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In Siria prosegue il massacro…oggi 15 morti


Insomma…il bilancio di oggi è drammatico. Sono almeno 15 le persone rimaste uccise oggi a Daraa, città siriana della provincia meridionale dell’Hauran, tra cui una bambina. Le forze di sicurezza siriane da dopo la mezzanotte di ieri hanno iniziato l’assalto alla moschea di Omari, punto di incontro da giorni dei manifestanti, nonchè dei feriti e dei corpi degli uccisi. Manifestazioni che stanno infiammando la provincia da un po’ di giorni, dopo settimane in cui le proteste erano rimaste calme e poco partecipate. Al Jazeera racconta che violenti scontri si sono verificati anche alle porte della città e nei dintorni perchè molte persone tentavano di unirsi ai rivoltosi ma venivano fermate ai numerosi posti di blocco.

Per dopodomani, solito venerdì, la chiamata è generale e circola su tutti i canali di comunicazione possibile: tutto il paese deve scendere in piazza il venerdì della gloria, questo chiedono i numerosi appelli, per la rivoluzione e la libertà, contro un regime corrotto e bugiardo.
Il governo siriano oltre che sull’offensiva militare contro le ribellioni scoppiate, si muove con mano pesante anche sul piano mediatico: la tv di Stato e la principale agenzia di notizie bombardano da questa mattina la popolazione e il mondo parlando di “bande armate, forestieri e stranieri impegnati a diffondere menzogne e fomentare il popolo contro lo Stato”. Hanno parlato di bambini usati come scudi umani per difendere la moschea dove i manifestanti si sono asserragliati: insomma, la solita vergogna di stato in un paese che in questi due mesi ha tentato in tutti i modi di scongiurare lo spettro di una rivoluzione anche all’interno dei propri confini.

Syrian policemen stand in front the burned court building that was set on fire by Syrian anti-government protesters, in the southern city of Daraa, Syria, Monday March 21, 2011. Mourners chanting "No more fear!" have marched through a Syrian city where anti-government protesters had deadly confrontations with security forces in recent days. The violence in Daraa, a city of about 300,000 near the border with Jordan, was fast becoming a major challenge for President Bashar Assad, who tried to contain the situation by freeing detainees and promising to fire officials responsible for the violence. (AP Photo/Hussein Malla)

Questo pomeriggio, mentre i manifestanti continuavano a venir uccisi, il presidente Bashar al-Assad ha silurato Faysal Kulthum, governatore della città.Tra le rivendicazioni dei cittadini di Daraa, oltre che condizioni di vita migliori e aiuti economici ai contadini duramente colpiti da sei lunghi anni di siccità, oltre alla cancellazione delle leggi speciali (in vigore SOLO dal 1963) c’è una lunga battaglia contro la Syriatel, compagnia di telefonia mobile contro l’istallazione di alcuni ripetitori, troppo vicini alle abitazioni e alle cisterne d’acqua potabile. La lotta contro l’elettromagnetismo è arrivata anche nel mio dolce Hauran, questa sì che è una bella scoperta.

 

  1. ginodicostanzo
    23 marzo 2011 alle 23:42

    c’è un effetto contagio nei paesi arabi che è innegabile, anche considerando che in alcuni casi i rivoltosi possono essere inconsapevoli masse di manovra utilizzti in battaglie intercapitalistiche. Eppure questo “contagio” fa riflettere su come alcune dinamiche di massa siano imprevedibili, tanto da spiazzare agenzie specializzate come la CIA ed il Mossad.
    Anche questo caso pare che le richieste del popolo tentino di ottenere una migliore democrazia, diciamo un capitalismo più umano… non siamo al rifiuto del sistema capitale. Eppure mi sembra di non secondaria importanza la relativa facilità con cui certi fermenti sociali abbiano attraversato le frontiere. Una cosa su cui riflettere…

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  2. 23 marzo 2011 alle 23:48

    ma sai, escludendo la Libia per mille ovvie ragioni, non ci si deve stupire certo che il “medioevo arabo” tenti di rivendicare i diritti minimi per se stesso, in un momento che è certamente un’occasione d’oro per loro.
    In Siria non sembrava possibile, perchè comunque il sostegno popolare agli Assad sembrava appurato, soprattutto con questo nuovo giovane timoniere, innegabilmente intelligente.
    Invece eccoci qua, le provincie più affamate non ce la fanno a starsene in silenzio e questa settimana di scontri in Hauran ha sicuramente mutato drasticamente lo scenario siriano, rimasto ad osservare fino ad ora.
    Per quanto riguarda Cia e Mossad….quasi non vorrei essere nei loro panni, son da compatire in questi mesi, staranno cercando di capirci qualcosa, mandando agenti in mille paesi contemporaneamente…eheheh, non ce staranno a capì niente!

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  3. ginodicostanzo
    24 marzo 2011 alle 01:42

    … mi è arrivata adesso una mail da Arrigoni: stanno bombardando Gaza in risposta all’ultimo attentato di Gerusalemme, porca troia…

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  1. 5 dicembre 2011 alle 11:12

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