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Fiamme al C.I.E. di Lampedusa
Questa mattina la già tesa situazione del Centro di Identificazione ed Espulsione ( che fino a poche settimane fa era un Centro di Accoglienza ) dell’isola di Lampedusa è esplosa in alcuni momenti di scontri tra i migranti internati e le forze dell’ordine, che hanno immediatamente richiesto rinforzi.
La situazione è molto tesa da ieri pomeriggio, quando 300 persone hanno iniziato lo sciopero della fame per protestare contro il trasferimento di 107 connazionali a Roma, in attesa del rimpatrio coatto.
Risultano all’incirca una decina di feriti tra migranti e forze dell’ordine, che hanno anche usato gas lacrimogeni durante gli scontri. Poco dopo l’inizio delle tensione una fitta nube di fumo si è alzata dalla Contrada Imbriacola dove è situato il lager per migranti. Il capannone principale è stato completamente distrutto dalle fiamme e malgrado lo sforzo dei Vigili del Fuoco, pare che si stia estendendo anche ai due capannoni vicini anche a causa del forte vento che sta battendo l’isola.
Alcuni migranti erano riusciti a darsela a gambe ma poco fa tutti i quasi 900 detenuti presenti (comprese donne e molti bambini) sono stati concentrati in un’unica area dai reparti antisommossa che ancora circondano tutta la struttura, dichiarata comunque inagibile e di cui è stato chiesto un immediato sgombero dal sindaco dell’isola, Dino De Rubeis, che inoltre accusa il governo e chiede la rimozione immediata del Ministro Maroni “responsabile del fallimento totale dell’operazione”: “La colpa è del governo” dice ” che ha trasformato il centro in un lager. I migranti sono esasperati e pronti a tutto, da dicembre sono prigionieri della struttura”.
CI PREOCCUPIAMO DELL’ALIMENTAZIONE FORZATA DI ELUANA, SENZA VOLGERE SGUARDO O BATTITO DI CIGLIA ALLE MIGLIAIA DI MIGRANTI CHE FACCIAMO MORIRE PER MARI, DENTRO LE CARCERI O DENTRO STRUTTURE ILLEGALI COME IL C.I.E. DI LAMPEDUSA. NON CI PREOCCUPIAMO DI INTEGRAZIONE, DI PROGRAMMI SCOLASTICI ADEGUATI,
DI ASSISTENZA, DI ACCOGLIENZA NEL VERO SENSO DELLA PAROLA. L’UNICA COSA CHE PUO’ FERMARE LO SCEMPIO DI QUESTO PAESE, LE ORDE FASCISTE DI PICCHIATORI CHE SI SPACCIANO PER GIUSTIZIERI. SOLO L’INTEGRAZIONE CI SALVA DALLE LOGICHE SECURITARIE, DALL’EMERGENZA STUPRI E LE CONSEGUENTI RONDE E SPEDIZIONI PUNITIVE.
NOI, POPOLO DI MIGRANTI PER ECCELLENZA: NOI POPOLO CHE HA SUBITO LINCIAGGI E ACCUSE GRATUITE DI STUPRI E FURTI NEI PAESI DOVE SIAMO MIGRATI…PROPRIO NOI ITALIANI, QUELLI CHE MENO DI TUTTI SI POSSONO PERMETTERE DI ESSERE RAZZISTI
PER UN MONDO SENZA CONFINI E SENZA STATI. PERCHE’ SIAMO TUTTI CITTADINI DELLO STESSO MONDO.
PERCHE’ I CORPI POSSANO GIRARE LIBERAMENTE, SENZA FRONTIERE, SENZA BANDIERE, SENZA PATRIA, SENZA GALERE
MANIFESTAZIONE NAZIONE CONTRO LE LOGICHE SECURITARIE, PER L’AUTOGESTIONE E GLI SPAZI SOCIALI
Le mani moleste della Proprietà e del Controllo sono in grande attività: Trasformano la salute in un affare per imprenditori
Ci raccontano che la migliore cura è l’espulsione
Cancellano l’edilizia popolare e trasformano in merce i bisogni
Negano i diritti, la solidarietà Per salvaguardare i loro loschi affari
ingabbiano la cultura, cacciano le persone, cancellano la storia
In città ridotte a macchine per fare soldi, vogliamo liberare spazi, luoghi in cui stare e tempi da attraversare
Con la forza dei nostri desideri e con le armi della solidarietà vogliamo sconfiggere l’ossessione di controllo di chi nega il diritto all’esistenza e l’avidità di chi trasforma la conoscenza in un lusso
Per la salvaguardia e l’ampliamento dei diritti, contro la meschinità del razzismo di governo e contro la cementificazione delle città e delle menti
28 febbraio
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LE LOGICHE SECURITARIE, PER L’AUTOGESTIONE E GLI SPAZI SOCIALI
——– Milano ore 15 piazza XXIV maggio ——–
_LE COMPAGNE E I COMPAGNI DI MILANO_
Lucca città vergognosamente Razzista
Il Consiglio Comunale della Città di Lucca batte in ferocia le leggi razziali del 1938!
Lucca dice No ai ristoranti etnici nel centro storico. Infatti, con un regolamento licenziato il 21 Gennaio 2009, il Consiglio comunale di Lucca legifera che, nel centro storico del capoluogo toscano (inteso dentro ai quattro chilometri quadrati delle mura urbane) “al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l’attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse”

Foto di Valentina Perniciaro _pita ateniese_
Il nuovo regolamento non prevvede soltanto l’eliminazione totale dei kebap, ma vieta anche ristoranti indiani, cinesi e francesi e mira ad imporre al palato del cittadino e del turista del centro storico solo cucina italiana, preferibilmente “prettamente cucina lucchese”, preparata con ingredienti provvenienti esclusivamente dalla provincia di Lucca.
