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Egitto: maledetta Baltagheyya


Ciò che è accaduto questo pomeriggio a piazza Tahrir e un po’ tutto quello che sta avvenendo da una decina di giorni a questa parte, palesa che son state prese alla leggera un po’ troppe cose dai giovani rivoltosi egiziani.

Foto di Valentina Perniciaro _il mio arrivo al Cairo con il paese in festa, febbraio 2011_

Le squadracce del regime, la Baltagheyya, che tanto spesso abbiamo nominato in questo blog per descrivere la situazione egiziana, stanno di nuovo passando all’attacco. Probabilmente anche questi improvvisi scontri confessionali, che hanno fatto dieci morti in due giorni, puzzano della loro mano: almeno a me, che ho visto con i miei occhi l’unione tra copti e islamici in questo inizio di rivoluzione in Egitto.
I copti hanno permesso ai Fratelli Musulmani di pregare tranquillamente in piazza durante le tre settimane di piazza Tahrir: loro cordonavano gli islamici piegati a recitare il Corano, loro con quelle piccole croci tatuate sui polsi. Tutti i volantini, tutti i manifesti, tutti i giornali e tutti i volti hanno parlato dal primo giorno di unione tra confessioni per un nuovo paese e la stavano e stanno costruendo con forza e determinazione.
Ora…piazza Tahrir attaccata dalle squadracce, come a gennaio; la manifestazione di ieri, otto marzo, di donne e per donne, finita nel peggiore dei modi; gli scontri confessionali che riappaiono improvvisi, anche alla luce di molte prove uscite sugli attacchi contro le chiese copte, mossi non da gruppi di fondamentalisti islamici ma direttamente dal vecchio ministero dell’Interno…

Foto di Valentina Perniciaro _uno dei simboli più diffusi a piazza Tahrir, l'unità tra musulmani e copti_

Piazza Tahrir, attaccata come dicevamo da queste maledette squadracce che stanno provando a fermare il mutamento in corso con i soli metodi che conoscono, è stata poi definitivamente sgomberata di tutti i manifestanti dall’esercito, che sembra averlo fatto senza usare forza e senza nemmeno reagire al fitto lancio di sassi di un gruppo di giovani che non voleva lasciare il luogo ormai simbolo di un popolo che cerca di liberarsi del regime e dei suoi scagnozzi.
Per qualche ora è circolata  la notizia che il coprifuoco era stato anticipato alle 21 in tutta wast al-balad, il quartiere dove si trova piazza Tahrir, notizia smentita poco fa dalla tv di stato.
La rivoluzione non è un pranzo di gala, diceva un tipo tempo fa… il popolo in lotta d’Egitto lo sta imparando sulla sua pelle giorno dopo giorno.
Il popolo di piazza Tahrir

  1. Nicola Vincenzo Catalano
    10 marzo 2011 alle 06:30

    A me spiace essere così “cattivo”, insensibile e controcorrente e forse la mia posizione sugli avvenimenti di questi tempi nei paesi “islamici” è pure venata di un pò di razzismo culturale, magari piuttosto che di una visione più “classica” del concetto di Rivoluzione che non quella in voga fra i media e tanta parte della sx, anche movimentista, di oggi.
    Per me Rivoluzione è un concetto che ha a che fare con la messa in discussione di se stessi, della propria cultura, della propria educazione, della propria storia personale e anche del proprio carattere e di come questi siano influenzati dalla società capitalistica, clericale e borghese (nel senso del dominio intellettuale, prima che economico) che ci rende in un certo modo e trovare, poi, attaraverso il confronto con gli altri, modelli nuovi e alternativi di essere e agire. Ma questo ha molto a che fare con la lezione “autonoma”, antagonista, che si è sviluppata nel nostro paese a cavallo della fine dei ’60 e nei ’70 e che gli ’80 chiuderanno definitivamente sconfiggendola; diciamo che è una parte più “utopica” (politicamente parlando) di questo mio concetto di Rivoluzione.
    Ma volendo rimanere più su cose concrete dico che Rivoluzione è mettere in discussione, e se possibile, abbattere il dominio di una classe o di una casta o di una religione sulla società, anche in modo violento (se ce ne sono le condizioni), comunque in modo radicale e intransigente a livello personale e culturale, creando, quindi, se non una nuova società, di certo, un nuovo modo di agire e di rapportarsi contro questi poteri.
    Io di queste Rivoluzioni arabe non ho capito bene cosa vogliano cambiare realmente se non giustamente abbattere i tiranni che le governano (e solo i tiranni, perché poi il sistema che le sostiene non è che è messo così in discussione); infondo mi pare di capire che ciò che in realtà vogliono è un sistema democratico di tipo occidentale, una vita di tipo occidentale, redditi e consumi di tipo occidentale (che certo in paesi come Yemen, Libia, ecc.. possono sembrare rivoluzionari, ma non lo sono affatto). Se si esclude il genere femminile che pone questioni “altre” e che per quanto ne diciamo noi in Occidente non ha proprio tutta questa presa nell’intellighenzia di queste rivolte, non mi sembra che il potere culturale clericale/maschile sia in discussione, non mi sembra che si voglia mettere in discussione il sistema capitalistico basato sul petrolio e il consumismo turistico, non mi sembra che vi sia una visione ecologista di rifondazione della società; magari mi sbaglio, forse l’informazione che passa mi influenza in modo sbagliato, non so.
    Non ho una buona opinione di cio che succede, in particolare il Libia, e credo che tutti questi fermeti siano influenzati da modi “moderni”, internet, facebook, che non hanno alle spalle un percorso culturale costruito nel tempo e nella pratica, ma una semplicistica chiamata a raccolta che provoca moti e manifestazioni che poi risultano infiltrabili e influenzabili da poteri veri.
    Nel mio concetto non esite che mussulmani e cristiani scendano insieme in piazza, con borghesi illuminati o militari tolleranti; in piazza ci vanno persone che vogliono costruire qualcosa di nuovo, di alternativo e quindi il pregare in piazza, il “sopportarsi”, PER ME NON HANNO SENSO. In piazza e nelle assemblee ci si dovrebbe esser liberati di questi fardelli e costruire altro, fintanto che le nostre differenze rimangono espresse, non si crea nessuna rivoluzione.
    Spero che la mia cultura da terza media sia riuscia e spigarsi, mi scuso per i mie limiti, non riesco e spigarmi meglio….forse ancora non ho le idee chiare, ma di ciò che vedo non mi piace la piega che sta prendendo ne il modo in cui è nato!!
    Cordialmente

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  2. 10 marzo 2011 alle 07:38

    hai scritto tante e tante verità.. ma me tocca corre a lavoro e non ho tempo di risponderti ora come vorrei.
    Dammi qualche ora e lo faccio.
    Ciao!

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