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Posts Tagged ‘colpo di stato’

Sulla morte di Videla da Hebe de Bonafini, madre de Plaza de Mayo

22 maggio 2013 1 commento

Righe da brividi.
In nome di tutti coloro che son morti contro le dittature e il potere, in nome del sangue dei torturati,
in nome delle loro madri che non hanno mai smesso di combattere e ricordare.

È morto Videla. La notizia mi ha paralizzata. Ho pensato subito ai miei figli. Come facevo a pensare ad altro? La testa mi girava, volevo pensare a qualcosa ma niente. Pensavo a loro e alle torture che hanno subito. Vedevo i loro visi che gridavano, mentre mi chiedevano e chiamavano tutti, come hanno fatto tutti nei momenti terribili, quando erano soli, nei momenti di peggior tortura. I media hanno iniziato a chiamarmi ma non avevo niente da dire.
Ho sentito un’angoscia grande, un profondo dolore che mi prendeva tutto il corpo. Non potevo pensare ad altro. Non ero contenta che fosse morto. Non potevo esserne contenta se pensavo a tutto quello che ci aveva fatto. Ho pensato a tutte le «Madres», a tutto il dolore, a tutte le famiglie distrutte. Mi è crollato il mondo e ogni volta che qualcuno chiamava sentivo sempre più l’angoscia perché la maggior parte di quelli che hanno appoggiato la dittatura, i giornali, soprattutto il «Clarín», adesso lo chiamano dittatore, lo denominano genocida, che vergogna! Ma io pensavo ancora a loro, ai nostri figli. Hanno tanto amato questo paese, hanno dato tanto per esso, ed io dovevo ascoltare questi che hanno appoggiato la dittatura, che oggi parlano di genocida? Quanta ipocrisia! Il nostro popolo deve capire che tutta quella ipocrisia ha fatto sì che i nostri figli fossero segnalati come terroristi quando tutti questi, che oggi si levano gli abiti sporchi di dosso, hanno guardato da un’altra parte. Alcuni si sono arricchiti e altri si sono riempiti di obbrobri. Volevo parlare ma non riuscivo. Oggi ho deciso di scrivere qualcosa affinché tutti quelli che erano in attesa della mia voce potessero sapere quello che penso. Sono stata soffocata dal dolore, dall’angoscia, dalla rabbia e dalla tristezza ma di colpo mi è scoppiato il cuore e ho detto: che fortuna aver avuto figli così valorosi! Questa è l’unica felicità che ho provato alla fine: il coraggio dei nostri figli nel dare le loro vite per far vivere altri.

Hebe de Bonafini
presidenta Asociación Madres de Plaza de Mayo

Grazie ad Infoaut che l’ha pubblicata.
LEGGI ANCHE:
Il padiglione delle madri, la prigionia politica in Argentina
Alle donne argentine e ai loro bimbi nati in cattività

Amnistia in Egitto

9 ottobre 2012 1 commento

Mohammed Morsi “festeggia” i suoi 100 giorni di carica come presidente egiziano, annunciando un’amnistia che tirerà fuori dal carcere tutti coloro che sono stati arrestati nei mesi della rivoluzione avvenuta per abbattere Hosni Mubarak, e il suo decennale potere.
Il decreto è disponibile anche sui Social Network, molto utilizzati prima dalla giunta militare ed ora dal governo presediuto dalla fratellanza musulmana, per comunicare con la cittadinanza: il testo completo è infatti apparso poco dopo il suo discorso sulla pagina ufficiale che gestiscono su Facebook.

E’ un’amnistia che coinvolgerà e libererà dalla prigionia tutti i detenuti arrestati a partire dal 25 gennaio del 2011, fino all’insediamento di Morsi (quindi anche tutti coloro che hanno partecipato alle manifestazioni successive alla caduta di Mubarak, contro il Consiglio Supremo delle Forze Armate.)
Saranno migliaia i prigionieri che torneranno in libertà.
L’amnistia sì, quella che dalle nostre parti resta un’eterna sconosciuta, rimossa e bistrattata

Egitto: ricominciamo da Tahrir?

