Archivio

Posts Tagged ‘U.S.A.’

Waterboarding contro bimba di 4 anni

9 febbraio 2010 1 commento

Creati a tavolino.
Creati in laboratori specializzati. Creati con fior fior di quattrini, con un’intera industria dietro che li cresce, li alimenta, li addestra.
Li prende dalla strada e li fa diventare qualcuno: li prende dalla strada e gli mette una divisa sulla pelle.
Li prende dalla strada e li fa sentire potenti, li fa sentire forti, li fa pensare padroni della vita altrui.
L’esercito americano nemmeno se li sceglie troppo i suoi aguzzini: prende nel mucchio, prende nella disperazione e nell’emarginazione.
Non gli interessa “scegliere” i suoi uomini, perchè tanto li trasforma in macchine, in automi in divisa incapaci di prendere una decisione propria,
automi che si muovono a comando, che imparano una parte e a quanto pare non sanno più uscirne.
E’ il caso della “merda del giorno”, di cui una volta tanto abbiamo un nome e un cognome.
Si chiama Joshua Tabor, il ceffo di cui parliamo oggi: basteranno poche righe per capire. Mi limiterò a raccontare il fatto, non serve assolutamente metterci parola sopra, basta vedere quel che ha fatto, basta sentire le sue dihiarazioni.
Questo soldato dell’esercito americano è stato arrestato per la strada, a Tacoma, nello stato di Washington mentre minacciava, indossando un elmetto, di rompere le finestre di alcune abitazioni.
Sembrava semplicemente un soldato impazzito: pare succeda spesso a questi assassini quando tornano nella loro terra fatta di sobborghi maleodoranti e della stessa emarginazione sociale che avevano lasciato prima di entrare nel grande esercito con le stelle e le strisce.
Se la sua colpa fosse stata solamente quella di minacciare dei vetri non ne parleremmo: invece dopo l’arresto gli agenti gli hanno perquisito casa.
C’era la fidanzata di Joshua e la loro bambina, di soli 4 anni. Aveva diversi lividi su collo e schiena: “me li ha fatti papà”.
Poco dopo è arrivata la confessione (la democratica polizia americana avrà usato gli stessi metodi?): la merda, il signor soldato Joshua Tabor ha sottoposto la sua bambina al “waterboarding”, tecnica di tortura di cui molto spesso abbiamo parlato in questo blog.
E’ l’annegamento simulato, che si fa legando una persona su un tavolaccio a pancia all’aria, con la testa penzoloni fuori: un tubo in bocca, qualche pacco di sale, tanta pressione dell’acqua … e vi lascio immaginare.
Una delle peggiori torture (usata in questo paese, in Italia, nel 1982 contro i militanti delle organizzazioni armate)  su una bambina di 4 anni. 
“Non voleva imparare l’alfabeto: ho scelto il waterboarding proprio perchè mia figlia è terrorizzata dall’acqua”.

Un mostro creato a tavolino, addestrato, alimentato, cresciuto e coccolato nel “miglior esercito del mondo”!
Lunga vita agli stati uniti d’america.

 

 

La BBC intervista la torturatrice di Abu Ghraib

15 agosto 2009 3 commenti

“Rispetto a quello che gli iracheni avrebbero fatto a noi, ciò che abbiamo fatto era niente. Quando queste cose succedevano, loro ci decapitavano, bruciavano i corpi, trascinavano i cadaveri per le strade o li appendevano ai ponti” queste le parole usate durante un’intervista alla Bbc da Lynndie England, la soldatessa diventata tristemente famosa per essere una delle protagoniste delle fotografie uscire dal carcere degli orrori di Abu Ghraib. 14716Sono passati cinque anni da quei giorni in cui la donna si faceva immortalare durante abusi fisici sui detenuti del carcere. Tre degli ultimi cinque anni la donna li ha passati in carcere e sembra di non essere pentita per ciò che ha fatto in passato. “Le umiliazioni sessuali avvengono anche nei college in Usa e se servono a ottenere informazioni allora sono pratiche accettabili”. La giornalista ha incalzato più volte la England con domande ficcanti. “Non le sembra perverso e assurdo ciò che accadeva?” è stato chiesto. “Certo era un po’ strano – ha risposto la soldatessa Usa – ma quelle erano cose che succedevano lì. I superiori ci dicevano che andava tutto bene e che dovevamo continuare”.
La donna dice di sentirsi molo sola e oggi ha paura che qualcuno la possa uccidere. Fa uso di antidepressivi e racconta che anche la madre ha subito minacce per colpa sua.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: