, secondo i sindacalisti, si parla di 21 morti e centinaia di feriti negli ultimi sei anni, ed è una stima per difetto.

Le porte killer (2)

Trenitalia quindi dimostra di essere la vera compagnia terrorista, che mira solo alla speculazione e al lucro, basti pensare al fatto sopra riportato (esigui sarebbero i costi per rendere più sicuri i “portelloni killer”).
Dante De Angelis (sindacalista) fu licenziato e riassunto più volte, riassunzioni mediate da legali e tribunali, dopo aver manifestato perplessità sulla sicurezza dei portelloni di eurostar e intercity.

Riteniamo quindi che prima di puntare il dito sui manifestanti NO-TAV,Trenitalia dovrebbe prima tutelare i suoi stessi passeggeri da eventuali malfunzionamenti meccanici o errori umani fatti dal personale spesso (ma non sempre) inesperto.

Con questo dimostriamo inoltre il nostro totale supporto a tutto il movimento NoTav che da ieri combatte contro gli espropri (illegittimi) dei terreni.

Le porte killer (3)

Come al solito, questo attacco non è attuo a causare danni ma solo a spostare l’attenzione mediatica su avvenimenti che vengono sfortunatamente ignorati.

We Are Anonymous
We Are A Legion
We Don’t Forget
We Don’t Forgive
Expect us.

11 aprile: APPELLO NOTAV

30 marzo 2012 4 commenti

Appello dal movimento No Tav

Questo appello è rivolto a tutti gli uomini e donne che, in questi lunghi mesi di occupazione militare, in questi mesi di lotta e resistenza NoTav, si sono schierati al nostro fianco in ogni dove d’Italia.
Grazie a voi è stato chiaro a chi ha cuore e intelligenza che la lotta dei No Tav di quest’angolo di Piemonte è la lotta di tutti coloro che si battono contro lo sperpero di denaro pubblico a fini privatissimi, contro la devastazione del territorio, contro la definitiva trasformazione in merce delle nostre vite e delle nostre relazioni sociali.
Difendere la propria terra e la propria vita è difendere il futuro nostro e di tutti. Il futuro dei giovani condannati alla precarietà a vita, degli anziani cui è negata una vecchiaia dignitosa, di tutti quelli che pensano che il bene comune non è il profitto di pochi ma una migliore qualità della vita per ciascun uomo, donna, bambino e bambina. Qui e ovunque. In ogni ospedale che chiude, in ogni scuola che va a pezzi, in ogni piccola stazione abbandonata, in ogni famiglia che perde la casa, in ogni fabbrica dove Monti regala ai padroni la libertà di licenziare chi lotta, ci sono le nostre ragioni.

Dopo la terribile giornata del 27 febbraio, quando uno di noi ha rischiato di morire per aver tentato di intralciare l’allargamento del fortino della Maddalena, il moltiplicarsi dei cortei, dei blocchi di strade, autostrade, porti e ferrovie, in decine e decine di grandi e piccole città italiane ci ha dato forza nella nostra resistenza sull’autostrada.
In quell’occasione abbiamo capito che, nonostante le migliaia di uomini in armi, il governo e tutti i partiti Si Tav erano in difficoltà. Si sono aperte delle falle nella propaganda di criminalizzazione, si sono aperte possibilità di lotta accessibili a tutti ovunque.

Il 27 febbraio non si sono limitati a mettere a repentaglio la vita di uno dei noi, hanno occupato un altro pezzo di terra, l’hanno cintata con reti, jersey, filo spinato.

Il prossimo mercoledì 11 aprile vogliono che l’occupazione diventi legale.
Quel giorno hanno convocato i proprietari per la procedura di occupazione “temporanea” dei terreni. Potranno entrare nel fortino fortificato come guerra solo uno alla volta: se qualcuno non si presenta procederanno comunque. L’importante è dare una patina di legalità all’imposizione violenta di una grande opera inutile. Da quel giorno le ditte potranno cominciare davvero i lavori.

I No Tav anche questa volta ci saranno. Saremo lì e saremo ovunque sia possibile inceppare la macchina dell’occupazione militare.

Facciamo appello perché quel giorno e per tutta la settimana, che promoviamo come settimana di lotta popolare No Tav, ci diate appoggio.
Abbiamo bisogno che la rete di solidarietà spontanea che ci ha sostenuto in febbraio, diventi ancora più fitta e più forte.
Non vi chiediamo di venire qui, anche se tutti sono come sempre benvenuti,
vi chiediamo di lottare nelle vostre città e paesi.
Vi chiediamo di diffondere la resistenza.

Movimento No Tav

20120330-120355.jpg

3 Marzo 2012: ROMA E’ NOTAV! …ed anche Anonymous!!

3 marzo 2012 11 commenti

E’ raro tornare a casa da una piazza, da una mobilitazione, con uno strano piacevole senso di “vittoria” nel sangue…
negli ultimi anni, non pochi, devo dire che questa emozione s’è vissuta sempre attorno alla tav e a quello che ha saputo tirar fuori il popolo della Valle di Susa in più di vent’anni di lotte.
Il movimento NoTav ne ha viste tante e una cosa è certa: è stato il solo, in un ventennio, a garantire la compattezza,
l’autodeterminazione, la rivendicazione di mille pratiche diverse, mirate verso un solo obiettivo: spazzarli via, tutti.
Spazzare via speculatori, spazzare via truppe d’occupazione, spazzare via reti, trincee, cantieri inesistenti, carcere, repressione,
tentativi di spaccare, di dividere tra buoni e cattivi.
Il popolo della Val di Susa non è mai arretrato davanti a tutto ciò e ha sempre rivendicato ogni suo passo,
ogni sua sconfitta, ogni sua cazzata: ed è questo il motivo per cui non lo fermerete tanto facilmente.
Perché siamo in ogni dove e ve lo stiamo dimostrando proprio nel momento in cui, governo tecnico al potere, tentate l’ultimo colpo di mano:
tentate, con deliri mediatici e repressione, di calpestare una terra tradizionalmente ribelle,
un popolo che sta insegnando a tutti noi, di nuovo, come stare in piazza e anche come stare in cella.
Un popolo, un movimento, che dal momento in cui avete alzato il tiro, tra procure e prime pagine dei giornali,
ha saputo invadere le strade del paese, da Giaglione a Palermo,
senza nessuna paura, senza nessun volto coperto, ma con il solo desiderio
una volta tanto
di vincere.
Di stravincere, di spazzarvi via, di cacciarvi da quella terra, di vedervi correre via coda tra le gambe.

E Roma oggi l’ha dimostrato con un corteo di diverse migliaia di persone, che senza pensare a richieste e diviete s’è appropriato della propria città, bloccando per ore le principali arterie nonchè l’ingresso in città dell’autostrada A24 Roma – L’Aquila.
una giornata importante, di autodeterminazione e riappropriazione, di solidarietà attiva verso un popolo in lotta, verso i lavoratori dei treni notte soppressi che da mesi occupano una sede trenitalia di Via Prenestina, verso chiunque difende la propria terra,
a testa altra, con ogni mezzo a suo disposizione.

A SARA’ DURA! CI POTETE GIURARE.
A.C.A.B.
All Cops Are Béééééé

Un mio scatto...tangenziale di oggi, FIUME NOTAV!

4 MARZO: Anonymous torna a colpire i siti istituzionali italiani in solidarietà al movimento NoTAV.
Da circa un’ora sono down il sito interno.it e governo.it
La solidarietà è un’arma potentissima!

Sabato 3 marzo tutt@ in piazza: SIAMO TUTT@ NOTAV! A Roma ore 15 a piazzale Tiburtino

29 febbraio 2012 2 commenti

LA VAL SUSA NON E’ SOLA, SIAMO TUTTI/E NO TAV!

Qualche settimana fa si è svolta un’operazione repressiva con decine di arresti e denunce nei confronti di attivisti/e NO TAV in tutta Italia. Da quel momento la solidarietà continua a esprimersi in molteplici forme, dal Nord al Sud del Paese: nessuna/o è sola/o, non ci sono buone/i e cattive/i. Un corteo di 80 mila persone si è riversato nella valle, da Bussoleno a Susa, per dire che il movimento NO TAV non si arresta e non ha paura. Il giorno dopo parte l’allargamento dei cantieri, attraverso l’esproprio militare delle terre valsusine.
La resistenza dei NO TAV è immediata.
Un compagno, Luca, per impedire l’avanzamento delle ruspe, si arrampica su un traliccio. Inseguito da un carabiniere rocciatore, cade, rischiando la vita: è tuttora ricoverato in ospedale in gravi condizioni. I giornali e i media screditano e minimizzano l’accaduto, insultando il coraggio e la determinazione di Luca. La risposta della Val di Susa è determinata, con blocchi e barricate che vengono immediatamente ricostruite non appena vengono sgomberate. Ancora una volta in tutta Italia la solidarietà si fa sentire con manifestazioni spontanee, presidi, blocchi stradali e ferroviari.
Queste sono solo le ultime pagine di una lotta che va avanti da 23 anni.
Di fronte all’attacco dello Stato nei confronti del movimento No Tav, di fronte alla repressione di ogni forma di conflitto, al di fuori del “consentito”, tanto il 3 luglio in Val di Susa quanto il 15 Ottobre a Roma, è necessario reagire.
La lotta contro il Tav fa paura ai poteri politici, economici e giuridici, perché ne mette in discussione la loro stessa essenza. Si vuole reprimere l’autorganizzazione, il rifiuto della delega, la molteplicità e la radicalità di azioni e pratiche. Si vuole colpire tanto il dissenso e il contrattacco nei confronti dei poteri costituiti, quanto la condivisione di esperienze di vita che generano forme di cospirazione e di complicità sociale.
Anche attraverso Il TAV e la politica delle grandi opere il capitalismo vuole imporre ancora una volta l’idea di un mondo sottomesso alle leggi del profitto e dello sfruttamento affaristico dei beni comuni. La Val di Susa fa paura perché la lotta contro il Tav esprime la possibilità concreta di un cambiamento reale allo stato di cose presenti: determinarne il seguito spetta a tutti e tutte noi!

IL TAV E’ OVUNQUE, LOTTIAMO OVUNQUE CONTRO IL TAV
TUTTI/E LIBERI/E!

Sabato 3 marzo, ore 15:00, corteo NO TAV, partenza da Piazzale Tiburtino

Daje Luca, Sempre no Tav, a sarà düra!

Assemblea No Tav di Roma

Del movimento notav e del PD: senza parole per commentare

29 febbraio 2012 8 commenti

Mai mi son sentita offesa per dichiarazioni o comportamenti di persone facenti parte del PD o partiti simili, raramente ho badato alle loro parole, MAI li ho sentiti parte di me, di quel che io penso sia esser compagni e così via…non serve nemmeno sprecare parole a riguardo.
Mi pare scontato.
Però questa volta mi pare che si stia cercando di esagerare, mi pare (questo il mio umile e nervoso parere) che questi quattro ceffi dalla vita garantita dal primo vagito stiano provocando in modo becero, eccessivo, infame.
Perché nessuno gli chiede di solidarizzare con la lotta notav e la popolazione della Valle, ma almeno la chiudessero quella loro bocca, se la cucissero, se la riempissero delle loro belle ricche pietanze e basta.

L'ultimo bollettino medico di Luca è buono: è stato svegliato e ha mosso le parti del corpo che i medici hanno chiesto di muovere, le fratture vertebrali sono dunque recuperabili. Oggi pomeriggio la risonanza magnetica accerterà quanto la folgorazione sia riuscita ad intaccare i tessuti: FORZA LUCA!!

Stefano Esposito è un consigliere regionale del PD, di cui ormai mi incuriosisce anche il curriculum.
Le sue parole ve le riporto per intero perché bisogna leggerle ed anche ricordarle bene.
La sola risposta che meritano lui, come la Finocchiaro, Zanda e LaTorre dello stesso partito, che hanno chiesto al comando generale dell’arma dei carabinieri di “poter stringere la mano in segno di solidarietà e di ringraziamento al carabinieri che ieri in Val Susa è stato vigliaccamente insultato da un dimostrante privo d’onore.”
Parlano di onore, loro, che schifo…intanto leggetevi Stefnao Esposito, lui e lo spauracchio del “salto strategico” sbandierato peggio di come farebbero Libero o Il Giornale…eccolo qui:

