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Posts Tagged ‘mobilitazione’

Aumenti? Crisi? SABOTAGGIO! ( oggi a Roma accade )

1 giugno 2012 2 commenti

Ma allora è un vizio!
Questa mattina verso le sette, memori dei trambusti dello scorso venerdì, abbiamo deciso di andare a lavoro prendendo la Metro da un’altra zona di Roma. Ci siamo così recati alla fermata di Rebibbia, sulla linea B, un vero e proprio snodo da cui passano quotidianamente migliaia di pendolari, quando… sorpresa sorpresa… neanche ci fossimo dati appuntamento abbiamo reincontrato lo stesso gruppo di militanti della scorsa settimana.
Anche oggi parlavano del fatto che il biglietto dell’Atac dovrebbe essere gratuito per i lavoratori, i pensionati, gli studenti, i precari.
E questo perchè, sempre a loro dire, i trasporti pubblici fanno parte del salario indiretto e non possono essere considerati alla stregua di una qualsiasi merce. Lottare contro l’aumento significa dunque lottare contro il caro vita, contro chi cerca di scaricarci a dosso la crisi del capitale e per il salario.
Ovviamente, proprio come avevano fatto la settimana scorsa, non si sono limitati a parlare ma hanno messo in pratica i loro propositi riempiendo di poliuretano le obliteratrici. Inutile dire che tutti quelli che stavano in fila hanno apprezzato molto la sortita e si sono infilati gratuitamente in metro, e noi con loro. 10 100 1000 sabotaggi… daje!

Da Militant

 Qui altro materiale delle mobilitazioni contro gli aumenti dell’ATAC. 12

Atac: non te pagamo… e 2!

21 maggio 2012 1 commento

L’aumento del biglietto Atac a 1.50€, col relativo aumento di tutti gli abbonamenti e la riduzione delle agevolazioni per le categorie sociali più deboli, è un passo consistente nella direzione di una totale soppressione del diritto alla mobilità. 
Le giustificazioni fornite per l’aumento del ticket sono ingannevoli, dall’aumento del costo del carburante fino alla farsa della maggiore durata temporale del biglietto, da 75 a 100 minuti. In realtà l’aumento servirà solo in piccolissima parte ad appianare l’enorme debito di Atac, che nell’ultimo bilancio ammonta a quasi 630 milioni di euro. Però si continueranno a finanziare gli stipendi d’oro dei 100 dirigenti (1 ogni 120 lavoratori), con 70 retribuzioni oltre i 100.000 euro e uno stipendio che arriva a 600.000 euro.
Tutto questo nel vortice della
 parentopoli di Alemanno mentre le lavoratrici e i lavoratori dell’azienda rischiano il licenziamento a causa del processo di “razionalizzazione” che precede la privatizzazione a seguito del decreto liberalizzazioni. Infatti il nuovo piano aziendale prevede tagli alle linee e al personale, oltre a un aumento dei ritmi e degli orari di lavoro.
Noi non ci stiamo.
In una città dove il traffico e l’inquinamento sono un problema gravissimo e spesso si è costretti a ore di macchina per andare al lavoro, senza nessuna logica di trasformazione della mobilità in questa città, 
l’aumento del biglietto è una vera e propria provocazioneIn questo periodo di crisi l’aumento del biglietto colpirà soltanto le classi più deboli: chi non ha i soldi per pagare benzina ed assicurazione, chi abita nelle periferie, i pendolari, gli studenti, gli anziani, gli invalidi e chiunque veda nel trasporto locale non solo un bisogno ma una necessità.
Vogliamo far sentire nella città di Roma una voce che affermi con forza che di fronte alla crisi, e al modo assurdo e criminale con cui le istituzioni tentano di farvi fronte, non possiamo più essere noi a pagare. È chiaro che la privatizzazione del trasporto pubblico locale, come quelli di altri servizi collettivi come l’Acea, serva solo a far fare cassa ai grossi capitali di questa città che arrancano nella competizione economica di questo periodo.
Non abbiamo più niente da dare alle cricche che governano e strangolano Roma, così come non abbiamo più niente da dare al governo Monti e alla Banca Centrale Europea. Invitiamo tutte le realtà sociali di questa città a farsi carico di questa lotta, che può vincere solo se diffusa capillarmente nel territorio. Opporci alla privatizzazione della mobilità è uno strumento strategico in questa città, come lo sono le altre lotte cardine che cercano di fermare il tallone di ferro dell’austerità e dei sacrifici che ci vogliono imporre, e ci fanno sprofondare ogni giorno di più nel baratro della povertà. Per questo a partire dalla questione del trasporto pubblico, insieme alle altre lotte sociali, vogliamo costruire percorsi di riappropriazione che sappiano porsi come valida alternativa alle privazioni imposte.
È una lotta parziale, ma che riesce ad intercettare i settori più deboli e per questo è nostro compito, ognuno con le proprie pratiche e i propri percorsi, riuscire a captarla e vincerla.
 Invitiamo tutti e tutte, le realtà e le individualità, a partecipare alla prima giornata di mobilitazione e a produrre azioni dislocate in tutta la città nell’intero arco della giornata.

MOBILITAZIONE PUBBLICA SOTTO LA SEDE ATAC IN VIA PRENESTINA, VENERDÍ 25 MAGGIO ORE 13.

– Non vogliamo pagare i debiti accumulati per la mala gestione e per i loro stipendi milionari! 
– Vogliamo il ritiro del piano aziendale e la fine dei licenziamenti, e ci opponiamo alla privatizzazione di quello che è un servizio pubblico essenziale!
 
– Non pagare la crisi, non pagare il biglietto, per un trasporto gratuito!



Assemblea romana per le autoriduzioni – nonvipaghiamo.noblogs.org

Anonymous contro TAV: atto secondo

7 dicembre 2011 3 commenti

HO PUBBLICATO NEMMENO 4 ORE FA LA NOTIZIA CHE ANONYMOUS ERA ENTRATO IN BATTAGLIA A FIANCO DEL MOVIMENTO NOTAV :
IL PRIMO OBIETTIVO E’ STATO COLPITO IERI E NON PENSAVO CHE LA PROMESSA DI CONTINUARE FOSSE COSI’ RAPIDA.
LEGGETE LEGGETE E GRAZIE A INFOFREEFLOW 😉

Questa volta è toccata ad Agostino Ghiglia.
Il deputato e consigliere comunale torinese in quota PDL è finito nel mirino del network di Anonymous, impegnato in Italia sul versante dei Green Rights a fianco della popolazione della Val Susa. A farne le spese il suo sito web personale, violato nella notte, le cui credenziali di accesso sono state rese pubbliche sullo stesso blog dove ieri erano apparsi i dump dei database dei siti di LTF e torino-lione.it

Il blitz dei cyber-attivisti arriva in risposta alle dichiarazioni rilasciate ieri a mezzo stampa dall’ex di AN. Figura nota in città per il suo protagonismo contro centri sociali, movimento No TAV e radio libere – dopo  l’assedio alla Maddalena del 27 giugno, presentò un’ interpellanza parlamentare richiedendo la chiusura immediata di Radio BlackOut – Ghiglia ha definito come “anti-sviluppo” l’operazione Green Rights, schieratasi contro la costruzione di un’opera dall’impatto ambientale insostenibile. Il parlamentare ha stigmatizzato il modus operandi di Anonymous perché atto a «colpire, fisicamente o virtualmente, danneggiare e logorare imprese e istituzioni impegnate nella realizzazione della Torino Lione».

Per una volta le parole dell’esponente piemontese del PDL sembrano aver colto nel segno. L’operazione Green Rights infatti ricalca un insieme di tattiche consolidate, aventi l’obbiettivo di mettere sotto pressione, anche in rete, i responsabili delle costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione.

«Vi stiamo sorvegliando. Fermatevi o non vi daremo tregua!» è il monito lanciato attraverso questa ulteriore puntata italiana dell’#OpGreenRights: una campagna di informazione non convenzionale con cui Anonymous vuole disegnare una geografia degli interessi che ruotano attorno alla costruzione della TAV, producendo allo stesso tempo una sensazione di accerchiamento nei confronti dei soggetti attenzionati.

E se gli attacchi di ieri hanno scuscitato una certa eco all’interno del circuito mainstream (ne hanno dato notizia le edizioni on-line di Repubblica, Corriere e La Stampa), anche nei canali di discussione del movimento l’impresa dei senza volto è stata accolta con grande simpatia per l’intelligenza e la puntualità.

Un altro pezzo della lotta No TAV insomma cominciare a palesarsi all’orizzonte. Un altro modo di intendere l’assedio viene immaginato. Una pratica da agire collettivamente, non più “solo” (le virgolette sono d’obbligo) nei boschi che fanno da cornice ai non-cantieri protetti dai plotoni della celere, ma anche sui server dei siti delle lobby Si TAV, individuati come simbolo della connivenza tra malaffare e politica.

InfoFreeFlow (@infofreeflow) per Infoaut

Grecia: la società che riscopre il baratto, le ricette di guerra e gli espropri

7 dicembre 2011 2 commenti

Ieri erano 3 anni dall’omicidio di Alexis, che prima di incontrare il proiettile che l’ha ucciso era un 15enne in una serata tra amici, davanti ad un localetto del quartiere anarchico di Atene, Exarchia.
Da quel giorno nulla è stato più come prima: gli scontri e il livello di conflitto vissute nelle settimane immediatamente successive hanno decisamente cambiato il modo di stare in piazza della Grecia, prima che la grande crisi le spezzasse definitivamente le ossa.
Questo blog ha parlato tanto di Alexis, ha partecipato a quelle prime infuocate piazza, e non riesce certo a dimenticarlo.

Ora un paio di notizie dalla Grecia, per le quali ringrazio chi non smette di scovarle: da una Grecia che alza quotidianamente il livello di conflitto contro le misure di austerità prese dal governo, dal Fondo Monetario internazionale e dai mercati.
Un paese spezzato, spazzato via: un paese che però non si arrende, che sta imparando nuove pratiche ed alcune le sta solo rispolverando.
Un paese che se ha fame espropria supermercati … o che inventa nuove ricette come in questo caso…

Manuale dell’austerità

È l’ultimo manuale per stringere la cinghia: Non avete da mangiare? Mettete una melanzana nel tritatutto. Masticate il cibo abbastanza a lungo di modo che il vostro stomaco si senta pieno. E non dimenticate di spazzare via le briciole dal tavolo e conservarle in un vaso. Questi sono alcuni dei suggerimenti che i greci usavano per sopravvivere durante l’occupazione nella seconda guerra mondiale, e che sono stati raccolti in Ricette per la fame – un libro di cucina che è diventato un successo a sorpresa per milioni di greci che lottano per sbarcare il lunario in un nuovo periodo di profondo disagio causato dalla crisi economica. L’autrice, Eleni Nikolaidou, ha passato 18 mesi a copiare ricette e consigli che i quotidiani greci pubblicavano durante l’occupazione nazista dal 1941 al 1944.
Altri “consigli”: ferri di cavallo usati per rinforzare scarpe fatiscenti, sabbia cotta per conservare i limoni, e gatti e cani randagi cacciati nelle strade di Atene come cibo. Mancava lo zucchero, e veniva usata la polpa di uva passa come dolcificante, cosicché nei matrimoni venivano distribuiti confetti neri. Non  c’era caffè, sostituito da un intruglio di polvere di ceci.
Il libro è alla sua seconda edizione, e per quanto la situazione di guerra , che uccise per fame in Grecia 300.000 persone, non sia paragonabile a quella attuale, pure si moltiplicano sui giornali le ricette di cucina a poco prezzo, mentre preoccupanti segnali di miseria sono ormai indiscutibili. “La gente apre la dispensa e ci trova solo un misero sacchetto di farina chiedendosi: che ci faccio?” ha detto l’autrice. Molti bambini vanno a scuola senza aver mangiato a sufficienza, gli alimentari vendono meno, è precipitato il consumo di carne e la gente si orienta verso articoli a basso prezzo.

o il baratto:

E’ domenica a Volos, nel porto i pescatori espongono il loro pescato giornaliero, che oggi comprende merluzzo, sarde e polpo.
I prezzi sono stati ridotti, ma i clienti sono pochi.
Un pescatore ride amaramente. Gli affari vanno malissimo, è il momento di iniziare a scambiare merci.
“Dammi due chili di patate, e io ti do un chilo di pesce,” dice. “Perché no?
In effetti, molti in Grecia stanno facendo proprio questo: comincia una forma più semplice di commercio, il baratto.
E a Volos, il sistema del baratto serve anche a promuovere un nuovo senso di comunità.
In tempi recenti Volos, 100.000 abitanti, è stato uno dei centri più industrializzati della Grecia e ora la recessione ha colpito le sue fabbriche di cemento e acciaio, portando la disoccupazione al di sopra della media nazionale del 20%.
Ci si scambia anche servizi, non solo merci.
Ma gli abitanti, oltre a questo, usano una sorta di moneta locale alternativa, il TEM (equivalente ad un euro) che sotto forma di voucher viene accettata anche dai negozianti a pagamento parziale della merce (circa il 30%, e il resto in euro), e che poi gli stessi usano in altri esercizi.
Esiste anche un sito web dove le persone si iscrivono gratuitamente ad una rete di baratto,  in cui possono inserire annunci in cui  offrono e/o chiedono servizi come riparazioni, lezioni di inglese e  di computer, baby-sitting, visite mediche e altro: i membri scambiano beni e servizi accumulando TEM su un conto online..
Nell’ultimo anno, i membri del TEM a Volos sono cresciuti da poche decine a più di 500, e il movimento ha attirato l’attenzione di Atene. Nel mese di settembre, il parlamento ha approvato una legge che attribuisce alle reti di baratto lo status no-profit.
Il comune di Volos inoltre incoraggia attivamente la rete TEM. Il sindaco  ha detto che niziative come queste sono particolarmente importanti in un momento in cui la crisi economica smantella lo stato sociale..
Il Comune ha stampato volantini che spiegano il sistema del baratto e ha promosso dibattiti.
http://www.npr.org/2011/11/29/142908549/modern-greeks-return-to-ancient-system-of-barter

Anonymous è NOTAV: più chiaro di così ;-) ! Target 1: colpito … attendiamo la seconda puntata!

7 dicembre 2011 2 commenti

L’avevano promesso. L’hanno fatto.

Ieri con poche telegrafiche righe dal blog Operation Green Rights Anonymous annunciava una sua discesa in campo a fianco del movimento No Tav. Detto fatto, ed in poche ore gli hacktivisti hanno mantenuto la parola. Questa notte il sito torino-lione.it (una delle tante appendici propagandistiche di Rete Ferroviaria Italiana) ed il database della LTF (Lyon Turin Ferroviaire) sono stati violati.

Schema consolidato ma sempre efficace: le informazioni di accesso al portale francese sono state rese pubbliche mentre la pagina del sito italiano, su cui prima campeggiavano i sondaggi geognostici, riporta un comunicato che riprende molte delle parole d’ordine del movimento valsusino. In un passaggio Anonymous denuncia come il mantra dello “sviluppo economico”, ripetuto fino alla nausea dalle lobby SiTav, nasconda in realtà la volontà di realizzare un’opera tanto dannosa per la salute e l’ambiente della Val Susa quanto proficua per le tasche di banche e ditte appaltatrici. Portafogli gonfi per pochi sulla pelle di molti.

Dunque un’ incursione che, a poche ora dai cortei che si svolgeranno in valle l’8 dicembre, esprime solidarietà con le proteste che continuano a dilagare in Valle a dispetto delle demonizzazione mediatica cui abbiamo assistito negli ultimi mesi. Ma tratteggia anche una sintonia di vedute con la popolazione della Val Susa in lotta che ha ben identificato nella realizzazione della Torino-Lione la tendenza distruttiva del capitalismo finanziario. Quella che vede tra i suoi protagonisti i Passera, le Marcegaglia o Intesa San Paolo. Quella che incapace di immaginare un’exit strategy dalla crisi gioca la carta della devastazione dei territori buttando sul piatto la vita delle popolazioni locali.

Target 1” dicono gli attivisti di Operation Green Rights. Altri bersagli non mancano e sono a portata di mouse. Non resta allora che aspettare l’atto secondo con il fiato sospeso: magari in un corto circuito virtuoso con la mobilitazione permanente e tenace che i Notav insceneranno nei prossimi giorni.

«Torino-Lione.it: un canale dove ottenere informazioni oggettive sul progetto Torino-Lione (TAV), capirne e condividerne obbiettivi e valori» recita la bio dell’account twitter @Torino-Lione. E certo dopo le scorribande notturne di Anonymous sembra quasi essere vero.

More info

Infofreeflow (@infofreeflow) per Infoaut

QUI LE INFO SUL SECONDO ATTO! 🙂

L’ultimo saluto a Mina Daniel … ucciso dall’esercito egiziano

10 ottobre 2011 8 commenti

Mina Daniel è il nome più noto tra la ventina di cadaveri stesi nell’obitorio del Cairo.
Era un attivista, un blogger, un giovanissimo militante della rivoluzione egiziana: sempre presente nelle piazze e capace di dar copertura costante di ciò che accadeva per quelle strade.
E’ stato ammazzato negli “scontri” di ieri, che sappiamo perfettamente che non erano scontri tra copti e musulmani, ma un becero attacco della Baltagheyya (le squadracce di Mubarak) e dello SCAF (il Comando generale delle forze armate) che dovrebbe garantire la transizione e che invece sta mandando avanti una pesante politica di repressione e carcerazione dei militanti che non pensano che la rivoluzione si sia fermata l’11 febbraio, giorno in cui Mubarak s’è ritirato dalle scene dopo 40 anni di regime.
Ecco Mina Daniel, questa foto lo ritrae durante gli scontri del 28 gennaio, quelli che hanno cambiato per sempre la storia d’Egitto.
Alle 11 di questa mattina ci saranno i suoi funerali. (#perdio)

QUI il resoconto di ieri: LEGGI

Mina Daniel, per le strade del Cairo, il 28 gennaio 2011

Il Cairo: una serata di sangue. Attaccato il corteo copto, l’esercito fa più di dieci morti

9 ottobre 2011 9 commenti

La polizia egiziana e il palazzo della televisione di Stato (Maspero) AFP

Una nottata come non si vedevano da mesi per le strade d’Egitto, sia per il gran numero di morti e il troppo sangue a macchiare l’asfalto, sia per la ricomparsa delle squadracce in borghese, quella “baltagheyya” di regime che si era fatta conoscere al mondo per la “battaglia dei cammelli”, la settimana dopo l’inizio della rivoluzione di piazza Tahrir, nei primi giorni di febbraio di quest’anno. Oggi, giorno di festa per i cristiani copti d’Egitto, era stata convocata una loro manifestazione di protesta davanti alla sede della televisione di Stato, che porta il nome di Maspero, visti i ripetuti attacchi contro le chiese avvenuti degli ultimi dieci giorni. Primo tra tutti l’attacco nel villaggio Merinab, vicino Assuan, del 29 settembre, che come gli altri fa pensare a qualcosa di organizzato dagli scagnozzi del vecchio regime per far credere che ci sia una reale pericolosità per la popolazione copta e quindi creare scompiglio. Non si capisce bene la dinamica dei fatti, come la battaglia e la mattanza sia iniziata: ma quello che appare chiaro dai racconti dei manifestanti è che il corteo è stato attaccato a colpi d’arma da fuoco e poi dall’attacco -coltelli alla mano- delle squadracce fedeli ad Hosni Mubarak, che ricominciano a far capolino sempre quando si tratta di provocare scontri interreligiosi. In ospedale sono già arrivato diciassette corpi senza vita, tutti feriti da armi da fuoco e da tagli, tra cui anche due soldati: alcuni mezzi blindati sono andati in fiamme dopo che la manifestazione copta ha reagito alla violenza con una fitta sassaiola e il lancio di alcune bottiglie molotov. La situazione alle 22 è ancora tesa e difficile da capire, con migliaia di manifestanti che stanno cercando di ricompattarsi in questi minuti verso piazza Tharir, cercando di proteggerla con un cordone di macchine nei punti d’accesso per cercare di limitare l’eventuale avanzata dei mezzi pesanti del Consiglio Supremo delle Forze Armate.

Poco fa, sotto il palazzo della televisione di Stato #Maspero

Gli slogan che ora risuonano per una città avvolta dall’aria irrespirabile di centinaia di lacrimogeni lanciati per disperdere, invano, i manifestanti copti e musulmani che si stanno riversando nelle strade: chi non c’era sta accorrendo, per portare massima solidarietà alle componenti copte sotto attacco e per ribadire con forza e tutti uniti che musulmani e cristiani sono una cosa sola, e che vogliono spazzare via l’esercito che avrebbe dovuto garantire la transizione e che invece sta reprimendo con sempre maggior forza chiunque non vuole smettere di rivendicare i propri diritti e il proprio desiderio di cambiare realmente il paese. “Non lasceremo che i fratelli cristiani prendino in faccia il piombo dell’esercito senza di noi” , queste alcune delle tante parole urlate dai cortei spontanei che si stanno muovendo per la città, tra i caroselli dei blindati, i fumi di gas lacrimogeni e i pestaggi sui marciapiedi. Quest’esercito deve sparire, questa finta transizione può anche terminare se questo è quello che sta portando avanti, con decine di giovani condannati dai tribunali militari, con l’isolamento in carcere, i pestaggi e gli attacchi indiscriminati a chiunque voglia manifestare: saranno delle elezioni farsa, una grande opera teatrale che tutti coloro che da mesi vivono per le strade, al Cairo come a Suez, a Mahalla come ad Alessandria, iniziano a comprendere e quindi a voler boicottare. Quello che sta accadendo in questi minuti è l’ennesima prova che il regime di Mubarak è comodamente seduto sulle sue poltrone, e il piombo che sta uccidendo chi alza la testa non è molti differente da quello che ha terrorizzato il paese per quarant’anni.
Sarà una lunga notte… mentre i carri armati iniziano ad ammassarsi intorno al Maspero e verso piazza Tahrir, e chi l’ha vissuto inizia ad aver la sensazione di rivivere il 28 gennaio…
le piazze aumentano, i cortei stanno arrivando da tutti i quartieri della città..

contro l’esercito, contro i tribunali militari, contro il tentativo tutto “di Stato” di creare disordini inter-religiosi.

NON CI DIMENTICHIAMO DI MAIKEL NABIL!

Volturno occupato: tentativo di sgombero

4 agosto 2011 Lascia un commento

Questa mattina il teatro Volturno Occupato ha subito un tentativo di sgombero anomalo: una persona che si spacciava per il proprietario si è presentata accompagnata da guardie private della ditta Italpol con tanto di cani, e una squadra di operai per prendere possesso dell’immobile. Peccato che l’immobile sia sottoposto a sequestro giudiziario per il fallimento di Cecchi Gori, e quindi non esiste nessun proprietario.
I veri proprietari, semmai, sono gli uomini e le donne che da tre anni hanno occupato lo stabile e ne hanno fatto uno spazio vivo e di utilità comune. Un vero e proprio punto di riferimento per chi, in questa città, lotta quotidianamente contro chi vuole continuare a speculare sulle nostre vite e sulla nostra città.

Foto di Simona Granati _Il Volturno Occupato, questa mattina_

In questi anni il Volturno ha ospitato e continua ad ospitare assemblee, sportelli di consulenza e di lotta sulla casa, sull’immigrazione e sui problemi delle donne, spettacoli teatrali ed altre iniziative della cultura libera.
Stamattina abbiamo assistito ad un tentativo, vile e maldestro, di spazzare via tutto questo in nome del profitto privato, addirittura scavalcando ogni procedura legale, visto che persino la polizia di stato, sopraggiunta, ha dichiarato di non essere a conoscenza dello sgombero “privato”, che ci ricorda quello della sede dell’Eutelia occupata da lavoratori e lavoratrici, avvenuta qualche anno fa.
Per fortuna la prontissima mobilitazione degli occupanti del volturno, coadiuvati da occupanti dei movimenti per il diritto all’abitare, compagni  e compagne da tutta la città, ha di fatto sgomberato gli sgomberatori, costringendoli a fuggire rompendo le grate che loro stessi avevano montato sulle uscite di sicurezza.
Poco dopo il Volturno è rientrato nel possesso della ROMA BENE COMUNE, continuando ad essere a disposizione della città e di chi vuole organizzarsi e lottare perché il diritto all’abitare sia una realtà per tutti e tutte, per costruire iniziative culturali libere dal mercato, e perché la qualità della nostra vita conti di più del profitto di pochi.

DOMANI, VENERDI 5 AGOSTO 2011, alle ore 19: ASSEMBLEA PUBBLICA
A QUESTO LINK potete vedere tutta la galleria fotografica di Simona

per Mohammed Bannour, morto sul lavoro, dentro l’università

28 dicembre 2010 Lascia un commento

IL 28 DICEMBRE DALLE 17 ALL’UNIVERSITA’ DI ROMA LA SAPIENZA PRESSO il CANTIERE nella FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE
ci sarà un’ INIZIATIVA DEL COMITATO 5 APRILE PER RICORDARE L’ENNESIMO MORTO SUL LAVORO, IN UN CANTIERE DELL’UNIVERSITA’ PIU’ GRANDE D’ITALIA…IN FASE DI RISTRUTTURAZIONE.

MOHAMMED BANNOUR, 35 ANNI TUNISINO, E’ MORTO SUL COLPO A CAUSA DEL RIBALTAMENTO DI UN MACCHINARIO CHE
LO HA SCHIACCIATO CONTRO UN MURO. LASCIA LA MOGLIE E TRE FIGLI, UCCISO SUL LAVORO IL 22 DICEMBRE 2010, MENTRE
NELLA CITTA’ DI ROMA SI ESPRIMEVA IL DISSENSO DI STUDENTI E STUDENTESSE ALLA RIFORMA GELMINI.
SI INVITANO COLORO CHE HANNO INTERESSE A MANTENERE VIVA L’ATTENZIONE SUL CASO SPECIFICO E SULLE STRAGI SUL
LAVORO, A PARTECIPARE A QUESTO APPUNTAMENTO.
SI STA ORGANIZZANDO UNA INIZIATIVA CON IL MOVIMENTO STUDENTESCO PER IL 22 GENNAIO 2011, A UN MESE DALLA MORTE
DEL LAVORATORE, ANCHE PER AVERE RISCONTRI SUGLI ESITI DELL’INDAGINE E PER SAPERE SE IN QUEL CANTIERE SONO STATE RISPETTATE TUTTE LE NORME DI SICUREZZA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO.

COMITATO 5 APRILE – snodo romano della RETE NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
bastamortesullavoro@gmail.com

 

Richiesta autorizzazione corteo al sindaco Alemanno, prefetto e questore. ;-)

21 dicembre 2010 1 commento

Alla c.a. Sindaco di Roma Gianni Alemanno
Alla c.a. Questore di Roma Francesco Tagliente
Alla c.a. del Prefetto di Roma Giovanni Pecoraro

Oggetto:
La nostra richiesta di autorizzazione

Con la presente gli studenti e le studentesse della Sapienza comunicano alle autorità che il giorno 22 dicembre sfileranno per le strade di Roma.
Apprezziamo davvero la vostra apertura al dialogo che in queste settimane si è manifestata ripetutamente e in vari modi: dalle centinaia di denuncie per manifestazione non autorizzata, agli arresti immotivati, alla costruzione di una “zona rossa” permanente e in continua espansione.
Siamo molto lieti di tanta premura nel volerci proteggere, tenendoci lontani dai patetici teatrini e compravendite di parlamentari, che avvengono ormai come consuetudine dentro Montecitorio e Palazzo Madama.
Potete stare tranquilli: la politica istituzionale si è già allontanata dai noi e dal resto della società molto tempo fa. Sono proprio i nostri cortei e i nostri blocchi stradali ad aver riportato la politica vera nelle strade e nelle piazze, dall’università a tutta la città.
Per il movimento studentesco il corteo spontaneo è da anni la vera pratica con la quale far vivere e rendere visibile il diritto di manifestare, la voglia di partecipare e prendere parola sul nostro futuro.
Proprio per questo motivo il 22 lasceremo i palazzi del potere nella solitudine della loro miseria e andremo nella altre zone della città, per parlare con chi come noi è inascoltato da quelli stessi palazzi.
Vogliamo però interloquire con chi ha detto, in questi giorni, che bisogna ascoltare il nostro disagio, perciò domani una nostra delegazione porterà una lettera al Presidente Napolitano.
Vi inviamo questa richiesta di autorizzazione e vi chiediamo: siete disposti a garantire il diritto di manifestare?

Gli studenti e le studentesse della Sapienza in mobilitazione

Foto di Federico Maiorani. Roma, 14 dicembre 2010

BRESCIA MAY DAY

8 novembre 2010 1 commento

Brescia May day! May day!

Da settimane i migranti bresciani sono in mobilitazione permanente  contro la sanatoria truffa che dopo aver aperto una speranza di  regolarizzazione ha sbattuto le porta in faccia ai tanti e tante  costretti alla clandestinità da leggi disumane come la Bossi- Fini e il  Pacchetto Sicurezza targato Maroni. Proprio da Maroni arriva l’ordine perentorio di stroncare la protesta: distruggendo i presidi che si erano  organizzati e costringendo sei persone a salire su una gru a 35 metri di  altezza dove stanno dal 30 ottobre. Ma la follia sanguinaria di chi  gestisce l’ordine pubblico non si è fermata neanche di fronte a questo gesto di disperata determinazione e alla imponente manifestazione di massa tenutasi sabato scorso: questa mattina all’alba hanno scaricato la loro violenza sui presenti al presidio provocando decine di feriti e oltre 30 persone in stato di fermo.

Brescia lancia l’allarme rosso e Roma risponde convocando un’assemblea cittadina per questa sera alle ore 19.00 presso il Volturno con lo scopo
di (auto)organizzare la nostra solidarietà attiva, quella di tutte le realtà ed i singoli impegnati quotidianamente nella battaglia per i
diritti per tutti/e.