14 giugno 2012 5 commenti

…tutto da rifare.
Tutto completamente da rifare perché la Corte Costituzionale ha deciso così, le elezioni sono annullate.
Si ricomincia.
Con il Consiglio Supremo delle Forze Armate che tiene stretto il potere nelle mani, con Shafiq lì ad osservare soddisfatto.
Che dire? Come leggevo oggi sulle pagine di alcuni compagni egiziani “parliamo di mesi di rivoluzione, ma dobbiamo farla”.
Eh si, dolcissimo mio Egitto, i cui sogni di rivoluzione ho condiviso sulle tue strade…
ricominciamo dagli scioperi, ricominciamo dai campi di cotone, ricominciamo dalle fabbriche ferme,
dal canale di Suez immobilizzato e deserto.
Ricominciamo da Tahrir, da Suez e le sue fiamme, dalle strade di tutto il paese.
Ricominciamo dal conflitto al potere e all’esercito senza cadere in trappole e in illusioni.
Ricominciamo dall’organizzazione, che non è mai esistita…
dai popolo di Tahrir, siamo con te.
Yalla

A tra qualche ora, Egitto “libero”

13 febbraio 2011 1 commento

Tra poche ore vengo a sbirciare un po’…
vengo a vedere coi miei occhi se ce la fate sul serio a liberarvi da secoli d’oppressione, vengo a vedere se ce la fate a dare una spallata pure all’esercito, vengo a fare una partita di scacchi buttata su qualche aiuola, vengo a vedere le vostre fabbriche in sciopero, le vostre facoltà festose.
Vengo tra voi, perchè non posso farne a meno,
perchè voglio passare qualche ora, qualche manciata di giorni tra voi festanti e increduli,
perché vorrei vedere coi miei occhi se avete voglia di farla questa rivoluzione o volete credere al fatto che il potere “si passa”.
Vediamo se avete voglia di prendervelo, insieme alla libertà, TUTTA INTERA.

A Tra qualche ora, EGITTO!
Ci si riaggiorna dalle rive del Nilo

Tunisia (5): Carceri in rivolta ed evasioni di massa

15 gennaio 2011 2 commenti

 

Queste sono le notizie che vorrei dare quotidianamente, quelle che emozionano parola dopo parola e rendono difficile la scrittura.

Un paese che sta provando a liberarsi, la Tunisia, e passo passo sta tentando di mettere su strada quelli che sono i percorsi normali di un processo non dico rivoluzionario ma sovversivo e “liberatorio”.

E allora non si può passare che da lì…la liberazione di un popolo non può che passare per le celle delle proprie galere, non può che tranciare sbarre e abbatter blindati, non può che liberare i corpi reclusi e donare a loro nuova vita. E così la lista di nomi è lunga: sono circa mille i detenuti evasi solo dal carcere del Kasserine (una delle zone più calde della rivolta). Al-Jazira racconta che il direttore del centro ha deciso di aprire le celle, dopo una rivolta così violenta da non poter essre fronteggiata. Ma si è scappati ovunque nel paese e ovviamente qualche detenuto c’ha pure lasciato la pelle.
Nelle fiamme a Monastir, tra le pallottole della polizia a Madhia, a Sfax e Kairouan, a Biserta e Kram, a Cartagine e a Tunisi, nel carcere del centro città. Si parla di un centinaio morti tra i detenuti in rivolta di tutte le carceri tunisine e di migliaia di detenuti, ma poi arrivano conferme che sessanta morti sarebbero solo quelli contati nel carcere di Monastir, dove la tragedia è stata pesante. La rivolta ha portato i detenuti ad incendiare i propri materassi all’interno di uno dei bracci della prigione, dopo che dall’esterno si era provato ad abbattere i muri di recinzione con dei trattori, ed ora gli ospedali sono pieni di corpi devastati dalle fiamme.

Nel frattempo scende la sera e le strade, soprattutto dei sobborghi di Tunisi, si svuotano della popolazione a causa del coprifuoco; la voce diffusa è che le bande di cui si parla che starebbero saccheggiando e terrorizzando un po’ tutti sono uomini fedeli all’ex presidente Ben Ali, tanto che in molti quartieri la popolazione si sta autorganizzando e creando barricate per rendere più difficile la circolazione ai “razziatori”.

