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Posts Tagged ‘omofobia’

Sveltinelle Vs Sentinelle: sarà una risata che vi seppellirà. Grassa risata.

13 dicembre 2014 1 commento

Ho stima per chi ha fatto questo striscione, infinita,
perchè io davanti a quei cosi dritti in piedi, che fingono di leggere, fingono di protestare e fingono di esistere non riesco a dir nulla, tantomeno di così perfetto, spiritoso, azzeccato, provocatorio.
Me li provo ad immaginare uno ad uno mentre lo leggono,
credo pure che alcuni ci mettano un po’ a capirlo, poracci.
Grazie quindi, a chi l’ha fatto e a Lola che me l’ha fatto scoprire.

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La Digos dell’Illinois approda a Bergamo

6 ottobre 2014 3 commenti


La Digos dell’Illinois avrebbe potuto portarlo in questura se avesse ingranato la prima su quel branco di tristi ultracattolici autoimpalatisi nelle piazze per manifestare il loro sostegno alla famiglia cattolica, contro l’aberrazione della legge contro l’omofobia.
Ieri in tante piazze, strane statuine con sistema circolatorio e nervoso appena funzionante hanno manifestato lo sdegno verso i rapporti omosessuali: sentinelle silenziose, persone lì, ferme in piedi e leggere.. una forma di lotta di una forza paurosa proprio,
impressionante, capace di entrare nei cuori di chi guarda 😉

Poi a Bergamo arriva lui.
Lui è vestito da nazista, in modo eccellente per altro, al braccio il simbolo usato da Chaplin ne “Il Grande Dittatore”,
ai piedi un cartello più che chiaro, ironico: ‘I nazisti dell’Illinois stanno con le sentinelle’ .
All’improvviso però l’inaspettato: l’arrivo della Digos dell’Illinois!

Per loro il razzismo è altamente legittimo, così come l’esclusione sociale, la discriminazione sessuale: il problema non è chi manifesta contro un articolo della loro stessa costituzione, il problema è percularli.

Il colmo, da barzelletta, è che lo avrebbero fermato per apologia di fascismo: quella che non abbiamo mai visto dare a chi partecipava con saluto romano e urla istericofasciste ai funerali di Rauti o Priebke,
quello che non abbiamo mai visto dare agli esponenti delle formazioni neofasciste.
Io in trent’anni di vita raramente ho visto accusare di apologia di fascismo (articolo di codice penale che non reputo decente ma questo è un altro lungo discorso, da non fare ora e qui), mai ho visto la digos intervenire per fermare un qualcuno che potrebbe avere sembianze naziste:
ma a lui l’hanno portato via.

L’ironia contro l’ultracattolicesimo razzista è arrestata per apologia di fascismo,
hanno fermato un uomo che ha la mia stima, che ci ha insegnato una pagina di ironia nelle strade di un paese che l’ha rimossa,
tanto che pensa di risolvere la cosa con un paio di manette.
La Digos di Bergamo, provincia dell’Illinois, si è rivelata più stupida delle altre: e non pensavo possibile una classifica interna, invece c’è, e voi avete stravinto su tutti i vostri colleghi dal borsello e l’occhiale specchiato

Arrestato Nunzio D’Erme, per aver respinto i fascisti ad un’iniziativa contro l’omofobia

24 settembre 2014 2 commenti

Questa mattina è stato arrestato Nunzio D’Erme: la notizia è apparsa immediatamente su Contropiano con un appello ad un presidio di solidarietà per le 13 davanti al Municipio di Cinecitta, in piazza Cinecittà 11, durante la conferenza stampa.
Ancora i compagni (in diretta ora su ondarossa) non hanno in mano le imputazioni ma i fatti risalgono ad alcuni mesi fa,
quando durante un’iniziativa contro l’omofobia nel municipio, sempre di Cinecittà, alcuni componenti di Militia Christi e fascistelli altri, si presentarono in municipio aggredendo i compagni che mandavano avanti l’iniziativa. Il parapiglia nato immediatamente dopo ha visto l’intervento di numerosi poliziotti in borghese, che non si son presentati come tali, che hanno aggredito i compagni impegnati nel respindere i fasci.
A quel punto è stata aperta un’inchiesta con procedimenti che hanno portato all’arresto, stamattina, di Nunzio D’Erme e di un altro compagno di Spartaco, Marco Bucci

Periodo nero, dopo i numerosi sgomberi, gli arresti di Paolo e Luca delle strutture che lottano per il diritto all’abitare:
l’attacco al movimento avanza pesante,
bisogna rimboccarsi le maniche, l’autunno è iniziato da tre giorni: una volta era così bello…

Ad un ragazzo, ucciso a 15 anni dall’omofobia.

22 novembre 2012 28 commenti

A 15 anni non puoi prendere una sciarpa, legarla al tuo collo e appenderti.
Non puoi, cazzo, preferire la morte ad un futuro, un qualsiasi futuro.
E invece lui ha deciso che non ce la poteva fare,
che non poteva più sopportare le umiliazioni costanti che il suo corpo, la sua testa, i suoi desideri subivano costantemente,
senza alcuna possibilità di difesa.
Perchè non si hanno molte armi quando già sei circondato da una normalità che non accetti e non senti tua,
perché non è possibile pensare di poter combattere da soli l’esclusione totale.
Magari perché ti vesti di rosa, vuoi lo smalto alle unghie,
sei semplicemente omosessuale, e il mondo intorno a te invece è bello maschio,
turgido e macho...
e capace di creare pagine Facebook dedicate a te, a te che ti piace il rosa, a te “che sei un frocio”.

E penso che colpevoli di questa morte agghiacciante, che mi lascia annichilita,
siano i genitori TUTTI dei suoi compagni di classe.
Mio figlio non ha ancora 3 anni, eppure quello su cui fatico tantissimo, da quando il linguaggio è finalmente un mondo che lui può provare a destreggiare,
è proprio lo smontare gli aggettivi, le parole, i giudizi.
E allora quando facciamo la lotta, niente “cicciona” (anche perchè so’ mezza tisica), niente “brutta”…niente di tutto ciò.
Perchè, gli dico, i ciccioni son belli, son simpatici, sono amici cari cari e dolci come gli altri.
Perché cicciona e brutta fra un po’ saranno “frocio” “puttana” “lesbica”.
Io DEVO smontare tutto ciò dentro mio figlio, mio figlio che cresce e studia in una sottoproletaria periferia romana,
fatta di un lessico molto pesante, ma anche di migranti, di transessuali, di “diversi” di ogni genere.

I colpevoli della morte di Davide (non è il suo vero nome), che potrebbe essere figlio di ognuna e ognuno di noi, sono quelle mamme e quei papà che hanno reso i loro maschietti virili machi (non escludo certo le femmine, che avranno messo il loro carico da 90 così come i loro compagni di scuola cum penis) , che non hanno mai lavorato sul linguaggio e gli atteggiamenti escludenti e coatti, che magari hanno cresciuto i loro bambini con parole tipo “guarda quello pare frocio”, “hai visto che checca impazzita?”.

Ecco, la checca impazzita s’è impiccata che aveva 15 anni.
E mi chiedo come possano stare quelle mamme e quei papà che avranno riso a tavola quando i loro goliardici figli raccontavano a casa che “sai che oggi quel frocio de Davide portava lo smalto?”.

Io voglio che tutto ciò venga distrutto.
Distrutto, sì.
Voglio che mio figlio possa decidere che maschio diventare,
voglio che mio figlio impari che ogni suo desiderio sessuale è lecito, se non lede nessuno,
voglio che mio figlio vada a giocare a calcio coi super maschi di scuola,
e magari vada ad imparare come si abbinano i colori dall’effemminato, dal “femminiello”,
voglio che sappia che un bambino su 4000 nasce intersessuale e quindi tra le gambe e dentro il DNA ha un patchwork di sessi che si determineranno strada facendo.

Voglio poter raccontare a mio figlio che una volta in questo paese gretto e schifoso c’erano 15enni che si dovevano impiccare con una sciarpa, perchè troppo veri, troppo belli, troppo strani per essere accettati dalla normale mediocrità escludente.

Ciao piccolo uomo bello,
la terra sarà lieve, come non lo è stata la tua adolescenza.
Mi piacerebbe stringerti forte,
mi piacerebbe sapere che combatti ancora per essere quel che vuoi.

 

Napoli: sgomberi al Materdei

2 dicembre 2009 Lascia un commento

Posto il comunicato dei compagni di Napoli, sgomberati ieri dal quartiere Materdei.
Contemporaneamente è stata sgomberata Casa Pound, nello stesso quartiere

Napoli: Sgomberata la Ex-Schipa occupata!

Questa mattina all’alba, con 9 blindati e la celere in assetto antisommossa, è stata sgomberata la Ex-Schipa occupata di via Salvator Rosa. 40 persone, tra attivisti e nuclei familiari che li vivevano, sono state sorprese nella notte e sono uscite dopo una trattativa di 30 minuti. Ciò malgrado sono state deportate in questura dove sono state denunciate per “invasione e occupazione di edificio”. In questo momento, mentre gli occupanti escono dalla questura dopo le identificazioni, attesi da un presidio di altri compagni, stanno murando l’ingresso della Skipa e con esso i nostri sogni, il nostro lavoro, la ludoteca che partiva martedi (qualcuno lo spiegherà ai bambini!), la sala cineforum dove già si erano fatte le proiezioni in questi giorni ecc.
Abbiamo saputo che contemporaneamente è stata sgomberata Casapound a Materdei. 4 i fascisti che sono stati fermati. Delle due l’una: o hanno concordato lo sgombero o l’esiguità delle presenze rivela chi con l’occupazione rispondeva a un bisogno sociale e chi invece ne faceva una speculazione politica di estrema destra. Gli Schifone, i Taglialatela, i Santoro, rappresentanti istituzionali di una destra che quando le fa comodo sostiene di fare abiura del fascismo, dovrebbero spiegarci se l’appoggio e il sostegno concreto e continuo a un’organizzazione che per statuto si propone di “innovare e rinverdire l’eredità del fascismo” è semplicemente nostalgia per il loro passato di “camerati” o altro…
Noi non accettiamo in nessun modo questa equiparazione tra chi fa parte di una tradizione di esperienze e di autogestione a scopo sociale (che comprende non solo i centri sociali, ma gli occupanti casa, i movimenti dei disoccupati, perfino esperienze religiose ecc) e un gruppo sparuto di persone che punta a insediarsi a Napoli in strutture pubbliche per riprodurre le pratiche neofasciste, xenofobe e razziste di cui si sono resi protagonisti in tutta Italia! Con modalità squadriste e agguati che già abbiamo imparato a conoscere… Oggi il comune di Napoli e le altre istituzioni citttadine hanno compiuto un grave errore di pavidità culturale e politica. Una responsabilità anche per il futuro. Crediamo che la città debba schierarsi su questo, perchè ne va del grado di civiltà stessa della vita sociale.

Non ci fermeremo! i nostri progetti nel quartiere Materdei e a Salvator Rosa andranno avanti. Il bisogno di casa e socialità represso alla ex-Schipa troverà presto nuovi luoghi di espressione… Venerdi saremo nella manifestazione contro la repressione e l’autoritarismo indetta da un ampio arco di forze anche in difesa degli spazi occupati e che simbolicamente partirà proprio da Materdei. Stiamo infine organizzando la mobilitazione per il 12 dicembre, anniversario della strage di piazza Fontana e data simbolo di denuncia delle trame stragiste portate avanti dal neofascismo e dai servizi segreti in Italia! Difendiamo il futuro: Nessuno spazio ai fascisti e ai razzisti nella nostra città.

Rete napoletana contro il neofascismo, il razzismo e il sessismo

25/11 Giornata internazionale contro la violenza sulle donne: TUTT@ DAVANTI AI C.I.E.

21 novembre 2009 Lascia un commento

NELLA TUA CITTÀ C’È UN LAGER
È IL CIE (centro di identificazione ed espulsione) DI PONTE GALERIA

 NOI NON SIAMO COMPLICI!

SIAMO TUTTE CON JOY
LA DONNA CHE HA DENUNCIATO IL TENTATIVO DI STUPRO
DA PARTE DEL SUO CARCERIERE NEL CIE DI MILANO

NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DI UNA VIOLENZA LEGALIZZATA
NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DI UNA LEGGE RAZZISTA FATTA IN NOME DELLE DONNE
NON VOGLIAMO ESSERE COMPLICI DI UN SISTEMA CHE CONSIDERA LE PERSONE IMMIGRATE COME DEI CRIMINALI SOLO PERCHÉ NON HANNO I DOCUMENTI
 NON C’È RISPOSTA ALLA VIOLENZA CHE NON SIA AUTODETERMINAZIONE:
L’AUTODETERMINAZIONE DI UNA È L’AUTODETERMINAZIONE DI TUTTE

MERCOLEDÌ 25 NOVEMBRE 2009
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
 PRESIDIO ITINERANTE DI DONNE,
FEMMINISTE E LESBICHE, MIGRANTI E AUTOCTONE
VERSO IL CIE DI PONTE GALERIA

alle 16:00: appuntamento alla stazione Ostiense
per un volantinaggio sul treno che porta verso il Cie
 dalle 17:00: presidio davanti al Cie di Ponte Galeria
(via Gaetano Rolli Lorenzini angolo via Cesare Chiodi)
musica e parole, voci, denunce e testimonianze di femministe e lesbiche