Una cucina assai insipida ed immangiabile, visto che il pepe non cresce di certo in provincia di Lucca (e neppure l’aglio e la cipolla, s’è per questo) e il sale provviene maggiormente dalla Sicilia. E la produzione del grano non è certo il forte dell’Italia. E niente Pane nè Pizza!!!
CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA
Appello della Rete contro il Pacchetto Sicurezza
Il 19 gennaio prossimo è prevista in Senato la discussione del“Pacchetto sicurezza” (DdL 733), che provocherà una grande trasformazione del quadro normativo italiano, già fortemente repressivo e discrezionale nel suo impianto. Le norme contenute nel Pacchetto, infatti, prevedono una politica esplicitamente fondata su misure segregazioniste e razziste per le persone migranti, con o senza permesso di soggiorno, le prime a essere additate come figure pericolose e causa di “allarme sociale”, e su nuove e ancora più drastiche misure repressive contro chiunque produca conflitto e non rientri dentro le strette maglie del controllo.
Le norme del pacchetto sicurezza colpiscono in primo luogo le persone migranti. Se il Pacchetto sarà approvato chi è senza permesso di soggiorno non potrà più: andare al Pronto Soccorso e ricevere cure mediche, riconoscere figli e figlie, sposarsi e inviare soldi a casa. Il Ddl introduce inoltre: la detenzione nei CIE (ex CPT) per 18 mesi; la tassa di 200 euro su richiesta e rinnovo del permesso di soggiorno; controlli ancora più stretti per acquisire la cittadinanza; il reato d’ingresso illegale nello stato.
Altre norme, alcune già sperimentate sui/sulle migranti, vengono estese al resto dei cittadini e delle cittadine che non si adeguano alla retorica del “decoro urbano”: l’obbligo di dimostrare l’idoneità alloggiativa per ottenere l’iscrizione anagrafica (che colpisce migranti, senzatetto, occupanti e chiunque non possa permettersi un’abitazione “idonea”); le norme anti-graffito; l’inasprimento delle norme per il reato di danneggiamento.
Questo delirio securitario esplode mentre i governi decidono di sostenere le aziende e le banche in difficoltà, invece di pensare a nuove politiche sociali di sostegno alla cittadinanza colpita dalla crisi. Scaricando, tra l’altro, tutto il lavoro di cura sulle donne: in quest’ottica, l’unica immigrazione che sembra piacere è quella delle “badanti”. Ai sindaci e ai prefetti sceriffo si attribuiscono nuovi poteri, mentre il Ddl Carfagna criminalizza e stigmatizza le prostitute, imponendo norme di comportamento a tutte e tutti.
La loro risposta alla crisi è il governo della paura. La risposta, in Italia come in Europa, da Milano a Castelvolturno, da Atene a Malmöe… è stata un grido di rabbia e libertà:
NON ACCETTIAMO LA SOCIETA’ DEL RAZZISMO, DELLO SFRUTTAMENTO E DEL CONTROLLO!
Sabato 31 gennaio saremo ancora in strada con un corteo che attraverserà la città, toccando alcuni luoghi simbolo.Appuntamento alle 14.30 a Porta Maggiore per proseguire per Piazza Vittorio e Termini fin sotto al Ministero dell’Interno, per ripensare insieme un’idea di cittadinanza che garantisca a tutt@ i diritti fondamentali e la libertà di scelta e di movimento.
Contro il Pacchetto Sicurezza e il modello di società che impone
Per l’abolizione immediata della Bossi/Fini, perché perdere il lavoro a causa della crisi rappresenta per le persone migranti una condanna alla clandestinità
Per la regolarizzazione di tutte e tutti
Contro il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, dispositivo di controllo che imprigiona i migranti e le migranti e rende precaria la vita di tutte e tutti
Contro le classi separate per i bambini e le bambine stranier@
Contro la militarizzazione dei confini e delle città
Contro l’ansia e la paura in cui vorrebbero farci vivere
Per ripensare insieme un’idea di cittadinanza che garantisca a tutt@ i diritti fondamentali e la libertà di scelta e di movimento
LUNEDI’ 19 GENNAIO 2009: SIT- IN SOTTO IL SENATO dalle 10:00 a Piazza Navona
SABATO 31 GENNAIO 2009: MANIFESTAZIONE A ROMA alle 14:30 a Porta Maggiore
Invitiamo tutti e tutte – migranti, studenti e studentesse, scuole in mobilitazione, associazioni, movimenti di lotta per l’abitare, centri sociali, movimenti di donne, femministe e lesbiche, comitati di cittadini e cittadine, precari e precarie, lavoratori e lavoratrici, personale medico e sanitario, artisti e artiste – a partecipare, a moltiplicare le iniziative anche nelle altre città e a coordinarci per dare più voce alla nostra rabbia:
NOI… NON ABBIAMO PAURA!
RETE CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA
Per adesioni, informazioni, contributi, per mettere in rete le iniziative locali e dislocate nelle città attraverso questo bloghttp://nopacchettosicurezza.noblogs.org inviate un’e-mail a:pacchettosicurezza@anche.no
































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