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Tornano in servizio nell’operazione “Strade Sicure” gli stupratori di L’Aquila del 33° Reggimento Aqui


Sono giorni che non aggiorno queste pagine,
sono giorni che penso a quella fanciulla, giovanissima, viva per miracolo trattata come nemmeno al mattatoio si trattan le carni vive,
lasciata nel gelo di una notte invernale nei boschi intorno a L’Aquila,
lasciata nel gelo che uno stupro ti lascia per sempre dentro.
Ovunque.
Stuprata sicuramente da una persona, probabilmente da più di una, data l’incredibile ferocia che si riscontra nelle ferite che ha riportato,
stuprata e seviziata, viste quante ore di lavoro ci son state per ricucire il suo corpo.
E’ viva, circondata dalle donne che è giusto ora abbia accanto.

Poco dopo il suo ritrovamento è stato fermato un ragazzo.
Questa volta non c’hanno potuto parlare dello straniero, del rumeno stupratore, dell’innata violenza del “clandestino”…non potevano farlo,
perché il colpevole ( e chi era con lui) indossa la divisa del 33° Reggimento Aqui, dell’Esercito Italiano.
Non è stato arrestato, figuriamoci, infondo era solo sporco di sangue.
Infondo dopo un po’ ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale consenziente: così consenziente che se il corpo sventrato di quella donna, non fosse stato visto per caso, sarebbe morta per il sangue perso e per assideramento.
Così consenziente che ancora non riesce a parlare, a tenersi in piedi, a pensare di tornare a quel che era fino ad una manciata d’ore prima quella violenza bastarda.
Lo stupro è sempre stato un’arma da guerra: non c’è esercito che non l’ha usato contro il suo nemico.
Lo stupro, la violazione del corpo di una donna, è parte della cultura militare di sopraffazione e violenza con cui vengono alimentati tutti gli eserciti. Lo stupro è potere, come la divisa infondo.
Come le armi che portano ed ostentano.
Lo stupro è parte integrante della mentalità di chi sceglie la guerra come mestiere.

Lo stupro a quanto pare non comporta nessuna punizione nella rigida disciplina militare: perchè i tre caporali indagati, tra cui proprio colui che ha ammesso di aver avuto un rapporto sessuale quella notte, con la ragazza trovata in fin di vita nel gelo di un bosco, sono regolarmnete tornati in servizio, nei servizi di pattugliamento del centro storico, all’interno dell’operazione ” Strade Sicure”.
Strade sicure si…la militarizzazione coatta della città di L’Aquila avvenuta all’indomani del terremoto ora comporta anche questo: stupratori in divisa, a pattugliare le strade per renderle più sicure.

Io spero solo che tante tante tante donne, circondino ogni camionetta dell’esercito a L’Aquila…spero solo che ti trovino.
Per seguire un po’ gli sviluppi della cosa seguite il sito del 3e32

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  1. 22 febbraio 2012 alle 17:52

    non ci conto su queste tante donne…ma neanche sui tanti uomini che nei fatti ci sono e ci vivono anche al fianco. A cosa serve denunciare? Me lo sono chiesta tante volte, ogni giorno…quando denuncio scrivo vivo. Sembro lievemete matta, come te. Ma che dobbiamo andare in India per trovare le donne col bastone, la pink gang?
    Ciao Valentina
    Doriana

  2. 22 febbraio 2012 alle 18:20

    Non ci sono parole… 😦

  3. Giovanna
    22 febbraio 2012 alle 19:13

    Auguro a tutti loro di subire lo stesso ‘servizio’

  4. 22 febbraio 2012 alle 19:23

    no, saltiamo in macchina e andiamo a L’Aquila…ci vuole proprio un attimo!