CONTRO LA VIOLENZA SESSISTA E RAZZISTA,
NOI SIAMO TUTTE CON JOY E HELLEN!

http://noinonsiamocomplici.noblogs.org

Nella tua città c’è un lager. Alle porte di Roma, tra il Parco Leonardo e la Fiera di Roma, c’è il centro di identificazione ed espulsione (Cie, ex Cpt) di Ponte Galeria, dove vengono rinchiuse, in condizioni disumane, le persone immigrate prive di documenti o che hanno perso il lavoro. Con l’approvazione del “pacchetto sicurezza” e il prolungamento della detenzione fino a sei mesi, lo stato vorrebbe privare le persone immigrate di ogni dignità e costringerle a vivere in un regime di violenza quotidiana e legalizzata. Nel corso dell’estate, sono scoppiate numerose rivolte, da Lampedusa a Gradisca. Noi ci sentiamo vicine e vogliamo sostenere le lotte delle recluse e dei reclusi contro questi “lager della democrazia”. In particolare vogliamo farvi conoscere la forza e l’autodeterminazione di Joy.

Martedì 13 ottobre si è chiuso il processo di primo grado contro i reclusi e le recluse accusate dalla Croce Rossa di aver dato vita, ad agosto, alla rivolta contro l’approvazione del pacchetto sicurezza nel Cie di via Corelli a Milano. Nel corso del processo una di queste donne, Joy, ha denunciato in aula di aver subito un tentativo di stupro da parte dell’ispettore-capo di polizia Vittorio Addesso e di essersi salvata solo grazie all’aiuto della sua compagna di cella, Hellen. Inoltre, entrambe hanno raccontato che, durante la rivolta, con altre recluse, sono state trascinate seminude in una stanza senza telecamere, ammanettate e fatte inginocchiare, per essere poi picchiate selvaggiamente prima di essere portate in carcere. Dopo essere state condannate a sei mesi di carcere per la rivolta, ora Joy e Hellen rischiano un processo per calunnia, per aver denunciato la violenza subita.
 Sappiamo bene che questo non è un caso isolato: i ricatti sessuali, le molestie, le violenze e gli stupri sono una realtà che le donne migranti subiscono quotidianamente nei Cie, ma le loro voci sono ridotte al silenzio perché i guardiani, protetti dalla complicità della Croce rossa, in quanto rappresentanti dell’istituzione, si sentono liberi di abusare delle recluse.
Sappiamo bene quanto sia aggravante essere prigioniera e donna: la violenza che si consuma nei luoghi di detenzione ad opera dei carcerieri, che viene sistematicamente occultata, si manifesta anche e soprattutto attraverso forme di violenza sessuale sulle prigioniere donne: perchè la violenza maschile sulle donne è un fatto culturale, e si basa sulla sopraffazione che sfocia nell’abuso del corpo e nell’offesa della mente.

Per questo pensiamo che sia importante sostenere Joy e Hellen, assieme a tutte le migranti che hanno avuto – e che avranno in futuro – il coraggio di ribellarsi ai loro carcerieri.
 Per questo il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, assieme ad altre compagne femministe e lesbiche che si stanno mobilitando in diverse città, saremo a Ponte Galeria. Per affermare che noi non vogliamo essere complici, né delle campagne mediatiche costruite sull’equazione razzista “clandestino uguale stupratore”, né delle leggi razziste, securitarie e repressive varate in nostro nome; per gridare che tutti i centri di detenzione per migranti devono essere chiusi; per dire che rifiutiamo ogni forma di controllo e ogni tentativo di usare i nostri corpi per giustificare gli stereotipi e le violenze razziste e sessiste.
 Ma soprattutto saremo lì per esprimere la nostra solidarietà a tutte le recluse e i reclusi nei Cie e per far sentire a Joy e Hellen che non sono sole, che il loro gesto rappresenta un atto estremamente significativo di resistenza e di autodeterminazione, che rovescia il ruolo di vittima assegnato alle donne immigrate, dando forza a tutte le lotte e i percorsi contro la violenza sulle donne, dentro e fuori dai Cie.

