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Lettera a Trenitalia per Dante De Angelis

24 maggio 2009 4 commenti

DAL BLOG DI ANNALISA MELANDRI

Il licenziamento di Dante De Angelis non può essere un problema esclusivamente di chi sta scioperando per farlo riassumere, i ferrovieri e il sindacato di

Foto di Valentina Perniciaro _Reparto manutenzione locomotori, Scalo San Lorenzo_

Foto di Valentina Perniciaro _Reparto manutenzione locomotori, Scalo San Lorenzo_

 

base, ma deve interessare tutti coloro che del treno ne fanno un mezzo di trasporto importante. Vi chiediamo pertanto di partecipare  a questa protesta per la giustizia e la sicurezza di tutti i viaggiatori,  diffondendo quanto più possibile questo volantino e inviandolo agli indirizzi indicati.  La richiesta è rivolta soprattutto ai pendolari che possono riprodurlo  e lasciarlo in giro sulle panchine delle stazioni, nei bar e “casualmente” dimenticarne qualcuno sui sedili dei treni.(A.M) Scarica qui il volantino formato word

Spett.le Direzione
Trenitalia Spa 
Ferrovie dello Stato S.p.a.
Piazza della Croce Rossa, 1 – 00161 Roma
rapporticlienti@trenitalia.it

Roma, maggio 2009

Siamo donne e uomini che utilizzano con convinzione il treno per gli spostamenti interurbani.

Il treno da sempre è considerato, a ragione, un mezzo di trasporto poco inquinante, compatibile con l’ambiente e sicuro. Più sicuro degli altri mezzi di trasporto; ciò è quanto emerge infatti dalla storia del trasporto su rotaia.

Noi, viaggiatori e cittadini di questo paese, desideriamo  che il treno continui a mantenere queste  sue caratteristiche.

 I lavoratori delle ferrovie, sappiamo, stanno facendo di tutto perché il treno mantenga e migliori queste sue prerogative, soprattutto, per quanto attiene alla loro attività, la SICUREZZA.

Foto di Valentina Perniciaro _La rotonda, Scalo San Lorenzo

Foto di Valentina Perniciaro _La rotonda, Scalo San Lorenzo

 Sappiamo che, grazie alle loro lotte sindacali, i ferrovieri hanno raggiunto importanti innovazioni a vantaggio della sicurezza, una delle più significative è stata l’aver conquistato il “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (Rls), come espressione della sorveglianza e verifica degli stessi lavoratori al buon funzionamento delle macchine e delle procedure.

Noi viaggiatori ci sentiamo sicuri, in un certo senso protetti, sapendo che chi produce il trasporto ferroviario, allo stesso tempo vigila con attenzione per tutelare la salute e l’incolumità di chi lavora e chi viaggia.

 Ci è sembrata questa conquista un gran passo avanti di civiltà, purché il “Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza” (Rls), operi nel rispetto della verità.

 Invece… un giorno veniamo a sapere che uno di questi “Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza”, uno dei più attivi e attenti, svolgendo il proprio lavoro di macchinista (quello che conduce il treno) e discutendo con i suoi compagni di lavoro, si era accorto di alcune anomalie che potevano compromettere la sicurezza di chi lavora e di chi viaggia e -giustamente- l’ha prontamente segnalato all’Azienda Trenitalia.

 Si poteva pensare che questo macchinista fosse stato proposto per un premio, così sarebbe successo in un paese civile, così doveva accadere  in un paese democratico… invece… è stato licenziato! Si chiama Dante De Angelis.

 Sembra un racconto dell’orrore, o forse del terrore. Terrore e intimidazione con cui i dirigenti di Trenitalia cercano di ridurre al silenzio i ferrovieri, con la minaccia di licenziamento, mettendo a repentaglio la loro e la nostra sicurezza.

 Ma ancor più preoccupante ci sembra la motivazione del licenziamento: “è venuto definitivamente meno il rapporto di fiducia”. Con queste parole Trenitalia ha licenziato Dante De Angelis.

Foto di Valentina Perniciaro _Scalo San Lorenzo, alla ricerca del binario giusto_

Foto di Valentina Perniciaro _Scalo San Lorenzo, alla ricerca del binario giusto_

Noi viaggiatori vorremmo, anzi,  esigiamo,  di poter avere fiducia nella correttezza dei dirigenti di Trenitalia quando è in gioco la salvaguardia dell’incolumità di chi lavora e chi viaggia. Non riusciamo a comprendere quale altra fiducia la dirigenza di Trenitalia pretenda dai ferrovieri. O forse confonde fiducia con omertà?

