Val Susa: ma quali black bloc!!!


Foto di Valentina Perniciaro _tonnellati di CS a frammentazione nei boschi_

Un lancio di molotov in un bosco: se non ci fosse di mezzo la caccia all’uomo di 300 persone sarebbe divertentissimo, ridicolo e delirante. Ma erano migliaia le persone che hanno affrontato gli opliti e le armi chimiche, per difendere una terra e le sue vigne, le frane millenarie e quel sottobosco profumatissimo e fitto non credo pensino nemmeno lontanamente di usare del materiale incendiario, neanche fosse l’unico mezzo a disposizione per difendersi.
Primo.
Poi… ma quanti anni sono che non vedete una molotov in Italia? C’è ormai una generazione e mezza di persone che se pure son pronte allo scontro e alla resistenza, non sono certo abituè di inneschi e lanci di bottiglie, forse e soprattutto a causa delle nostre leggi, che al contrario di paese come la Grecia (dove anche nelle notti più stellate ci son più molotov che astri cadenti), le classificano come “arma da guerra” [quei 6 / 8 anni di gabbia ].
Nessuno avrebbe mai lanciato una molotov per quei boschi: è così banale dirlo.
Anzi…

Foto di Valentina Perniciaro _Lacrimogeni sparati addosso_

Quello che più ho amato di quel popolo orgoglioso, incazzato, tosto come il granito di quelle frane preistoriche su cui vomitavamo i loro lacrimogeni è stato il loro amore, la loro devozione totale per ogni pezzetto di quel verde che ci proteggeva, mimetizzava, dava grotte e anfratti dove respirare un’aria che non fosse satura di armamenti bellici chimici il cui uso è vietato contro i civili e in simili situazioni. Armi da guerra i CS, quelli si: non per la magistratura italiana schiava delle sue leggi speciali, ma per le convenzioni internazionali dei diritti dell’uomo.
Cose che non appartengono comunque ai reparti di polizia, carabinieri e guardia di finanza di questo paese.
Armi a frammentazione: non so se l’avete mai visto.

Del CS in un bosco, nelle continue deflagrazioni che si avvertivano in quelle ore di guerriglia, si distingueva la sua scia di rumori ancor prima che quei maledetti fumi.
Un rumore tra le foglie, una cosa che si ferma in aria un po’ sopra le nostre teste, tra querce e noci e poi…frrrrrrrrrr…
difficile descrivere il rumore di un mega bossolo di 10 cm che si apre e fa partire sette-otto (mai riuscita contarli) dischetti alti un paio di centimetri, che a raggiera ti  precipitano su tutti i lati.
Un’arma da guerra, chimica a frammentazione.

Foto di Valentina Perniciaro _il cavalcavia da dove lanciavano sassi e lacrimogeni_

Ci sarebbe poco altro da dirsi, se non che  si aggira attorno al migliaio il numero di CS tirato sui boschi nei vari punti, tra La Maddalena, il costone di Ramats, il bosco di Giaglione e i sentieri di Exilles.
Avete visto tutti quegli estintori che girano sulle foto oggi, dalla Repubblica al Corriere? Il famoso arsenale NOTAV?
Bhé quegli estintori hanno salvato i boschi, hanno lavorato per ore, trasportati di corsa da chi per i boschi sa saltellare da masso a masso: tra il frrrrrrrrrr della frammentazione dei CS si sentiva spesso l’urlo ESTINTOREEEEEEEEEEEE e via vedevi correre uomini e donne pronti a spegnere il sottobosco sotto cui si infilavano veloci come proiettili i dischi a frammentazione di quell’arma maledetta che ancora sento nei polmoni e nella testa.
Tirare tonnellate di quelli nei boschi vuol dire tentare all’omicidio: all’omicidio delle migliaia di valsusini che resistevano su quei boschi, illustrando a noi estranei metropolitani come saltare da un muretto all’altro, come andare a prendere aria dietro i massi per poi continuare a resistere e non lasciare quel fronte di lotta.

Foto di Valentina Perniciaro _l'assedio nel bosco_

Foto di Valentina Perniciaro _l'assedio nel bosco_

Loro, passo passo, ci hanno chiesto di avanzare o fermarci, loro spegnevano il LORO bosco attaccato da migliaia di fumaiole che nascevano qua e la, partorite da armamenti merdosi che stanno inquinando quel territorio, prima che a farlo siano l’uranio e l’amianto che dalla trivellazione delle montagne verrà stoccato non si sa dove.
Parlano di black bloc, di gente venuta da tutta europa, di organizzazione militare: non parlano però delle centinaia di lacrimogeni tirati in piena faccia a 15 metri di distanza, non parlano delle teste e facce aperte dalle sassate: perché non gli bastano scudi e manganelli, moschetti e fucili lacrimogeni, usavano anche i sassi

Ci riportano le dichiarazioni di Napolitano, un uomo che dal 1956 è sempre stato schierato dalla parte dei carri armati, del potere, dello Stato, della repressione.  Il mio presidente della Repubblica, della LIBERA REPUBBLICA de LA MADDALENA è lei che vuole le sue vigne.

A SARA’ DURA per voi, papponi e servi in divisa:
non credo che quella terra vi verrà lasciata con tanta facilità.

Andate pure a cercare i black bloc, gli inflitrati, gli anarco-insurrezionalisti e quello che vi pare: lì il nemico ce l’avete appollaiato su ogni albero, nascosto in ogni grotta, celato dietro ogni sorriso sdentato di qualunque vecchietto dal dialetto a me incomprensibile.

A SARA’ DURA SUL SERIO….

26 gennaio 2012: RETATE E ARRESTI IN TUTTA ITALIA PER GLI SCONTRI DEL 3 LUGLIO

[PRIMO MORTO IN VAL SUSA]
{LEGGI la storia di PLOGOFF, una guerra simile, VINTA}

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  1. Irene
    6 luglio 2011 alle 11:06

    Vorrei contattare Valentina, la fotografa. Stiamo cercando foto che documentino la giornata, soprattutto le violenze della polizia nei boschi per il processo di Fabiano del Tpo (il ragazzo torturato dopo il suo arresto)

    scrivete a tpo@mail.com
    Grazie!
    Irene

  2. vinz
    6 luglio 2011 alle 11:20

  3. ginodicostanzo
    6 luglio 2011 alle 11:56

    finalmente la verità… che bell’articolo… già rubato e diffuso, naturalmente…
    grazie anche e soprattutto per i rischi che ti assumi per documentare la violenza di stato…

  4. 6 luglio 2011 alle 14:16

    Sapevo che qui avrei trovato la verità! Voglio ringraziarti anch’io per la tua testimonianza e per il tuo grandissimo coraggio! Condividerò anch’io il tuo articolo.
    ORA E SEMPRE NO ALLA TAV E NO ALLA VIOLENZA DI STATO!!!
    Grazie!

  5. 6 luglio 2011 alle 16:00

    Giusto perchè tante cose non si sanno…

  6. 7 luglio 2011 alle 13:34

    lo divulherò anche io, bisogna poter vedere tutti gli aspetti di un avvenimento.

  1. 7 luglio 2011 alle 09:09
  2. 7 luglio 2011 alle 09:53
  3. 7 luglio 2011 alle 13:44
  4. 26 gennaio 2012 alle 10:16
  5. 27 febbraio 2012 alle 10:00
  6. 29 febbraio 2012 alle 17:49
  7. 10 marzo 2012 alle 09:05
  8. 27 luglio 2012 alle 13:50
  9. 3 luglio 2013 alle 08:50

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