Da Femminismo a Sud, su Alessio Spataro e la Mini-Stronza

14 novembre 2009 Lascia un commento

Era un paio di giorni che avevo voglia di scrivere su questa storia di Alessio. Sul fumetto di Spataro se ne sono dette di tutti i colori, e anche nella compagneria è stato urlato e sbraitato di tutto. Prendo da Femminismo a Sud questa pagina perchè m’è piaciuta molto, nella sua schiettezza.
La penso anche io nello stesso identico modo, anche se da eterosessuale.
Penso che la satira sia satira e quindi debba essere libera di parlare come vuole: penso che Alessio non sia un sessista omofobo, assolutamente.
E poi mi incazzo, mi incazzo con questa sinistra che porta la bandiera quando si tratta di far campagne  conformiste e bigotte.
Non posso sopportare la Concia, che mi fa la lezione su Spataro però va a Casa Pound, tra i fascisti quelli veri, perchè lo trova un interessante terreno di dibattito. Eh no, allora no. Mi viene il prurito. 
 

Da Femminismo a Sud
L’italia è l’unico posto in cui un premier può chiamare “zoccola” una ministra e quella poi si incazza con un fumettista che fa satira antifascista umanizzando il suo personaggio.
Sulla sua parlata romana hanno satireggiato tutti. Spataro c’ha messo un po’ di fetish al sapor di pecorino e da antifascista qual è ha fatto rivivere il personaggio nel suo ambiente naturale: la merda. 
Fascisti di merda tornate nelle fogne” d’altronde è uno slogan forse dimenticato ma quanto mai attuale. Ma il punto è anche un altro: si parla di libertà d’espressione, di fare satira e nel nostro paese questa libertà è messa a rischio proprio dalla gente come la Meloni.

La Lipperini pone una questione di buon gusto e di responsabilità [1] [2]. Sostiene che non ci sia differenza tra il sessismo tirato fuori dalla categoria maschia a partire dalla faccenda noemi in poi e quello di Spataro. Cita un articolo di repubblica sempre attenta a queste questioni tranne che per il fatto che un giorno si e uno no lo stesso giornale online pubblica foto sessiste [1] [2] che relegano le donne in una dimensione orrenda senza averci neppure l’antifascismo come motivazione di partenza. giorgiameloni1
In rete le opinioni sono tante. C’è chi difende la libertà d’espressione tout court, chi si schiera con alessio spataro perchè condivide i contenuti del suo fumetto che sta online da più di un anno nell’apposito blog, chi dice che il fumetto fa cagare, chi dice che viene usato lo stereotipo delle donne in quanto stupide vacche in calore, chi definisce il fumetto arguto, con ottime basi culturali antifasciste e addebita lo squallore unicamente alla meloni specificando che a fare cagare sono i fascisti.
E di fascisti in azione da un po’ di tempo a questa parte ne vediamo tanti: basta ricordare le affermazioni della meloni a proposito della englaro. Non si disse mai offesa come donna per aver sentito il suo premier dire che la englaro poteva ancora procreare. Non rivendicò rispetto per le donne oppresse dalla religione cattolica a scuola. Non dice nulla a proposito di uomini, donne ebambini massacrati perchè a roma è partita – giusto mentre si parla di elezioni regionali – l’ennesima campagna basata sulla paura in cui si istiga al linciaggio contro i rom. Non dice nulla sulle vite distrutte, inseguite, rastrellate a San Nicola Varco solo per la loro nazionalità. Nulla a proposito della depenalizzazione dei maltrattamenti in famiglia grazie al processo breve voluto da quello che l’ha chiamata zoccola.

Nulla sulle gggiovani che lei dice di rappresentare a proposito di educazione sessuale preventiva allo stupro. Nessuna parola a difendere le donne, mai. Perchè lei è uomo dentro, un uomo di merda, per l’appunto.
Come la sua collega e compare che si appella al femminismo e alla sensibilità di genere per bloccare un film, Francesca, che parla della condizione dei rom e delle rom in italia. Tutte improvvisamente sensibili, tutte con la bocca ripulita nel water dopo aver inzozzato di concetti sessisti, razzisti e fascisti l’intera nostra cultura italiana.

bloggerfemministaE tra ieri e oggi la rabbia è diventata furia di dirne di peggio, senza l’ausilio della satira, perchè se c’è chi può scherzare sulla fisicità del premier mentre tutti ridono non si capisce come mai la meloni debba essere trattata con riguardo. Come dire ad un caricaturista di salvare i dettagli per le donne e di fare gobba e orecchie a sventola solo ad andreotti.
Che me ne frega di usare argomenti antisessisti per una ministra sessista? In nome di questa solidarietà bipartisan tra donne in quanto donne? Ma la meloni lo sa di essere donna? Perchè io qualche dubbio ce l’avrei. E che mi frega di essere solidale se dalla sua bocca non è venuta fuori neppure una parola a sostegno di donne, lesbiche, gay, trans, eccetera eccetera? Che m’importa di aderire alla formula dell’antifascismo inesistente, colluso, delicato e “civile” che viene sollecitato da destra e da sinistra?