 

Sit in contro il golpe in Honduras

13 ottobre 2009 Lascia un commento

IL 13 OTTOBRE TUTTI E TUTTE SOTTO L’AMBASCIATA DELL’HONDURAS

CONTRO IL GOLPE MILITARE-FASCISTA

 

Honduras CoupSono trascorsi oltre tre mesi dal golpe in Honduras finanziato e realizzato dalla cricca oligarchica del paese che detiene la totalità della ricchezza e del potere politico e militare.

 

Da quel 28 giugno, giorno in cui ha preso avvio il golpe e la successiva dittatura militare-fascista, si contano a decine le vittime, a centinaia gli arresti e le torture tra la popolazione civile che ogni giorno porta nelle piazze il suo coraggioso NO AL GOLPE.

La giunta golpista per tutta risposta ha sospeso ogni garanzia costituzionale e instaurato lo stato d’assedio attraverso il Decreto Esecutivo PCM-M-016-2009 del 26 settembre scorso, misura condannata duramente anche dalla Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) in quanto “violatoria del diritto internazionale”.

Questo decreto permette di fatto alla polizia e all’esercito di entrare nelle case e arrestare chiunque sia sospettato di opporsi alla dittatura, avalla la chiusura di giornali e radio e ogni voce che critichi il regime golpista.

In questi tre mesi, le forze democratiche e popolari del paese, hanno costruito una resistenza che si esprime con manifestazioni di massa pacifiche pagando un costo di decine di morti e centinaia di arresti.

Reuters_Henry Romero_ Incontro di sostenitori di Zelaya a Tegucigalpa

Reuters_Henry Romero_ Incontro di sostenitori di Zelaya a Tegucigalpa

Il popolo e la resistenza honduregna lottano incessantemente in ogni momento, ma la fine della dittatura golpista sarà più vicina con la solidarietà internazionale.

Portiamo pertanto la protesta sotto le ambasciate dell’Honduras; chiediamo ai governi europei e a quello degli Stati Uniti di rompere definitivamente le relazioni diplomatiche e commerciali con la giunta golpista.

 

Tutti e tutte martedì 13 ottobre ore 17,30 sotto l’ambasciata dell’Honduras in Via Giambattista Vico n.40

 

Contro il fascismo sempre!          No al golpe !             No pasaran!

 

Prime adesioni: Associazione A Sud, Comitato Carlos Fonseca, Unione Forense per la Tutela dei Diritti dell’Uomo, Comitato Pro Zelaya, Centro Sociale Ex Snia, Collettivo Italia-Centro America, Associazione  Italia-Nicaragua, Annalisa Melandri, Rete Antifascista Metropolitana, SiporCuba, Radio Latina Web, Rete Italiana di Solidarietà Colombia Vive!, Conf. COBAS, Marco Rizzo, Comunisti Sinistra Popolare, redazione Guardare Avanti!, Circolo Celia Sánchez PARMA Ass. Nazionale Italia Cuba, Comité Internacionalista Camilo Cienfuegos, Cicolo la villetta per Cuba Piombino, area programmatica e culturale Sinistra Comunista –PRC, Spazio Sociale Ex 51, Fulvio Grimaldi, Sandra Paganini, Circolo della Tuscia, Italia Cuba


11 settembre 1973 – 11 settembre 2009 : MAI DIMENTICARE

11 settembre 2009 1 commento

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Salvador Allende esce dalla Moneda in stato di arresto: il colpo di stato di Pinochet è iniziato

 

•Il vostro settembre• di Camilo Maturana

24 agosto 2008 1 commento

Il golpe cileno

Il golpe cileno

 

Prendiamo dalle ombre del tramonto
gocce di pioggia fina.
Notte lunga di sole nascosto,
sotto le proprie ombre ovunqueraccogliamo feriti, morti.
Teniamo stretta la rabbia
come qualcosa che si ama.
Gustiamo l’odio
come un alimento.

Retrocediamo ma…
ritorneremo domani!
Un giorno – l’undici-
ci strapparono la libertà
e settembre.
Non sanno che di ottobre
ne abbiamo molti
nella nostra storia…
Generali,
sopra il vostro settembre
cadrà
anche il nostro ottobre!

Foto di Valentina Perniciaro. Tetti di Roma, In difesa di una casa occupata

Foto di Valentina Perniciaro. Tetti di Roma, In difesa di una casa occupata

 

 

 

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