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Posts Tagged ‘precariato’

Assemblea Pubblica al nuovo studentato occupato a Roma: Casa dei precari Alexis

7 dicembre 2012 Lascia un commento

COMUNICATO DI LANCIO DELL’ASSEMBLEA DI VENERDì 7 ALLE18—
STUDENTATO/CASA DEI PRECARI –ALEXIS

Ieri abbiamo occupato lo stabile in via Ostiense 124 e lo abbiamochiamato Alexis ,
perché quando diciamo che i compagni/e vivono nellelotte, ci crediamo veramente.
Infatti la giornata di ieri è stata una grande giornata di lotta, una giornata di cortei, di occupazioni e di risposta reale .
Lo avevamo detto, scendere in piazza a consumare le strade non ci basta più, cominciamo a portare elementi di proposta, luoghi dove sperimentare il comune e le possibilità oltre l’esistente, oltre il capitalismo.

Alexis vuole essere uno spazio aperto alla città, vuole essere una risposta abitativa per gli studenti che non hanno alcuna agevolazione da parte delle università dal punto di vista di alloggi che vengono messi in affitto e nei quali l’accesso è sempre più limitato se non sconveniente, visto il decentramento degli alloggi che spostano il problema abitativo con quello della mobilità, oltretutto concepiti come mini-caserme (documenti all’entrata).
Ma Alexis vuole anche uscire dalla situazione prettamente studentesca in quanto poi parlare di soggetto studente oggi è qualcosa di molto difficile , preferiamo parlare di precari in formazione, essendo questo soggetto inserito da subito nella totale precarietà, e quindi pensare ad una casa anche dei precari e delle precarie in un contesto sociale e con un mercato del lavoro non solo disastroso, ma sempre più portato verso il baratro da parte delle misure di austerity messe in campo per il mantenimento del sistema economico-politico.
Tutti noi siamo già da tempo nella giungla della precarietà e ci ritroviamo nel “gioco” delle 47 modalità contrattuali o a nero a dover accettare lavori sottopagati e prese in giro varie, qualcosa di sempre più diffuso, ma la necessita di non accettare questa condizione si fa sempre più forte.

Alexis quindi si colloca in uno spazio cittadino, di una citta dove l’abuso edilizio e la speculazione sono altissimi, dove sono più le case senza persone che le persone senza case, ma anche direttamente nello spazio territoriale dove a pochi metri si compie una grandissima speculazione su quello che era l’ex “quartier generale” Acea tenuto in affitto al costo di un miliardo e mezzo l’anno da partedella regione , vuoto e frutto delle speculazione di più privati, aziende , costruttori noti e in un territorio che subisce fortemente in maniera negativa la presenza di una grande fabbrica, la fabbrica del sapere di Roma3.

Allo stesso tempo Alexis vuole collocarsi in uno spazio transnazionale ed Europeo, perché sente forte il bisogno di una connessione e di generalizzare il conflitto in tutti gli ambiti sociali, sente il forte bisogno di cambiamento e di alterità, vuole darsi come tendenza lo sciopero sociale.

Rivendichiamo reddito, perché non vogliamo piegarci al ricatto del lavoro sottopagato e dello sfruttamento e lo facciamo riprendendocene un pezzetto, smettendo di pagare l’affitto e le case, i soldi che buttano, con cui speculano, devono cominciare a darli alle persone.

Stamattina hanno sgomberato l’occupazione di Sette Camini e, mentres criviamo, sappiamo essere in atto altri tentativi di sgombero, ma anche conseguenti mobilitazioni per rispondere subito ad ogni intimidazione;

noi portiamo la nostra vicinanza e complicità e sappiamo tutti e tutte che anche se sgomberati,
Oggi pomeriggio invitiamo tutte le realtà di movimento , tutti soggetti, singoli, gli abitanti del quartiere, studenti e chiunque voglia, ad intervenire e a prendere parola con noi in un’ASSEMBLEA PUBBLICA CITTADINA e a sentirsi complici di un progetto ed una prospettiva, che tende al cambiamento non solo possibile ma necessario.
APPUNTAMENTO ORE 18
IN VIA OSTIENSE 124

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Grazie signora ministra Severino!

