Siria: carriarmati in città
Da ieri il confine tra Siria e Giordania è chiuso.
Una situazione un po’ surreale per la mobilità mediorientale, come giustamente raccontava ieri il corrispondente di Al-Jazeera: non c’è possibiltà di entrare in Libano se si proviene dalla Palestina.
L’unico border disponibile tra Israele e Libano è proprio il confine siro-giordano, chiuso da ieri.
La strada che da Amman porta a Damasco, strada che taglia a metà la regione dell’Hauran, oltre alla chiusura del border, ha posti di blocco militari ogni manciata di kilometri.
La popolazione siriana vive in una sorta di coprifuoco non ufficiale, mentre Daraa sta vivendo ore di guerra vera e propria.
I tanks sono dispiegati alle porte della città e pattugliano il centro della città cannoneggiando contro qualunque cosa si muove: tagliata la corrente elettrica, le linee telefoniche e la connessione internet in tutta la zona, arrivano notizie di una “mattanza” di cisterne d’acqua, quelle posizionate sopra ogni tetto, come in tutto il medioriente.
I video che circolano in rete ci raccontano una cittadina sotto pesante attacco delle forze speciali e di quelle dell’esercito: i morti nella giornata di ieri sembrano essere 25.
La tv di stato siriana da questa mattina manda immagini dei funerali di soldati e poliziotti: il resto è carne da macello.
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non so che dire…
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scusa Baruda….ma tu che idea ti sei fatta?
A me sembra che Bashar non controlli piu’ la situazione.
Il fratello che controlla i servizi l’ha messo sotto?
Le cose che scrive la Appiano sul suo blog le leggi?
che te ne pare?
Ma’as-salama (giusto?)
Tony
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per quanto riguarda Bashar…che dirti, magari capirci qualcosa di più….certo quel che appare chiaro è che forze di sicurezza e Mukhabarat si muovono in tutta tranquillità, con potere totale.
La Appiano è un po’ che non la leggo…mo però vado a farci un salto!
Torno a lavoro alle 14 di domani, n’attimo di tregua dovrei averlo!
un saluto Tony
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