Archivio

Posts Tagged ‘aviazione israeliana’

La soluzione finale, auspicata da Gilad Sharon, figlio di Ariel

19 novembre 2012 17 commenti

L’ “Operazione Pilastro di Difesa”, ennesima tappa del genocidio sionista del popolo palestinese,
non sembra piacere molto a Gilad Sharon. Il suo cognome vi fa pensare a qualcosa immagino, e infatti è il figlio di Ariel Sharon,
l’uomo che quasi più di chiunque altro nella storia di Israele ha portato avanti, armata manu,

La bella famigliola

il piano sionista di devastazione e occupazione della terra di Palestina.
A lui dobbiamo non solo Sabra e Chatila, non solo l’abbattimento della seconda Intifada del 2002 con stragi come quella di Jenin,
e molte altre operazioni di pulizia etnica,
ma anche l’ideazione degli insediamenti, delle colonie sparse ovunque nei Territori Occupati.

E suo figlio è cresciuto proprio con i paterni principi, non c’è alcun dubbio.
Ieri in un editoriale del JerusalemPost intitolato “una conclusione decisiva è necessaria” riesce a mettere nero su bianco parole intraducibili.
Non ha molta empatia con questa nuova operazione militare lanciata contro Gaza,
non gli bastano le decine di morti già accumulati,
non bastano famiglie intere uccise con corpicini di bimbi accatastati,
no. Sostiene che rischia di diventare come Piombo Fuso (non gli è bastato manco quello, no), un’operazione ottima, ben gestita, che però non risolve i problemi alla radice, e lascia comunque la popolazione israeliana “a rischio” di essere colpita in qualunque momento.
Vuole la soluzione finale lui, e come esempio usa la bomba atomica (che brav’uomo)…
Quando gli Americani hanno visto che Hiroshima non bastava hanno fatto anche Nagasaki no?
E che Israele potrà mai essere da meno?
“La popolazione di Gaza non è innocente, hanno eletto Hamas. I gazawi non sono ostaggi, hanno fatto questa scelta liberamente e devono pagarne le conseguenze”, questo è solo uno dei passaggi che palesa quale sia il desiderio di questi personaggi.
Non un pezzetto di muro fumante, non una voce umana,
nulla.
Il loro desiderio reale è non lasciare traccia di Gaza, Gilad Sharon ce lo dice in un editoriale di uno dei giornali più letti dello stato ebraico di Israele.

Leggete le sue parole, sono meglio di tanti libri di storia su questo eterno capitolo,
poi per capire quanto tutto ciò sia alla base di quello Stato assassino, leggetevi qui sotto le citazioni dei suoi fondatori.

Storia di una pulizia etnica: 12 3

Sindrome di Quirra: quante altre prove volete?

24 marzo 2012 4 commenti

Ancora prove su Quirra, come se quelle degli anni precedenti non fossero sufficienti a raccontarci la verità sul poligono interforze del Salto di Quirra, 
uno dei tanti presenti su quell’isola.Oggi la prova più attesa, non dai capi di bestiame, non dalle pecore, ma dai corpi, dalle ossa di dodici salme di pastori, riesumate dalla procura di Lanusei all’interno dell’inchiesta per “omicidio plurimo legato ad inquinamento ambientale”.
Siamo tra le provincia di Cagliari e Ogliastra: di pastori ne son stati riesumati 15 ( tutti morti per leucemie e linfomi) e 12 hanno dei livelli di torio 232 (ma anche di antimonio, piombo e cadmio, e altri metalli tossici) impressionanti, di molto superiori alla norma. La loro colpa era stata quella di portare al pascolo le pecore nelle aree del poligono di tiro.

L’inchiesta oltretutto si allarga con 19 indagati  per un’articolo che parla da solo «ostacolo aggravato a indagini su disastro ambientale». Oltre al sindago di Perdasdefogu ci sono ben 7 generali dai diversi compiti in questa maledetta storia. Da chi doveva controllare le aree di addestramento ai periti che effettuarono le prime analisi dopo alcune denunce di associazioni ambientaliste.
Leggi:
La sindrome di Quirra e le sue malformazioni: la Sardegna inizia a raccontare
La sindrome di Quirra
altri link sulla Sardegna e le sue basi QUI

La Sindrome di Quirra e le malformazioni! La Sardegna inizia a raccontare i suoi drammi…

1 dicembre 2011 8 commenti

[NOVITA’ del 24 marzo 2011: le analisi sui corpi dei pastori riesumati QUI PER LEGGERE]

In questo blog molte volte abbiamo parlato della Sardegna, più specificatamente dei drammi inenarrabili che avvengono sul suolo sardo, causati dall’industria bellica, dai poligoni, dagli addestramenti, da decenni di colonizzazione militare sia italiana che internazionale di quel territorio.
Abbiamo parlato degli addestramenti congiunti tra Italia e Israele, di come la NATO si appropria di quei territori inquinandoli con la peggior mondezza solitamente utilizzata durante i bombardamenti di paesi e territori che spesso consideriamo lontanissimi.