16 novembre 2012 6 commenti


Grazie signora ministra,
avevamo bisogno di lacrimogeni dall’alto, dalla stanza sopra a quella dove lei lavora.
Grazie signora ministra,

Disegno tratto da Scarceranda 2010

è ovvio che lei sia ignara del fatto che dalle finestre del suo ministero si sparava su qualche centinaio di studenti in fuga, gran parte minorenni.
Grazie signora ministra,
mancavano solo quelli, dopo i calci in faccia, dopo le manganellate tra capo e collo alle spalle..
Grazie signora ministra,
della dose cancerogena di armi da guerra usate contro civili (studenti poi), da un secondo piano “di Stato”.

Chi li ha lanciati?
I GOM? Il reparto creato, con somma commozione e soddisfazione, dall’ex ministro Diliberto per legalizzare le squadrette di picchiatori nei corridoi delle patrie galere?
Di chi erano quei lacrimogeni? I GOM non possono aver nessun compito di ordine pubblico, quindi non credo.

Erano CS, quindi o polizia o carabinieri…
li ha autorizzati lei ad entrare nel ministero e sparare al piano da sopra il suo ufficio?
E’ andato tutto secondo il programma?
O vuole raccontarci che non ne era al corrente?

[Link: je volemo fa’ ‘er narcotest?]

AGGIORNAMENTO DOVEROSO, che ci conferma che magari un narcotest eh! :

Un convegno che parla dei quotidiani assassinii sul lavoro

30 marzo 2012 1 commento

Proprio ora che di lavoro non voglio sentir parlare per una manciata di giorni,
vi segnalo quest’iniziativa che alcuni lavoratori mi hanno chiesto di pubblicizzare.
Non potrò esserci per ovvi motivi geografici, ma non c’è iniziativa che parla dei quotidiani assassinii sul lavoro
che non ha il mio sostegno, totale.
E gli assassinii sul lavoro hanno diverse forme.
Perché c’è chi esce la mattina di casa e non torna più, morendo come una mosca schiacciata, come se ne sono andati Antonio e Matteo

C’è chi invece a casa torna tutte le sere, convinto che quella tosse sia solo colpa del freddo…e poi vola via, ucciso da una malattia che poteva tranquillamente non prendere, ucciso da ciò che per anni ha respirato, lavorato, imballato, trasportato.
Nessuna di queste morti è bianca, proprio nessuna.
Perché chi muore sul lavoro muore assassinato: assassinato dal profitto, dallo sfruttamento, dai meccanismi del capitale.
Perché chi muore sul lavoro non sembra aver diritto nemmeno alla memoria, a meno che non abbia una divisa addosso.
E allora, proprio nel giorno in cui me ne vado un po’ in ferie, a staccare da questa merda di vita che si fa per 1000 euro al mese,
vi lascio con questo invito a partecipare ad un dibattito con lavoratori, tra lavoratori.
Che dovrebbero uscir di casa per un salario, e spesso lo fanno rischiando la loro vita e perdendola.

CONVEGNO MORTI SUL LAVORO!
SABATO 7 APRILE 2012 ORE 15.00
(SCHIO – Cinema Pasubio- via Maraschin, 77)

SARANO PRESENTI I LAVORATORI:

GRETA ALTO VICENTINO AMBIENTE (SCHIO), TRICOM GALVANICA PM (TEZZE SUL BRENTA), ETRA (BASSANO), ARSENALE F.S (VICENZA), BREDA (SESTO SAN GIOVANI), MARLANE MARZOTTO (PRAIA A MARE), THYSSEN KRUPP (TORINO), MEDICINA DEMOCRATICA

°ASSEMBLEA DEI LAVORATORI PER RICORDARE NOSTRI CADUTI SUL LAVORO, MA ANCHE PER IMPEDIRE CHE TALE IGNOMINIE SI RIPETANO, PARTECIPIAMO TUTTI-E PER CONTRASTARE LE MORTI SUL LAVORO.

°INIZIAMO UNA CAMPAGNA PERMANENTE CONTRO LE MORTI SUL LAVORO E… DA LAVORO, GLI INFORTUNI SUI LUOGHI DI LAVORO, LE MALATTIE PROFESSIONALI E INVALIDANTI, I DISASTRI AMBIENTALI E LE LAVORAZIONI NOCIVE E PERICOLOSE, SIA PER CHI LAVORA SIA PER LA SALUTE DELLA CITTADINANZA.