  5. Lore
    23 febbraio 2012 alle 09:18

    Poi dicono “le mele marce”. Poi chiamano accusatoriamente “violenza” la violenza di ritorno, dignitosa, vendicativa (ma ce ne fosse!), alla violenza prima ed unica, che è quella del Potere, di chi potere ed impunità detiene (chiedere alla Santanchè…probabilmente in questo caso, seppur donna o semi-tale, sentenzierebbe che “gli uomini dell’esercito anche se sbagliano non sono mai stupratori”). Macchè! “Lo stupro è parte integrante della mentalità di chi sceglie la guerra come mestiere”: così va detto, generalizzato, esplicato, semplicemente ben detto! E’ cultura, è filosofia di vita e soprattutto di guerra e di morte. Complice la solita sinistra riformista guerrafondaia, all’inseguimento delle destre sul loro stesso terreno della sicurezza e della legalità (presunta), abbiamo tollerato in eccesso la diffusione di questa cultura, le chiamate patriottiche alle armi, le adunate coi bambini allo stadio a veder le Fecce Tricolori svolazzar per El Alamein. E adesso che una nuova crisi ci attanaglia, tollereremo ancora altre guerre, altre balle, altre pisciate sui cadaveri, altri allarmi-eversione da guerrafondai lanciati come bombe mediatiche (Copasir, D’Alema vede Monti: “Italia minacciata dall’eversione” http://www.repubblica.it/politica/2012/02/22/news/alema_italia-30309592/?ref=HREC1-21 ), altre denunce per un nulla (Manifestazione no Tav, scatteranno denunce http://www.primocanale.it/notizie/manifestazione-no-tav-scatteranno-denunce-104085.html ), altri stupri democratici sul territorio nostro e d’altri?

  6. gianni
    23 febbraio 2012 alle 10:48

    Valentina, non ci dovrebbe essere nemmeno bisogno di montare in macchina per andare all’Aquila! ma dove sono le donne e gli uomini di valore all’Aquila!! Siete dei vigliacchi, degli smidollati, dei buffoni chiaccheroni, uomini e donne!! cosa aspettate? la giustizia dello Stato? eh? schifosi quanto quelli in divisa. Proviamo così. Offendiamoli, provochiamoli, istighiamoli all’odio contro questi bastardi! che ci portino in tribunale per istigazione all’odio o per diffusione di notizie “false e tendenziose atte a creare nelle persone uno stato perturbato ed angoscioso”…più o meno recita così un articolo di legge per il quale nel passato ho preso svariate denuncie. Pagare e lasciar vivere indisturbati certi individui con o senza divisa, è da vigliacchi e chiaccheroni. Proviamole tutte le strade della ribellione. Ti siamo nel cuore (Alberta e Gianni), Valentina, e ci piaci tanto! Gianni

  7. Betta
    23 febbraio 2012 alle 15:58

    Come dice anche Doriana, contare sulle donne? Non dimentichiamo che quella sera assieme ai tre c’era anche una ragazza, e che proprio una ragazza è andata in ospedale (eludendo la sorveglianza) a minacciare la vittima, dicendo: “A te ci penso io”…
    E comunque spero che la difesa riesca a portare avanti il tentato omicidio, oltretutto su una persona alla quale hanno riscontrato un alto tasso alcolemico e quindi più indifesa!

  8. Lore
    23 febbraio 2012 alle 16:31

    Arrestato, pare.
    Ed “è probabile che nei confronti dello stesso scatti la sospensione dell’incarico.”
    Così dicono (evito di piazzar troppi link a Repubblica).

  9. 23 febbraio 2012 alle 18:22

    Le analisi di questo blog sono puntualmente “sul pezzo”. E di certo mai mediocri! Al contrario della nuova umanità: difatti, defunto l’italiano “medio”, figura già alquanto discutibile, si è giunti, senza appello, all’italiano completamente “mediocre” ! La donna, dal canto suo, non pare certo messa meglio! Una zuccona volgare, senza dolcezza né femminilità autentica, il frutto acerbo di un processo di emancipazione troppo sommario….

  10. marghe
    23 febbraio 2012 alle 21:24

    No comment!

  11. 23 febbraio 2012 alle 21:39

    è aggiacciante, ho la pele d’oca…viviamo in una società maschilista che spesso non da il giusto peso a un reato gravissimo come lo stupro, è grave che queste bestie siano libere, libere magari di rifarlo ancora…è uno schifo…loro sono fuori non solo per la divisa che indossano ma perchè nella mentalità dell’ “uomo” la verità è che la colpa è nostra!
    e’ finità l’epoca del ricorso alla giustizia: eviriamoli!In modo che la causa della loro violenza venga estirpata!

  12. 25 febbraio 2012 alle 00:56

    Mi pare che sia stato arrestato con laccuso di tentato omicidio proprio epr aver laciato la ragazza al gelo in una condizone in cui avrebb e potuto morire se non vista da qualcuno.
    Ho sentito oggi la notiza su radio Capital credo

  1. 27 febbraio 2012 alle 22:40
  2. 14 giugno 2012 alle 08:38
  3. 10 luglio 2012 alle 11:22
  4. 19 ottobre 2012 alle 09:13

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