“Di fronte alla scelta del movimento No Tav di alzare la tensione, bloccando l’autostrada, e alle preoccupanti minacce che stanno circolando sui siti antagonisti (alcuni dei quali pubblicano minacce di morte nei confronti dei poliziotti, come nel caso di Indymedia) o attraverso le dichiarazioni deliranti dei vari Perino e soci, occorre una risposta corale e netta da parte della politica. Tutti, il Governo, le istituzioni locali e i partiti devono dire, in modo forte e chiaro, che la legalità deve essere rispettata e che nessuna azione violenta e illegittima potrà essere minimamente tollerata.
Anche in occasione della conferenza stampa dei comitati No Tav abbiamo avuto un’ulteriore dimostrazione della natura di questi soggetti che, dietro l’ipocrita paravento gandhiano, adoperano un linguaggio allusivo e pericoloso e annunciano una risposta militare per rispondere alla legittima azione dello Stato. Purtroppo quasi tutti i media hanno scelto di ‘mitizzare’ il povero Luca Abbà descritto come un contadino attaccato alla terra, un luddista postmoderno con scarsa dimestichezza con l’elettricità e le altre conquiste della tecnologia. Quasi tutti si sono dimenticati di dire che il coltivatore diretto di Exilles ha un curriculum giudiziario alquanto lungo e interessante, che è un pregiudicato e un pluridenunciato per fatti violenti. Né il circo mediatico – tranne rare eccezioni – si prende il disturbo di ricordare ai vari Plano e Perino, che ogni giorno parlano di illegalità del cantiere, che il cosiddetto legal team dei No Tav in questi anni ha presentato più di 50 ricorsi a tutti i livelli giudiziari, ricorsi sempre e costantemente respinti.
Deve essere a tutti chiaro che in Valle di Susa si stanno ponendo le basi per uno scontro molto duro e pericoloso. Che tutta la galassia anarco-insurrezionalista e i vari gruppi sovversivi che fanno capo al centro sociale Askatasuna hanno trasformato la vicenda della Tav nella loro ‘battaglia di tutte le battaglie’ e stanno utilizzando la vicenda di Luca Abbà come pretesto per aggredire violentemente le forze dell’ordine e le istituzioni. Descrivere l’Italia bloccata dai No Tav senza vedere che stiamo parlando di alcune centinaia di persone che appartengono al network antagonista, significa accreditare qualcosa che non esiste. Le iniziative che sono state annunciate per il fine settimana potrebbero rappresentare l’occasione per tali gruppi di tentare un ‘salto strategico’ dagli imprevedibili esiti. In questa vicenda né la pietà umana verso le sorti di Luca Abbà né i comportamenti di pochi amministratori che hanno abdicato alle loro responsabilità istituzionali possono in alcun modo condizionare chi rappresenta lo Stato e la democrazia italiana.
Non è la Tav ad essere illegale, ma l’illegalità è di chi ha scelto la via della violenza e del teppismo per opporsi non a un’invasione nemica, ma alla costruzione di una ferrovia. Sento da più parti appelli al dialogo, ma qualcuno si è chiesto come si può dialogare con chi pretende l’annullamento del progetto Torino-Lione, oppure con chi cerca di accusare le forze dell’ordine dell’incidente avvenuto al militante No Tav? Nonostante le immagini siano chiare ed inequivocabili, nonostante la registrazione della telefonata dimostri il contrario, anche la tv pubblica tende a far passare una tesi inesistente.
Quello che sta succedendo e che succederà da qui a sabato segnerà uno spartiacque tra chi difende la legalità e lo Stato e chi li ritiene invece principi à la carte, buoni a seconda della giornata e del luogo.”
(si nota il color MERDA?)

Sabato 3 marzo, ore 15:00, corteo NO TAV, partenza da Piazzale Tiburtino, ROMA

GIOVEDI 1 MARZO : LA SEDE NAZIONALE DEL PD, DI ROMA, E’ STATA OCCUPATA DA UN GRUPPO DI SOLIDALI AI NOTAV.
DAJE! UN PO’ DI VITA IN QUELLA SEDE DALL’ODOR DI CIMITERO.
LA VAL SUSA E’ OVUNQUE! SIAMO TUTTI NOTAV!
TUTT@ LIBER@

Luca Abbà: condizioni stabili. Solidarietà in tutta italia, traffico ferroviario in tilt

27 febbraio 2012 3 commenti

L’ultimo bollettino medico di Luca Abbà, caduto dal traliccio difronte alla Baita Clarea questa mattina, durante lo sgombero della Baita Clarea e l’esproprio illegale dei terreni adiacenti al cantiere, ci fa tirare un sospiro di sollievo.
Le emorragie interne potrebbero riassorbirsi senza danni: c’è un 60% di possibilità che la sua vita torni com’era, tra qualche settimana.. e non c’è cosa che mi riempie più il cuore di gioia.
Tutto il movimento notav, tutta la sua bella terra, vuole riabbracciarlo.

La solidarietà s’è espressa in mille forme in tutto il territorio italiano:
ancora in questo momento sono decine le città in piazza, quasi tutte mobilitate dentro o fuori le stazioni. (in questo momento stanno caricando davanti alla stazione di Bologna)

A Roma il blocco della stazione Termini e dei primi dieci binari, dedicati al Freccia Rossa e all’Alta Velocità è avvenuto nell’incredulità della polizia di Stato, che aveva bloccato Via Marsala, ma non s’era accorta di un cancello aperto, che faceva entrare dritti dritti al primo binario della stazione centrale romana.
Poi ci si è liberamente mossi, a partire da quei binari, verso Porta Maggiore e Scalo San Lorenzo, creando un blocco del traffico che ha mandato in tilt la circolazione di tutta la città.
Gli schermi della Stazione raccontavano un blocco ancora più enorme e inaspettato vista la spontaneità della mobilitazione: per un po’ tutto il traffico ferroviario del paese s’è paralizzato.
Volevano l’Alta Velocità e invece il movimento sta bloccando il paese: tutto fermo, è questo il minimo che possiamo donargli.

In Val di Susa la mobilitazione è stata immediata ed enorme oltre che itinerante.
Da qualche ora le due statali e l’autostrada sono invase da attivisti, tanto che ora è in corso un’assemblea popolare proprio sullo svincolo autostradale.
Le strade rimarranno bloccate, nessuno ha voglia di tornare a casa, nessuno ha più niente da perdere se non le catene imposte dalla militarizzazione del proprio territorio.
La volontà è riappropriarsi il prima possibile dei terreni espropriati illegalmente, la volontà è quella di spazzarli via. PUNTO!
A SARA’ DURA!
FORZA LUCA: LA VAL SUSA PAURA NON NE HA!
TUTTI LIBERI!

ANONYMOUS INVECE HA PARTECIPATO ALLA MOBILITAZIONE BLOCCANDO IL SITO DELLA POLIZIA DI STATO: visitarlo è un piacere http://www.poliziadistato.it
Ooooooooh! Anche i Carabinieri!!

Baita Clarea: lo sgombero parte con la chiara ricerca del morto.

27 febbraio 2012 4 commenti

Non sono passate nemmeno 48ore da quando in decine di migliaia abbiamo invaso la Val di Susa, per l’ennesima volta,
in una guerra ormai quasi ventennale che il popolo valsusino e non solo sta combattento contro i poteri forti e gli appalti mafiosi dello Stato italiano.

Foto di Valentina Perniciaro _guai a chi tocca le nostre montagne_

Contro la devastazione di un territorio meraviglioso, che ha già subito troppo la violenza dell’uomo tra i profili di quei monti, accanto al letto di quei fiumi di montagna, che sparirebbero come nel Mugello. Bucare montagne di amianto ed uranio, per una tratta ferroviaria ad Alta Velocità inutile, indesiderata, assassina.
Eravamo più di 70.000 persone, appena due giorni fa, a sventolare le bandiere che urlano a quel treno di rimanere un disegno, di restare al posto suo, di non invadere mai, con le sue componenti tossiche e la sua devastazione territoriale, quella valle orgogliosa e forte, bella e resistente.

La risposta a quella massa colorata e determinata di persone è uno sgombero violento, iniziato questa mattina,
della baita Clarea, presidio adiacente all’illegale cantiere in espansione, che tante volte abbiamo ristrappato alle loro mani, riconsegnato a quella che deve essere la vita di una baita tra i monti, e non di una caserma sul fronte.
Stamattina il bosco tra Giaglione e Ramats, era la solita trincea inimmaginabile: ogni sentiero è chiuso da cordoni di celere, i reparti speciali dei carabinieri, si aggirano con le loro mimeniche, i compagni e gli attivisti che presidiavano la baita si son trovati in stato di assedio totale.
Luca Addà, braccato dai carabinieri, per sfuggire è salito su un traliccio:
per caderne a peso morto poco dopo, vittima di una scossa elettrica che l’ha folgorato. Pochi minuti prima aveva finito di parlare in diretta dai microfoni di Radio Blackout, preoccupato del fatto che un Carabiniere stava salendo dietro a lui sul traliccio.”Adesso stacco che sta salendo un rocciatore, devo attrezzarmi per difendermi

Il suo corpo, preso dai Carabinieri, è stato immediatamente trasportato nel loro maledetto fortino, da dove l’ambulanza non è uscita.
Non è uscita nemmeno dopo l’arrivo dell’eliambulanza, chiamata per trasportare Luca, in gravissime condizioni.
Più di venticinque minuti, un’attesa assassina, prima di vedere a lavoro gli infermieri e i medici, per caricare Luca sull’elicottero.

Cercano il morto, stanno facendo di tutto per ottenerlo.
L’altro ieri, mentre mezza Italia era già salita sui bus per rientrare nelle proprie città, le cariche a freddo ordinate dal più che noto Spartaco Mortola all’interno della stazione e dei vagoni dei treni parlano chiaro.
Per leggere com’è andata la serata potete vedere i video e leggere i racconti su QUESTA PAGINA di Infoaut

intanto cercherò di aggiornare su quel che sta avvenendo ora in Clarea:
ASCOLTATE LA DIRETTA SU: http://radioblackout.org/

FORZA LUCA!

09.55: Lo sgombero della baita Clarea non è ancora avvenuto: una quindicina di NoTav sono ancora lì a cercare di difenderla.
Uno di loro è chiuso dentro la baita.
L’eliambulanza è finalmente partita.Forza Luca, resisti!
10.40: Luca è entrato ora in camera operatoria…”sospetta lesione interna con versamento, vasta emorragia interna, probabili fratture sterno e costole, ustioni di secondo grado”
NEMMENO DIECI MINUTI DOPO L’INGRESSO DI LUCA IN SALA OPERATORIA LE RUSPE HANNO INIZIATO A LAVORARE PER DEMOLIRE LA BAITA CLAREA: MALEDETTI!

12.40: Luca è stato messo in coma farmacologico dopo l’intervento chirurgico. Il prossimo bollettino medico è per le 18.
Ha diverse ustioni e fratture, un polmone perforato…

QUANDO CI SON FERITI, SOPRATTUTTO NELLE CONDIZIONI IN CUI ERA LUCA, E A MAGGIOR RAGIONE PERCHE’ NON ERA UNO DEI LAVORATORI DELLA DITTA, I CANTIERI SI FERMANO.
SI INCROCIANO LE BRACCIA, SI SIGILLA LA ZONA, TUTTO SI FERMA.
INVECE PROPRIO UNA VOLTA CHE LUCA E’ CADUTO A TERRA SENZA SENSI LE RUSPE HANNO INIZIATO IL LORO LAVORO.
e’ una vergogna indescrivibile!
Stanno aprendo cantieri sui nostri corpi, stanno compiendo espropri illegalmente, senza nessuna autorizzazione, e sul corpo di un ragazzo in coma posizionano filo spinato e cingolati.
LA PAGHERETE CARA!

NOTAV: hanno trasferito Tobia a Cuneo dopo le proteste alle Vallette

9 febbraio 2012 Lascia un commento

Ieri in tarda notte leggevo questa lettera scritta da Giorgio e Tobia, compagni NoTav detenuti nel carcere di Torino.
La leggevo e pensavo a quant’è bello vedere che i compagni, appena entrati in carcere, iniziano a portare avanti forme di lotta necessari per sostenere la detenzione e conquistare agibilità.
La repressione ovviamente non si è fatta attendere: TOBIA E’ STATO TRASFERITO ALL’ALBA DI OGGI A CUNEO!