°MAI PIU’ MORTI SUL LAVORO IN NOME DEL PROFITTO A OGNI COSTO
°PERCHE’ SI MUORE ANCORA DI INDIFFERENZA, DI NOCIVITÀ’ E DI PRECARIETÀ’.

°IMPARIAMO A DIRE “NO” AL RICATTO DEI PADRONI CHE CI FANNO LAVORARE IN CONDIZIONI DI GRAVE INSICUREZZA, FORTI DELLA DILAGANTE DISOCCUPAZIONE.

Unione Sindacale di Base

 

Sulla morte di Francesco Pinna, da chi vive sospeso in aria

19 dicembre 2011 1 commento

Come è noto a tutti, il 12 dicembre 2011 Francesco Pinna è morto a Trieste durante il montaggio del palco di Jovanotti.
Innanzitutto vogliamo esprimere la nostra piena solidarietà e vicinanza alla sua famiglia e a tutti coloro che sono rimasti feriti o comunque coinvolti in questa tragedia. Un errore umano non può giustificare del tutto la morte di una persona, gli uomini possono sbagliare per stanchezza, per fretta , per pressioni varie. Nel nostro mondo il tempo è denaro e il denaro a volte conta più della sicurezza.
Nonostante negli ultimi anni siano avvenuti dei miglioramenti riguardo l’attenzione alla sicurezza nei concerti, spesso alcune norme di carattere economico la fanno ancora da padrone mentre alcune norme sulla sicurezza rimangono ancora solo scritte su carta. Le produzioni, per massimizzare i profitti, richiedono la costruzione e l’allestimento dei palchi e delle aree dove vengono svolti gli eventi live, nel minor tempo e con meno personale retribuito possibile, anche perché le location hanno costi giornalieri esorbitanti così come gli affitti e gli spostamenti dei materiali.

Questo comporta la fretta costante nel lavoro e lo sfinimento dei lavoratori, con turni nei quali lo straordinario è la regola e senza che siano intervallati dal tempo di riposo necessario.
Questo tipo di lavoro però è fisicamente molto usurante e in molti casi espone a diversi tipi di pericolo. I materiali e le strutture utilizzati sono ancora più usurati dei lavoratori, non vengono sottoposti a controlli di revisione adeguati, vengono riutilizzati anche se danneggiati e questo mina già in partenza il discorso sulla sicurezza.

E’ evidente che lavorare in queste condizioni comporti sempre un enorme fattore di rischio.
Ci teniamo a precisare che è inaccettabile morire al lavoro in qualsiasi caso, non solo se si lavora per pochi euro l’ora. Il fatto che la manovalanza indispensabile venga retribuita in modo così inadeguato è dovuto al sistema di subappalto dei servizi che prevede troppi passaggi tra i reali committenti e i materiali realizzatori del lavoro proposto facendo si che, ad esempio, un facchino che  a monte costa, non meno di 14 euro l’ora, percepisca realmente meno della metà.

Anche quando il lavoro è più o meno ben pagato, come nel caso dei tecnici specializzati, le condizioni di vita che ne derivano non sono comunque delle migliori. Ci viene richiesta sempre la massima disponibilità, si va al lavoro senza sapere quando si stacca, non si ha la sicurezza della continuità del reddito, non si può programmare il lavoro a lungo termine, si hanno pochi margini di trattativa e ognuno sembra dover pensare solo per se stesso, non vengono fatte valere le più elementari regole del diritto del lavoro (si pensi alla giornata di otto ore), il livello di ricattabilità è molto alto, i dispositivi di protezione sono a carico del lavoratore, i lavori vengono pagati tra i trenta e i novanta giorni, non esistono permessi, malattie, ferie, tredicesime, le coperture enpals e inail sono solo di facciata, così come gran parte dei contratti, quando esistono, sono fittizi.

Il lavoro a chiamata e più che subordinato viene mascherato da libera impresa individuale o collettiva, nel caso delle cooperative.
La morte di un ragazzo ha puntato i riflettori per un breve periodo su un mondo del lavoro che finora è stato più che sommerso. Seppure dal 2008 il testo unico sulla sicurezza ha spinto molti datori di lavoro a trovare escamotage contrattuali, garantiti dalla legge Biagi, si continua a lavorare in nero, soprattutto nelle migliaia di piccoli eventi che vengono quotidianamente prodotti.
I corsi di formazione, imposti sempre dal testo unico, sono di fatto molto spesso a carico dei lavoratori e si rivelano, vista la loro qualità, pure formalità che garantiscono un ulteriore business ad aziende ed enti, che per organizzarli vengono finanziati da Stato, Regioni, Province e UE.