Siamo tutt@ clandestin@
Antirazzisti e antirazziste roman@
QUI POTETE ASCOLTARE LE CORRISPONDENZE DI QUESTA MATTINA DI RADIO ONDA ROSSA: 123

SETTIMANA DI MOBILITAZIONE CITTADINA CONTRO I CIE

19 maggio 2010 Lascia un commento

Roma, 21-29 maggio 2010
Dal 21 al 29 di maggio ci saranno per le strade di Roma diverse espressioni di protesta contro i CIE: presidi, manifestazioni, proiezioni, concerti, azioni…
La volontà è quella di portare a conoscenza della città le proteste e le lotte dei e delle migranti reclusi nei CIE, che da mesi si stanno succedendo sempre con più intensità.
La loro resistenza ci incoraggia e ci spinge alla mobilitazione.
Le rivolte si sono sempre succedute, fin dalla creazione dei CPT, oggi CIE, ad opera di un governo di centro-sinistra.
Oggi, con l’approvazione del “Pacchetto Sicurezza” e il conseguente aumento della detenzione da 2 a 6 mesi, le rivolte e gli episodi di autolesionismo sono aumentati.
L’esistenza di questi lager della democrazia è perfettamente funzionale al sistema capitalista, che vede le persone come merce e i migranti in particolare coma manodopera da sfruttare o rifiutare econdo le esigenze del mercato di produzione e di lavoro.
L’Europa Unita, ormai divenuta fortezza, si sostenta su queste leggi securitarie che giustificano la detenzione e l’espulsione di tutti coloro a cui non è stato concesso lo status di cittadino.
Questa fortezza può reggere non solo per le leggi razziste, ma anche grazie alla paura e all’atomizzazione che impone questo sistema sociale, un sistema che ci vuole divisi tra buoni e cattivi, lavoratori e studenti, comunitari ed extracomunitari, fomentando l’isolamento.
I mezzi di informazione di massa creano l’allarmismo necessario e il falso consenso per far sì che sia possibile imporci la loro sicurezza: più carceri variegate e per più tempo e più polizia e militari per le strade.
Per contrastare questa società del controllo e queste istituzioni repressive e razziste, lanciamo una settimana di mobilitazione per a chiusura dei CIE dal 21 al 29 maggio, nella quale ognuna e ognuno, individualmente o collettivamente, si possa esprimere nel modo che considera più opportuno.
La settimana verrà attraversata da un presidio sonoro davanti al Ministero dell’interno e si concluderà con un presidio sotto al CIE di Ponte Galeria, per portare la nostra lotta davanti a quelle infami mura e per far sentire ai reclusi e alle recluse che non sono soli/e nella loro resistenza.
Per la chiusura di tutti i CIE
e per dare forza ed essere solidali
con le lotte dei e delle migranti!

giovedì 27 maggio ore 16.00 a piazza dell’Esquilino
ASSEDIO SONO AL MINISTERO DELL’INTERNO


sabato 29 maggio dalle 15.00 alle 19.00
PRESIDIO DI SOLIDARIETA’
CON I RECLUSI E LE RECLUSE DEL CIE DI PONTE GALERIA(appuntamento alle ore 14.00 alla Stazione Ostiense
per partire tutti e tutte insieme)

NELLA TUA CITTA’ C’E’ UN LAGER… CHIUDIAMO IL CIE DI PONTE GALERIA! CHIUDIAMO TUTTI I CIE!!!

“Non sparate sulla ricerca”: una mattinata sul tetto dell’Ispra

30 dicembre 2009 1 commento


NON SPARATE SULLA RICERCA!

Finalmente ci sono riuscita.
Quando abbiamo provato ad avvicinarci ai cancelli ISPRA di Casalotti, con il desiderio di un brindisi il giorno della vigilia di Natale con i ricercatori in lotta sul tetto del loro posto di lavoro dal 2 dicembre,  siamo stati bloccati da una sbarra e un cancello che li ha tenuti sequestrati per tutto il corso dei primi giorni di vacanza di questo dicembre.

Foto di Valentina Perniciaro _sui tetti dell'Ispra_

Abbiamo dovuto aspettare che ricominciassero le normali attività lavorative per poter accedere e entrare in contatto con questo bel gruppo di lavoratori che non vogliono accettare la precarietà.
Alcuni sono sul tetto, nemmeno pochi, malgrado abbiano già firmato un rinnovo chi di due chi di tre anni con l’Ispra.
Quindi persone che aprono il cuore, che decidono di passare le feste natalizie sotto al diluvio, in tende e tendoni attrezzati anche grazie all’aiuto delle associazioni di quartiere che li hanno supportati con strutture di legno e generatori elettrici: sono lì, vogliono condizioni diverse di lavoro per tutt@ loro, vogliono il riconoscimento di tutti gli anni da precari che hanno passato lì, a fare un lavoro essenziale come la ricerca ambientale. 
E da precari, malgrado un decente rinnovo firmato in tasca, passeranno anche le prossime feste su quel gelido tetto!
Domani alle 16 verranno nuovamente chiusi dentro e lo saranno fino al 4 mattina! 
Un sequestro di persona vero e proprio. Di persone che stanno lottando per i loro diritti e per i diritti di tutti i loro colleghi che hanno già perso il lavoro nei mesi precedenti.
Ci si rivede su quel tetto… buona lotta!

Foto di Valentina Perniciaro _tetti in lotta_

 

Foto di Valentina Perniciaro _Precari ISPRA in lotta_

Presidio permanente in via del Policlinico

11 dicembre 2009 Lascia un commento

VIALE DEL POLICLINICO: PARTE UN PRESIDIO PERMANENTE CONTRO LA RENDITA

Lo scorso 4 dicembre, giornata nazionale contro gli sfratti e gli sgomberi, i movimenti per il diritto all’abitare hanno iniziato a presidiare uno stabile vuoto di proprietà della Bnl/Paribas, in viale del Policlinico 137.
Come il palazzo dell’Unicredit al civico successivo, questo edificio vuoto è l’emblema del meccanismo speculativo che consente alla rendita di trarre profitti, mentre la città vive una crisi abitativa che riguarda oltre 50mila nuclei.
Le stesse banche responsabili di una crisi economica che grava su soggetti precari nel lavoro, con contratti a nero o prossimi al licenziamento, e che rischiano di conseguenza l’insolvenza dei mutui o lo sfratto per morosità.
E mentre le banche si arricchiscono tenendo vuoti interi palazzi, Alemanno presenta un Piano Casa all’insegna del social housing, guardando agli interessi delle imprese e dei costruttori invece che ai bisogni di chi vive in emergenza abitativa. 
Nonostante le minacce di sgombero e l’annullamento dell’incontro in prefettura, il presidio all’interno dello stabile Bnl è rimasto determinato nel perseguire i suoi obiettivi: denunciare il comportamento delle banche e aprire una stagione di conflitto nei confronti di un’amministrazione che affronta la questione abitativa in termini di ordine pubblico da una parte e facendo regali alla rendita dall’altra.
La capacità di affermare con forza che a Roma “nessuno prende casa” e che è necessario proseguire insieme nella mobilitazione (unendo sfrattati, inquilini alle prese con le dismissioni, inquilini senza titolo, cittadini “depositati” nei residence, occupanti per necessità) ha prodotto la riapertura di una trattativa sul blocco degli sfratti e degli sgomberi con il prefetto, con un incontro che si terrà domani alle ore 17.
Da oggi, mentre in clima natalizio si lavora all’immagine di una città pacificata, l’iniziativa di denuncia nei confronti delle banche e della rendita proseguirà con una tendopoli in viale del Policlinico, nello spazio antistante ai due palazzi di proprietà Bnl/Paribas e Unicredit.

Lunedì 14 dicembre, in occasione dell’incontro con Antoniozzi sul piano casa del comune, ci mobiliteremo a partire dalle ore 10 con un presidio sotto l’assessorato in Lungotevere de’ Cenci.

Roma, 10 dicembre 09

Coordinamento cittadino di lotta per la casa
Blocchi Precari Metropolitani

MO BASTA! Manifestazione contro sfratti e sgomberi

30 novembre 2009 Lascia un commento

Alemanno sfratta e sgombera? Mo basta!
La città è di chi la abita

Lo sgombero militare dell’Horus Liberato di piazza Sempione, avvenuto lo scorso 19 novembre, è solo l’ultima tappa dell’offensiva contro i diritti e le libertà promossa dalla giunta di destra negli ultimi mesi. Il Campidoglio pensa di gestire la crisi economica colpendo quel pezzo di società che si organizza nei territori per difendere il diritto alla casa, liberare spazi dalla speculazione, rivendicare un reddito garantito contro la precarietà, costruire accoglienza e inclusione sociale.
Nella capitale degli sfratti e dell’emergenza abitativa, sono i movimenti per il diritto all’abitare ad offrire le uniche risposte a sostegno dei senza casa, degli inquilini, dei precari.
Nella capitale della speculazione e dei tagli alla cultura, alla scuola, all’università, sono i centri sociali, le reti studentesche e le associazioni di base che, attraverso l’autogestione, danno spazio a nuove forme di welfare, servizi di mutuo aiuto, sport popolare, formazione e soprattutto a un ricco tessuto di produzioni culturali indipendenti.
Nella capitale delle espulsioni, sono le reti antirazziste e dei migranti che organizzano l’accoglienza difendendo quei diritti di cittadinanza violati dal pacchetto sicurezza.

Per queste ragioni scegliamo la giornata della mobilitazione nazionale contro gli sfratti per promuovere una manifestazione cittadina che dice no a questa strategia di paura, per difendere le occupazioni e sostenere la battaglia per garantire un nuovo spazio all’Horus, per aprire una nuova stagione di lotte e vertenze per il recupero degli spazi abbandonati, per la cultura, per un nuovo welfare dal basso.
Partiremo da piazza Vittorio, cuore della città multiculturale, e arriveremo davanti alla prefettura. Vogliamo incontrare il prefetto Pecoraro per richiedere la fine della politica degli sgomberi, il blocco generalizzato degli sfratti e la riapertura di un confronto sull’emergenza abitativa e sulla tutela degli spazi sottratti alla speculazione.

VENERDI’ 4 DICEMBRE, ore 16,00 piazza Vittorio
MANIFESTAZIONE CITTADINA
Centri sociali e movimenti per il diritto all’abitare

ore 11 del 4 Dicembre: OCCUPATO POCO FA UN PALAZZO DEL C.N.R. IN VIA DEL POLICLINICO 137 DAL COORDINAMENTO DI LOTTA PER LA CASA. L’OCCUPAZIONE PERMANENTE E’ ANCHE IN RISPOSTA A QUELLO CHE STA AVVENENDO AL VITTORIO OCCUPATO QUESTA MATTINA.
PER AVERE AGGIORNAMENTI ASCOLTATE RADIO ONDA ROSSA
CI SI VEDE TUTT@ IN PIAZZA OGGI! 

ARRESTI IN TUTTA ITALIA a poche ore dal G8

6 luglio 2009 Lascia un commento

ONDATA DI ARRESTI E PERQUISIZIONI (SU MANDATO DELLA QUESTURA DI TORINO) DI DIVERSI COMPAGNI  IN VARIE CITTa’ D’ ITALIA.
AD UN PAIO DI GIORNI DALL’INIZIO DELLE MOBILITAZIONI DI ROMA E L’AQUILA CONTRO IL G8 SI SCATENA LA REPRESSIONE SOPRATTUTTO AI DANNI DI CHI NEI PRECEDENTI MESI AVEVA LOTTATO ALL’INTERNO DEI MOVIMENTI STUDENTESCHI e DELL’ONDA, COSTRUENDO LA CONTESTAZIONE DEL G8 DELL’UNIVERSITA’, CHE SI E’ SVOLTO A TORINO TRA IL 17 E IL 19 MAGGIO.

SI PARLA GIA’ DI 21 ARRESTI DI CUI 4 GIA’ CONFERMATI.

LA CITTA’ PIU’ COLPITA E’ TORINO CON 15 COMPAGNI ARRESTATI, SOPRATTUTTO APPARTENENTI AL CENTRO SOCIALE ASKATASUNA: POI ALTRI 4 A BOLOGNA… PER PROSEGUIRE CON PADOVA, MILANO NAPOLI…

 

SOLIDARIETA’ AGLI ARRESTATI.

NIENTE FERMERA’ IL BISOGNO E LA NECESSITA’ DI MANIFESTARE.

Corrispondenze di Radio Onda Rossa: Venezia – Bologna – Torino –

Negato il Gay Pride: ORA BASTA!

6 giugno 2009 3 commenti

L’assemblea conclusiva del Festival sociale delle culture antifasciste ha appreso che, attraverso il protocollo recentemente adottato dal comune di Roma (simile a molti altri adottati in altre città italiane), che limita i percorsi consentiti per le manifestazioni nella capitale e con il pretesto di feste religiose, presenza di ‘obiettivi istituzionali’ e quant’altro, l’amministrazione guidata da Alemanno sta negando l’autorizzazione a qualsiasi percorso appena plausibile per il Roma Pride, di fatto impedendone lo svolgimento.

