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Posts Tagged ‘Coordinamento cittadino di lotta per la casa’

3 occupazioni sotto sgombero a Roma: aiutiamole a resistere!

13 dicembre 2012 1 commento

Valle Fiorita resiste, foto di Monia Cappuccini

Sono 3 le occupazioni sotto sgombero da questa mattina:
tutte neo occupazioni di luoghi abbandonati, vuoti, sfitti, lasciati a sè stessi e che da pochi giorni avevano ripreso vita, colore e avevano offerto un’abitazione a centinaia di famiglie.

Dalle otto di mattina i blindati circondano l’occupazione di Via di Torrevecchia 156,  lo studentato Alexis in Via Ostiense 124  e l’occupazione di Ponte di Nona.

Le altre resistono ma necessitano della solidarietà attiva di tutte e tutti noi.
IL DIRITTO ALLA CASA NON SI TOCCA.
GUAI A CHI CI TOCCA!
Ascoltate RadioOndaRossa per info in diretta

11.30: sgomberate due palazzine su 4 a Ponte di Nona: continua la resistenza sui tetti
12.20: La polizia va via sia da Torrevecchia che da Anagnina: SOLO LA LOTTA PAGA!!!

Repressione e carcere: il governo Monti alza il tiro … e sarà la nostra quotidianità

10 marzo 2012 3 commenti

Questo nuovo governo, che il popolo viola dell’antiberlusconismo piddino ha accolto con festosi Alleluja,
ha immediatamente fatto capire, riforme e manganello alla mano,
cosa vuol dire vivere sotto un governo di banche, di finanza, di capitalismo sciacallo, più del solito.
E così non ci si può muovere che i plotoni gestiti da un ministero tutto composto da ex e non funzionari della polizia di Stato arrivano,
nel peggiore dei modi, caricando chiunque si trovino davanti,
inseguendo manifestanti fin dentro i bar,
arrestando, processando e condannando ragazzi giovanissimi ed incensurati a pene surreali.

E’ il governo che volevate eh!
C’avete fatto due palle tante che il nemico era Berlusconi e la sua cricca,
che ora queste manganellate e queste celle tutte gestite dal capitalismo finanziario
sembra che quasi ce le meritiamo, paese intriso di stoltezza e amore per la schiavitù.

Le mobilitazioni NoTav che avvolgono il paese e non solo la Val di Susa, che rischia in prima persona sul profilo dei suoi monti e del suo bel popolo dalla testa alta, come le opccupazioni abitative e la lotta per il diritto all’abitare
parlano un linguaggio chiaro.
Una lingua che non lotta contro una ferrovia, che non lotta contro un appalto, che non lotta contro l’amianto,
ma contro i nostri modi di produzione ed accumulazione,
una lotta contro il capitalismo, contro la servitù al capitale,
contro lo sfruttamento di corpi e territori.
E il governo Monti probabilmente sta cercando il modo di arrestarci tutti.
Non sarà difficile trovarci comunque,
perché saremo in ogni strada, davanti ad ogni carcere, a difendere case e montagne
con la stessa identica priorità:
GUAI A CHI CI TOCCA!!

Vi allego qui il comunicato di ieri, dopo gli arresti ai danni degli appartenenti dei movimenti di lotta,
che stamattina saranno processati per direttissima

QUANDO LE LOTTE SI UNISCONO FANNO PAURA
LIBERI SUBITO I COMPAGNI ARRESTATI

Oggi alle 11:30 i movimenti di lotta per la casa hanno occupato la sede del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) dietro uno striscione che recitava “1 km di TAV = 500 case popolari”.
Un’iniziativa pacifica, organizzata perché in questa sede vengono definiti gli stanziamenti di fondi per il TAV in Val di Susa.
Le 400 persone che hanno dato vita all’iniziativa sono state più volte caricate dalla Polizia ed infine spinte fuori dal palazzo di via della Mercede 9.
Alla legittima richiesta di poter proseguire la protesta con un corteo, 35 persone, compagni e compagne, sono state identificate e fermate ed uncompagno è rimasto a terra ferito dalle violente cariche. I fermi che poi sono risultati arresti e sono 4.
Contemporaneamente la tendopoli del Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa che stava presidiando i palazzi abbandonati di proprietà del demanio pubblico in Via Boglione 63 (nella periferia Sud di Roma) è stata sgomberata.
A detta delle stesse forze dell’ordine si è trattato di una rappresaglia per l’occupazione del CIPE in via Mercede.
Nel corso dello sgombero del presidio, operato dal reparto mobile della Guardia di Finanza, sono state identificate tutte le famiglie presenti. Due donne sono state portate al Commissariato Preneste perché in quel momento prive di documenti.
Forse nel timore che la vendetta non fosse sufficente, le forze dell’ordine, nel pomeriggio, hanno assaltato con inaudita violenza l’occupazione di via Casal Boccone dei Blocchi Precari Metropolitani.
Sono stati sparati lacrimogeni sul tetto, una parte dello stabile è stata devastata, ma grazie alla determinazione degli e delle occupanti lo sgombero non è stato portato a compimento.

Oggi a Roma si è reso palese l’atteggiamento aggressivo e repressivo che comune e governo stanno avendo nei confronti di chiunque, in questo paese, alzi una voce di dissenso e cerchi di autodeterminarsi.

Ancora una volta ci dimostrano quale sia per loro la democrazia: quella che occupa militarmente i territori nella Val di Susa, che uccide nei CIE e nelle carceri, che punisce con sentenze spropositate chi si è difeso il 15 ottobre dai caroselli della polizia, e che non si preoccupa di sgomberare centinaia di famiglie sotto la neve.

Ma le lotte sociali non si fermano. Scendono in piazza per la libertà di movimento chiamando alla mobilitazione in solidarietà e complicità con gli arrestati, a partire da domani mattina.

ORE 9.00 PRESIDIO SOTTO IL TRIBUNALE A PIAZZALE CLODIO
ORE 10.00 PRESIDIO DAVANTI AL CARCERE DI VELLETRI
ORE 15.00 ASSEMBLEA PUBBLICA AL VOLTURNO OCCUPATO

Volturno occupato: tentativo di sgombero

4 agosto 2011 Lascia un commento

Questa mattina il teatro Volturno Occupato ha subito un tentativo di sgombero anomalo: una persona che si spacciava per il proprietario si è presentata accompagnata da guardie private della ditta Italpol con tanto di cani, e una squadra di operai per prendere possesso dell’immobile. Peccato che l’immobile sia sottoposto a sequestro giudiziario per il fallimento di Cecchi Gori, e quindi non esiste nessun proprietario.
I veri proprietari, semmai, sono gli uomini e le donne che da tre anni hanno occupato lo stabile e ne hanno fatto uno spazio vivo e di utilità comune. Un vero e proprio punto di riferimento per chi, in questa città, lotta quotidianamente contro chi vuole continuare a speculare sulle nostre vite e sulla nostra città.

Foto di Simona Granati _Il Volturno Occupato, questa mattina_

In questi anni il Volturno ha ospitato e continua ad ospitare assemblee, sportelli di consulenza e di lotta sulla casa, sull’immigrazione e sui problemi delle donne, spettacoli teatrali ed altre iniziative della cultura libera.
Stamattina abbiamo assistito ad un tentativo, vile e maldestro, di spazzare via tutto questo in nome del profitto privato, addirittura scavalcando ogni procedura legale, visto che persino la polizia di stato, sopraggiunta, ha dichiarato di non essere a conoscenza dello sgombero “privato”, che ci ricorda quello della sede dell’Eutelia occupata da lavoratori e lavoratrici, avvenuta qualche anno fa.
Per fortuna la prontissima mobilitazione degli occupanti del volturno, coadiuvati da occupanti dei movimenti per il diritto all’abitare, compagni  e compagne da tutta la città, ha di fatto sgomberato gli sgomberatori, costringendoli a fuggire rompendo le grate che loro stessi avevano montato sulle uscite di sicurezza.
Poco dopo il Volturno è rientrato nel possesso della ROMA BENE COMUNE, continuando ad essere a disposizione della città e di chi vuole organizzarsi e lottare perché il diritto all’abitare sia una realtà per tutti e tutte, per costruire iniziative culturali libere dal mercato, e perché la qualità della nostra vita conti di più del profitto di pochi.

DOMANI, VENERDI 5 AGOSTO 2011, alle ore 19: ASSEMBLEA PUBBLICA
A QUESTO LINK potete vedere tutta la galleria fotografica di Simona

Nuova occupazione abitativa: LA CASA SI PRENDE!

24 marzo 2011 2 commenti

Mentre la propaganda avanza a passi da gigante, con i racconti delle stragi di Misurata (io aspetto ancora le prove delle armi di distruzione di massa di Saddam, ma so’ fiduciosa eh?!), degli aerei abbattuti dai puntualissimi jet francesi, del fatto che il racconto dei civili morti a Tripoli sarebbe “costruito probabilmente dalla propaganda filo Ghaddafi” (Tg1 qualche secondo fa) … bhé mentre mi incazzo come una belva davanti a tutto ciò, mentre leggo le notizie assurde che arrivano dalla provincia siriana dove risiede il mio cuore da quasi un decennio….
vi metto un comunicato, che ha radici a Roma ma parole universali..BRAVI COMPA’!

FERMIAMO LE DIS/MISSIONI
CONTRO LA GUERRA, PER L’USO PUBBLICO DELLE CASERME
NO ALLA SVENDITA DEI BENI PUBBLICI PER FINANZIARE I PROFITTI PRIVATI E
LA GUERRA IN LIBIA: VOGLIAMO CASE POPOLARI, ASILI, SCUOLE,
AMBULATORI E SERVIZI PUBBLICI NELLE CASERME.
Mentre l’avanzare della crisi porta ad esplodere l’emergenza casa, la politica abitativa della giunta Alemanno
conferma di essere tagliata su misura per i palazzinari. Mentre aumentano a dismisura gli sfratti per
morosità, e i pignoramenti, a Roma non esiste, né è in previsione, un nuovo bando per le case popolari:
chi è in testa alla graduatoria da anni (i famosi “10 punti”) può continuare ad aspettare e sperare
all’infinito. Tutti gli altri si arrangino.
Invece di affrontare la situazione, Alemanno preferisce regalare ai palazzinari
la possibilità di edificare milioni di metri cubi di edilizia privata che,
visti i prezzi di mercato e le speculazioni in corso, rimarranno irraggiungibili ai più.
Ogni impegno che Alemanno ha pomposamente assunto è stato subito dimenticato.
E’ successo l’ultima volta in occasione della manifestazione dei movimenti di lotta contro i cosiddetti “stati
generali” dell’EUR, il mese scorso, in cui con grande enfasi il sindaco
prese impegni ben precisi dei quali si è persa qualunque traccia.
La più evidente regalia alla speculazione a spese dei cittadini è la vergognosa operazione
di valorizzazione delle caserme in disuso. Un enorme patrimonio già edificato in zone centrali e semicentrali,
viene venduto a prezzi bassissimi ai privati, che costruendo alloggi di lusso, alberghi,
centri commerciali e simili, guadagneranno una cifra stimata in decine di miliardi di euro.
Di questo fiume di soldi, la misera cifra di 500 milioni andrà nelle casse del comune.
Una parte più consistente andrà al ministero della difesa, e tutto il resto ad arricchire la rendita.
Per tutti questi motivi non è accettabile che, proprio mentre l’Italia è impegnata in una avventura neo-colonialista
in Libia tanto maldestra quanto criminale, un bene pubblico di tale entità serva a finanziare i profitti di pochi anziché a dare risposta a chi in questa città vede la
sua vita farsi sempre più difficile.
Per questo la caserma di via Papareschi ce la siamo presa da soli/sole e non ce ne andremo.
Basta regali ai palazzinari!
Nelle caserme pubbliche vogliamo case popolari, asili, scuole e servizi di pubblica utilità!

 

– Movimenti per il diritto all’abitare –
Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa
Blocchi Precari Metropolitani
Comitato Obiettivo Casa

 

Sullo stupro avvenuto nell’ex-scuola “8marzo” di Magliana

18 febbraio 2010 Lascia un commento

Ritengo necessario pubblicare questo comunicato che da un po’ di ore sta girando su indymedia e nelle liste di “movimento”.
Necessario pubblicarlo, dopo lo spazio che questo blog ha dato a tutta la vicenda giudiziaria contro i compagni/occupanti dell’ex scuola “8 marzo” a Magliana, Roma.
Necessario per portare solidarietà in primis alla donna vittima dell’aggressione e poi a tutt@ i/le compagn@ di Magliana, che hanno avuto il coraggio di queste righe!

Comunicato  sullo stupro avvenuto nella ex-scuola “8 marzo”

Foto di Valentina Perniciaro _Chiaro e tondo!_

Alcuni giorni fa all’interno della scuola occupata “8 marzo” tre uomini occupanti hanno agito violenza contro una donna ospite, anche lei, dell’occupazione. La donna ha denunciato gli stupratori.
Noi ci schieriamo a fianco di questa donna a cui riconosciamo il coraggio della denuncia ed esprimiamo a lei tutta la nostra solidarietà.
Purtroppo la nostra esperienza politica e sociale ci ha insegnato che la sopraffazione degli uomini sulle donne avviene anche in quegli ambienti che dovrebbero essere liberi, come gli spazi di movimento, e che tali violenze  non cesseranno mai di esistere se non vengono costantemente messi in discussione i rapporti di potere tra i generi e contemporaneamente e fermamente condannati gli atteggiamenti e i comportamenti sessisti che troppo spesso  vengono  assunti come “normali” in una società patriarcale e uomo-centrica e passano pertanto in secondo piano.
Abbiamo invece appreso, con rabbia e rammarico, che la donna non ha ricevuto alcun tipo di solidarietà da parte degli altri occupanti. Anzi è stata letteralmente cacciata fuori dalla 8 marzo dopo essere stata picchiata! Inoltre non solo gli occupanti continuano a convivere tranquillamente con gli uomini violenti, ma, a quanto ci viene riferito, iniziano a girare voci che denigrano la donna per il suo stile di vita e per i suoi comportamenti: un copione che da sempre accompagna gli episodi di violenza contro le donne quando queste denunciano pubblicamente la violenza subita.

Donne in piazza, Roma 1976

Tra le persone accusate di violenza c’è Sandro Capuani, un occupante che, pur non avendo mai fatto parte del CSOA Macchia Rossa, è stato coinvolto nel procedimento giudiziario contro alcuni militanti e una militante del centro sociale e della 8 marzo occupata. Esprimiamo la nostra netta condanna nei confronti di tale soggetto a cui, da ora in avanti, neghiamo ogni forma di sostegno politico, legale ed umano. A questo punto ci aspettiamo ogni sorta di strumentalizzazione da parte dei carabinieri della stazione di villa Bonelli e dai cosiddetti giornalisti loro sodali, vista la fervida fantasia di cui hanno saputo dare prova. Questo non toglie nulla alla drammaticità dei fatti.

Nell’ottobre del 2007 c’era stata un’altra grave aggressione ai danni di una occupante della “8 marzo” da parte del suo compagno. Allora, però, il comportamento degli/delle occupanti era stato ben diverso: l’aggressore era stato messo in fuga ed il massimo sostegno era stato fornito alla donna, arrivando anche a testimoniare in tribunale sull’avvenuta aggressione.
Dal 14 settembre 2009, data del ben noto arresto di alcuni compagni e di una compagna, le cose sono cambiate. Hanno tentato di farci credere che in un occupazione dove ci sia un’assemblea che si dà delle regole finalizzate ad una convivenza civile ed al contrasto di comportamenti violenti, in particolare contro le donne, è da considerarsi un crimine. Un crimine da punire con la galera. O almeno questo, secondo il teorema accusatorio costruito da carabinieri e magistratura, è quello che vogliono farci credere.
Nei mesi successivi a quella data la situazione all’interno della “8 marzo” non ha fatto che peggiorare: dietro l’esplicita minaccia della repressione, i meccanismi di autogestione hanno smesso di funzionare, compagni e compagne sono stati progressivamente allontanati/e dall’occupazione, che si è di fatto auto-isolata dal contesto cittadino della lotta per la casa. A parte alcuni che hanno tentato di evitarlo, la maggioranza degli\delle occupanti, sempre dietro la minaccia dei carabinieri, ha di fatto abbandonato la strada dell’autorganizzazione, accettando la convivenza con informatori e spie, tralasciando la lotta e negando nei fatti la solidarietà ai compagni e alla compagna inquisiti.
Per tutti questi motivi, purtroppo, ad oggi i compagni e le compagne del CSOA Macchia Rossa non hanno nulla a che fare con la gestione dell’occupazione “8 marzo” e dichiarano pubblicamente e politicamente la loro estraneità a quello che accade in un’occupazione gestita dai carabinieri e priva delle fondamenta dell’autorganizzazione sociale, della lotta e della solidarietà.

CSOA Macchia Rossa – Magliana

Roma: Occupato l’assessorato alla casa

4 febbraio 2010 Lascia un commento

Da più di un’ ora oltre 300 persone tra sfrattati, assegnatari di case popolari ed attivisti dei movimenti per il diritto all’abitare stanno protestando all’interno dell’assessorato alla casa a lungotevere dei Cenci.
Dal 23 dicembre oltre cento famiglie dormono in tendopoli sotto l’assessorato per protestare contro l’inerzia di questa amministrazione comunale, che preferisce buttare milioni di euro in residence privati ed in operazioni speculative piuttosto che mettere in campo un piano reale per l’edilizia residenziale pubblica.
Il presidio che prosegue sotto continue minaccia dello sgombero delle tende dal marciapiedi davanti l’assessorato, ha deciso di portare la protesta all’interno dell’edificio.
E’ sotto gli occhi di tutti l’incapacità di dare risposte al dramma dell’emergenza abitativa rifiutando il confronto con chi questo problema lo vive oramai da troppi anni, i manifestanti chiedono la ripresa dei tavoli di discussione per l’emergenza abitativa ed il piano casa. Anticipare il consiglio straordinario sul piano casa all’8 Febbraio, chiudendo di fatto i tavoli di confronto con i movimenti e le parti in causa, dimostra quanto questa amministrazione preferisca assecondare gli interessi dei tanti senza casa a quelli dei soliti palazzinari. Il consiglio comunale straordinario sull’emergenza abitativa deve essere un punto di partenza e non un punto d’arrivo dove si comunica ciò che è stato deciso senza confronto pubblico con la città.

Roma, 4 febbraio 2010 – Movimenti per il diritto all’abitare
http://abitarenellacrisi.noblogs.org/

Presidio permanente in via del Policlinico

11 dicembre 2009 Lascia un commento

VIALE DEL POLICLINICO: PARTE UN PRESIDIO PERMANENTE CONTRO LA RENDITA

Lo scorso 4 dicembre, giornata nazionale contro gli sfratti e gli sgomberi, i movimenti per il diritto all’abitare hanno iniziato a presidiare uno stabile vuoto di proprietà della Bnl/Paribas, in viale del Policlinico 137.
Come il palazzo dell’Unicredit al civico successivo, questo edificio vuoto è l’emblema del meccanismo speculativo che consente alla rendita di trarre profitti, mentre la città vive una crisi abitativa che riguarda oltre 50mila nuclei.
Le stesse banche responsabili di una crisi economica che grava su soggetti precari nel lavoro, con contratti a nero o prossimi al licenziamento, e che rischiano di conseguenza l’insolvenza dei mutui o lo sfratto per morosità.
E mentre le banche si arricchiscono tenendo vuoti interi palazzi, Alemanno presenta un Piano Casa all’insegna del social housing, guardando agli interessi delle imprese e dei costruttori invece che ai bisogni di chi vive in emergenza abitativa. 
Nonostante le minacce di sgombero e l’annullamento dell’incontro in prefettura, il presidio all’interno dello stabile Bnl è rimasto determinato nel perseguire i suoi obiettivi: denunciare il comportamento delle banche e aprire una stagione di conflitto nei confronti di un’amministrazione che affronta la questione abitativa in termini di ordine pubblico da una parte e facendo regali alla rendita dall’altra.
La capacità di affermare con forza che a Roma “nessuno prende casa” e che è necessario proseguire insieme nella mobilitazione (unendo sfrattati, inquilini alle prese con le dismissioni, inquilini senza titolo, cittadini “depositati” nei residence, occupanti per necessità) ha prodotto la riapertura di una trattativa sul blocco degli sfratti e degli sgomberi con il prefetto, con un incontro che si terrà domani alle ore 17.
Da oggi, mentre in clima natalizio si lavora all’immagine di una città pacificata, l’iniziativa di denuncia nei confronti delle banche e della rendita proseguirà con una tendopoli in viale del Policlinico, nello spazio antistante ai due palazzi di proprietà Bnl/Paribas e Unicredit.

Lunedì 14 dicembre, in occasione dell’incontro con Antoniozzi sul piano casa del comune, ci mobiliteremo a partire dalle ore 10 con un presidio sotto l’assessorato in Lungotevere de’ Cenci.

Roma, 10 dicembre 09

Coordinamento cittadino di lotta per la casa
Blocchi Precari Metropolitani

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