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Archive for 3 novembre 2009

La Corte Europea dei diritti dell’uomo vieta il Crocifisso nelle scuole

3 novembre 2009 Lascia un commento

cristopunkUna violazione alla “libertà di religione degli alunni” la presenza dei crocifissi nelle aule degli edifici scolastici.
Carta canta e questa volta canta da Strasburgo, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, alla quale si era rivolta una cittadina italiana di origini finlandese che non mandava giù l’idea di dover vedere i suoi far lezione sotto il corpo di Cristo crocifisso. Non solo le hanno dato ragione ma avrà anche diritto ad un risarcimento per i danni morali subiti.
Il crocifisso, sentenziano i giudici di Strasburgo, impossibile da non notare, può essere interpretato come segno religioso (può?) e quindi condizionare i bambini, incoraggiandoli o intimorendoli e disturbandoli se appartenenti ad altre religioni, minoranze o se sono atei. 

Insomma un precedente non da poco, soprattutto se andiamo a leggere le immediate risposte del Ministero della pubblica istruzioni e di altre figure del nostro illuminato governo: la Gelmini è infuriata e si sente attaccata perchè il crocifisso non porta con se una richiesta di adesione al cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione che nessuno si può permettere di cancellare. “Nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscirà a cancellare la nostra identità.”
A ruota, dopo di lei tutti simili personaggi indignati da una sentenza così lesiva delle nostre tradizioni cattoliche: nel frattempo è sorto un sorriso a tutti i genitori di questo paese, che avranno un appiglio in più contro i presidi domani mattina, quando andranno a staccare (per l’ennesima volta probabilmente) l’ennesimo crocifisso in aula dei propri figli.
Il Vaticano stranamente non fiata: si è fatto sfuggire un laconico no comment, per ora.

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Continui attacchi contro le occupazioni di Atene

3 novembre 2009 Lascia un commento

Solidarietà ai compagni anarchici greci!
Da tre giorni ormai, oltre ai continui attacchi della polizia che da un anno tartassino i militanti che portarono avanti la rivolta dello scorso dicembre, si sono aggiunti anche continui attacchi incendiari contro le occupazioni anarchiche. Questa notte il secondo episodio in tre giorni, contro una delle occupazioni storiche della capitale Atene, Villa Amalias occupata dal 1990. E’ un’occupazione abituata a resistere, visto che molte volte in questi quasi vent’anni è stata sgomberata e poi successivamente rioccupata. Anche questa notte l’attacco incendiario è avvenuto con il lancio di due molotov da parte di due sconosciuti: fortunatamente il principio di incendio è stato velocemente spento senza recare danni o conseguenze.

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AFP Photo _Atene Maggio2009: un'occupazione di migranti viene attaccata da un gruppo neonazista

L’altro ieri era stato colpito lo squat di Lelas Karagiannis, anche questo storico insediamento visto che è occupato dal 1988: in questo caso, come nell’ultimo, l’attacco doveva essere portato a termine con il lancio di una serie di molotov, ma il tempestivo intervento degli occupanti ha messo rapidamente in fuga gli aggressori, che hanno lasciato una sacca con due molotov pronte per essere lanciate.

Nel frattempo il passaggio dei poteri dalla destra di Karamanlis alla fantomatica sinistra di Papandreou continua a far passi da gigante: la repressione è aumentata vertiginosamente. Continue sono le retate nei quartieri solitamente frequentati da studenti, anarchici e da operai; continue le perquisizioni e i tentativi di bloccare qualunque iniziativa, anche le presentazioni dei libri. Ora si aggiunge anche la richiesta della procura di Salonicco di aprire inchieste e deferire quindi alla magistratura tutti gli studenti coinvolti nelle occupazioni di scuole superiori e facoltà universitarie. L’ordinanza vorrebbe punire i “responsabili” con pene che arrivano ai 5 anni di carcere: tutte le associazioni di insegnanti e genitori si sono immediatamente mostrate contrarie a simili provvedimenti. Provvedimenti che potrebbero rapidamente estendersi anche nella capitale, che è in pieno autunno caldo, con decine di scuole ed atenei in mobilitazione.

Dicembre si avvicina…in Grecia fa sempre più caldo

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