Ma abbiamo parlato molto di Quirra.
Una parola che non ha più solo un significato toponomastico, una cittadina che rimbalza da mesi sulle lingue di chi ha a cuore la propria salute, un nome che è diventato quello di una sindrome: la SINDROME DI QUIRRA!
Una sindrome particolare, che ha colpito le greggi e poi i pastori, malgrado il tutto sia stato ripetutamente tentato di affossare, di passar sotto silenzio. Anche su questo blog ho ricevuto tanti messaggi a riguardo: in molti, anche con tono ricco di astio, mi hanno chiesto di togliere i filmati che avevo messo (provengono dai Rainews24, oltretutto) dicendo che le “attuali ricerche” avevano smentito qualunque connessione tra quello che accadeva su ovini e persone (nel frattempo è stato deciso di riesumare le salme di 15 pastori, per prelevare le tibie: osso capace di mantenere per più tempo  sostanze nocive come uranioe torio) e l’immenso poligono interforze del Salto di Quirra, dove l’uranio impoverito è usato più dell’acqua ma non solo.
E’ un poligono di sperimentazione di armi nuove, è un poligono in continua espansione anche territoriale dove non c’è dato sapere cosa e in che modo viene utilizzato.

Ora i dati che stanno emergendo ci parlano più approfonditamente di ciò che sta avvenendo lì intorno, sul patrimonio genetico di chi vive ma soprattutto di chi nasce a Villaputzu o a Pedasdefogu o in qualunque paese di quella zona.  «Sentivamo uno scoppio, poi una nube di fumo che arrivava vicino alle nostre case. Dopo qualche tempo sono venute fuori le malformazioni».
C’è voluto tanto perché si trovasse il coraggio di parlare: non è facile raccontare le malattie dei propri figli, soprattutto se son malformazioni, soprattutto se son brutte, ispiegabile, abbandonate dalla società civile… è difficile, è doloroso.
Le malformazioni rendono ancora più diffidenti, è una rabbia silenziosa: di un dolore immenso e alimentata da un amore indicibile: difficile parlarne col primo sconosciuto, difficile pensare di iniziare una battaglia che non ti riporterà sano tuo figlio e che è contro….”una nube di fumo che si avvicina”.

Noi non abbiamo mai smesso di osservare il poligono del Salto di Quirra e gli altri con estrema attenzione:
cercherò di pubblicare qualunque aggiornamento su questa maledetta storia.
QUI l’articolo de La Nuova Sardegna, di oggi!

Guerra in Libano: già son passati 5 anni

12 luglio 2011 3 commenti

Foto di Valentina Perniciaro _Beirut: quartiere sciita di Haret Hreik_

Caspita.
Cinque anni.
Ricordo perfettamente il momento della notizia della prima bomba su Beirut.
Ricordo che mi sono guardata intorno, in quel call center merdoso dove vivevo da precaria (ora da “assunta” è merdoso lo stesso)…tempo cinque minuti e la decisione è stata presa: io parto.
E così è stato, anche se per attraversare il confine Siria-Libano poi ho impiegato qualche giorno…arrivando a Beirut che i fuochi dei bombardamenti fumavano ancora, ma il frastuono delle deflagrazione era terminato appena.
Passeggiare per un paese conosciuto in piena ricostruzione pochi mesi prima, per ritrovarlo avvolto dalla polvere, sotterrato dalle macerie, stuprato dai bombardamenti che dal mare e dal cielo hanno tempestato tutti i “punti critici” per Israele: ovvero i quartieri sciiti, le cosiddette roccaforti Hezbollah…nient’altro che quartieri e villaggi abitati da migliaia di persone.
Vi ho bombardato di foto in questi anni di quelle mie “passeggiate” di morte…
ma penso che smettere di farlo sia sbagliato.

Qui i due articoli che ho pubblicato nel secondo anniversario di quel massacro sionista, l’ennesimo: 12
MENTRE QUI LA GALLERIA FOTOGRAFICA

Italia-Israele: esercitazioni militari congiunte tra Sardegna e Neghev

10 dicembre 2010 4 commenti

AH!

Che bella notizia! Non avevamo dubbi riguardo la collaborazione tra esercito italiano e israeliano, ma leggere questi lanci d’agenzia tutti felici ed orgogliosi mi fa sentire in dovere, almeno, di segnalarlo. Un portavoce dell’aviazione militare israeliana a Tel Aviv ci fa sapere proprio oggi che la base di Ovda, in pieno deserto del Neghev, ha ospitato un’esercitazione congiunta delle due aviazioni.
In più è generoso di particolari e ci racconta che l’esercitazione di addestramento seguiva una, avvenuta circa due settimane fa, in una base con sede in Sardegna (dalla foto del loro logo si capisce che s’è tenuta a Decimomannu!). In questi giorni invece, piloti con tricolore sulla spalla, hanno seguito i loro colleghi israeliani in voli sopra aree desertiche, non ci specificano a far cosa. Ma son sempre più orgogliosi nel comunicarci che queste esercitazioni congiunte rientrano in piani di carattere annuale progettati da molto tempo, che fanno parte del lavoro costante di cooperazione tra aviazione israeliana e quelle di molti altri paesi del mondo.

L’aviazione israeliana solamente ieri ha compiuto due attacchi sulla popolazione della Striscia di Gaza e nell’ultima guerra mossa contro quell’enorme prigione a cielo aperto che è Gaza, meno di due anni fa, ha ucciso con le sue bombe più di mille civili.

Gaza: Israele bombarda la popolazione con il fosforo bianco

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: