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Posts Tagged ‘diritto all’abitare’

Il nemico di oggi era Faruk: gli opliti a Roma per uno sfratto

18 settembre 2014 1 commento

Stamattina, a Centocelle

Siamo in un paese che come nemico ha gli strati più bassi della società, quelli che annaspano, quelli più in difficoltà,
quelli a cui andrebbe tesa una mano.
Pochi giorni fa un colpo al cuore ad un ragazzo perché non si è fermato ad un posto di blocco,
in un paese dove i commenti prevalenti son stati quelli non certo solidali a Davide, ma di accusa. Perché se a 16 anni giri in tre su un motorino per questo fottuto paese sei un criminale, perché sei un criminale se vieni da certi quartieri, perché son tutti presi, sudati e impegnati nel trovare sempre un colpevole in nome della legalità.
Questa è la nostra società, oggi.
E chissà che si dirà di Faruk, che per difendere la sua casa e la sua famiglia da uno sfratto ha trovato la solidarietà dei compagni e una violenza di Stato che non si vedeva da un po’, così pesante, per uno sfratto. Faruk è moroso perché ha perso il lavoro e non sa come pagare l’affitto della casa dove vive con moglie e figli, ha un regolare permesso di soggiorno e viene dal Bangladesh.
Ma non era solo oggi ad attendere lo sfratto, accanto a lui, sottobraccio a lui erano in tanti,
pronti a rilanciare al mittente i lacrimogeni tirati. Niente da fare,
Faruk alla fine quella casa l’ha dovuta lasciare, ma non da solo: in corteo fin sotto al municipio, sostenuto da molti compagni.
10 sfratti al giorno a Roma, 10 sfratti al giorno di cui 9 per morosità incolpevole: sempre questo dovreste trovarvi davanti,
chi non ha paura dei vostri manganelli, ogni giorno di più.

Vi allego i due comunicati e un video.
Ricordandovi la mobilitazione di domani, davanti alla Regione Lazio

Che gli spazi di mediazione sono chiusi, che solo polizia e magistratura hanno voce in capitolo sugli sfratti e sul governo dei territori, già lo sapevamo. Come sapevamo che oggi per lo sfratto di Faruk e la sua famiglia era previsto l’ intervento della forza pubblica. Questa mattina ci siamo organizzati insieme per resistere: abbiamo bloccato la strada, abbiamo atteso determinati la polizia e di fronte alla loro superiorità numerica siamo indietreggiati compatti. I lacrimogeni che ci hanno lanciato fin dentro il palazzo li abbiamo rispediti al mittente. I rapporti di forza si conquistano passo dopo passo, nella materialità delle lotte. Questa breve ma intensa resistenza ha permesso a Faruk e alla sua famiglia di uscire dalla sua casa sostenuto dalla solidarietà di numerosi compagni e di attraversare il quartiere fino al municipio in corteo. Non finisce qui.
È chiaro che gli sfratti a Roma est non si fermeranno, ma i nostri picchetti, a fianco di chi decide di resistere e lottare saranno sempre più numerosi e partecipati. Perché stiamo scoprendo che isolati è impossibile resistere agli sfratti e insieme è possibile reagire e organizzarsi per bloccarli. Mettere insieme le forze per evidenziare le contraddizioni, imparare a conoscerci per organizzare un piano di mutuo appoggio, resistere agli sfratti e agli sgomberi estendendo la solidarietà.
Ogni sfratto una barricata!

18.9.2014 Roma, Centocelle

Rete Antisfratto Roma Est

Ps: In una nota la questura dice che non sono stati utilizzati gas lacrimogeni CS. Gira voce che il prossimo sfratto o sgombero, non saranno usate maschere antigas…


e ancora:

Questa mattina in via degli Ontani si è consumato un rito quotidiano che riguarda 10 famiglie al giorno. Questo è il dato degli sfratti a Roma, 9 su 10 per morosità incolpevole. Sarebbe passato inosservato se Farook fosse uscito senza opporre resistenza, incrementando il numero dei senza casa che vivono nella capitale. Invece, coraggiosamente, insieme a decine di solidali e alla rete antisfratto di Roma est, si è barricato in casa con i propri figli e sua moglie.

Imponente lo schieramento delle forze dell’ordine impiegato in ausilio dell’ufficiale giudiziario incaricato del provvedimento, come del resto è avvenuto 2.409 volte su 5.438 richieste di forza pubblica per l’esecuzione degli accessi a Roma nel 2013. Il dispiegamento di polizia è avvenuto dalle prime ore del mattino e si è servito di gas lacrimogeni e manganellate per rimuovere, poco dopo le 6, il picchetto di solidarietà attiva in via degli Ontani 66. (Qui una breve cronaca della mattinata)

Questo avviene a due giorni dall’approvazione in consiglio comunale di una mozione sulle morosità incolpevoli che chiede al Prefetto una graduazione negli sfratti, un accompagnamento sociale e la garanzia del passaggio da casa a casa. La risposta della questura, della procura e della Prefettura quindi non è per nulla condizionata dalle parole delle amministrazioni e costringe tutti a fare i conti con un’altra realtà, molto più drammatica e con unica soluzione: la proprietà privata va difesa con ogni mezzo. D’altra parte è questo l’orizzonte verso il quale guardano i provvedimenti governativi che vengono approvati in questi giorni.

Il diritto alla casa è nelle mani dell’autorità giudiziaria e della forza pubblica quindi e a nulla valgono mozioni e ordini del giorno. La “rigenerazione urbana” passa attraverso sgomberi, sfratti, pignoramenti, dismissioni e gabelle sulla prima casa. La giunta Marino oramai è complice di scelte nazionali che sono devastanti per il territorio e per la città di Roma.

altNel 2013 le sentenze di sfratto sono state 7.743, di cui 5.509 per morosità, testimonianza viva di una crisi sociale profonda. Nessuna soluzione pubblica appare disponibile e quindi il rischio che la proprietà privata debba fare un passo indietro è molto forte, che la resistenza agli sfratti possa crescere è possibile, che le occupazioni per necessità possano ripartire con rinnovata forza è credibile, allora non rimane che la coercizione e la repressione di chi si organizza per resistere.

Non ci sono processi partecipativi o dispositivi di mediazione possibili e che ci possano garantire il diritto alla città che reclamiamo. Il modello Roma di Marino e della sua giunta svanisce sommerso da una degenerazione culturale tutelata dagli uomini in divisa che oggi presidiano in forze il V municipio, buttano fuori violentemente Farook e famiglia dalla casa dove abita, ridono sprezzantemente verso coloro che coraggiosamente si oppongono, minacciano arresti e misure cautelari. Mentre poi, per niente coraggiosi, provano a coprire la verità, negando l’uso dei lacrimogeni.

Il controllo sociale a tutela del manovratore è la nuova fisionomia del paese e della nostra città. Ora è il momento di dover decidere da che parte stare e questo riguarda non solo chi già sta confliggendo con questi dispositivi. E’ necessario che tutti prendano parola contro quello che prende sempre più la forma di un massacro sociale.

In un momento in cui perfino il Sunia sta criticando i provvedimenti del governo sugli affitti pseudo agevolati per consentire ai costruttori di liberarsi dell’invenduto senza perdere profitti, non resta che rilanciare e utilizzare con urgenza la delibera regionale sull’emergenza abitativa, rafforzare i picchetti antisfratto, presidiare il patrimonio pubblico in dismissione, esercitare il diritto alla città attraverso nuove pratiche di riappropriazione.

Rilanciamo la mobilitazione di domani sotto l’assessorato alla casa della regione Lazio, verso la settimana di mobilitazione europea 10-18 ottobre.

#takethecity #stopsfratti #tutteliberi

Movimenti per il diritto all’abitare

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Quanto vale la vita di uno sfrattato suicida…

23 giugno 2014 1 commento

Sette righe vale la vita di un disoccupato 63enne.
sette righe la vita di un uomo che si è lanciato da una finestra perché non poteva pagare l’affitto di casa sua, in Via dei Fratelli Rosselli a Reggio Emilia.
Non ha fatto alcuna resistenza, ha aperto la porta agli ufficiali giudiziari e poi si è lanciato nel vuoto, mentre loro lo aspettavano giù: sapeva chi era al citofono, lo sfratto per morosità era concordato da più di un mese.
A lui non restava altro che saltare giù.

L’articolo di repubblica.it , così come l’ansa, concludono con un “indagano i Carabinieri” e chiudono.
Notizia breve terminata, coscienza rimessa a posto.

Le righe che mancano son quelle sui suoi assassini.
Le righe che mancano non parlano dell’articolo 5, non parlano del “piano casa” del governo Renzi,
non parlano della repressione che sta colpendo chi lotta per il diritto all’abitare.

Vi scordate sempre, in questi casi, di parlare dell’assassino: che è lo Stato.

 

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Questo è il tweet di risposta al mio articolo, da parte di una giornalista della Gazzetta di Reggio.
Lavorano da questa mattina a quanto pare, forse per il desiderio di raccontarci qualche dettaglio sulla vita del suicida… Perché non servono otto ore di lavoro per capire chi è l’assassino

#20N: Assedio ad Hollande e al vertice Italia-Francia. Una sola grande opera!

20 novembre 2013 Lascia un commento

Oggi pomeriggio Roma scende in piazza,
la sollevazione che in queste settimane ha portato centinaia di migliaia di persone in piazza si ripresenta sui sanpietrini della nostra città.
L’assedio ad Hollande e all’incontro tra Italia e Francia ha un solo grande boato che risuona,
contro la Tav, contro la speculazione e la devastazione dei territori,
per una sola grande opera: CASA e REDDITO per tutte e tutti.
Ore 16, Piazza Farnese.
A dopo.

L’incontro intergovernativo Italia-Francia che si svolgerà il 20 novembre a Roma, presso Villa Madama, ratificherà l’accordo sulla Torino-Lione. La visita di Hollande e la vetrina internazionale costruita per l’evento dovrebbe permettere ai due paesi di presentarsi con le carte in regola per ottenere dall’Unione Europea il massimo del cofinanziamento previsto.

Nonostante l’opposizione al TAV dell’intera popolazione locale e di un movimento nazionale, la governance europea continua a proteggere gli interessi dei poteri forti e delle lobby con decisioni illegittime, repressione e occupazione militare di un territorio. Altri temi all’ordine del giorno saranno le speculazioni legate alla crisi Alitalia e il rapporto con Air Fr ance, oltre al progetto di polizia europea e la cogestione delle frontiere tra gli Stati membri attraverso l’agenzia Frontex. Dopo l’importante manifestazione del 19 ottobre, il movimento contro la precarietà e le politiche di austerity riunitosi il 9 e 10 novembre alla Sapienza di Roma ha lanciato una mobilitazione nazionale contro il vertice.
Sotto il ricatto permanente del debito, il sesto anno di crisi economica e sociale ha avuto conseguenze devastanti per l’Italia in termini di impoverimento generale, precarizzazione, disoccupazione di massa e smantellamento del welfare. Per questo diventa centrale il tema dell’allocazione delle risorse pubbliche che non devono essere impegnate in grandi opere inutili e devastanti per i territori. I 24 miliardi di euro che verranno stanziati per il Tav in Val di Susa andrebbero spesi per un piano straordinario sulla casa, per garantire il diritto alla salute, per investire nella scuola e nella formazione, per garantire reddito a tutte e tutti.

L’unica grande opera che vogliamo è casa e reddito per tutte e tutti!
La #sollevazionecontinua appuntamento Piazza Campo de’ Fiori alle ore 16

3 occupazioni sotto sgombero a Roma: aiutiamole a resistere!

13 dicembre 2012 1 commento

Valle Fiorita resiste, foto di Monia Cappuccini

Sono 3 le occupazioni sotto sgombero da questa mattina:
tutte neo occupazioni di luoghi abbandonati, vuoti, sfitti, lasciati a sè stessi e che da pochi giorni avevano ripreso vita, colore e avevano offerto un’abitazione a centinaia di famiglie.

Dalle otto di mattina i blindati circondano l’occupazione di Via di Torrevecchia 156,  lo studentato Alexis in Via Ostiense 124  e l’occupazione di Ponte di Nona.

Le altre resistono ma necessitano della solidarietà attiva di tutte e tutti noi.
IL DIRITTO ALLA CASA NON SI TOCCA.
GUAI A CHI CI TOCCA!
Ascoltate RadioOndaRossa per info in diretta

11.30: sgomberate due palazzine su 4 a Ponte di Nona: continua la resistenza sui tetti
12.20: La polizia va via sia da Torrevecchia che da Anagnina: SOLO LA LOTTA PAGA!!!

Assemblea Pubblica al nuovo studentato occupato a Roma: Casa dei precari Alexis

7 dicembre 2012 Lascia un commento

COMUNICATO DI LANCIO DELL’ASSEMBLEA DI VENERDì 7 ALLE18—
STUDENTATO/CASA DEI PRECARI –ALEXIS

Ieri abbiamo occupato lo stabile in via Ostiense 124 e lo abbiamochiamato Alexis ,
perché quando diciamo che i compagni/e vivono nellelotte, ci crediamo veramente.
Infatti la giornata di ieri è stata una grande giornata di lotta, una giornata di cortei, di occupazioni e di risposta reale .
Lo avevamo detto, scendere in piazza a consumare le strade non ci basta più, cominciamo a portare elementi di proposta, luoghi dove sperimentare il comune e le possibilità oltre l’esistente, oltre il capitalismo.

Alexis vuole essere uno spazio aperto alla città, vuole essere una risposta abitativa per gli studenti che non hanno alcuna agevolazione da parte delle università dal punto di vista di alloggi che vengono messi in affitto e nei quali l’accesso è sempre più limitato se non sconveniente, visto il decentramento degli alloggi che spostano il problema abitativo con quello della mobilità, oltretutto concepiti come mini-caserme (documenti all’entrata).
Ma Alexis vuole anche uscire dalla situazione prettamente studentesca in quanto poi parlare di soggetto studente oggi è qualcosa di molto difficile , preferiamo parlare di precari in formazione, essendo questo soggetto inserito da subito nella totale precarietà, e quindi pensare ad una casa anche dei precari e delle precarie in un contesto sociale e con un mercato del lavoro non solo disastroso, ma sempre più portato verso il baratro da parte delle misure di austerity messe in campo per il mantenimento del sistema economico-politico.
Tutti noi siamo già da tempo nella giungla della precarietà e ci ritroviamo nel “gioco” delle 47 modalità contrattuali o a nero a dover accettare lavori sottopagati e prese in giro varie, qualcosa di sempre più diffuso, ma la necessita di non accettare questa condizione si fa sempre più forte.

Alexis quindi si colloca in uno spazio cittadino, di una citta dove l’abuso edilizio e la speculazione sono altissimi, dove sono più le case senza persone che le persone senza case, ma anche direttamente nello spazio territoriale dove a pochi metri si compie una grandissima speculazione su quello che era l’ex “quartier generale” Acea tenuto in affitto al costo di un miliardo e mezzo l’anno da partedella regione , vuoto e frutto delle speculazione di più privati, aziende , costruttori noti e in un territorio che subisce fortemente in maniera negativa la presenza di una grande fabbrica, la fabbrica del sapere di Roma3.

Allo stesso tempo Alexis vuole collocarsi in uno spazio transnazionale ed Europeo, perché sente forte il bisogno di una connessione e di generalizzare il conflitto in tutti gli ambiti sociali, sente il forte bisogno di cambiamento e di alterità, vuole darsi come tendenza lo sciopero sociale.

Rivendichiamo reddito, perché non vogliamo piegarci al ricatto del lavoro sottopagato e dello sfruttamento e lo facciamo riprendendocene un pezzetto, smettendo di pagare l’affitto e le case, i soldi che buttano, con cui speculano, devono cominciare a darli alle persone.

Stamattina hanno sgomberato l’occupazione di Sette Camini e, mentres criviamo, sappiamo essere in atto altri tentativi di sgombero, ma anche conseguenti mobilitazioni per rispondere subito ad ogni intimidazione;

noi portiamo la nostra vicinanza e complicità e sappiamo tutti e tutte che anche se sgomberati,
Oggi pomeriggio invitiamo tutte le realtà di movimento , tutti soggetti, singoli, gli abitanti del quartiere, studenti e chiunque voglia, ad intervenire e a prendere parola con noi in un’ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINA e a sentirsi complici di un progetto ed una prospettiva, che tende al cambiamento non solo possibile ma necessario.
APPUNTAMENTO ORE 18
IN VIA OSTIENSE 124

Su uno sfratto torinese: all cops are BASTARD, altro che “pecorelle”.

19 giugno 2012 2 commenti

Questa è Torino.
Questo è il nostro paese.
Questo continuerà ad essere il nostro paese se non impariamo a vivere,
a difenderci, a pretendere altro nella nostra vita e strapparglielo via.
Queste due fotografie sono state scattate questa mattina e circolano in rete grazie al CSOA Gabrio, che faceva parte del presidio antisfratto duramente attaccato oggi.

Dalle 7 di mattina Corso Cosenza è stato incaso da diverse camionette e molti agenti della Digos:
il tentativo di sfratto s’è fatto subito violento. Manganellate, spintoni e calci,
per arrivare a sfrattare Hedia, suo marito e i suoi bambini.

LA DIGNITA’ NON SI SFRATTA.
LE NOSTRE VITE NON SI MANGANELLANO.
PAGHERETE CARO.