Che gli si può dire a Spataro? Che è stato troppo buono, forse, che qualche tavola non fa affatto ridere, che lo splatter non ha attenzione al genere e allora un suggerimento da parte nostra poteva giovare. Avrebbe potuto basare la sua umanizzazione a partire da una immagine modello di perfezione non stereotipata, farla accoppiare con un’altra donna che la sveleniva a colpi di tampax in faccia. Ma giusto per farle capire che c’è una differenza enorme tra un corpo che ha il dovere di sgravare per la patria e una donna che deve essere lasciata in pace per finire la sua vita con dignità senza essere usata dalle speculazioni volgari di fascisti e movimentisti per la vita obbligata. Come si legge nelle discussioni in rete però Spataro ha una visione “maschile” delle cose perchè è un maschio (maschile non significa necessariamente maschilista). In secondo luogo è bell’e spiegato anche il perchè la Meloni viene rappresentata in un amplesso con un uomo feticista piuttosto che con una lesbica: proprio perchè lei è una fascista e non potrebbe essere accostata ad una sessualità diversa da quella etero che lei stessa promuove come unico modello culturale.

melonisatiraLa lipperini ha ragione quando dice, e lo diciamo anche noi, che è necessaria responsabilità del mondo della cultura nel veicolare concetti che possono ritorcersi contro di noi, ma questo è un ragionamento da farsi con la stessa forza sempre e comunque e non mi pare di aver visto la stessa levata di scudi bipartisan ad ogni affermazione delle donne di destra mentre legittimavano disumanità, rastrellamenti, omicidi legalizzati, deportazioni, stupri dentro i Cie e dentro i lager libici, sfruttamento dei corpi femminili per far passare il pacchetto sicurezza eccetera eccetera eccetera.
Oltretutto la Meloni dovrebbe prendersela con la cultura fascista che a proposito di perfezione dei corpi e di legittimazione del modello estetico unico è da sempre capostipite. Dovrebbe prendersela con il velinaro che si ritrova come premier e che la chiama zoccola in pubblico.
Dovrebbe prendersela con loro invece di ricordarsi che esiste una cultura del rispetto dei generi che viene da sinistra ed è costantemente offesa da destra.
La ministronza di Spataro forse non è un capolavoro che resterà negli annali della storia del fumetto ma almeno ha il merito di aver umanizzato una donna che fossi stata io l’avrei rappresentata alla art spiegelman, come un animale senza dignità. Ditemi voi come rappresentereste una Kapo’, perchè è di questo che stiamo parlando.
I fascisti non hanno senso dell’umorismo, e questo lo sapevamo. Sono conformisti e tengono alla forma, e sapevamo anche questo. In questo tempo in cui l’immagine conta più di tutto Spataro ha osato sporcare quella di una ministra che ama apparire con gli occhi al cielo e la mano al petto cantando l’inno di mameli. Personalmente trovo molto più oscena e volgare quella immagine. Non c’è di peggio che vedere una donna prostituirsi al regime con il piacere di farlo.
—>>>Leggi a proposito di antifascismo viola.
—>>>Leggi “Udite, udite, è uscito la ministronza!

Ps: Fino ad ora la figura della fascista (o del fascista) in termini culturali non è stata minimamente toccata. Anzi viene presentata con quintali di appeal e viene esaltata a partire dalle interviste a Fini, dalle tante comparsate televisive della mussolini, dal grande spazio che viene dato ad altre donne fasciste. Se c’è chi lo saprà fare a partire da una decostruzione dei significati legati ai corpi, gli stili di vita proposti, le razze, eccetera eccetera con una attenzione al genere e con linguaggi differenti, ben venga. Questo fumetto, per quanti difetti abbia, lo consideriamo almeno un esempio di antifascismo irriguardoso, orgoglioso e privo di ambiguità. Non possiamo dire la stessa cosa di molta altra monnezza “culturale” che pretende di dire senza dire mai niente. 
—>>>Se ne hai voglia leggi un esempio di satira sulla sessualità maschia di un fascista con la sfiga del pene sinistroverso.

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