 Da quel 15 agosto del 2008, giorno in cui il ferroviere macchinista e Rls Dante De Angelis è stato licenziato per aver detto la verità su alcuni pericoli incombenti, (poi puntualmente verificatisi), noi viaggiatori sui treni italiani NON CI SENTIAMO PIU’ SICURI.

 E non ci sentiremo sicuri,  né cittadini di un paese civile,  fino a quando  Dante De Angelis non verrà reintegrato in servizio e finché non venga sanzionata l’attività antisindacale di Trenitalia lesiva dell’incolumità di chi lavora e di chi viaggia.

 Il nostro auspicio, che è anche una precisa richiesta, è che l’Amministratore delegato di Trenitalia Spa Mauro Moretti e tutta la dirigenza facciano un sostanziale passo indietro e riconoscano il proprio errore.

 

Annalisa Melandri

per un gruppo di viaggiatori delle Ferrovie di Roma Trastevere
http://www.annalisamelandri.it 
 

 

” pe’ carità, chiudi le porte”

5 novembre 2008 Lascia un commento

O lima sorda, m’hai limato er core 
a poco a poco consumato l’hai. 
Vedi? ‘Sta faccia nun cià più colore 
queste so’ tutte pene che me dai. 

Pietro, pe’ carità chiudi le porte 
e in cielo nun fa entrà chi fa la spia 
chi fa la spia è condannato a morte.
Pietro! Pe’ carità chiudi le porte.

Palomba, che per l’aria vai a volare 
ferma che vojo ditte du’ parole: 
vojo cavà ‘na penna alle tue ale, 
vojo scrive ‘na lettra a lo mio amore. 
Tutta de sangue la voglio stampare, 
pe’ sigillo ce metto lo mio core 
e finita de scrive e sigillare, 
palomba, portacella allo mio amore

E se la troverai a riposare, 
o palomba, riposate tu pure.

Oggi ho bisogno di stornelli, di canzoni di malavita, di voci che cantano delitti e infamia, carcere e solitudine,che cantano la mia Roma.
E’ una giornata strana. Di quelle in cui senti che è cambiato tutto,
Di quelle in cui si gira pagina, si alzano muri, si cambia strada.
Ancora una volta, ancora una volta….”io ricomincio da capo”.
Meno male che c’è Obama a consolarci…eheheh. Meno male che vivo nel più caldo degli abbracci.

Foto di Valentina Perniciaro _scambio_

Foto di Valentina Perniciaro _scambio_

FACCE COME IL CULO!

7 agosto 2008 1 commento

“Soltanto in Italia si contano come morti sul lavoro, al fine di poter dare benefici assicurativi da parte dell’Inail, anche le morti che avvengono per incidenti stradali capitati mentre si va al lavoro o mentre si torna a casa a fine giornata. Morti che evidentemente – sostiene – nulla hanno a che vedere con la sicurezza in fabbrica”.
Il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Roberto Castelli continua dicendo:  
“È arrivato il momento di fare un’operazione verità, sui dati .È il momento di smetterla – dice – di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei”. 

 ALLORA, PER DIO, VAI A LAVORARE IN CANTIERE, IN FERRORIA, VAI A PULIRE CISTERNE.
CHE SCHIFO!

Foto di Valentina Perniciaro. Luglio 2007
Scalo San Lorenzo, Reparto Manutenzione Locomotori.
Ferrovie dello Stato, Roma.

VOGLIAMO TUTTO (2)

5 luglio 2008 2 commenti

“Arrivai lì e il capo dice Guardi che lei sta rompendo le scatole. Qua si arriva in orario adesso le do mezz’ora di multa. Gli dico Fai che cazzo vuoi tu m’hai rotto le scatole tu e la Fiat. Va’fa’n culo se no ti tiro qualcosa in testa. Fatevele voi queste zozze macchine di merda a me che mi frega.
E tutti gli operai che stavano lì intorno mi guardavano e io gli dicevo Ma siete degli stronzi voi siete degli schiavi. Qua bisogna picchiarli a sti guardioni qua a sti fascisti. Che cazzo sono sti insetti sputiamogli in faccia e facciamo quello che vogliamo qua mi sembra il servizio militare. Fuori dobbiamo pagare se entriamo in un bar dobbiamo pagare nel tram dobbiamo pagare la pensione tutto dobbiamo pagare. E qua dentro ci vogliono comandare. Per quattro soldi che non ci servono a un cazzo per un lavoro che ci fa crepare e basta. Ma siamo impazziti.
Questa è una vita di merda sono più liberi quelli che stanno in galera di noi. Qua incatenati a queste macchine schifose che non ci possiamo mai muovere coi secondini tutti intorno. Ci manca solo che ci frustino anche.   […]

e cominciamo a fare un corteo eravamo un’ottantina di operai. Man mano che il corteo passava tra le linee si ingrandiva di dietro. A un certo punto arriviamo in un posto dove c’erano dei cartoni li strappiamo e col gesso ci scriviamo Compagni uscite dalle linee il vostro posto è con noi. Su un altro scriviamo Potere operaio. Su un altro ancora Ai lecchini il lavoro agli operai le lotte. E andiamo avanti con questi 3 cartelli.

