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Posts Tagged ‘movimento notav’

Francia: cariche e lacrimogeni dentro i bus NoTAV. Il comunicato.

4 dicembre 2012 1 commento

Cosa è successo oggi a Lyon? Ve lo raccontiamo noi

Da un lato c’erano i governi delle crisi economiche dall’altro lato l’europa dei popoli, dei cittadini e delle lotte. I primi hanno firmato l’ennesimo protocollo privo di contenuti e inutile che non smuove un euro verso alcuna opera. I secondi hanno provato a manifestare il loro pensiero, la loro contrarietà verso queste scelte.

La polizia francese accoglie i NoTav, mortacciloro

La polizia francese accoglie i NoTav, mortacciloro

I primi, Monti e Hollande usando tutta la loro gradevole gentilezza hanno convinto i giornali e le tv che loro stessi governano che tutto sarebbe filato liscio d’ora in avanti, sul tav, sulle risposte da dare alla crisi economica e su molto altro ancora. Protetti da migliaia di poliziotti hanno firmato, parlato, fotografato, mangiato sulle spalle dei cittadini che tanto erano lontani chilometri. I no tav, i cittadini veri, quelli che le scelte dei governi le pagano sulla loro pelle sono stati scortati, e bloccati per almeno 4 ore al confine, poi ancora bloccati alle porte di Lyon e solo grazie alla loro caparbietà hanno raggiunto la piazza a loro concessa per manifestare.

https://fbcdn-sphotos-b-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/s480x480/559677_472814582757187_51807528_n.jpgPartiti alle 6 del mattino giunti a Lyon alle 3 del pomeriggio. Poi la sorpresa, in piazza le libertà finiscono sulla scaletta del pulman. Qui, a Lyon comanda la polizia del governo Hollande ed ogni tipo di corteo è vietato come lo è allontanarsi dalla piazza anche solo per andare ai servizi. Vietato abbandonare la piazza! Questo l’ordine perentorio, poi però alle 18 si fa buio e per la Police è ora di far rientrare i no tav a casa e così uomini donne anziani e bambini vengono caricati a freddo con manganelli, spray urticanti e lacrimogeni verso i pulman. Quindi i pulman vengono poi sequestrati dagli agenti che salgono e menano  chiunque si alzi dal seggiolino. In un caso l’autista viene anche brutalmente sostituito da un agente di polizia che guida lui il pulman verso il confine. In un altro caso gli agenti saliti sul pulman spruzzano lo spray al peperoncino provocando il malore della quasi la totalità dei passeggeri. Ogni pulman viene quindi scortato sotto minaccia sull’autostrada e dopo il casello vengono ancora bloccati (alle 20:30 sono ancora lì). Queste le notizie che ci giungono da oltre confine. Due facce dello stesso problema? No assolutamente no. Da un lato, dentro i palazzi carnefici burocrati che in nome delle banche e della crisi sono disposti a passare sui corpi delle persone anche a costo di vedere scorrere del sangue. Dall’altro l’Europa dei popoli, della gente semplice, dei cittadini che nonostante le violenze, i soprusi e in questo caso anche i furti che da anni subisce, continua e continuerà a lottare. Non è un problema che presuppone una mediazione è semplicemente una parte quella sana che deve vincere sull’altra, quella malata.

MOVIMENTO NO TAV

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Luca Abbà torna in Clarea

24 settembre 2012 1 commento

Il movimento NO TAV è ben lieto di raccogliere l’invito di Luca ad accompagnarlo nel suo primo ritorno sotto il famigerato traliccio. Rilanciamo quindi l’appello alla partecipazione a questa giornata, per tornare insieme a Luca in Clarea, a sette mesi dall’incidente causato dalla bestialità e dalla noncuranza dell’apparato militare dispiegato il giorno dello sgombero della baita. Sarà un ritorno anche per tutti coloro che da tempo non si son più recati attorno a quelle recinzioni della vergogna, un momento per rendersi conto dell’avanzamento dei lavori che, se non fermati, prima o poi si allargheranno a tutta la valle di Susa, sino alla cintura torinese. Sarà una giornata per tutti, pacifica ma risoluta nel rivendicare la voglia di esserci e di continuare ad opporsi allo scempio in atto. Sarà ancora un’occasione per dimostrare che non ci faremo intimidire dai tentativi di criminalizzazione e per denunciare l’enormità di un’infrastruttura imposta manu militari al territorio valsusino. Durante la giornata verrà anche posato un menhir in pietra a perenne memoria di tutti i caduti della resistenza partigiana nelle vallate alpine piemontesi; per contribuire alla costruzione del basamento di questo monumento invitiamo tutti i partecipanti a portare con sé un piccola pietra proveniente dal proprio luogo di abitazione e resistenza per rappresentare idealmente l’unione dei luoghi e delle persone che desiderano un mondo diverso.

L’appuntamento è alle ore 14.30 di SABATO 29 SETTEMBRE
presso il campo sportivo di Giaglione. Da li si partirà insieme per una passeggiata verso il cantiere della Clarea.

Le notti valsusine: terza puntata ;-)

31 agosto 2012 3 commenti

Mi chiedo come si possano ostinare a credere che quel treno passerà.
Mi chiedo come possano illudersi di riuscire a bucarla, quella montagna.
Perché vuol dire non aver cognizione di causa, viver fuori dalla realtà in una cecità permanente,
vuol dire persistere in una follia comunque devastante
per quella montagna e la sua bella gente.
Ma insistono,
insistono rendendo una trincea quella valle e le zone circostanti,
insistono rendendo un’intera popolazione detenuta, controllata, braccata, circondata.
Ma sono vent’anni fanciulli,
vent’anni che vi ripetiamo che da lì non passerete, vent’anni interi …
eppure cresce e diventa ogni giorno più bella la rabbia che passo dopo passo vi caccerà via…
come questa notte…leggete qui…

Dal sito NOTAV
Ieri notte, 30 agosto, verso le 4.00, un centinaio di No Tav ha sorpreso nel sonno polizia ed esercito al cantiere di Chiomonte.

Arrivati da un sentiero diverso dai precedenti e approfittando del buio fitto dovuto in parte al cielo coperto, che ha reso flebile anche il chiarore lunare, i compagni hanno alzato il grido “giù le mani dalla Val Susa” e hanno iniziato una battitura contro le barriere in New Jersey, tagliando anche, con delle tronchesine, diversi metri di filo spinato. Un’analoga azione ha avuto luogo, 30 minuti dopo, presso il sito militare dell’Area Archeologica, sempre in Val Clarea.

I poliziotti, evidentemente nervosi per non aver saputo prevedere e impedire, ancora una volta, l’avvicinamento notturno dei No Tav alle reti, hanno risposto con un fitto lancio di pietre, oltre che con un getto di idrante sui compagni. Il lancio di pietre da parte dagli agenti non è stata una risposta ad analoghi lanci da parte dei manifestanti. L’azione non aveva come obiettivo i poliziotti e i soldati, ma le barriere e il filo spinato. La violenza delle forze dell’ordine, anche in questo caso, mostra come tali individui non abbiano bisogno di essere attaccati per attaccare, ben contenti di svolgere il loro ruolo infame nella nostra valle.

Foto di Valentina Perniciaro _non ci avrete mai!_

Si tratta della terza azione notturna a sorpresa del mese di agosto, anche in questo terzo caso coronata da totale successo. Queste azioni, accanto a quelle contro le ditte coinvolte nel progetto dell’Alta Velocità (la Geovalsusa a Torino), contro Equitalia (occupata a Susa) e contro la Sitaf (apertura gratuita per gli automobilisti dei caselli ad Avigliana), hanno mostrato durante la seconda parte dell’Estate No Tav come la militarizzazione del territorio non sia in grado di fermare il movimento. Dopo che, in seguito agli scontri del 21 luglio, la questura ha disposto una rete asfissiante di posti di blocco, ed impedito con la forza ben tre iniziative pubbliche del movimento a Chiomonte, i valligiani, coadiuvati da compagni italiani e stranieri, hanno praticato la forma dell’azione diretta in modi imprevedibili per il nemico, vincendo su questo piano a 360 gradi.

Gli stessi posti di blocco sulle statali, sempre meno tollerati dai valligiani, sono ormai oggetto di continue proteste, al punto da aver dovuto battere in ritirata precipitosamente ben sei volte nelle ultime due settimane, incalzate da folle di residenti e No Tav estenuati. E anche strada dell’Avana (una via proibita al dissenso e permanentemente presidiata dalle FFOO) lo scorso sabato è stata percorsa da una manifestazione non autorizzata, che si è ripresa un pezzo di valle aggirando i presidi di polizia, giungendo dal bosco. Tutto questo mentre i sindacati di polizia invocano il ritiro dei propri reparti, chiedendo che vengano sostituiti dall’esercito.

