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Tigri attaccano l’uomo a causa della deforestazione

10 marzo 2009 Lascia un commento

Indonesia: dopo deforestazione, a Sumatra le tigri attaccano l’uomo
marzo 10, 2009 di Valentina Perniciaro   
Pubblicato in Internationalia

Sono già 10 le persone uccise in meno di un mese durante attacchi di tigri ed elefanti nell’isola di Sumatra, in Indonesia. 
Il direttore della sezione indonesiana di “Friends of the earth”, Berry Nahdian Forqan, ha difeso tigri ed elefanti, affermando che diventano ogni giorno più pericolosi per gli uomini perché sarebbero stati costretti a cambiare il loro atteggiamento a causa del pesante disboscamento che sta distruggendo i loro 182500habitat naturali, lasciandoli senza cibo.  
Gli ultimi morti registrati erano infatti persone che stavano tagliando alberi senza alcuna autorizzazione: la maggior parte delle vittime è stata sbranata, un altro è stato ritrovato schiacciato e calpestato da un branco di elefanti inferociti.

Per reazione a questi attacchi, sembra essere iniziata una vera e propria guerra alle porte della foresta di Sumatra: il rischio è che a partecipare alla caccia alla tigre ci siano anche bracconieri, attratti dalla possibilità di rivendere le preziosissime pelli degli animali colpiti.
Già tre esemplari sono stati uccisi nella prima battuta di caccia, malgrado la specie sia protetta perché in via di estinzione. 
Il Wwf sottolinea come il reale problema sia il disboscamento selvaggio e quasi sempre illegale, che ha distrutto già 12 milioni di ettari di foresta nella sola isola di Sumatra, dove ormai rimangono meno di 500 esemplari di tigre.

Ancora sulla Grecia: molotov in banche e stazioni

4 marzo 2009 Lascia un commento

Grecia: incendiata una banca ad Atene, molotov su un treno

di Valentina Perniciaro 
Internationalia, 4 marzo 2009

 L’Ellade è di nuovo colpita da attacchi realizzati da sconosciuti ai danni di banche e ferrovie.

Questa mattina all’alba alcune persone a volto coperto hanno dato fuoco, rompendo un vetro e lanciando una bottiglia incendiaria, a una filiale della Banca del Pireo nel quartiere di Neo Psychiko, una zona centrale di Atene. Non c’è stata nessuna vittima, ma l’incendio ha bruciato per intero la sede e danneggiato seriamente l’edificio.

Foto di Valentina Perniciaro _le banche di Atene_

Foto di Valentina Perniciaro _le banche di Atene_

Sempre oggi i vigili del fuoco hanno lavorato per rimuovere dalla stazione di Kifissia le carcasse delle 6 carrozze della linea elettrica urbana Atene-Pireo, date alle fiamme all’alba del 3 marzo da un gruppo autodenominatosi “Banda delle coscienze”. Secondo le testimonianze confermate dalla polizia, un gruppo di una trentina di persone che indossavano maschere di carnevale, è salito sul treno alla stazione di Patissia e una volta arrivati a Kifissia hanno allontanato alcuni passeggeri spingendoli verso le carrozze più avanti per cospargere di benzina i vagoni appiccando il fuoco con delle molotov. Nessuno è rimasto ferito nell’incendio e la “banda” è riuscita a fuggire facilmente con l’aiuto di alcune auto in attesa fuori dalla stazione.I danni, secondo una prima stima, ammontano a 16 milioni di euro.
In una rivendicazione apparsa in rete ma della quali si sta valutando l’autenticità, il gruppo dichiara che l’azione è una vendetta per l’aggressione subita da Constantina Kuneva, una lavoratrice, attiva sindacalista, della ditta di pulizie impiegata  nelle ferrovie urbane. La Kuneva è stata aggredita lo scorso dicembre dopo il suo turno di lavoro con dell’acido e si trova ancora ricoverata in stato critico con pesanti danni agli occhi e agli organi interni.

 

Solana in visita a Damasco…

28 febbraio 2009 Lascia un commento

La Palestina al centro dei colloqui tra Siria e Unione Europea

di Valentina Perniciaro, pubblicato su Internationalia
28 febbraio 2009

Il presidente siriano Bashar al-Assad ha incontrato mercoledì Javier Solana, Alto rappresentante degli Affari esteri e della sicurezza dell’Unione Europea, per discutere un incremento delle relazioni ed un consolidamento bilaterale di progetti per contribuire alla pace e alla stabilità nella regione.
Sono stati discussi gli ultimi sviluppi internazionali e dell’area, con particolare attenzione alla recente aggressione di Israele ai danni della Striscia di Gaza che ha causato più di 1300 morti.

Foto di Valentina Perniciaro _bimbe damasceni_

Foto di Valentina Perniciaro _bimbe damasceni_

Il ministro degli Esteri siriano, Walid Al-Muallim, durante la conferenza stampa successiva all’incontro, ha chiesto che Israele sia posta sotto le leggi internazionali e sia incriminata e punita dai tribunali internazionali “per crimini di guerra contro l’umanità e per le sue operazioni di genocidio contro la popolazione”. La questione della Palestina e del suo popolo sono stati l’argomento centrale dei colloqui. I partecipanti hanno espresso l’auspicio, con l’arrivo della nuova amministrazione Obama alla guida degli Stati Uniti, di una svolta nel processo di pace in Medio Oriente e nella costruzione di uno stato palestinese unitario, che ristabilizzi la situazione interna e sia in grado di capire che Hamas è ormai interlocutore inscindibile dalla politica palestinese sia nella Striscia di Gaza che nei Territori Occupati. Un percorso di pacificazione che veda l’apertura dei valichi al movimento di merci, persone ed aiuti umanitari, che faccia finire l’assedio e permetta il ripristino di una vita normale e l’abbassamento dei tassi di disoccupazione, povertà e malnutrizione.

I colloqui hanno sottolineato l’importanza della ricostruzione con il contributo dei paesi arabi ma anche dell’Unione Europea.
Solana ha descritto il ruolo della Siria come centrale nella ricerca di una soluzione ai problemi della regione e con il ministro degli Esteri ha sottolineato l’ottima atmosfera creatasi con il presidente Assad. “Sono uscito dall’incontro estremamente fiducioso sulle possibilità di cooperazione che potranno nascere con Damasco, dove spero di tornare presto per iniziare a vederne i frutti”, ha dichiarato Solana.“Stiamo andando nella direzione corretta e faremo di tutto affinché il 2009 sia ricco di passaggi che portino alla stabilità della regione,alla ricostruzione e alla pacificazione. Non possiamo darci una scadenza per un vero e proprio accordo tra Siria e EU, ma siamo sulla buona strada”.

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