Il corteo cominciò a ingrandirsi e arrivarono i sindacalisti. I sindacalisti era la prima volta che io li vedevo in vita mia dentro la Fiat. Cominciano i sindacalisti Compagni non bisogna lottare adesso. Le lotte le faremo in autunno insieme al resto della classe operaia insieme a tutti gli altri metalmeccanici. Adesso significa indebolire la lotta se ci scontriamo adesso come faremo poi a ottobre. Noi gli diciamo Le lotte bisogna farle adesso perchè è ancora primavera e c’è ancora l’estate davanti. A ottobre ci serviranno i cappotti le scarpe ci servirà il riscaldamento nelle case i libri dei figli per la scuola. Per cui l’operaio non può lottare d’inverno deve lottare d’estate. Perchè d’estate uno può dormire pure all’aria aperta d’inverno no. E poi lo sapete che è in primavera che la Fiat ha più richiesta di produzione se fermiamo adesso freghiamo la Fiat che a ottobre non gliene importa più niente.

TRATTO DA ” VOGLIAMO TUTTO” , Nanni Balestrini

Leggi la PRIMA PARTE

Leggi MIRAFIORI E LA DIALETTICA DEL SANPIETRINO

Scalo San Lorenzo, Padiglioni Manutenzione Locomotori Foto di Valentina Perniciaro, Luglio 2007

VOGLIAMO TUTTO! (1)

5 luglio 2008 2 commenti

“Vi do il benvenuto alla Fiat. Sapete che cos’è la Fiat la Fiat è tutto in Italia. Se avete letto delle cose cattive sulla stampa comunista che parla male della catena di montaggio sono tutte calunnie.
Perchè qua gli unici operai che non stanno bene sono quelli sfaticati. Quelli che non hanno voglia di lavorare. Il resto lavorano tutti e sono contenti di lavorare e stanno anche bene. C’hanno tutti quanti l’automobile e poi la Fiat c’ha le colonie per i bambini dei dipendenti, E poi si hanno gli sconti in certi negozi quando uno è dipendente Fiat.
Tutta una apologia ci faceva.

E questo qua l’ingegnere dice Io sono il vostro colonnello. Voi siete i miei uomini e così ci dobbiamo rispettare gli uni con gli altri. Io i miei operai li ho sempre difesi.  Gli operai Fiat sono i migliori quelli che producono di più e tutte queste cazzate qua.
A me allora mi comincia a andare la mosca al naso e comincio a pensare Qua mi sa che andrà a finire male con questo colonnello. Poi ci spiegò che non bisogna fare sabotaggio alla produzione perchè oltre a essere licenziati immediatamente si poteva anche essere denunciati. Turò fuori un articolo del codice penale che diceva che si può anche essere denunciati. Si mise a fare il terrorista.
E io cominciai a pensare. Questo colonnello qua una bella lezione gli starà proprio bene.”

TRATTO DA “VOGLIAMO TUTTO” , Nanni Balestrini

Leggi la SECONDA PARTE

Leggi: MIRAFIORI E LA DIALETTICA DEL SANPIETRINO

Scalo San Lorenzo, Padiglione Manutenzione Locomotori. Foto di Valentina Perniciaro


								

La stella della Rotonda

6 maggio 2008 Lascia un commento

Scalo San Lorenzo.

Caldo Torrido, capannoni praticamente deserti. Scalo San Lorenzo _ rotonda

La manutenzione locomotori era assegnata a a duecento persone. Ora sono 7 i lavoratori che si aggirano per tutto il reparto. Impressionante trovare il silenzio al posto del rumore di ferro e sudore, impressionante quel vuoto in un luogo immaginato come un formicaio di fatica, sfruttamento e produzione.

Uno strano vuoto, estremamente bello nel suo decadentismo.

Nel suo rappresentare un secolo che non c’è più, volato via portandosi via buona parte del nostro patrimonio culturale, politico…sognatore.

Siamo quei pochi rimasti, a sudare in padiglioni ormai inutili.

Quasi come perenne esposizione di ciò che non esiste più, che non deve più esistere.

Foto: Valentina Perniciaro. Scalo San Lorenzo. Luglio 2007

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