Sabato di nuovo in piazza: con chi lotta contro la Tav, con chi lotta per il diritto alla casa, con chi lotta contro il carcere

12 marzo 2012 3 commenti

SIAMO TUTTI NO TAV  – SIAMO TUTTI SENZA CASA

Venerdì 9 Marzo circa 200 precari dei movimenti per il diritto all’abitare hanno messo in atto una protesta pacifica occupando l’androne ed il tratto di strada antistante il CIPE (comitato interministeriale per la programmazione economica), che proprio quel giorno approvava ulteriori finanziamenti a compensazione per la TAV.
1 km di TAV = 1000 case popolari questo era lo slogan della manifestazione con la quale si voleva affermare non solo il principio della solidarietà con i valsusini, ma che la lotta NO TAV, per quello che rappresenta è anche la lotta per i nostri  bi–sogni e per i nostri diritti.
Il pestaggio della polizia, il contemporaneo sgombero della tendopoli dello spreco in via Marcello Boglione in VII° Municipio, il successivo tentativo (fallito) di sgombero dell’occupazione di via di casal boccone con l’uso di lacrimogeni e la distruzione totale della struttura da parte dei reparti della celere, l’arresto di 4 attivisti (ora 3 a piede libero ed uno –paolo – agli arresti domiciliari con restrizione totale della possibilità di comunicare), hanno trasformato una protesta simbolica in una vergognosa giornata di repressione delle lotte sociali e del dissenso.
Le responsabilità di quanto accaduto sono chiare e precise. Vanno cercate nelle politiche liberiste ed antipopolari del governo Monti che dopo aver nuovamente massacrato il diritto alla pensione, prosegue ora nella privatizzazione e nella svendita dei beni comuni, in una nuova contro –riforma del mercato del lavoro che rinchiuderà definitivamente le nostre vite in uno stato di precarietà assoluta e permanente.
Vanno cercate nel Sindaco di Roma Alemanno  che prosegue nelle sue politiche di s–vendita del patrimonio pubblico e dei beni comuni – privatizzando ancora l’acqua ed i servizi pubblici locali, regalando ancora la città agli interessi forti delle banche e dei cementificatori. Vanno cercate nella persona del questore di Roma che, mentre la città cade nelle mani della criminalità organizzata, sceglie di prendersela con chi non può permettersi affitti e mutui da 1000 o 1500 euro al mese, promettendo un escalation di arresti e sgomberi.
Ora è chiaro, oltre all’emergenza legata alla crisi economica c’è n’è un altra. La chiusura di ogni spazio di agibilità sociale e politica, la repressione di chi reclama i propri diritti o semplicemente esprime il proprio dissenso e le proprie idee, come accaduto anche con le condanne e le accuse spropositate addebitate  ed inflitte a persone riconosciute o rastrellate a caso durante le grandi manifestazioni di piazza. Per questo crediamo che non solo i movimenti per il diritto all’abitare, ma una città intera, debba mobilitarsi per impedire questa deriva poliziesca e autoritaria.
2,7 miliardi di euro è il costo del solo tunnel TAV della valsusa. Oltre 20 miliardi di euro il costo della intera tratta Torino – Lione (senza contare i finanziamenti per le compensazioni).
Con questi soldi:
Quante casa popolari potrebbero essere realizzate? Quanti Asili Nido? Di quanti ospedali potrebbe essere impedita la chiusura? Quanti centri anti-violenza potrebbero  essere finanziati? Quanti luoghi potrebbero essere recuperati e messi  a disposizione della cittadinanza? Quanti precari e disoccupati potrebbero ricevere un reddito minimo garantito?
Fermiamo questa folle corsa ai profitti di pochi a danno di tutti. Continuiamo a lottare per il diritto alla casa e all’abitare. Per la difesa dei territori, dei beni comuni, dell’acqua pubblica. Per una cultura libera ed indipendente. Per l’accesso e la libera circolazione dei saperi e delle persone. Per la garanzia di servizi pubblici e di qualità. Per i diritti dei lavoratori e un reddito minimo garantito per disoccupati e precari. Per la libertà di pensiero e di movimento.
Le lotte sociali non si arrestano. I nostri diritti e le nostre idee non si sgomberano.
Un’altra Roma è possibile. Un altro mondo è necessario

SABATO 17 MARZO 2012 ORE 15.00
DA PIAZZA VITTORIO
CORTEO CITTADINO
Invitiamo ad organizzare in questi giorni mobilitazioni diffuse in ogni territorio
Paolo Libero! Tutte e Tutti i Liberi!
 
MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL’ABITARE
 
Per adesioni e comunicazioni: abitare@autistici.org
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