Nonostante questo la regola fondamentale del settore è “THE SHOW MUST GO ON”, ci chiediamo dunque quanto potrà durare il dibattito suscitato dalla tragedia se non saremo noi lavoratori in prima persona a pretendere di lavorare in condizioni umane ed in sicurezza giorno per giorno.

Questo documento nasce dalla volontà di alcuni operai e tecnici dello show business di affrontare insieme le problematiche inerenti al nostro mondo lavorativo che il tragico evento di Trieste ha portato alla luce.

operaispettacololiveroma@gmail.com

Grecia: la società che riscopre il baratto, le ricette di guerra e gli espropri

7 dicembre 2011 2 commenti

Ieri erano 3 anni dall’omicidio di Alexis, che prima di incontrare il proiettile che l’ha ucciso era un 15enne in una serata tra amici, davanti ad un localetto del quartiere anarchico di Atene, Exarchia.
Da quel giorno nulla è stato più come prima: gli scontri e il livello di conflitto vissute nelle settimane immediatamente successive hanno decisamente cambiato il modo di stare in piazza della Grecia, prima che la grande crisi le spezzasse definitivamente le ossa.
Questo blog ha parlato tanto di Alexis, ha partecipato a quelle prime infuocate piazza, e non riesce certo a dimenticarlo.

Ora un paio di notizie dalla Grecia, per le quali ringrazio chi non smette di scovarle: da una Grecia che alza quotidianamente il livello di conflitto contro le misure di austerità prese dal governo, dal Fondo Monetario internazionale e dai mercati.
Un paese spezzato, spazzato via: un paese che però non si arrende, che sta imparando nuove pratiche ed alcune le sta solo rispolverando.
Un paese che se ha fame espropria supermercati … o che inventa nuove ricette come in questo caso…

Manuale dell’austerità

È l’ultimo manuale per stringere la cinghia: Non avete da mangiare? Mettete una melanzana nel tritatutto. Masticate il cibo abbastanza a lungo di modo che il vostro stomaco si senta pieno. E non dimenticate di spazzare via le briciole dal tavolo e conservarle in un vaso. Questi sono alcuni dei suggerimenti che i greci usavano per sopravvivere durante l’occupazione nella seconda guerra mondiale, e che sono stati raccolti in Ricette per la fame – un libro di cucina che è diventato un successo a sorpresa per milioni di greci che lottano per sbarcare il lunario in un nuovo periodo di profondo disagio causato dalla crisi economica. L’autrice, Eleni Nikolaidou, ha passato 18 mesi a copiare ricette e consigli che i quotidiani greci pubblicavano durante l’occupazione nazista dal 1941 al 1944.
Altri “consigli”: ferri di cavallo usati per rinforzare scarpe fatiscenti, sabbia cotta per conservare i limoni, e gatti e cani randagi cacciati nelle strade di Atene come cibo. Mancava lo zucchero, e veniva usata la polpa di uva passa come dolcificante, cosicché nei matrimoni venivano distribuiti confetti neri. Non  c’era caffè, sostituito da un intruglio di polvere di ceci.
Il libro è alla sua seconda edizione, e per quanto la situazione di guerra , che uccise per fame in Grecia 300.000 persone, non sia paragonabile a quella attuale, pure si moltiplicano sui giornali le ricette di cucina a poco prezzo, mentre preoccupanti segnali di miseria sono ormai indiscutibili. “La gente apre la dispensa e ci trova solo un misero sacchetto di farina chiedendosi: che ci faccio?” ha detto l’autrice. Molti bambini vanno a scuola senza aver mangiato a sufficienza, gli alimentari vendono meno, è precipitato il consumo di carne e la gente si orienta verso articoli a basso prezzo.

o il baratto:

E’ domenica a Volos, nel porto i pescatori espongono il loro pescato giornaliero, che oggi comprende merluzzo, sarde e polpo.
I prezzi sono stati ridotti, ma i clienti sono pochi.
Un pescatore ride amaramente. Gli affari vanno malissimo, è il momento di iniziare a scambiare merci.
“Dammi due chili di patate, e io ti do un chilo di pesce,” dice. “Perché no?
In effetti, molti in Grecia stanno facendo proprio questo: comincia una forma più semplice di commercio, il baratto.
E a Volos, il sistema del baratto serve anche a promuovere un nuovo senso di comunità.
In tempi recenti Volos, 100.000 abitanti, è stato uno dei centri più industrializzati della Grecia e ora la recessione ha colpito le sue fabbriche di cemento e acciaio, portando la disoccupazione al di sopra della media nazionale del 20%.
Ci si scambia anche servizi, non solo merci.
Ma gli abitanti, oltre a questo, usano una sorta di moneta locale alternativa, il TEM (equivalente ad un euro) che sotto forma di voucher viene accettata anche dai negozianti a pagamento parziale della merce (circa il 30%, e il resto in euro), e che poi gli stessi usano in altri esercizi.
Esiste anche un sito web dove le persone si iscrivono gratuitamente ad una rete di baratto,  in cui possono inserire annunci in cui  offrono e/o chiedono servizi come riparazioni, lezioni di inglese e  di computer, baby-sitting, visite mediche e altro: i membri scambiano beni e servizi accumulando TEM su un conto online..
Nell’ultimo anno, i membri del TEM a Volos sono cresciuti da poche decine a più di 500, e il movimento ha attirato l’attenzione di Atene. Nel mese di settembre, il parlamento ha approvato una legge che attribuisce alle reti di baratto lo status no-profit.
Il comune di Volos inoltre incoraggia attivamente la rete TEM. Il sindaco  ha detto che niziative come queste sono particolarmente importanti in un momento in cui la crisi economica smantella lo stato sociale..
Il Comune ha stampato volantini che spiegano il sistema del baratto e ha promosso dibattiti.
http://www.npr.org/2011/11/29/142908549/modern-greeks-return-to-ancient-system-of-barter

Marx e una lezione sui “cosiddetti eccessi” popolari

4 novembre 2011 2 commenti

“Ben lungi dall’opporsi ai cosiddetti eccessi, casi di vendetta popolare su persone odiate o su edifici pubblici cui non si connettono altro che ricordi odiosi, non soltanto si devono tollerare quegli esempi, ma se ne deve prendere in mano la direzione”.
Karl Marx, 1850
.  Indirizzo al Comitato Centrale della lega dei Comunisti
Grazie a Contromaelstrom

Comunicato da Syntagma: NESSUN COMBATTENTE NELLE MANI DELLO STATO

8 luglio 2011 Lascia un commento

Festa per un’aiuto economico per gli arrestati del 28 e 29 Giugno al fine di coprire le spese legali e le cauzioni

Il 29 giugno, davanti al parlamento greco...

Comunicato dell’iniziativa di solidarietà di supporto economico agli arrestati durante lo sciopero generale del 28 e 29 Giugno :

Questa iniziativa è stata creata Venerdi 1 Luglio in solidarietà verso con le persone arrestate. Il proposito della nostra iniziativa è quello di raccogliere  le alte spese delle cauzioni e delle spese legali imposte con tempi ricattatori in una settimana.

Agiamo in via indipendente e non siamo associati con l’assemblea popolare di Piazza Syntagma anche se non agiamo altresi in’contrapposizione con i loro sforzi di raccogliere fondi per aiutare gli arrestati .
Dovremmo ricordare che abbiamo partecipato all’assemblea popolare di piazza Syntagma, abbiamo letto il testo originale della nostra iniziativa e abbiamo girato sul posto con una scatola per raccogliere fondi.
Tuttavia, per ragioni ideologiche, abbiamo rifiutato di sottoporre il testo con una delibera in modo da essere ‘legittimato’ dall’assemblea della piazza e, infine essere inserito come loro procedura.

Un importo di 2.700 euro è stato raccolto finora dalle scatole che abbiamo fatto girare in vari eventi socio-politici, ma anche dai contributi spontanei.
Lo sforzo per gli aiuti finanziari continuerà con una festa Giovedi, 7 Luglio sulla collina di Strefi (Exarchia, Atene).
Cerchiamo di essere tutti lì!

NESSUN COMBATTENTE NELLE MANI DELLO STATO

Iniziativa di aiuto economico per gli arrestati del 28 e 29 Giugno
solidaridad2829@yahoo.gr
 

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