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Gezi Park: l’attacco finale della polizia? RESISTANBUL #geziparki

11 giugno 2013 4 commenti

Arrivano da ogni dove, per circondare i manifestanti

Non son nemmeno le venti, nemmeno un’ora è passata dalle 19, scelte per il concentramento serale di questa giornata eterna, iniziata alle sette di mattina con il violentissimo tentativo di sgombero di piazza e parco da parte degli agenti antisommossa e dei reparti speciali turchi.
Una giornata campale, caratterizzata da una resistenza senza precedenti che ha tenuto la piazza e ha saputo ricacciare indietro ripetutamente la polizia, a Taksim come altrove, erigendo barricate li dove venivano abbattute dai TOMA ( i blindati turchi), difendendo passo passo ogni pezzetto conquistato in queste giornate.

Ma eccoci, e a guardarla sembra la resa dei conti.
GeziRadio, la radio dagli alberi, che seguiamo costantemente non ha fatto in tempo a ricominciare a trasmettere che eccola nel delirio più totale e di nuovo raggiungibile da poco (COMPLIMENTI!) : le cariche sembrano esser più pesanti di stamattina, se una cosa simile è immaginabile.
Ormai la piazza è un’enorme fitta nuvola tossica, da dove giungono le continue esplosioni delle granate assordanti.
Intanto dagli altri quartieri, che già si stavano recando verso la zona di Taksim, iniziano a muoversi cortei di ogni genere e tipo, dalle maschere antigas alle padelle: l’assedio della polizia inizia ad esser sotto assedio ancora una volta.
RESISTANBUL!!!!

AGGIORNAMENTI ORE 21.45:
Le immagini tolgono il fiato, la piazza è ormai una tonnara affumicata e le prime tende iniziano ad essere spazzate via dai reparti che avanzano, protetti da questa incredibile nuvola di armamento chimico che sembra muoversi con loro.
Intanto non è ovviamente Istanbul la sola piazza calda di queste lunghissima serata: Ankara, Bursa, Izmir, Edirne, in ogni dove ci sono migliaia e migliaia di persone in piazza, pronte a marciare anche al buio come a Bursa, dove l’amministrazione locale ha deciso anche di tagliare completamete l’illuminazione pubblica. Cosa che non fa desistere proprio nessuno.

Proverò ancora a dar notizie su Istanbul, dove ormai le tende sono in fiamme anche a causa dei candelotti lacrimogeni, e dove più di diecimila persone si stanno muovendo in corteo per cercare di raggiungere la piazza dove si combatte.
NON UN PASSO INDIETRO!

Il post di questa mattina QUI
e gli aggiornamenti pomeridiani QUI
I post dei giorni precedenti e i comunicati della piazza:
Taksim / NoTav: una faccia, una piazza
La brutalità della polizia, per immagini
Le ultime parole di Abdullah
I primi morti / Che poi son 3
La rivolta dilaga nel paese
Il comunicato della piazza / La risposta NoTav
Istanbul: è guerriglia in difesa del verde
Gli aggiornamenti del 31 maggio
Le immagini e gli aggiornamenti del 1 giugno
Le richieste della piazza

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Cariche e scontri a Taksim: la giornata prosegue in guerriglia

11 giugno 2013 7 commenti

Anche i giornalisti vengono trattati molto bene

Molotov vs TOMA

Dopo le prime righe mattutine (QUI) , la situazione è ulteriormente degenerata.
Per le 13 era stata convocata una grande manifestazione, in attesa che da tutta la città i manifestanti riuscissero a raggiungere Taksim e i quartieri intorno, malgrado il blocco della metropolitana e di tutti i mezzi di superficie.
Già da poco prima di mezzogiorno le autorità e le forze di sicurezza avevano fatto capire le loro intenzioni, come ad esempio facendo circolare dentro il palazzo di giustizia (Çaglayan) che “I cittadini che non hanno nulla a che fare con gli eventi, si allontanino o verranno arrestati”, tanto che poco dopo anche alcuni avvocati sono stati tratti in arresto e risultano ancora in stato di fermo.
Hanno provato a portare i fermati nella vicina stazione di polizia a Vatan ma quello che si son trovati davanti li ha costretti a cambiare rapidamente idea: migliaia di persone li stavano aspettando ed hanno iniziato ad avanzare senza paura verso di loro…. che via, son tornati da dove venivano.

Barricate si erigono qua e la a vista d’occhio e malgrado vengano abbattute dalle decine e decine di TOMA che carosellano per la zona, continuano a sbucare e bloccare l’avanzata.
Alcune immagini raccontano con chiarezza quasi comica quante volte la polizia è stata costretta ad arretrare gambe in spalla perché completamente circondata da tutti i lati.

L’appello degli ultimi minuti è rivolto ad infermieri e medici, di raggiungere l’infermeria da campa costruita a Gezi Park, dove il numero di feriti e intossicati dall’attacco chimico che Erdogan muove contro chi manifesta aumenta costantemente.

🙂

Il prossimo appuntamento cittadino unitario, anche se non esiste inizio e fine di manifestazione da dodici lunghi giorni e notti, è per le 19, sempre a Taksim, dove con cautela si ricomincia a prender posto,
visto con quanta determinazione si son cacciati via i soldatini di Tayyep.

A dopo.

I post dei giorni precedenti e i comunicati della piazza:
Taksim / NoTav: una faccia, una piazza
La brutalità della polizia, per immagini
Le ultime parole di Abdullah
I primi morti / Che poi son 3
La rivolta dilaga nel paese
Il comunicato della piazza / La risposta NoTav
Istanbul: è guerriglia in difesa del verde
Gli aggiornamenti del 31 maggio
Le immagini e gli aggiornamenti del 1 giugno
Le richieste della piazza

Sempre questo pomeriggio, Taksim

La polizia entra a Taksim: le prime notizie della mattinata

11 giugno 2013 4 commenti

QUI GLI AGGIORNAMENTI POMERIDIANI: LEGGI

Eccoli.
Da questa mattina, poco dopo che la luce dal sole ha iniziato ad illuminare l’immensa città dei due continenti,
agenti antisommossa, TOMA, onde tossiche, idranti, manganelli e armi da fuoco hanno iniziato ad avanzare per ripulire il Gezi Park, che da più di una settimana sempra una piccolo stato a parte, liberato e resistente.

A Tarlabaşı, un TOMA in fiamme

“Fuori la polizia”, “Taksim è ovunque, la resistenza è ovunque”, “Governo: dimissioni”
chi sta resistendo in piazza dimostra tutta la sua determinazione, quella che in questi giorni abbiamo imparato non solo per le strade di Istanbul, ma in quelle di tutte le grandi e meno città turche: malgrado le folli e provocatorie dichiarazioni di Tayyep Erdogan, quello che sembra palese è che c’è una generazione che non vuole tornare a casa,
ma continuare a masticare i marciapiedi, marciando verso una libertà totalmente diversa.
La nottata nella sola città di Ankara è trascorsa con ore ed ore di scontri.
Rimanendo focalizzati su Istanbul: a Tarlabaşı ad Harbiye, a Istiklal Caddesi,  la battaglia è pesantissima e la resistenza di piazza sta rilanciando al mittente migliaia di lacrimogeni e gas urticanti, oltre ad aver formato una catena umana (gestita dalla “Taksim Dayanismasi) che cerca di rendere fruibile a chi vuole la fermata metropolitana, invasa dal fumo, ma poi chiusa dal governo: la polizia da ore cerca anche di bloccare tutti gli autobus che dalle altre zone della città raggiungono Taksim e quell’area.
L’intenzione è isolare i manifestanti, con la stupida illusione che questo sia possibile blindando una zona della città e rendendola totalmente inadatta alla respirazione e alla sopravvivenza: non sarà così che fermeranno questa rivolta.

Son loro ad essere circondati.
Da qualche minuto a questa parte si è passati massicciamente all’uso di pallottole di gomma: dalla parte opposta oltre alla miriadi di sassi in volo e di candelotti boomerang, un largo uso di fuochi d’artificio aiuta a tener TOMA e celere minimamente distanti. Poveri alberi di Taksim, completamente gasati.

E non ce fate incazzà eh, che non ve conviene!

Non è una rivolta che si chiuderà con questi dodici giorni di autodeterminazione, resistenza e libertà:
una volta scesi in strada, una volta capito quanto forti si può essere, A CASA NON SI TORNA.

[Qui un link, in inglese,  che racconta le violenze a sfondo sessuale che la polizia commette sui fermati: LEGGI ]

I post dei giorni precedenti e i comunicati della piazza:
Taksim / NoTav: una faccia, una piazza
La brutalità della polizia, per immagini
Le ultime parole di Abdullah
I primi morti / Che poi son 3
La rivolta dilaga nel paese
Il comunicato della piazza / La risposta NoTav
Istanbul: è guerriglia in difesa del verde
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