BodyPartL’assemblea del Festival sociale delle culture antifasciste ha adottato il comunicato di Facciamo Breccia riportato qui sotto e invita le realtà antifasciste ad aderire e a mobilitarsi.

Negato il Roma Pride. Facciamo Breccia invita alla mobilitazione.

Facciamo Breccia denuncia la gravità della situazione che si è creata a Roma dove, con pretesti di ordine pubblico, l’amministrazione guidata da Alemanno, sta impedendo di fatto lo svolgimento del Pride, la storica manifestazione di liberazione di lesbiche, trans e gay che dal 1994 ogni anno si svolge nella capitale. Tale divieto è inaccettabile non solo per lesbiche, trans e gay ma per tutte e tutti coloro per cui la libertà, la liberazione, il diritto di manifestare sono valori irrinunciabili, specialmente in un momento in cui la violenza nel nostro paese sta raggiungendo picchi altissimi.
header-logoL’attacco alle soggettività meno protette rappresenta da sempre un segnale chiaro e incontrovertibile dell’instaurarsi di un regime violento contro ogni forma di libera espressione e di dissenso. Accettare questo divieto significa scavare la fossa a quel residuo di libertà rimasta nel nostro paese e questo non è accettabile per chiunque ritenga l’autodeterminazione, la laicità, l’antifascismo principi irrinunciabili.
Il coordinamento Facciamo Breccia invita tutte le realtà antifasciste e autodeterminate alla mobilitazione per il pride del prossimo 13 giugno, in difesa dell’agibilità politica, della libertà di manifestazione e dell’autodeterminazione di tutte e tutti.

per adesioni: info@facciamobreccia.org

REDDITO MINIMO GARANTITO nel LAZIO, bravi compa’

5 marzo 2009 Lascia un commento

MI SEMBRA IL CASO DI PUBBLICARE IL COMUNICATO STAMPA USCITO IERI SERA, SUBITO DOPO LA NOTIZIA imagesDELL’APPROVAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE PER IL REDDITO MINIMO GARANTITO, DA PARTE DELLA REGIONE LAZIO. UN BEL TRAGUARDO, SOPRATTUTTO PER QUELLE STRUTTURE DI COMPAGNE CHE HANNO IMPIEGATO ANNI DI ENERGIE IN QUESTO PERCORSO E CHE SI VEDONO APPROVARE UNA LEGGE AVANGUARDIA TRA LE REGIONI DI QUESTO PAESE. 
PERSONALMENTE NON SONO PIENAMENTE IN SINTONIA CON LA RICHIESTA DI REDDITO MINIMO GARANTITO, NON LA TROVO UNA VITTORIA COSI’ RIVOLUZIONARIA IN QUANTO REPUTO MOLTO PIU’ IMPORTANTE I SUSSIDI DI DISOCCUPAZIONE, I SUSSIDI AGLI AFFITTI CHE UN REDDITO DI CITTADINANZA. MA NON SONO TEMPI IN CUI SI PUO’ ESSER PIGNOLI, ERA SOLO PER PARLARE…

Oggi 4 marzo il Consiglio Regionale del Lazio, sotto la pressione dei movimenti sociali e dei sindacati di base, approva finalmente la 
legge regionale per il «reddito minimo garantito». Riteniamo importante questo passaggio come segnale seppur minimo, ma significativo, nella direzione di contrasto della disoccupazione e dei processi di precarizzazione, che con l’acuirsi della crisi cresceranno progressivamente sul nostro territorio. Eppure riteniamo che le risorse stanziate siano irrisorie rispetto alla condizione materiale di migliaia di precari e disoccupati.redditomin
Chiediamo quindi fin da ora l’incremento delle risorse messe a disposizione e il relativo allargamento della platea dei beneficiari. 

Per questo rilanciamo da subito una mobilitazione che veda nel mese di giugno, in sede di assestamento del bilancio regionale, la ripresa 
dell’iniziativa politica e sociale per un significativo allargamento delle risorse.
Dentro questo percorso di mobilitazione faremo sentire la nostra voce nelle giornate del 28 e 29 marzo, quando a Roma si riuniranno i ministri del lavoro aderenti al G14, per contrastare i disegni di un welfare lontano dai bisogni reali di chi la crisi la sta già pagando. 
Scenderemo in piazza per continuare a rivendicare l’estensione e la generalizzazione dei diritti sociali a partire dal reddito garantito per tutte e tutti.
Domani, giovedì 5 marzo, alle 18, presso il teatro Volturno di Roma, si terrà l’assemblea cittadina per la costruzione del Comitato romano contro il G14.

Movimenti e sindacati di base contro la precarietà e per il reddito. 

MANIFESTAZIONE NAZIONE CONTRO LE LOGICHE SECURITARIE, PER L’AUTOGESTIONE E GLI SPAZI SOCIALI

16 febbraio 2009 Lascia un commento

n1606758765_30148972_9836Le mani moleste della Proprietà e del Controllo sono in grande attività: Trasformano la salute in un affare per imprenditori
Ci raccontano che la migliore cura è l’espulsione
Cancellano l’edilizia popolare e trasformano in merce i bisogni
Negano i diritti, la solidarietà Per salvaguardare i loro loschi affari
ingabbiano la cultura, cacciano le persone, cancellano la storia
In città ridotte a macchine per fare soldi, vogliamo liberare spazi, luoghi in cui stare e tempi da attraversare
Con la forza dei nostri desideri e con le armi della solidarietà vogliamo sconfiggere l’ossessione di controllo di chi nega il diritto all’esistenza e l’avidità di chi trasforma la conoscenza in un lusso
Per la salvaguardia e l’ampliamento dei diritti, contro la meschinità del razzismo di governo e contro la cementificazione delle città e delle menti

             28 febbraio
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LE LOGICHE SECURITARIE, PER L’AUTOGESTIONE E GLI SPAZI SOCIALI
    ——– Milano ore 15 piazza XXIV maggio ——–

       _LE COMPAGNE E I COMPAGNI DI MILANO_

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