A tutti i compagni/e
Vogliamo farvi sapere che ieri, mentre si svolgeva il concerto davanti al carcere, noi abbiamo dato corso a una protesta contro le pesanti condizioni di agibilità interna.
Al detenuto spettano, per disposizione ministeriale, 4 ore d’aria. In più sono concesse 2 ore di socialità, in cui i detenuti dovrebbero, appunto, socializzare tra loro.
Fino a poco tempo fa in queste ore venivano aperte le celle e si poteva passeggiare nel corridoio o, volendo, entrare in un’altra cella. Ultimamente ci fanno uscire e, dopo un quarto d’ora, ci fanno entrare nelle celle in cui vogliamo stare.
In questi giorni d’emergenza freddo è impossibile uscire all’aria anche perchè i cortili sono invasi dalla neve e non si sono attrezzati con scarpe adatte. Se non vai all’aria ti obbligano a stare chiuso in cella.
Ieri sera, nella nostra sezione le condizioni sono state inasprite. Invece di aprire tutte le celle contemporaneamente venivano aperte una alla volta, ti portavano alla cella che volevi e ti richiudevano nuovamente.
Quando ci hanno aperto noi (Tobia e Giorgio) siamo rimasti in corridoio rifiutando di farci nuovamente rinchiudere. Allora han provato a metterci contro gli altri, dicendo che fino a quando noi eravamo in corridoio non avrebbero più aperto a nessuno. Dopo esserci consultati con gli altri detenuti, abbiamo deciso di non desistere.
Dopo un po’ di minacce, hanno chiamato la squadretta, composta da mezza dozzina di agenti nerboruti, con il chiaro intento di intimidirci. Al nostro netto rifiuto di rientrare in cella, ci hanno presi di peso e sbattuti dentro, senza però usare violenza.
Dopo una decina di minuti siamo stati convocati dal Direttore che, con modi gentili e molto paternalismo si lamentava che era la terza protesta di questo tipo che avevano messo in atto.
Noi, dopo aver precisato che non volevamo favori ne privilegi personali, abbiamo presentato a nome di tutti i detenuti della sezione una serie di richieste di agibilità minima.
Il direttore ha risposto che ci avrebbe riflettuto sopra e ci avrebbe fatto sapere.
Adesso stiamo valutando il da farsi.
Come i banchieri cercano di far pagare la crisi ai lavoratori, in carcere si cerca di far pagare il sovraffollamento ai detenuti. Vengono progressivamente ridotte le dotazioni (detersivi, carta igienica, ecc.) e, con la scusa di maggiori difficoltà di gestione, gli spazi di agibilità.

La lotta non si fermerà.

i Detenuti del 26 Gennaio 2012
Giorgio e Tobia
Carcere Lorusso e Cutugno
Via Pianezza 300
10151 Torino

ARRESTI NOTAV: attacco in tutta Italia

26 gennaio 2012 4 commenti

AGGIORNAMENTO ORE 15.45: MAYA, UNA DELLE COMPAGNE ARRESTATE, E’ STATA APPENA TRADOTTA NEL CARCERE DELLE VALLETTE DI TORINO, MALGRADO SIA AL SETTIMO MESE DI GRAVIDANZA E A 6 MESI DAL REATO CONTESTATOLE!
MALEDETTI MALEDETTI MALEDETTI.
LASCIATELA USCIRE SUBITO: LASCIATE USCIRE QUEL PANCIONE DAL CARCERE ORA! CAZZO!!
BASTARDI MALEDETTI BASTARDI!

Poche righe, di una notizia che tanto sapete tutt@, visto lo spazio dato dall’informazione mainstream.
Arresti in tutta Italia: una maxioperazione di quelle da copione, con pettorina lucidata e incursioni notturne in decine di appartamenti in tutto lo stivale.
Repressione pesante contro un movimento che più volte ha dimostrato di non aver certo paura delle conseguenze: un movimento orgoglioso e forte che mai s’è lasciato intimidire dalle accuse e dalle condanne di uno stato che reagisce alle proteste di un’intera popolazione,
con retate e arresti!

Poche le notizie reali sui numeri e i nominativi degli arrestati: che da Torino sono arrivati fino in Sicilia. A Roma per ora si parla di due fermi..
proverò ad aggiornare appena posso con tutte le notizie possibili.
Intanto ascoltate RADIOONDAROSSA o RADIOBLACKOUT :
alle 14.30 conferenza stampa NOTAV …
seguite gli aggiornamenti sul sito notav.info

SOLIDARIETA’ AGLI ARRESTATI,
LA LOTTA NON SI TOCCA, LA VALLE TANTO MENTO
A SARA’ DURA! MALEDETTI
Qui il mio racconto di quella giornata, il 3 luglio, per cui sono partiti gli arresti.

Anonymous contro TAV: atto secondo

7 dicembre 2011 3 commenti

HO PUBBLICATO NEMMENO 4 ORE FA LA NOTIZIA CHE ANONYMOUS ERA ENTRATO IN BATTAGLIA A FIANCO DEL MOVIMENTO NOTAV :
IL PRIMO OBIETTIVO E’ STATO COLPITO IERI E NON PENSAVO CHE LA PROMESSA DI CONTINUARE FOSSE COSI’ RAPIDA.
LEGGETE LEGGETE E GRAZIE A INFOFREEFLOW 😉

Questa volta è toccata ad Agostino Ghiglia.
Il deputato e consigliere comunale torinese in quota PDL è finito nel mirino del network di Anonymous, impegnato in Italia sul versante dei Green Rights a fianco della popolazione della Val Susa. A farne le spese il suo sito web personale, violato nella notte, le cui credenziali di accesso sono state rese pubbliche sullo stesso blog dove ieri erano apparsi i dump dei database dei siti di LTF e torino-lione.it

Il blitz dei cyber-attivisti arriva in risposta alle dichiarazioni rilasciate ieri a mezzo stampa dall’ex di AN. Figura nota in città per il suo protagonismo contro centri sociali, movimento No TAV e radio libere – dopo  l’assedio alla Maddalena del 27 giugno, presentò un’ interpellanza parlamentare richiedendo la chiusura immediata di Radio BlackOut – Ghiglia ha definito come “anti-sviluppo” l’operazione Green Rights, schieratasi contro la costruzione di un’opera dall’impatto ambientale insostenibile. Il parlamentare ha stigmatizzato il modus operandi di Anonymous perché atto a «colpire, fisicamente o virtualmente, danneggiare e logorare imprese e istituzioni impegnate nella realizzazione della Torino Lione».

Per una volta le parole dell’esponente piemontese del PDL sembrano aver colto nel segno. L’operazione Green Rights infatti ricalca un insieme di tattiche consolidate, aventi l’obbiettivo di mettere sotto pressione, anche in rete, i responsabili delle costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione.

«Vi stiamo sorvegliando. Fermatevi o non vi daremo tregua!» è il monito lanciato attraverso questa ulteriore puntata italiana dell’#OpGreenRights: una campagna di informazione non convenzionale con cui Anonymous vuole disegnare una geografia degli interessi che ruotano attorno alla costruzione della TAV, producendo allo stesso tempo una sensazione di accerchiamento nei confronti dei soggetti attenzionati.

E se gli attacchi di ieri hanno scuscitato una certa eco all’interno del circuito mainstream (ne hanno dato notizia le edizioni on-line di Repubblica, Corriere e La Stampa), anche nei canali di discussione del movimento l’impresa dei senza volto è stata accolta con grande simpatia per l’intelligenza e la puntualità.

Un altro pezzo della lotta No TAV insomma cominciare a palesarsi all’orizzonte. Un altro modo di intendere l’assedio viene immaginato. Una pratica da agire collettivamente, non più “solo” (le virgolette sono d’obbligo) nei boschi che fanno da cornice ai non-cantieri protetti dai plotoni della celere, ma anche sui server dei siti delle lobby Si TAV, individuati come simbolo della connivenza tra malaffare e politica.

InfoFreeFlow (@infofreeflow) per Infoaut

Anonymous è NOTAV: più chiaro di così ;-) ! Target 1: colpito … attendiamo la seconda puntata!

7 dicembre 2011 2 commenti

L’avevano promesso. L’hanno fatto.

Ieri con poche telegrafiche righe dal blog Operation Green Rights Anonymous annunciava una sua discesa in campo a fianco del movimento No Tav. Detto fatto, ed in poche ore gli hacktivisti hanno mantenuto la parola. Questa notte il sito torino-lione.it (una delle tante appendici propagandistiche di Rete Ferroviaria Italiana) ed il database della LTF (Lyon Turin Ferroviaire) sono stati violati.

Schema consolidato ma sempre efficace: le informazioni di accesso al portale francese sono state rese pubbliche mentre la pagina del sito italiano, su cui prima campeggiavano i sondaggi geognostici, riporta un comunicato che riprende molte delle parole d’ordine del movimento valsusino. In un passaggio Anonymous denuncia come il mantra dello “sviluppo economico”, ripetuto fino alla nausea dalle lobby SiTav, nasconda in realtà la volontà di realizzare un’opera tanto dannosa per la salute e l’ambiente della Val Susa quanto proficua per le tasche di banche e ditte appaltatrici. Portafogli gonfi per pochi sulla pelle di molti.

Dunque un’ incursione che, a poche ora dai cortei che si svolgeranno in valle l’8 dicembre, esprime solidarietà con le proteste che continuano a dilagare in Valle a dispetto delle demonizzazione mediatica cui abbiamo assistito negli ultimi mesi. Ma tratteggia anche una sintonia di vedute con la popolazione della Val Susa in lotta che ha ben identificato nella realizzazione della Torino-Lione la tendenza distruttiva del capitalismo finanziario. Quella che vede tra i suoi protagonisti i Passera, le Marcegaglia o Intesa San Paolo. Quella che incapace di immaginare un’exit strategy dalla crisi gioca la carta della devastazione dei territori buttando sul piatto la vita delle popolazioni locali.

Target 1” dicono gli attivisti di Operation Green Rights. Altri bersagli non mancano e sono a portata di mouse. Non resta allora che aspettare l’atto secondo con il fiato sospeso: magari in un corto circuito virtuoso con la mobilitazione permanente e tenace che i Notav insceneranno nei prossimi giorni.

«Torino-Lione.it: un canale dove ottenere informazioni oggettive sul progetto Torino-Lione (TAV), capirne e condividerne obbiettivi e valori» recita la bio dell’account twitter @Torino-Lione. E certo dopo le scorribande notturne di Anonymous sembra quasi essere vero.

More info

Infofreeflow (@infofreeflow) per Infoaut

QUI LE INFO SUL SECONDO ATTO! 🙂

Nina e Marianna un po’ più libere, i NOTAV festeggiano la revoca dei domiciliari!

28 ottobre 2011 1 commento

Foto di Valentina Perniciaro, Genova 2002

Fratello, felice nel mio paese, ho dormito sulla terra;
L’ho abbracciata, stretta, tanto mi era mancata, vedi…
Goccia a goccia, il mio sangue di fuoco innaffia le vette.
Così avanza il nostro popolo;
Così sorge l’alba che vedranno i nostri figli.
(Anonimo palestinese)

Oggi, mentre veniamo a sapere di altri arresti inerenti agli scontri del 15 ottobre in Piazza San Giovanni , a Roma,
è anche lo stesso giorno in cui finalmente arriva la notizia di un pezzetto di libertà in più per le compagne notav arrestate quest’estate.
Nina e Marianna hanno ottenuto la revoca dei domiciliari e l’obbligo di dimora: malgrado fossero incensurate hanno passato due settimane in carcere e un mese in misure detentive domiciliari.
Non una vera e propria libertà, visto che rimangono indagate e non possono avvicinare i comuni di Giaglione e Chiomonte, ma sono almeno tornate ad un minimo di normalità e socialità.
E allora buona libertà Nina e Marianna, o almeno buon cammino …

QUI UN COMUNICATO IN SOLIDARIETA’ CON GLI ARRESTATI DEL 15 OTTOBRE

Si combatte tra i boschi della val di susa, giorno e notte

24 luglio 2011 5 commenti

Mentre osserviamo bruciare la stazione Tiburtina e vediamo le prime illazioni e deliri mediatici….
Mentre apprendiamo che al CTO di Torino sono arrivati due alpini in coma etilico, provenienti proprio dal loro presidio nuovo di zecca in Val di Susa, davanti al cantiere blindato. Si vede che questo è il loro modo di festeggiare il rientro in una missione interna, dopo esser tornati dall’Afghanistan.
Non avranno la stessa ansia che per le strade di Kabul e province limitrofe, ma certo non dormono comunque.
Le notti, come le giornate, tra le vette della Val di Susa, non fanno respirare tregua a nessuna divisa, con o senza pennacchio.
Dalle battiture notturne che risuonano per kilometri, ai fuochi d’artificio, agli attacchi e tentativi di irruzione in cantiere….giorno e notte la zona di Chiomonte, Giaglione, il bosco di Ramats ed Exilles è in piena battaglia.
Una battaglia che va dalle lezioni megafonate sugli armamenti usati contro la popolazione valsusina, ai campeggi internazionali, 
dalle assemblee pubbliche alle manifestazioni ad ogni ora, con ogni mezzo, con ogni metodologia.
Ecco qui il comunicato scritto a poche ore dal risveglio dopo gli scontri dell’altra notte, che hanno impegnato gli apparati di sicurezza occupanti per più di tre ore:

Chiomonte, notte del 22-23 luglio 2011.
Apriamo la cronaca con questa precisazione: visto il massiccio utilizzo di candelotti lacrimogeni sparati in Val Clarea in mezzo alla vegetazione secca, un utilizzo criminale sia per la quantità di gas utilizzato che per il pericolo di incendi innescati dal loro utilizzo, sottolineiamo che tutti i principi di incendio sono stati spenti dai NO TAV, che difendono la terra in cui vivono. Gli idranti della polizia che si vedranno nelle immagini sono stati unicamente usati contro i manifestanti e mai per spegnere un incendio, come nessun Vigile del Fuoco, solerte aiutante della Polizia, è intervenuto.
Dalla mezzanotte alle tre di questa mattina, circa tremila NO TAV hanno accerchiato il fortino della Maddalena. L’appuntamento era dalle ore 18 alla Baita Presidio Clarea dal lato Giaglione dove, dopo una cena al sacco, i NO TAV hanno acceso un grande falò che avevano preparato nel pomeriggio.
Dal lato del campeggio NO TAV di Chiomonte invece, dopo la cena, è iniziato il dibattito organizzato con Ivan Cicconi e Claudio Cancelli da titolo “IL MODELLO TAV COME STRUMENTO DI APPROPRIAZIONE DEL DENARO E DELLA RICCHEZZA PUBBLICA”.  Al termine del dibattito alcune centinaia di NO TAV sono partiti anche da qui attraverso i sentieri alla volta del fortino della Maddalena; anche dal lato della centrale elettrica, chi non era riuscito a praticare il sentiero, ha partecipato facendo pressione al cancello che chiude l’accesso a via Avanà.