Non è bastata la polizia, non basterà l’esercito. Continueremo a tornare, fino a che non ve ne andrete via… A partire dall’iniziativa in Clarea che il movimento universitario ha messo in programma, assieme al Movimento No Tav, per domani sera, 31 agosto, h 21.30.

Inizia il processo ai NOTAV: hanno inserito il turbo

9 giugno 2012 5 commenti

Caselli atto primo:
a due giorni dalla riconferma a capo del palagiustizia di Torino nonostante lo sformanento di età ecco la prima sorpresa (poi neanche troppo sorpresa) del programmino punitivo del noto magistrato.
46 rinvii a giudizio su 46,
questa la allarmante verità che emerge dagli atti presentati questa mattina ai legali del movimento no tav.
Le accuse sono tutte confermate e così i no tav indagati si dovranno presentare, dalle loro dimore di restrizione e per quattro ancora dal carcere in aula ad inizio luglio per l’udienza preliminare. Ma le sorprese non finiscono qui ed ecco allora spuntare il calendario delle udienze vere e proprie, palagiustizia blindato e prenotato per tutte le settimane centrali del mese di luglio escluse le domeniche e i sabati.
Si chiama procedura d’urgenza ed è stata adottata in pochi casi di estrema importanza, ultimo quello del processo minotauro per le infiltrazioni mafiose nel nord Italia (ovviamente dopo aver messo al sicuro e fuori inchiesta i politici istituzionali piemontesi che spuntavano nei primi incartamenti). Ma di quale urgenza stiamo parlando in questo caso?
Urgenza movimento no tav, sì perchè il 26 luglio scadono i termini per la custodia cautelare, passati i sei mesi finalmente gli imputati in attesa di giudizio sarebbero tornati liberi. E invece no, pur di mantenere vivo un procedimento che cadeva da solo facendo acqua da tutte le parti nelle motivazioni di carcerazione e nelle prove si procede con urgenza. I commenti in questo caso li lasciamo tutti per i lettori, per il movimento questo processo diventa inevitabilmente come nel caso di nina e marianna e nel caso degli altri processi no tav un momento di lotta contro una giustizia di parte, pericolosa e inaffidabile.

Altro materiale NOTAV: QUI
Il sito NOTAV.INFO: QUI

Anonymous attacca ancora Trenitalia: il comunicato

12 aprile 2012 2 commenti

Pastebin: http://pastebin.com/ESKkBKPM

Anonymous vuole spostare nuovamente l’attenzione mediatica verso la linea ad alta velocitàTorino-Lione unendosi per solidarietà e virtuale attivismo ai manifestanti che continuano a combattere contro quest’opera, non soltanto inutile, ma persino dannosa, vogliamo ricordare che a pochi metri dalla Maddalena di Chiomonte vi sono numerose miniere di uranio,

Le porte killer (1)

Secondo le stime (non fatte da manifestanti No-TAV ma fatte sia dallo stato Italiano che dall’Agip negli anni ’70, alla ricerca di pechblenda, minerale contenente forti quantitativi d’uranio-238) la Valsusa ha il più grande filone uranifero di tutta Europa.

La perforazione della Maddalena del Chiomonte causerebbe una contaminazione ambientale senza pari, teratogenie diffuse nei nuovi nati e un incremento delle malattie neoplastiche talmente sussistente da allarmare il resto d’Europa.

Nonostante ciò, Trenitalia continua ad accusare i manifestanti No-TAV, tacciandoli alla stregua di terroristi ed assassini, la stessa compagnia (che ormai si occupa solo in forma minore del trasporto della popolazione, ma si preoccupa maggiormente di vendere gli appalti al miglior offerente) però evita di diffondere agli organi di stampa le notizie relative alle “porte killer”, sportelloni che si chiudono automaticamente pochi istanti prima della partenza del treno (a volte secondi) trascinando sui binari i passeggeri rimasti agganciati a questi.
Le stime sono tristi, secondo i sindacalisti, si parla di 21 morti e centinaia di feriti negli ultimi sei anni, ed è una stima per difetto.

Le porte killer (2)

Trenitalia quindi dimostra di essere la vera compagnia terrorista, che mira solo alla speculazione e al lucro, basti pensare al fatto sopra riportato (esigui sarebbero i costi per rendere più sicuri i “portelloni killer”).
Dante De Angelis (sindacalista) fu licenziato e riassunto più volte, riassunzioni mediate da legali e tribunali, dopo aver manifestato perplessità sulla sicurezza dei portelloni di eurostar e intercity.

Riteniamo quindi che prima di puntare il dito sui manifestanti NO-TAV,Trenitalia dovrebbe prima tutelare i suoi stessi passeggeri da eventuali malfunzionamenti meccanici o errori umani fatti dal personale spesso (ma non sempre) inesperto.

Con questo dimostriamo inoltre il nostro totale supporto a tutto il movimento NoTav che da ieri combatte contro gli espropri (illegittimi) dei terreni.

Le porte killer (3)

Come al solito, questo attacco non è attuo a causare danni ma solo a spostare l’attenzione mediatica su avvenimenti che vengono sfortunatamente ignorati.

We Are Anonymous
We Are A Legion
We Don’t Forget
We Don’t Forgive
Expect us.

11 aprile: APPELLO NOTAV

30 marzo 2012 4 commenti

Appello dal movimento No Tav

Questo appello è rivolto a tutti gli uomini e donne che, in questi lunghi mesi di occupazione militare, in questi mesi di lotta e resistenza NoTav, si sono schierati al nostro fianco in ogni dove d’Italia.
Grazie a voi è stato chiaro a chi ha cuore e intelligenza che la lotta dei No Tav di quest’angolo di Piemonte è la lotta di tutti coloro che si battono contro lo sperpero di denaro pubblico a fini privatissimi, contro la devastazione del territorio, contro la definitiva trasformazione in merce delle nostre vite e delle nostre relazioni sociali.
Difendere la propria terra e la propria vita è difendere il futuro nostro e di tutti. Il futuro dei giovani condannati alla precarietà a vita, degli anziani cui è negata una vecchiaia dignitosa, di tutti quelli che pensano che il bene comune non è il profitto di pochi ma una migliore qualità della vita per ciascun uomo, donna, bambino e bambina. Qui e ovunque. In ogni ospedale che chiude, in ogni scuola che va a pezzi, in ogni piccola stazione abbandonata, in ogni famiglia che perde la casa, in ogni fabbrica dove Monti regala ai padroni la libertà di licenziare chi lotta, ci sono le nostre ragioni.

Dopo la terribile giornata del 27 febbraio, quando uno di noi ha rischiato di morire per aver tentato di intralciare l’allargamento del fortino della Maddalena, il moltiplicarsi dei cortei, dei blocchi di strade, autostrade, porti e ferrovie, in decine e decine di grandi e piccole città italiane ci ha dato forza nella nostra resistenza sull’autostrada.
In quell’occasione abbiamo capito che, nonostante le migliaia di uomini in armi, il governo e tutti i partiti Si Tav erano in difficoltà. Si sono aperte delle falle nella propaganda di criminalizzazione, si sono aperte possibilità di lotta accessibili a tutti ovunque.

Il 27 febbraio non si sono limitati a mettere a repentaglio la vita di uno dei noi, hanno occupato un altro pezzo di terra, l’hanno cintata con reti, jersey, filo spinato.

Il prossimo mercoledì 11 aprile vogliono che l’occupazione diventi legale.
Quel giorno hanno convocato i proprietari per la procedura di occupazione “temporanea” dei terreni. Potranno entrare nel fortino fortificato come guerra solo uno alla volta: se qualcuno non si presenta procederanno comunque. L’importante è dare una patina di legalità all’imposizione violenta di una grande opera inutile. Da quel giorno le ditte potranno cominciare davvero i lavori.

I No Tav anche questa volta ci saranno. Saremo lì e saremo ovunque sia possibile inceppare la macchina dell’occupazione militare.

Facciamo appello perché quel giorno e per tutta la settimana, che promoviamo come settimana di lotta popolare No Tav, ci diate appoggio.
Abbiamo bisogno che la rete di solidarietà spontanea che ci ha sostenuto in febbraio, diventi ancora più fitta e più forte.
Non vi chiediamo di venire qui, anche se tutti sono come sempre benvenuti,
vi chiediamo di lottare nelle vostre città e paesi.
Vi chiediamo di diffondere la resistenza.

Movimento No Tav

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