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Shaimaa: uccisa mentre portava il fiore della libertà—

25 gennaio 2015 6 commenti

Shaimaa, prima a sinistra, poco prima del suo assassinio…

Shaimaa Al-Sabagh ha la mia stessa età, un bimbo coetaneo al mio primogenito e chissà quante altre cose in comune.
Shaimaa era un attivista egiziana, socialista, una compagna, una militante …  e le immagini del suo assassinio avvenuto ieri a Talaat Harb e del suo corpo che cade ferito tra le braccia di suo marito e suo compagno, mi lasciano basita.
Shaimaa voleva lasciare un fiore a Tahrir, 4 anni dopo quel 24 gennaio, un fiore simbolico per ricordare milioni di persone che erano lì e lì son rimaste per molto, chiedendo libertà, pane e una vita che si potesse chiamar vita,
quella che sappia anche solo vagamente cosa possa essere la libertà.
Quello è stato Tahrir, qualunque fottuta fine quel sogno abbia fatto, e quello doveva ricordare quel fiore che Shaimaa stava andando a lasciare a terra…voleva ricordare un popolo che è riuscito ad essere unito contro una dittatura che non sembrava abbattibile, e che poi ha saputo rispondere con il settarismo e l’opposizione religiosa per sbaragliare le piazze e lo spirto rivoluzionario che ha animato i primi mesi.

Eccoli….

Tahrir è stata una grande macchina di repressione che ha visto quasi 15.000 persone finire in carcere (tra cui tanti tanti compagni e i gruppi Ultras) , che ne ha visti tanti uccisi per le strade…
quello andava a ricordare Shaimaa ieri.
I suoi compagni uccisi, il sangue e il desiderio di libertà affossati in malo modo ma comunque indimenticabili.
Tahrir non sarà dimenticata facilmente,
Tahrir mette ancora paura: per questo Shaimaa è caduta a terra uccisa durante una manifestazione più che pacifica dell’Alleanza popolare socialista, da poco in conferenza stampa per commentare quest’assassinio.

E’ stata colpita alle spalle, Shaimaa, da otto metri di distanza e dalle immagini che riempiono la rete si capisce facilmente chi sono i suoi assassini. La polizia egiziana ha ucciso una compagna, gratuitamente, durante una protesta pacifica in memoria di una già uccisa rivoluzione e di tanti suoi compagni.

Shaimaa cade ferita tra le braccia di suo marito. Morirà poco dopo in ospedale…

Conosco la piazza dove è stata uccisa, io- sua coetanea- non son riuscita a non andare ad abbracciare col mio sguardo quella piazza mastodontica e quasi stupita di cotanta bellezza. Ho stretto a me i vostri sguardi di donne e uomini che finalmente imparavano a conoscere la parola Hurriya, libertà, che la stavano iniziando ad assaggiare…
e la bellezza di uno sguardo che finalmente può aspirare alla libertà non si dimentica.
Sono letteralmente affogata nei sorrisi, nelle voci, negli sguardi liberi di quelle donne: ed oggi una di loro viene seppellita e portata in alto da centinaia di mani, a salutare per l’ultima volta il fiore di libertà che così tanto è costato.

La terra per te sarà un soffio di piuma, Shaimaa, sorella e compagna mia.

Su Tahrir anche troppo su questo blog: QUI

Shaimaa nel sistemare i fiori con i suoi compagni, poco prima della sua uccisione

le forze di sicurezza a pochi metri di distanza

senza parola alcuna

La corsa disperata verso l’ospedale

 

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Per Giorgiana e per tutte, contro il Medioevo: domenica ORE 9!

10 maggio 2013 1 commento

Fate circolare il più possibile questo comunicato, riempiamo le strade domenica, malgrado l’ora:
daje, sveglia presto tutte e tutti insieme contro chi marcia sui nostri uteri, sulla nostra libertà, sulle nostre vite e anche sui nostri figli.
Guai a chi ci tocca, guai a chi prova a scegliere per noi!

Siete il marcio della vita! Avete sbajato giorno e epoca

Per due anni la marcia per la vita, indetta dall’oltranzismo cattolico, è stata contestata con azioni dimostrative che rivendicavano l’autodeterminazione di donne e soggettività l.g.b.t.q.i.

Questa volta hanno scelto il giorno sbagliato!

Il 12 maggio Roma ricorda Giorgiana Masi, assassinata nel 1977 a 19 anni, dalle squadre speciali dell’allora ministro dell’Interno Francesco Kossiga durante il corteo che, sfidando il divieto a manifestare, celebrava il terzo anno dalla vittoria referendaria sul divorzio .

Non accettiamo la provocazione di chi usa i bambini e la retorica della famiglia per legittimare politiche, azioni e discorsi che attaccano le nostre libertà e le nostre vite.

Si tratta di bigotti che, nascondendosi dietro i “sani” valori della famiglia appoggiano di fatto la violenza contro chi differisce dal loro modello.

E’ ora che il familismo smetta di essere un modello per le politiche sociali. E’ ora di riconoscere e rivendicare il diritto ad essere persone libere, persone che scelgono con chi avere relazioni, se e quando avere figli/e.

Lo scopo delle nostre vite non è formare l’ipocrita famiglia cattolica: una struttura utile solo a costruire ruoli, egemonie e a far sentire in colpa le donne che vogliono sottrarsi a situazioni di violenza, fino alle estreme conseguenze.

Non autorizzeremo a parlare di vita chi marcia scortato da fascisti, portatori della cultura mortifera della sopraffazione ed esecutori materiali di aggressioni e violente campagne discriminatorie. Rifiutiamo l’iconografia antiabortista imposta del fanatismo cattolico come rifiutiamo i dogmi di qualsiasi fondamentalismo religioso, non siamo asservit* alla loro guerra santa.

La Roma antifascista e antisessista il 12 maggio non permetterà che la memoria di Giorgiana Masi venga calpestata.

La storia non si riscrive. Non torniamo indietro sui diritti conquistati, anzi incalziamo!

Giorgiana è viva, un’idea non muore mai.
Domenica, ore 9, Corteo da Piazza Campo de’ Fiori

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Su Giorgiana Masi:
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