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#14N un sciopero “per udire i passi del tiranno che se ne va”


Ringrazio la bella Slavina per questo dono,
ringrazio la mia cara Slavina perché ha permesso a queste righe di entrare dentro di me con la forza di una slavina vera e propria, come solo Goliarda  Sapienza sa fare.

E allora grazie ancora e leggete il suo blog ( e il suo libro!!),
e soprattutto: DOMANI NON LAVORATE, INCROCIATE LE BRACCIA, SCENDETE IN PIAZZA, STRAPPATE IL FUTURO A MORSI.

SCIOPERO GENERALE, SCIOPERO EUROPEO,
TUTTI INSIEME CONTRO IL CAPITALE, LO SFRUTTAMENTO, I PADRONI

fotografia di Willy Ronis: 1938, occupazione della fabbrica Citroen-Javel. Rose Zehner arringa le compagne

Sciopero

Voglio uno sciopero dove andiamo tutti.
Uno sciopero di braccia, gambe, di capelli,
uno sciopero che nasca in ogni corpo.
Voglio uno sciopero
di operai di colombe
di autisti di fiori
di tecnici di bambini
di medici di donne.
Voglio uno sciopero grande,
che raggiunga anche l’amore.
Uno sciopero dove tutto si fermi,
l’orologio le fabbriche
il personale i collegi
l’autobus gli ospedali
le strade i porti.
Uno sciopero di occhi, di mani e di baci.
Uno sciopero dove non sia permesso respirare,
uno sciopero dove nasca il silenzio
per udire i passi del tiranno che se ne va.

(Gioconda Belli – tratta da un articolo del blog di Coral Herrera Gomez e tradotta da Silvia Corti)

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  1. icittadiniprimaditutto
    13 novembre 2012 alle 09:52

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
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  2. 13 novembre 2012 alle 16:24

    Reblogged this on Imbuteria's Blog.

  3. 15 gennaio 2013 alle 20:37

    Io c’ero, quel giorno.. bloccati sul lungotevere, coi lacrimogeni esplosi ad altezza d’uomo che ti soffocavano. Le urla, le botte, i compagni e le compagne sanguinanti e arrestati. Insulti, abusi di potere, intimidazioni. I blindati che si lanciavano nel traffico, e che ci aspettavano dall’altra parte del ponte. Ho avuto paura quando mi sono trovata davanti, a poche centinaia di metri, le camionette aperte.. mi è tornato alla mente il film “Diaz”, e intanto mi abbracciavo con gli altri, cercando di resistere e di fare coraggio ai ragazzini di 13.. 15 anni, rimasti con noi. Ricordo i volti impauriti, la gente che cadeva, e tu che non potevi fermarti.. il rumore dei tonfa.
    Un 14N cominciato bene, ricco di contenuti e allegria.. e distrutto. Come al solito, mi viene da dire.

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