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Siria: cecchini, tortura, carcere…what else?


Ogni venerdì è una scia di sangue.
Ogni venerdì le immagini che arrivano sono più raccapriccianti.
Ogni venerdì si cambia luogo, ma la scena è sempre la stessa: forze di sicurezza che entrano in massa in villaggi e città, ragazzi cerchianti, gruppi in borghese che corrono armati sparando sul volto di quelli che incontrano.
Ora è Hama la città assediata e senza respiro.

Syrian Ibrahim Jamal al-Jahamani, who was recently released from Syrian… (AP Photo/Raad Adayleh)

Poi ci sono i racconti dal confine turco, i racconti degli 11.000 che sono saltati al di là del confine e osservano terrorizzati i soldati siriani sulle colline a meno di un chilometro, che pattugliano le zone sfidando i limiti territoriali a caccia di chi scappa.
Poi ci sono i racconti di chi dalle carceri riesce ad uscire: dopo un paio di settimane o mesi di detenzione e soprusi, alcuni riescono a raccontare quello che hanno visto e soprattutto sentito nelle fatiscenti carceri siriane, dove tutto accade.

La storia del giovane Tamer è probabilmente simile a molti altri: ma di lui abbiamo nome e cognome: Tamer Mohammed Al-Sharei, di 15 anni arrestato ad una manifestazione ed uscito morto dal carcere col corpo martoriato.
“Arrestato in un sobborgo di Damasco, è stato massacrato lungo nove eterni interrogatori nei quali il suo corpo è stato brutalizzato in ogni sua parte, dalla testa ai testicoli, con la richiesta di urlare amore e devozione per il presidente Bashar al-Assad.Polso e avambraccio fratturato, denti rotti, il ragazzo ha perso conoscenza ma è arrivato un medico per rianimarlo, gli hanno fatto un’iniezione ed hanno cominciato a picchiarlo di nuovo, per poi lasciarlo per terra come un cane, che non aveva più la forza nemmeno di implorare aiuto ai genitori”, questo racconto è fatto da Jamal Ibrahim al-Jahaman, anche lui arrestato durante una manifestazione a Damasco e rinchiuso in questo centro di detenzione gestito dalla Syria’s Air Force Intelligence, per poi esser rilasciato il 31 maggio dopo circa 5 settimane.

E’ stato lui a riconoscere il corpo del ragazzo in un video che girava in rete: mentre la mamma urlava “questo è mio figlio” davanti a quel che rimaneva del corpo torturato del suo ragazzo, il suo compagno di prigionia l’ha riconosciuto ed ha iniziato a raccontare.
Malgrado la difficoltà di reperire notizie direttamente dalla Siria, quel che circola in rete parla chiaro.
Anche oggi i funerali di alcuni ragazzi sono stati cerchianti: 7 morti, come se niente fosse.
Nel frattempo tiriamo un sospiro di sollievo per un amico che ha riacquistato la libertà, dopo giorni di detenzione…

anche tu ya Bashar, sei destinato a fare una brutta fine.
Lunga vita a chi si ribella, a chi sfida i cecchini, a chi urla libertà!
Da queste immagini si vede bene come si muovono i reparti speciali e le forze di sicurezza…

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  1. Marcellino
    9 luglio 2011 alle 22:45

    Evitiamo di cader nella trappola della propaganda occidentale anti-siriana (= pro-sionista), utile a preparare un’aggressione alla POPOLAZIONE siriana, stile Libia o Iraq eccetera.
    Sulla Siria stanno girando notizie di tutti i colori. Come le armi di distruzione di massa in Iraq o le fosse comuni in Yugoslavia. Salvo poi scoprire che sono inventate, o costruite con video falsi o presi da tutt’altra parte del mondo.
    Ad esempio sulla Siria vedi questi materiali:
    http://www.clarissa.it/esteri_int.php?id=1480
    http://www.english.moqawama.org/essaydetails.php?eid=14041&cid=256

    Marcellino

  2. 10 luglio 2011 alle 09:33

    C’è molta differenza tra quello che ha girato sulla Libia e quello che accade da mesi in Siria! Molta , visto che qui abbiamo tonnellate di racconti e immagini incontestabili ( oltre che i racconti di amici e compagni) mentre in Libia ci spacciavano funerali per fosse comuni. Non conosco la Libia, conosco pietra per pietra le strade siriane, conosco le forze di sicurezza e purtroppo troppa gente con il corpo segnato dalle loro torture!
    Tu sei un altro che difende Assad e il quinto reggimento perché un Grimaldi t’ha detto che altrimenti sei servo dei sionisti? Servo del sionismo è più il regime siriano che fa solo propaganda da 50 anni lasciando i profughi palestinesi e del Golan nelle condizioni in cui stanno e nel silenzio terrorizzato n cui devo vivere!
    Guarda le immagini, ascolta le interviste, se capisci un po’ d’arabo parla con loro, loro tutti… capirai che si può stare da una parte sola, per le strade come sempre, tra la gente che si lascia cecchinare ma che a casa non vuoe più tornare.
    Conosco quegli uomini e donne: e son così felice che non hanno più paura di parlare e prendersi le strade.. Anche se il regime fa quello che ha sempre fatto lì come altrove : minaccie, terrore, tortura, carcere…
    Io non posso stare dalla parte di Bashar, io sto con i miei amici e compagni siriani!

  3. 10 luglio 2011 alle 09:42

    ahahah! ma che me mandi i link di Hezbollah? Conosco bene quel sito….
    mo prendere per oro colato la propaganda Hezbollah me pare eccessivo!
    Nulla tolgo alla loro “potenza militare”, figuriamoci, tanto di cappello…. ma insomma, non è che siano proprio dei rivoluzionari che la pensano come me…

  4. 10 luglio 2011 alle 10:23

    LIBERTA’ PER LA SIRIA!!!

  5. ernesto
    12 luglio 2011 alle 13:46

    Indubbiamente in Siria si è venuta a creare una situazione a dir poco difficile per la popolazione, ma credo che le cause che le abbiano creata siano da ricercare in un contesto internazionale molto ma molto complicato. Come sempre a pagare per queste strategie sono le popolazioni inconsapevoli.
    Mi permetto di incollare un link che a mio avviso fotografa in maniera lucida la situazione. Non è per smentire o confermare o peggio ancora provocare, è solo per portare un contributo. Ciao e grazie del tuo lavoro
    ernesto

    http://www.rinascita.eu/?action=news&id=9046

  1. 31 luglio 2011 alle 18:52

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