Un’area militare, difesa con i denti da Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Alpini. La difesa del fortino, la medesima da ogni lato, prevede l’uso di idranti e il lancio , anche ad altezza d’uomo di centinaia di lacrimogeni, il tutto sotto l’occhio soddisfatto dei dirigenti in cerca di promozione.
Ore di assedio determinato, con protezione improvvisate ma efficaci, fatto con il cuore grande che ha la Val Susa; in tanti hanno resistito e impegnato la Polizia per ore, tagliando simbolicamente le reti e lanciando grandi mortaretti luminosi. I cori da ogni lato riempivano l’aria della Valle e il fumo dei lacrimogeni intanto saliva ancora. Verso le tre circa è terminato l’assedio notturno che ha prodotto, in ogni caso, dei buoni risultati.
Vergognosa poi la ricostruzione oggi dei media che parlano di incendi nei boschi e guerriglia; l’unico fuoco acceso dai NO TAV è stato il falo’ in val Clarea, a fianco del pilone votivo NO TAV.
Gli altri roghi che si sono accesi sporadici nella notte, sono stati provocati dai candelotti lacrimogeni lanciati verso i NO TAV dalle forze dell’ordine. La medesima situazione si era creata nella giornata del 3 luglio ed i roghi erano stati spenti anche allora dal movimento NO TAV.
Chi oggi sta nel fortino vive e lavora per distruggere questo territorio, il movimento NO TAV lotta per il futuro di tutta la valle.
NOTAV, una garanzia per il futuro

A cura dell’ufficio stampa del Movimento NO TAV Val Susa, Val Sangone, Torino e Cintura
Chiomonte, 23 luglio 2011

Inizia il campeggio NOTAV a Chiomonte

13 luglio 2011 3 commenti

DAL SITO NOTAV.INFO

Inizia con una una lezione del professor Massimo Zucchetti il campeggio no tav di Chimonte. L’appuntamento è alle ore 18 alla centrale elettrica di Chiomonte dove Massimo spiegherà gli effetti dei gas CS di conclamato effetto cancerogeno usati dalla polizia nelle giornate di lunedì 27 giugno e domenica 3 luglio. In questi giorni stiamo cercando di recuperare il materiale distrutto o frettolosamente recuperato dallo sgombero del presidio no tav della Maddalena. Mercoledì e giovedì sono le giornate in cui riallestiremo il presidio presso la centrale di Chiomonte. Già in questi giorni è possibile e anzi utile soggiornare e da venerdì sarà possibile con alcune comodità in più. Buon campeggio presidio no tav a tutti!

Foto di Valentina Perniciaro _armi da guerra nei boschi della Val Susa_

introduzione alla lezione, di Massimo Zucchetti

Venerdì 15 luglio ore 18:00 a Chiomonte, alla Centrale, davanti a reti e sbarramenti, Massimo Zucchetti in: Seminario misto Poliziotti e NOTAV su “Gas lacrimogeni CS: effetti immediati e ritardati sulla salute”.Con megafono. In modo che sentano TUTTI. Classe mista di allievi NOTAV e allievi poliziotti. La lezione avra’ come supporto un piccolo quadernino di quattro pagine (tutto su un foglio A4) con i concetti principali da distribuire in qualche centinaio di copie e fare in modo che arrivino anche agli allievi poliziotti. Sara’ richiesta a fine lezione la testimonianza di allievi NOTAV che raccontino in tre minuti a testa la loro esperienza coi gas CS.
Per i nostri allievi poliziotti e NOTAV  saranno predisposti dei poster A0 che illustreremo e poi lasceremo al presidio, con le principali  figure e concetti. A parte, per far vedere che non scherziamo nulla, una raccolta della recente letteratura internazionale che illustra le evidenze sulla cancerogenicita’ del CS con esperimenti in vivo (su animali).Risultati freschi del nuovo modello di pericolosita’ dei CS con i modelli dell’ente ambientale americano. Il CS contiene cloruro, quindi ha le caratteristiche tipiche dei composti urticanti e rientra nella definizione di arma chimica. Contiene sostanze che producono lesioni di varia natura in via definitiva o temporanea, in più viene metabolizzato sotto forma di cianuro ed e’ cancerogeno. Quindi è un’arma chimica a tutti gli effetti, anzi un’arma di distruzione di massa. Che ne sia permesso l’uso in tempo di pace è assurdo. Anche perché la convenzione internazionale sulle armi chimiche del ’93, è stata ratificata dall’Italia nel ’95, è in vigore dal ’97 e dice che non si possono usare in tutte le guerre internazionali.

LEGGI ANCHE: Val susa, ma quali black bloc?

Prosegue la repressione in Val di Susa

7 luglio 2011 6 commenti

Ieri pomeriggio quattro mediattivisti alessandrini si sono recati in Valle di Susa per proseguire un lungo lavoro di documentazione e inchiesta che da alcuni anni svolgono sulla lotta No Tav. L’intento era quello di raccogliere interviste fra la popolazione e di documentare se fossero ripresi i lavori all’interno dell’area della Maddalena dopo la manifestazione di Domenica 3 Luglio.
Nei pressi di Sant’Antonio, dove si erano recati per verificare lo stato dei lavori del cantiere, sono stati intercettati da uomini dei Carabinieri Cacciatori “Sardegna” e invitati a seguirli nei pressi del “fortino” della Maddalena. In seguito, sono stati sottoposti a perquisizione personale ed è stata perquisita la macchina di uno dei 4 mediattivisti alla ricerca di armi e materiale esplosivo. L’unica pericolosissima arma che è stata rinvenuta è stata una delle videocamere della redazione di Alessandria in Movimento che è stata sequestrata. In seguito sono stati condotti al Commissariato di Bardonecchia, dove sono stati evidentemente visionati i filmati interni alla videocamera che conteneva i video della conferenza stampa del movimento No Tav tenutasi il 4 Luglio, la conferenza stampa dell’attivista bolognese che ha denunciato le violenze subite dalle forze dell’ordine e alcuni filmati del corteo partito da Chiomonte. Saranno rimasti sicuramente delusi di non aver trovato nessun filmato delle violenze commesse dalla polizia il 3 Luglio, dei lacrimogeni sparati ad altezza uomo e della legittima resistenza dei manifestanti.
Sicuramente non hanno gradito la testimonianza di Fabiano ed hanno incominciato a insultare e minacciare ripetutamente i mediattivisti. “Zecche di merda”, “Intanto vi ammazziamo di botte come abbiamo fatto col vostro amico di merda”, “Adesso ve la facciamo pagare per i sassi che avete tirato il 3 Luglio” e, cosa gravissima, si sono rivolti all’unica ragazza con frasi di questo tenore:”Però sei carina per essere una zecca”, “Stasera passiamo la notte insieme nel mio appartamento di Bardonecchia”. Soltanto dopo ore di tortura psicologica e di interrogatorio i 4 mediattivisti sono stati rilasciati con in mano un foglio del sequestro della videocamera. Questi i fatti accaduti ieri a cui ci permettiamo di aggiungere alcune brevi considerazioni. Fa male constatare che a 10 anni dalle violenze commesse dalle forze dell’ordine a Napoli e Genova, le caserme continuino ad essere luoghi di minaccia verbale e tortura psicologica e fisica a danno di persone inermi. La degna prosecuzione delle violenze che abbiamo visto durante la manifestazione del 3 Luglio e delle violenze subite dall’attivista bolognese che siamo orgogliosi di aver documentato con la nostra videocamera.Ricordiamo a tutti che documentare dal basso le lotte del movimento No Tav è un diritto che dovrebbe ancora essere sancito dalla Costituzione e che questa è stata l’unica colpa di attivisti che da anni si occupano di comunicazione indipendente collaborando con diversi siti e blog fra cui alessandriainmovimento.info e globalproject.info. Non saranno certamente queste minacce e queste intimidazioni a fermare il prezioso lavoro di informazione che i quattro mediattivisti svolgono con passione e a titolo volontario.

Alessandria in Movimento 
www.alessandriainmovimento.info
alessandriainmovimento@gmail.com

LEGGI ANCHE:
[PRIMO MORTO IN VAL SUSA]
[RIENTRO DALLA VALSUSA]
[MA QUALI BLACK BLOC]

PLOGOFF: Pietre contro i fucili. UNA “GUERRA” VINTA, LA PROSSIMA SARA’ LA VAL DI SUSA!!

7 luglio 2011 1 commento

(1981, Plogoff: des pierres contre des fusils, di Nicole e Félix Le Garrec, auto-produzione Bretagne Films).
Questo documentario è ancora oggi attuale visto quello che sta avvenendo in Italia. Prima dell’incidente di Fukushima infatti, ogni opposizione al nucleare veniva bollata come ideologica e contro il progresso (come per il Tav del resto…) e l’epoca di Chernobyl appariva lontana e superata. Oggi è il solo opportunismo politico a spingere il governo a posticipare le tempistiche del riavvio della produzione nucleare made in Italy. Il loro obiettivo prioritario è quello di neutralizzare il referendum e impedire la creazione di reti autorganizzate che si oppongano all’installazione di centrali e determinate a lottare contro ogni provvedimeno legislativo che verrà preso in questo senso.
1978, in seguito alla crisi petrolifera, il governo francese decide di dare il via al suo ambizioso progetto di centrali nucleari. Tra i vari siti selezionati dal governo, vi è un paesino di 2.300 abitanti sulla punta nord della Bretagna: Plogoff. È un villaggio di pescatori e pastori dove il panorama delle onde che si infrangono sulle scogliere del capo toglie il respiro. Ma una volta che EDF (l’ENEL francese) ha già diffuso le planimetrie e iniziato i rilievi per la realizzazione della centrale…. ecco l’inatteso.
Gli abitanti di Plogoff e dei villaggi vicini questa centrale non la vogliono e sono pronti a lottare: un comitato di difesa si autorganizza. Il governo, invece, cerca di procedere con un’inchiesta pubblica perché i cittadini si esprimano in maniera ″addomesticata″ sulla centrale. Si sa, le inchieste governative sono solo uno stratagemma per pacificare e fermare gli oppositori.
Nel gennaio 1980, davanti al Comune, la gente, sindaco in testa, brucia i fogli dell’inchiesta: è questo il primo atto di resistenza. La risposta governativa porta gendarmi prima, e paracadutisti poi, a cercare di occupare la cittadina. La popolazione resiste, insorge: barricate nelle strade, manifestazioni che si trasformano in guerriglia… Plogoff diviene un campo di battaglia.
Le donne sono in prima fila nella mobilitazione, a urlare e a far crollare psicologicamente i giovani soldati inviati per picchiare gli oppositori. I giovani locali si dedicano in massa all’uso della fionda per lanciare pietre sui militari che invadono la città. Viene aperta radio Plogoff per diffondere i motivi e le voci della protesta in tutta la Bretagna, l’area dove dovrebbe sorgere la centrale viene auto-requisita e trasformata collettivamente in una zona di allevamento di pecore.
La battaglia di Plogoff è certamente un episodio territoriale ma critica in maniera radicale tutto il discorso politico sull’ineluttabilità del ricorso al nucleare e smaschera le imposizioni governative appliccate in nome di una democrazia del sopruso. Inoltre, in tutta la regione si attivano sperimentazioni dal basso per produrre energia attraverso fonti alternative, alla ricerca di un modello di fattibilità per la rinuncia alla dittattura nucleare. La gente si è mostrata unita e determinata, arrivando a rispondere collettivamente agli arresti e alla repressione, mostrando la propria determinazione nell’occupare la prefettura durante un processo agli attivisti antinucleare.
Alla fine la gente di Plogoff ce l´ha fatta: nel maggio 1981 il neopresidente dell’epoca Mitterand annuncia che “nessuna centrale nucleare sarà fatta a Plogoff”. Il piano nucleare francese non si è però fermato, ha solo risparmiato la Bretagna ma a tutt’oggi 19 centrali sono attive.
Le battaglie popolari contro le grandi opere e contro la sciagurata gestione capitalista dei rifiuti (discariche e inceneritori) tracciano la strada, percorsa già dalla gente di Plogoff: se i referendum non dovessero bastare bisogna essere pronti e disposti a erigere le barricate
A QUESTO LINK IL DOCUMENTARIO!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: