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Archive for the ‘L’Italia e il movimento’ Category

Revocata la detenzione domiciliare per Mario!

24 gennaio 2011 1 commento

La seconda sezione penale collegiale del tribunale di Roma ha revocato, nel corso della udienza che si è tenuta ieri, gli arresti domiciliari a Mario Miliucci, uniformandosi a quanto aveva deciso il tribunale del riesame per gli altri coimputati. L’ultimo degli arrestati per gli scontri del 14 dicembre a Roma, avvenuti nei pressi di piazza Navona durante la manifestazione contro il progetto di controriforma dell’università promosso dalla ministra Gelmini, si è visto sostituire la detenzione cautelare con una misura di sicurezza, l’obbligo di firma presso il commissariato di zona. Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati alcuni testi presentati dalla difesa mentre il maggiore testimone dell’accusa, un ispettore di polizia, non si è presentato, documentando un prolungamento dell’infermità a seguito delle contusioni subite durante gli scontri. La prossima udienza è stata fissata per il 17 marzo. In stato di custodia cautelare domiciliare resta ancora il minorenne S.M.
Questa la pagina per ascoltare la corrispondenza effettuata da Radio Onda Rossa questa mattina con i compagni in presidio fuori dal tribunale

“Mario Miliucci libero”: presidio in tribunale domani

23 gennaio 2011 2 commenti

«Miliucci libero», lunedì processo per i fatti del 14 dicembre
Ore 9.30 presidio in tribunale
Liberazione 23 gennaio 2011
Riapre lunedì il processo contro Mario Miliucci, unico del gruppo di manifestanti arrestati alla fine della manifestazione del 14 dicembre scorso ad essere sottoposto ad una misura di custodia cautelare, nella fattispecie gli arresti domiciliari, insieme al minorenne S.M., il ragazzo immortalato in diversi momenti degli scontri che hanno segnato la giornata di lotta (e che i soliti cretini malati di dietrologia avevano iscritto a forza nella categoria degli infiltrati).
La prima udienza, che lo vedeva alla sbarra insieme agli altri coimputati arrestati nella stessa retata successiva agli scontri, si è era tenuta il 23 dicembre. Nel frattempo il tribunale del riesame ha annullato le restrizioni che durante l’udienza di convalida erano state disposte nei confronti di quattro di loro. I giudici hanno ravvisato nei verbali d’arresto una eccessiva indeterminatezza delle condotte delittuose contestate. I magistrati hanno sottolineato la «generica individuazione» degli imputati nonché la presenza di numerose incongruenze nella ricostruzione dei fatti proposta dalle forze di polizia. Una situazione analoga a quella di Miliucci, nei confronti del quale si rivolgono accuse dai contorni confusi e malcerti.
I verbali d’arresto descrivono attimi di forte concitazione dovuti agli scontri molto duri avvenuti a ridosso di piazza di Spagna, e che hanno visto anche la distruzione di alcuni mezzi delle forze di polizia, senza mai fornire precise indicazioni sui responsabili effettivi degli scontri.
Arrestato casualmente in una fase di deflusso alle 15.45, come recita il verbale, a Miliucci viene attribuita (nonostante venga descritto con il volto travisato e dunque irriconoscibile) la partecipazione «unitamente alla fazione più violenta dei manifestanti» ad «un fitto lancio di sampietrini» e quindi «all’assalto dei mezzi», senza che quest’ultima circostanza verificatasi quando era già in manette, e maliziosamente lasciata scivolare nel rapporto, sia confortata da ulteriori e più consolidati dettagli.
Una volta arrestato, dopo aver subito un pesante pestaggio, il giovane si è visto accollare l’improbabile possesso di tre enormi massi trasportabili soltanto con una cariola. Insomma per volontà di qualcuno, e forse per quel nome carico di storia, Mario rischia di diventare il capro espiatorio del 14 dicembre. Per questo lunedì mattina, a partire dalle 9.30, il supporto legale del movimento dopo un’assemblea cittadina tenutasi il 15 gennaio al Volturno occupato ha indetto un presidio cittadino davanti a piazzale Clodio.

 

24 GENNAIO 2011: REVOCATI GLI ARRESTI DOMICILIARI. MARIO é LIBERO CON L’OBBLIGO DI FIRME QUOTIDIANO _ leggi_

Mario Libero, Tutti/e Liber@: Presidio a piazzale Clodio

19 gennaio 2011 Lascia un commento

Il 23 dicembre 2010 si è tenuta la prima udienza del processo a Mario e gli altri e le altre compagne arrestati\e durante la rivolta precaria e studentesca di Piazza del Popolo dello scorso 14 dicembre 2010. Il processo è stato rinviato al 24 gennaio per dare la possibilità alla difesa di acquisire ulteriori prove testimoniali , videoregistrazioni e fotografie; al contempo i giudici hanno respinto la libertà provvisoria a Mario, motivando capziosamente la permanenza in Italia – indicando in particolare la giornata di lotta a Palermo e Milano – di un “ clima di tensione sociale”, onde per cui Mario rimane agli arresti intanto fino al 24 gennaio.
I giudici per fortuna hanno però deciso di respingere l’assurda richiesta avanzata da ALEMAGNO per la costituzione di parte civile del Comune di Roma , in quanto a Mario non è addossata nessuna “lesione dell’arredo urbano”.
Ai numerosi compagni/e presenti – studenti, lavoratori, amici degli imputati – l’atteggiamento dei giudici non è apparso né sereno, né
imparziale , costoro sono sembrati partecipi e schierati con il clima fazioso e colpevolista voluto dal governo da subito e all’indomani del 14
dicembre. All’oggi – dopo una settimana di prove documentali e testimoniali ripetutamente apparse in TV , sui quotidiani e periodici – è ormai noto alla cittadinanza che gli arrestati sono stati rastrellati a caso, con il titolo abusivo e generico del reato di “ resistenza in concorso”.
Per il resto , è fallito anche il tentativo di dividere i manifestanti in “ buoni e cattivi” sia per la compattezza del movimento , sia per la
consapevolezza di larga parte della società di riconoscere alla protesta e alla condizione diffusa della precarietà motivazioni valide e concrete, che vanno ascoltate e avviate a soluzione, piuttosto che ignorate e/o represse.
L’accanimento giudiziario non ha ragion d’essere, men che mai l’assunzione sussidiata della politica: il trasformarsi in arbitri del conflitto non compete alla magistratura , tantomeno far pendere l’ago della bilancia dalla parte dei forcaioli, trasformando in capri espiatori gli arrestati del movimento solo per soddisfare i propositi di vendetta di una classe politica inadempiente e corrotte.
Tenere ulteriormente agli arresti domiciliari Mario è un abuso, una iniqua punizione, una pena affligente ancor prima della sentenza: è l’ennesima l’amara constazione di quanto dispotismo alberghi ancora nelle istituzioni, soprattutto tra coloro che dimentichi del dettato
costituzionale e della dichiarazione dei diritti dell’uomo, abusano del codice penale per perseguitare il conflitto e i suoi protagonisti.
Vogliamo Mario libero ! Vogliamo che il Movimento tutto si schieri a sua difesa e non solo le poche decine di compagne e compagni presenti ai precedenti presidi svolti a piazzale Clodio.
Mario è uno di noi, lo rivendichiamo come un nostro compagno e non può e non deve pagare per tutte e tutti: a Piazza del Popolo eravamo in decine di migliaia a difenderci dalla violenza delle Forze del Disordine !

PER L’AUTORGANIZZAZIONE SOCIALE
PER L’AUTOGESTIONE DELLE LOTTE

LUNEDI 24 GENNAIO ORE 9.30
PRESIDIO A PIAZZALE CLODIO

CSOA “MACCHIA ROSSA” MAGLIANA

A questo LINK una corrispondenza di questa mattina dai microfoni di Radio Onda Rossa

Rebibbia, Capodanno 2011: ODIO IL CARCERE

30 dicembre 2010 2 commenti

Capodanno 2011 con Radio Onda Rossa

COME OGNI ANNO SAREMO ALL’INCROCIO TRA VIA BARTOLO LONGO E VIA RAFFAELE MAJETTI, SOTTO LA GARITTA DEL MURO DI CINTA DEL CARCERE ROMANO DI REBIBBIA, UN PIANETA MASTODONTICO DI RECLUSIONE DI UOMINI E DONNE.
DALLE ORE 11 ALLE ORE 15, SAREMO SOTTO QUELLE MURA PER PORTARE UN PO’ DI MUSICA E COLORE, PER FAR ARRIVARE UN PO’ DI CALORE AI DETENUTI, PERCHE’ ODIAMO IL CARCERE E CI PIACE RIBADIRLO. GIORNO DOPO GIORNO.
IO, PERSONALMENTE, LO MALEDICO OGNI GIORNO DELLA VITA MIA.
PER LA LIBERTA’ DI TUTTE E TUTTI, INCONDIZIONATAMENTE.

SOSTIENI E DIFFONDI SCARCERANDA
SOSTIENI E ASCOLTA RADIO ONDA ROSSA
ODIA IL CARCERE

per Mohammed Bannour, morto sul lavoro, dentro l’università

28 dicembre 2010 Lascia un commento

IL 28 DICEMBRE DALLE 17 ALL’UNIVERSITA’ DI ROMA LA SAPIENZA PRESSO il CANTIERE nella FACOLTA’ DI SCIENZE POLITICHE
ci sarà un’ INIZIATIVA DEL COMITATO 5 APRILE PER RICORDARE L’ENNESIMO MORTO SUL LAVORO, IN UN CANTIERE DELL’UNIVERSITA’ PIU’ GRANDE D’ITALIA…IN FASE DI RISTRUTTURAZIONE.

MOHAMMED BANNOUR, 35 ANNI TUNISINO, E’ MORTO SUL COLPO A CAUSA DEL RIBALTAMENTO DI UN MACCHINARIO CHE
LO HA SCHIACCIATO CONTRO UN MURO. LASCIA LA MOGLIE E TRE FIGLI, UCCISO SUL LAVORO IL 22 DICEMBRE 2010, MENTRE
NELLA CITTA’ DI ROMA SI ESPRIMEVA IL DISSENSO DI STUDENTI E STUDENTESSE ALLA RIFORMA GELMINI.
SI INVITANO COLORO CHE HANNO INTERESSE A MANTENERE VIVA L’ATTENZIONE SUL CASO SPECIFICO E SULLE STRAGI SUL
LAVORO, A PARTECIPARE A QUESTO APPUNTAMENTO.
SI STA ORGANIZZANDO UNA INIZIATIVA CON IL MOVIMENTO STUDENTESCO PER IL 22 GENNAIO 2011, A UN MESE DALLA MORTE
DEL LAVORATORE, ANCHE PER AVERE RISCONTRI SUGLI ESITI DELL’INDAGINE E PER SAPERE SE IN QUEL CANTIERE SONO STATE RISPETTATE TUTTE LE NORME DI SICUREZZA E SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO.

COMITATO 5 APRILE – snodo romano della RETE NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
bastamortesullavoro@gmail.com

 

Mario libero, tutti liberi

25 dicembre 2010 5 commenti

Mario libero, tutti liberi

Durante la prima udienza per il Processo contro 5 delle 26 persone rinviate a giudizio tra i fermati del 14 dicembre a Roma, il Tribunale  di Roma ha confermato le misure di restrizione della libertà per tutti gli imputati.

Foto di Valentina Perniciaro _TUTT@ LIBER@_

Mario continua ad essere costretto agli arresti domiciliari senza poter vedere nessuno, se non i genitori, né comunicare con l’esterno. Lo studente di 16 anni (giudicato l’altro giorno al tribunale minorile) rimarrà ai domiciliari fino a giugno e l’unica concessione è stata il poter andare a scuola la mattina. Agli altri è rimasto l’obbligo di firma 2 volte al giorno.

Non è stata concessa nessuna attenuante alle restrizioni, adducendo come motivazione il “clima di tensione sociale”: una chiara scelta politica da parte dei magistrati nei confronti di chi si ribella alla crisi che i padroni vogliono imporre e all’offensiva del governo Berlusconi.
Il comune di Roma si costituisce parte civile contro tutte quelle persone che hanno nei capi di imputazione il “danneggiamento”. Una decisione chiaramente intimidatoria del fascista Alemanno, che è tanto bravo nel dare i numeri, quanto incapace nel considerare le questioni sociali della città, ormai ridotta ad una discarica dopo di due anni di sua amministrazione.
I magistrati hanno dimostrato di essere rimasti fortemente intimoriti dalle sparate dei vari Alemanno, La Russa e Gasparri e dagli atti intimidatori del governo tramite il Ministro Alfano che, dopo le udienze di convalida degli arresti, ha inviato gli ispettori del ministero, per far capire che aria tirava per chi non seguisse il volere del capo.

Il 14 Dicembre c’è stata una sacrosanta esplosione di rabbia popolare, un tumulto contro uno stato e una classe politica marcia e corrotta, che ha continuato a mostrare il suo vero volto dentro al parlamento tramite la compravendita dei parlamentari a vantaggio della maggioranza per superare la mozione di sfiducia al governo.
Quel giorno a Roma è scesa in piazza una parte di quell’Italia vessata e offesa da anni di Berlusconi e di politiche neoliberiste sottomesse agli interessi degli industriali e degli speculatori; quell’Italia con cui il governo non parla, non tratta, non media: esperienze di lotta che il governo non ascolta, ma che gestisce esclusivamente attraverso la repressione.
I terremotati dell’Aquila, i dannati della monnezza di Terzigno, le tante altre lotte del territorio contro le nocività e le speculazioni, gli studenti e i ricercatori dell’Università e i lavoratori di tutto il mondo della scuola da anni in lotta contro i tagli, i senza casa e senza lavoro, gli occupanti di casa e dei centri sociali, le persone migranti che non cedono al ricatto dello sfruttamento e si ribellano fuori e dentro i CIE per non essere internate e deportate, i metalmeccanici a cui Marchionne e confindustria stanno imponendo il ricatto del lavorare come schiavi o la chiusura degli stabilimenti, un’intera generazione precaria a cui è negata qualsiasi prospettiva di presente e di futuro: nei loro confronti, nei giorni e nei mesi scorsi, l’unica risposta è stata quella dei manganelli e delle denunce giudiziarie.

Il 14 Dicembre è stato un giorno di rivolta popolare e malgrado i tentativi di criminalizzazione, le sparate dei giornalisti e le becere analisi sociologiche, i movimenti e tutti quei singoli che vogliono lottare non hanno ceduto alla logica “buoni e cattivi”, ma hanno rivendicato quella forza espressa nelle strade come loro rabbia e loro dignità, come rabbia e dignità di ciascuno di noi. Quella rivolta ha fatto scrollare di dosso la paura che stato e capitale vogliono imporre e restituisce la consapevolezza che l’unica fiducia che si può avere è quella nei propri mezzi.

Sosteniamo e solidarizziamo con tutti gli arrestati, tutti i rastrellati, tutti i denunciati di quella giornata e delle lotte sociali di questi mesi.
Mario Libero tutti Liberi

L38 Squat / Laurentinokkupato – Roma

Mario Miliucci rimane agli arresti: processo rinviato al 24 gennaio

23 dicembre 2010 Lascia un commento

Mario Miliucci rimane agli arresti, il processo è rinviato al 24 gennaio

Nel primo pomeriggio di oggi si è conclusa l’udienza per 13 dei 43 compagni/e rastrellati il 14 dicembre , tutte/i erano a piede libero  tranne Mario Miliucci agli arresti domiciliari.
Il processo è stato rinviato al 24 gennaio per dare la possibilità alla difesa di acquisire ulteriori prove testimoniali , videoregistrazioni e fotografie; al contempo i giudici hanno respinto la libertà provvisoria a Mario , motivando capziosamente la permanenza in Italia – indicando in particolare la giornata di ieri a Palermo e Milano – di un “ clima di tensione sociale”, onde per cui Mario rimane agli arresti intanto  fino al 24 gennaio.
I giudici hanno anche deciso di respingere la “costituzione di parte civile “ del Comune di Roma , in quanto a Mario non è addossata alcuna “ lesione dell’arredo urbano”.
Ai numerosi compagni/e  presenti – studenti, lavoratori, amici degli imputati – ( un folto presidio stazionava all’ingresso del Tribunale)l’atteggiamento dei giudici non è apparso ne sereno, ne imparziale , costoro sono sembrati partecipi e schierati con il clima fazioso e colpevolista voluto dal governo da subito e all’indomani del 14 dicembre.
All’oggi – dopo una settimana di prove documentali e testimoniali ripetutamente apparse in TV , sui quotidiani e periodici – è ormai noto alla cittadinanza che gli arrestati sono stati rastrellati a caso , con il titolo abusivo e generico del reato di “ resistenza in concorso”.
Per il resto , è fallito anche il tentativo di dividere i manifestanti in “ buoni e cattivi” sia per la compattezza del movimento , sia per la consapevolezza di larga parte della società di riconoscere alla protesta e alla condizione diffusa della precarietà motivazioni valide e concrete, che vanno ascoltate e avviate a soluzione, piuttosto che ignorate e/o represse.
L’accanimento giudiziario non ha ragion d’essere, men che mai l’assunzione sussidiata della politica : il trasformarsi in arbitri del conflitto non compete alla magistratura , tantomeno far pendere l’ago della bilancia dalla parte dei forcaioli, trasformando in capri espiatori gli arrestati del movimento solo per soddisfare i propositi di vendetta di una classe politica inadempiente e corrotte.
Tenere ulteriormente agli arresti  Mario è un abuso, una iniqua punizione, una pena affligente ancor prima della sentenza : è l’amara con stazione di quanto dispotismo alberghi ancora nelle istituzioni, sopratutto tra coloro che dimentichi del dettato costituzionale e della dichiarazione dei diritti dell’uomo, abusano del codice penale per perseguitare il conflitto e i suoi protagonisti

Ovunque,comunque , Tutti Liberi !

Vincenzo Miliucci,che ricambia con affetto le migliaia di comunicazioni ricevute per Mario e che augura un buon 2011 , a voi tutte/i e alle presenti generazioni di compagne/i perché avviino il percorso comune per affrontare l’urgenza dell’alternativa di società.

 

Richiesta autorizzazione corteo al sindaco Alemanno, prefetto e questore. ;-)

21 dicembre 2010 1 commento

Alla c.a. Sindaco di Roma Gianni Alemanno
Alla c.a. Questore di Roma Francesco Tagliente
Alla c.a. del Prefetto di Roma Giovanni Pecoraro

Oggetto:
La nostra richiesta di autorizzazione

Con la presente gli studenti e le studentesse della Sapienza comunicano alle autorità che il giorno 22 dicembre sfileranno per le strade di Roma.
Apprezziamo davvero la vostra apertura al dialogo che in queste settimane si è manifestata ripetutamente e in vari modi: dalle centinaia di denuncie per manifestazione non autorizzata, agli arresti immotivati, alla costruzione di una “zona rossa” permanente e in continua espansione.
Siamo molto lieti di tanta premura nel volerci proteggere, tenendoci lontani dai patetici teatrini e compravendite di parlamentari, che avvengono ormai come consuetudine dentro Montecitorio e Palazzo Madama.
Potete stare tranquilli: la politica istituzionale si è già allontanata dai noi e dal resto della società molto tempo fa. Sono proprio i nostri cortei e i nostri blocchi stradali ad aver riportato la politica vera nelle strade e nelle piazze, dall’università a tutta la città.
Per il movimento studentesco il corteo spontaneo è da anni la vera pratica con la quale far vivere e rendere visibile il diritto di manifestare, la voglia di partecipare e prendere parola sul nostro futuro.
Proprio per questo motivo il 22 lasceremo i palazzi del potere nella solitudine della loro miseria e andremo nella altre zone della città, per parlare con chi come noi è inascoltato da quelli stessi palazzi.
Vogliamo però interloquire con chi ha detto, in questi giorni, che bisogna ascoltare il nostro disagio, perciò domani una nostra delegazione porterà una lettera al Presidente Napolitano.
Vi inviamo questa richiesta di autorizzazione e vi chiediamo: siete disposti a garantire il diritto di manifestare?

Gli studenti e le studentesse della Sapienza in mobilitazione

Foto di Federico Maiorani. Roma, 14 dicembre 2010

Tonino ai domiciliari!

21 dicembre 2010 1 commento

BUUUUM! Il Duka sugli scontri del 14 dicembre’10

20 dicembre 2010 4 commenti

MO IO NON SO UNA CHE DI SOLITO “AMMIRA L’ESTETICA” COME SCRIVE ALLA FINE IL DUKA,
MA QUESTA PAGINA M’HA FATTO SORRIDERE, NON POSSO NEGARLO!

Giochi pirotecnici

Buumm! Sembra la festa di Fuorigrotta! Però questa volta le bombe di carta non scoppiano per festeggiare santi, ma solo le porchemadonne di chi sta pagando la crisi. Bumm! Buuum! BUUUUM! Uomini e donne attaccano i blindati e danno fuoco alla città indorata per gli acquisti natalizi. Buumm! Dopo Atene anche a Roma bruciano gli alberi di Natale!

Poco prima, nel preciso momento in cui dal palazzo filtravano notizie sulla scandalosa fiducia, si frantumava il mito di un popolo civile che protesta civilmente. Dove qualcuno tifava per un 25 luglio, si è aperta la strada di un 25 aprile. Buumm!
Lo scenario è cambiato in un botto. La parola è passata alle piazze. E mentre i media facevano retromarcia urlando alla guerriglia criminale, il reale ha squarciato il reality show. Buumm! Il sito di Repubblica impallidisce terrorizzato: dov’è finito il popolo educato dell’anti-berlusconismo? Dove sono andati i vostri immaginari bravi ragazzi? Buum!

Ci sono sedicenni con magliette azzurre e la scritta “Napoli ti seguiremo ovunque” che dopo aver lanciato i sacchi dell’immondizia fanno scoppiare petardoni in stile Terzigno. C’è uno sbarbato che ha tirato fuori dallo zainetto una picozza d’alpinista e ora sta sfasciando i vetri di una camionetta della finanza. Ragazze in passamontagna e felpa nera sfondano bancomat e telecamere. Punkettini in adrenalina recuperano sampietrini dal selciato. Ultras delle curve fanno girare le cinte di cuoio davanti alle guardie. Militanti di piccoli collettivi di periferia si buttano sui celerini con la loro bandierina rossa, spinti in missione da una forza interiore.  Un liceale piccoletto con il casco in testa cammina come un robottino caricato a molla, avanza da solo verso gli scudi dei poliziotti. Un pezzo di legno in mano e gli occhi spiritati. Buum Buumm!

Foto di Valentina Perniciaro _muri di Atene, dicembre 2008_

Piazza del popolo non c’è  più. Buum Buumm! Gli sfigati, i soliti ignoti, occupano la scena. Da Londra all’Italia le fiamme illuminano la strada maestra. Il sapere non è più la sacra icona da difendere, ma è una mostruosa arma con cui fare male al nemico. È l’intelligenza collettiva di organizzarsi nello spazio metropolitano, di rendersi imprendibili, di farsi sciame e di attaccare nei punti migliori. Buum! Buum!!
Ci sono i rappresentanti della brigata Monicelli, erano in 2000 sul red carpet, ora sono solo in otto su via del corso, eppure si fanno sentire lo stesso. Sono guidati da un ciccione venticinquenne che fa lo sceneggiatore precario, i capelli lunghi e biondi alla Gérard Depardieu. Da novello Danton con il megafono in mano comizia: “La speranza, come diceva Monicelli, è solo una trappola dei padroni. Una presa in giro per noi giovani senza futuro, siamo noi che viviamo sulla nostra pelle le conseguenze umilianti di leggi modellate sui privilegiati.”

Una fiumana di gente subisce una carica, lo sceneggiatore si mette in mezzo alla via e con la sua mole blocca gli studenti impauriti. “Non scappiamo, non vi accalcate uno sull’altro. Piano! Piano! Andate piano.” E’ la prima volta che fa scontri eppure ha il senso di responsabilità di un generale napoleonico. Si sente di guidare uno spezzone piccolo ma importante di questo movimento, i lavoratori del cinema italiano.  In un momento di pausa, in un attimo di calma, tra le nuvole dei lacrimogeni, grondando sudore, riappoggia le labbra al megafono, alza la testa verso il cielo, chiude gli occhi e urla: “La linea discriminante non corre più tra violenza e non-violenza, ma tra violenza dei governi, della polizia, delle banche e dall’altra parte la nostra forza costituente.”

Dove qualcuno tifava per un 25 luglio, si è aperta la strada di un 25 aprile. Buumm!
Chi sono? Chi sono? Sono tutti giovani. Gente mai vista! Sono radicali nei comportamenti, infuriati in piazza. Hanno afferrato la questione alla radice: o si trasforma tutto, o la crisi la pagheremo noi. Buum! Buum!! BUUMM!

Sommerso dalla baraonda mi sento preso da un sogno, e così al posto di scroccare la solita canna, al Danton con il megafono gli chiedo: “Che c’hai un sercio?”  Non ce n’erano più di serci, né di pietre, né di bastoni o legnetti, niente di niente, tutto era già stato lanciato. Allora ho alzato lo sguardo insieme alle migliaia di persone di piazza del Popolo. Una colonna di fumo nero, un’enorme colonna alimentata da un blindato in fiamme, s’alzava all’imbocco di via del Babbuino. C’è stato un momento di silenzio, poi un gran boato di gioia.  Esattamente come qualche giorno prima ai piedi del Big Ben londinese. La stessa scena ad uso consumo degli obbiettivi dei telefonini, per abbellire una pagina di Facebook con uno storico ricordo. Momenti che passano attraverso la stretta apertura del presente ed entrano indelebili nella memoria collettiva.

Gli scontri di Piazza del Popolo

Forse non serve a niente attaccare d’inverno il palazzo, ma ogni tanto è bello vedere che l’ordine è messo sottosopra.  Buum! Buum!
Non facciamo scempio di questo bel gesto compiuto proprio mentre dentro quello stesso palazzo se ne svolgeva un altro immondo, con le carogne in giacca e cravatta che si rubavano il portamonete a vicenda.

I lacrimogeni scoppiano a ripetizione, i blindati fanno caroselli, la piazza piano a piano si svuota, inizia la caccia all’uomo. I ragazzini vengono massacrati per terra. Corro via insieme a un tipo anziano bell’allenato “Faccio due ore di spinning al giorno nella palestra del mio quartiere.” mi dice “Per questo sono qui, quelli della mia età non ce la fanno più a reggere uno scontro, altrimenti sarebbero venuti.” Io e il pensionato vediamo un nugolo di poliziotti che s’accaniscono con i manganelli sulla faccia di uno studente già sdraiato per terra “ Nel 1968 a Parigi” mi dice lui “ Il prefetto aveva invitato le forze dell’ordine a non commettere violenza inutile perché rimane nell’occhio di un ragazzo che la vede. E non passa più.” Ecco, i processi della memoria riaffiorano ancora. A Genova non sfondammo la zona rossa. A Roma l’abbiamo varcata. Nel 2001 abbiamo lottato separati. Adesso siamo rimasti uniti. Allora i diciottenni scapparono perché non si attendevano l’inferno, oggi i diciottenni sono quelli che incitano gli altri a non scappare più.

Eppure il 14 dicembre non è la cura. Il 14 è solo il sintomo. Adesso bisogna dire stop alle contrapposizioni tra buoni e cattivi, chi c’era e chi non c’era. Cercare di non dividere, anzi sforzarsi di unire. Questo è un punto da tenere fermo. Un corpo sociale in grave sofferenza si esprime con rabbia contro chi l’ha condannato al male. Noi sosterremo sempre la spontaneità e la furia, ascolteremo il rombo di quelle acque. Ci caleremo dentro. Ma sappiamo anche che senza un corso in cui incanalarsi, senza argini tra i quali correre, l’acqua non forma più un fiume, ma solo una palude. Non dobbiamo fermarci al sintomo, ma trovare la cura. Andare oltre il momento della negazione. Serve il collegamento tra le lotte, serve organizzarsi, servono alleanze, servono saperi adeguati.

E’ vero, il fatto che si sia riaffacciata la metafora dell’assedio non fa capire nulla della natura del potere. Ma quando si innalza il livello dello scontro, non c’è  niente oltre al “no future”.
È un non-senso bruciare le macchine, d’accordo, le banlieues ce l’hanno insegnato, ma per avere un senso si deve far crescere una consapevolezza comune.
Ma oggi non ci mettiamo a recriminare o a trovare ragioni politiche da una parte e dall’altra.

Per una volta proviamo ad andare oltre al No future, per una volta ammiriamo l’estetica.
Buumm! Buumm! BUUUMMM!

 

Oreste Scalzone risponde a Gasparri sul 7 aprile

19 dicembre 2010 3 commenti

Da Parigi Oreste Scalzone replica alle dichiarazioni rilasciate oggi da Maurizio Gasparri che ha auspicato una retatata preventiva, come gli arresti del 7 aprile 1979 che portarono in carcere i vertci dell’Autonomia, contro i Centri sociali da lui considerati i capi occulti delle manifestazioni di quest’ultimo periodo contro il governo e degli scontri del 14 dicembre scorso a Roma

Foto di Valentina Perniciaro _Oreste perplesso_

«La governance, non solo in Italia, marcia allo sbando e non avendo niente da offrire sul terreno di una regolazione sociale che non sia dettata da un sotterraneo panico, semplicemente si fa feroce. Resta un’attitudine predatoria e di guerra alla cieca a quelli che per per brevità possiamo chiamare poveri e sottoposti». È il punto di vista di Oreste Scalzone, ex leader di Potere Operaio, che fu tra gli arrestati in quel 7 aprile evocato oggi dal capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. «Invece delle sciocchezze che vanno dicendo i vari Cascini e Palamara, qui ci vuole un Sette aprile, giorno in cui furono arrestati tanti capi dell’estrema sinistra collusi con il terrorismo», ha detto il senatore Pdl in merito agli scontri dei giorni scorsi a Roma. «Gasparri non perde occasione per straparlare in modo talmente grottesco che rende difficile anche infuriarsi», è stata la replica di Scalzone, al telefono con l’Ansa.
«Di fronte all’orizzonte livido e stregato che passa il convento – ha continuato Scalzone – considerare impensabili delle esplosioni di rivolta di questo genere è da decerebrati. Quando poi si parte col voler strumentalizzare questa rabbia per giocarla nel teatrino della politica e poi si sconfessa chi esce dalle righe e lo si demonizza, si esercita una vera funzione di provocazione prima e di infamia dopo».
Scalzone – che fu condannato a 16 anni di reclusione per partecipazione a banda armata e rapina e ora, dopo una lunga latitanza, è un uomo libero perchè i reati di cui era accusato sono stati dichiarati prescritti – ha annunciato che proprio sugli scontri di Roma sta inserendo in queste ore una «videolettera» su Youtube in 12 moduli. Al centro delle sue osservazioni, anche Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato: «La signora Finocchiaro – ha osservato, fra l’altro – aveva sfoderato la solita abbietta dietrologia straparlando di poliziotti infiltrati tra quei manifestanti». «Siamo al punto – ha poi sottolineato Scalzone – che è il capo della polizia Manganelli che deve farsi carico di parlare della rabbia sociale che muove soprattutto i giovanissimi, per lamentare che una ‘voragine di vuotò affida alla polizia ed esclusivamente ad essa la gestione del problema».

IL 7 APRILE su questo blog : 12

Vauro e il Manifesto si autocensurano: E FANNO BENE!

19 dicembre 2010 7 commenti

VAURO su il Manifesto, 15 dicembre 2010

Il giorno dopo gli scontri di Piazza del Popolo, quel giornale ormai da molto illeggibile e reazionario qual è il Manifesto,
ha pubblicato in prima pagina una vignetta di Vauro sconcertante per la sua infamia.
Malgrado già da molte ore girassero notizie che il “ragazzo con la pala” era un manifestante, un giovanissimo compagno mandato al linciaggio mediatico,
il vignettista tanto caro alla sinistra salottiera confermava la teoria complottarda dell’infiltrato con la sua vignetta.
GIovanni Santone con la faccia di Kossiga e , l’ “infiltrato” di Piazza del popolo con quella di Maroni.
UNA VERGOGNA!
Una vergogna che Vauro poteva almeno smentire: innegabile la sua genialità e capacità ironica, quindi poteva avere il buon gusto di scusarsi.
In più, cosa ancora più comica, sul sito del Manifesto la vignetta non compare…
di solito dopo 48 ore vengono archiviate tutte in rete, mentre quella manca.
Menomale che hanno inventato gli scanner, perchè almeno quest’infamata di Vauro in rete ce la mettiamo uguale.
E magari la prossima volta che lo incontriamo in piazza ci ricordiamo di ricordarglielo!

Ed ora anche sul blog di Insorgenze un articolo a riguardo!

Comunicato di Vincenzo Miliucci, il “volscevico”!

19 dicembre 2010 13 commenti

Giù la maschera , fascisti in doppiopetto !

Negli anni ’70, nella pienezza dei movimenti di partecipazione democratica per la trasformazione egualitaria della società, i fascisti La Russa e Gasparri erano dalla parte della strategia della tensione che auspicava un regime autoritario a suon di bombe , stragi e complotti.
La mia generazione ha speso la propria gioventù per salvare l’Italia dal golpismo e stragismo : le contrade e le città italiane sono piene di lapidi che ricordano il sacrificio di centinaia di nostri coetanei , i “ nuovi partigiani”.

FOTO DI VALENTINA PERNICIARO: Vincenzo e il totem contro le morti sul lavoro _25 aprile 2008_

Così come ha combattuto nei luoghi di lavoro e nel paese per conquistare la dignità del lavoro e un parziale stato sociale , negato da potenti corporazioni e dal padronato.
E allo stesso tempo per scrollarci di dosso il soverchiante fardello di istituzioni,ordinamenti e uomini del ventennio fascista.
Nel mentre che i fascisti La Russa e Gasparri erano parte di quel MSI sedizioso e squadrista al servizio della borghesia e che tanti lutti ha procurato tra i lavoratori, gli studenti, gli antifascisti.
L’indulgenza togliattiana e democratica Costituzione hanno permesso a questi scherani di autoalimentarsi e di fare ulteriori malefatte, ma il disprezzante giudizio storico su di loro – sul loro focoso reiterare l’appartenenza fascista – è un sentimento comune degli italiani : è scritto nelle migliaia di epigrafi che ricordano l’olocausto partigiano e le vittime delle decine di stragi impunite.
Solo il troiaio berlusconiano – la perdita di senso e valori della democrazia costituzionale repubblicana – permette a costoro di occupare posti altezzosi e di sputare quotidiane-bavose-provocatorie sentenze.
La storia non è finita ! Non moriremo Berlusconiani !!
Non è detto che costoro non tornino nei luoghi di origine, le fogne !
I Gasparri,Alemanno,Storace, si portano ancora appresso l’incubo dei calci in culo presi ripetutamente negli anni ’70 dagli antifascisti autonomi di “ via dei Volsci”. Il Presidente della Corte Costituzionale dell’epoca, Giuseppe Branca , ebbe modo di ringraziare pubblicamente gli autonomi, per l’operazione di nettezza urbana esercitata a Roma nei confronti del rigurgito dei rifiuti fascisti.

Sono orgoglioso di mio figlio Mario : equilibrato,serio,responsabile, già uomo europeo e lungimirante, nonostante il fosco avvenire che si prospetta per la sua generazione.
Mario è stato educato alla tolleranza e la rispetto soprattutto dei più deboli, alla solidarietà e alla partecipazione sociale. Il 14/12 era a manifestare , consapevole di quali e quante sfide sono addossate alla “ generazione precaria “ .

E’ stato rastrellato a caso insieme ad altre decine di giovani, a cui è stato fatto assaggiare il sadismo di celle di sicurezza gelide e sudice,il cui unico giaciglio era il pavimento lercio, lasciati senza cibo. fatti oggetto di scherno , vessazioni psicologiche e minacce “ genovesi”, di ritornelli inneggianti il nazifascismo . Il ministro Maroni se non vuole diventare l’emulo di Kossiga, prima di scagliare gli strali contro il movimento , si guardi in casa propria ! Veda e sanzioni il comportamento illegale dei corpi di polizia. Bonifichi ed espella le numerose “ mele marce” , che a Napoli e Genova nel 2001 torturarono e ferirono nelle caserme e nelle piazze , che uccisero Aldrovandi e altri ancora, che ogni anno aggiornano la statistica dei danni procurati a migliaia di giovani,diversi e immigrati. Provveda innanzi tutto alla rieducazione e alla formazione costituzionale dei “ servitori dell’ordine” , che tuttora vedono nel manifestante , nel cittadino, un essere inferiore, su cui si può infierire,vituperare,produrre prove false , “ sicuri dell’impunità”. Su Mario Miliucci pende un disegno persecutorio,quello di utilizzarlo come capro espiatorio e monito nei confronti della rivolta della “ generazione precaria” alla spudoratezza della classe politica dominante.
In quanto manifestante è reo di “ resistenza alle nefandezze del governo” , un reato a cui si sentono accomunati almeno 40 milioni di italiani !

Mario porta un cognome specchiato, integerrimo e rispettato ( anche dagli avversari e financo dai funzionari di polizia) : luoghi comuni, banalità, meschinerie e falsità possono servire solo ad influenzare coscienze tiepide e magistrati asserviti.
Mario va liberato e prosciolto, la “ generazione precaria” è un bene prezioso per la democrazia e per garantire un avvenire a questo paese.

Il “ volscevico “ Vincenzo Miliucci

MARIO LIBERO!
TUTTI E TUTTE LIBERI!

APPUNTAMENTO GIOVEDI 23 A PIAZZALE CLODIO, PER IL PROCESSO A MARIO MILIUCCI

Notizie sui fermati! AGGIORNAMENTI!

15 dicembre 2010 Lascia un commento

Roma, Piazza del Popolo, 14 dicembre 2010

Roma, Piazza del Popolo, 14 dicembre 2010

Che giornata ieri per questa città!
E che mattinata oggi, dietro quel mixer, con i telefoni impazziti e la voglia di parlare che prendeva un po’ tutti.
Roma ieri, come ha scritto un blog che adoro, ha vissuto un po’ di Novecento.
Una piazza Statuto degli studenti, dei precari, dei giovani rabbiosi spesso giovanissimi!
Che dire.
Io, sono contenta.
Tra poco verrà pubblicato sul sito il lungo filo diretto di questa mattina dai microfoni di radio onda rossa.
ORE 15.35_ altra notizia che ribalta tutto. “Cambio di strategia della procura di Roma per la maggior parte degli arrestati per gli scontri avvenuti ieri nel centro storico. La procura ha deciso di farli giudicare per direttissima e domani mattina compariranno dinanzi al giudice. Tutti i fermati sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Il primo atto sarà, comunque, l’esame della legittimità dei fermi. Al termine dell’udienza, per gli indagati, tutti incensurati, potrebbe prospettarsi, a seconda delle singole posizioni, la custodia in carcere, gli arresti presso il domicilio, l’obbligo di firma, la rimessione in libertà. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti ha spiegato i motivi del cambio di rotta della procura: «Inizialmente avevamo deciso di non procedere in modo sommario con la direttissima del giorno dopo – ha dichiarato – optando per l’acquisizione di informative e dei verbali di arresto e chiedendo approfondimenti agli investigatori». «Successivamente la procura – ha aggiunto – valutate l’incensuratezza di tutti gli arrestati e la loro età, ha proceduto a circoscrivere le condotte di cui ciascuno deve rispondere. La mancanza dell’esigenza di ulteriori approfondimenti, salvo nuove risultanze, ha indotto la Procura a chiedere il giudizio direttissimo per la maggior parte degli arrestati. Nei prossimi giorni si valuteranno eventuali ulteriori fatti che dovessero emergere dagli approfondimenti investigativi»
PER QUALCHE ORA E’ STATO DETTO IN DIRETTA E SCRITTO ANCHE QUI CHE TUTTI I FERMATI ERANO STATI TRADOTTI A REGINA COELI: LA NOTIZIA E’ STATA SMENTITA POCO FA (ORE 17) DAGLI AVVOCATI. SONO ANCORA TUTTI IN QUESTURA. ANDRANNO DIRETTAMENTE DOMANI A PIAZZALE CLODIO!

Presumibilmente sarà convocato un presidio a Piazzale Clodio per domani dalle 9.00 in poi.
SOLIDARIETA’ A TUTTI I COMPAGNI FERMATI.
per i continui aggiornamenti ascoltate Radio Onda Rossa.

Intanto da un paio d’ore il centro d’Atene è scosso dagli scontri esplosi durante l’ennesimo sciopero generale di 24 ore, proprio nel giorno del voto in parlamento della manovra di austerity che prevede una radicale rivoluzione nel mercato lavorativo.
La media dei tagli sugli stupendi sarà del 26%.
Bruciasse quest’Europa, bruciasse pure. Sarebbe ora!

LIBEROoOoOoOoO!

23 novembre 2010 3 commenti

Foto di Valentina Perniciaro _e quel polso per sempre libero_

T’è cambiata la voce, come le donne in gravidanza!  😉
Non sai che dire eh? Balbetti quasi, con quella voce rotta dall’emozione, con un’orgia in capoccia che ti sta martellando,
che malgrado lo zuccotto in testa non t’ha fatto chiudere occhio una notte intera.
T’è cambiata la voce, tesoro mio e a me il cuore non smette di tremare dalla gioia,
da una felicità immensa che da madre mi ricorda quella di un parto. Un parto si, quando vedi il tuo cucciolo la prima volta negli occhi…
Oggi i tuoi occhi sono nuovi, quegli occhi belli e pieni di gioventù, quegli occhi che ti brillano come fossi un bambino.
Oggi nasci di nuovo, dopo più di trent’anni, alla faccia di tutte le mani che hanno girato chiavi per tenerti chiuso,
alla faccia di ogni blindato, di ogni spioncino, di ogni vascone di cemento.
Alla faccia delle cacate nel bugliolo, della casanza dell’infermeria a cui eri costretto, alla faccia di quel muro che ha bloccato la tua bella…
alla faccia di quel MAI che t’avevano cucito sulla pelle,
alla faccia del mondo intero, oggi ti auguro tutto il mondo, te lo impacchetterei tutto in una carta di seta e gelsomino,
di fiori di loto intrecciati, di coralli e radici di baobab.
Il mondo intero vorrei donarti, a te che me n’hai donato tanto,
a te che m’hai fatto rialzare, a te che m’hai dato un calore unico, a te che sei dentro di me in ogni mio gesto e lo sarai sempre.
A te, grande amore della mia vita, bello come il sole, bello bello bello come un carcere che brucia
e che oggi è bruciato sul serio. PER SEMPRE!

Il mondo intero vorrei donarti, non smetto di ripeterlo, tra le lacrime che mi scendono euforiche!
Con un amore che è troppo grande per non scoppiare e urlare a squarciagola!
Ti adoro uomo libero, ti adoro fratello e compagno mio,
Ti adoro infinitamente!

Foto di Valentina Perniciaro _alba e sabbia_

Libertà per i precari BROS arrestati!

10 novembre 2010 1 commento

NESSUNO OSI RIBELLARSI!?
Libertà per i precari Bros arrestati!

Foto di Valentina Perniciaro _Napoli, 6 novembre 2010, corteo nazionale contro la repressione_

13 precari del progetto Bros arrestati dopo un autentico pestaggio,  otto reclusi nel carcere di Poggioreale e cinque attualmente ai domiciliari, sono l’ennesimo bilancio allucinante di chi pensa di gestire la crisi sociale con la repressione e il manganello. E’ francamente inaccettabile! Di chi è la responsabilità se non uno straccio di progettualità e di futuro si intravede per le migliaia di precari formati in questo progetto: è delle istituzioni locali e nazionali o di chi protesta e lotta per i suoi diritti!? Di chi è la responsabilità se la regione Campania sa parlare solo di tagli ai beni essenziali? Se l’avviamento pubblico al lavoro è diventata una barzelletta, se la disoccupazione in città raggiunge cifre astronomiche e viviamo in un paese dove il welfare è ormai inesistente!?
“Briganti o Emigranti”, sembra questa, ancora una volta, l’unica possibilità prevista da chi detiene le leve del potere. Mentre la speculazione divora centinaia di milioni di euro con la cosiddetta “emergenza rifiuti”, mentre la raccolta differenziata che produrrebbe
tanti posti di lavoro è sistematicamente boicottata. In questa situazione è semplicemente vergognoso il comportamento di Questura e Prefettura che cercano di offrire uno sfogo alla crescente insicurezza sociale muovendo guerra ai ceti subalterni, a chi non accetta l’umiliazione della marginalità e si batte per i propri diritti.

Foto di Valentina Perniciaro _Napoli, 6 novembre 2010, corteo nazionale contro la repressione

E’ indecoroso il facile populismo securitario che ritroviamo spesso sui media, incapaci invece di incalzare una classe dirigente che gestisce la crisi economica contro i più deboli. E’ preoccupante il tentativo di affermare teoremi giudiziari che affrontano le lotte popolari come un fenomeno criminale!
A tutti i precari e i disoccupati, agli studenti che non hanno più una scuola pubblica, ai lavoratori senza diritti, alle famiglie senza alcuna
protezione, ai cittadini che vedono il proprio territorio avvelenato,
a chi non riesce ad arrivare alla fine del mese: usciamo dal silenzio, ribelliamoci! E’ la sola possibilità che abbiamo!!
Ai sinceri democratici chiediamo di prendere finalmente parola contro l’ennesima svolta autoritaria.
Giovedi le realtà dell’autorganizzazione sociale, dei sindacati di base, degli studenti, dei comitati civici per i beni comuni, del mondo del lavoro, dei precari saranno in piazza in occasione dell’udienza di Riesame degli arresti per rivendicare la libertà dei 13 precari, la fine della repressione contro le lotte sociali, la liberta di Tonino, altro compagno colpito da un’autentica persecuzione repressiva e giudiziaria.

Giovedì 11 novembre ore 9.30 piazza Mancini
Corteo contro la criminalizzazione delle lotte sociali

Movimenti napoletani

Foto di Valentina Perniciaro _Napoli, 6 novembre 2010, corteo nazionale contro la repressione

BRESCIA MAY DAY

8 novembre 2010 1 commento

Brescia May day! May day!

Da settimane i migranti bresciani sono in mobilitazione permanente  contro la sanatoria truffa che dopo aver aperto una speranza di  regolarizzazione ha sbattuto le porta in faccia ai tanti e tante  costretti alla clandestinità da leggi disumane come la Bossi- Fini e il  Pacchetto Sicurezza targato Maroni. Proprio da Maroni arriva l’ordine perentorio di stroncare la protesta: distruggendo i presidi che si erano  organizzati e costringendo sei persone a salire su una gru a 35 metri di  altezza dove stanno dal 30 ottobre. Ma la follia sanguinaria di chi  gestisce l’ordine pubblico non si è fermata neanche di fronte a questo gesto di disperata determinazione e alla imponente manifestazione di massa tenutasi sabato scorso: questa mattina all’alba hanno scaricato la loro violenza sui presenti al presidio provocando decine di feriti e oltre 30 persone in stato di fermo.

Brescia lancia l’allarme rosso e Roma risponde convocando un’assemblea cittadina per questa sera alle ore 19.00 presso il Volturno con lo scopo
di (auto)organizzare la nostra solidarietà attiva, quella di tutte le realtà ed i singoli impegnati quotidianamente nella battaglia per i
diritti per tutti/e.

Siamo tutt@ clandestin@
Antirazzisti e antirazziste roman@
QUI POTETE ASCOLTARE LE CORRISPONDENZE DI QUESTA MATTINA DI RADIO ONDA ROSSA: 123

NAPOLI: CORTEO NAZIONALE CONTRO LA REPRESSIONE

5 novembre 2010 1 commento

MOLTO FELICE DI PARTIRE PER NAPOLI. DOMANI TUTTE E TUTTI AL CORTEO, CONTRO LA REPRESSIONE E IL CONTROLLO SOCIALE,
PER LA LIBERAZIONE DI TONINO E DI TUTTI I DETENUTI!

Il corteo del 6 novembre vuole gridare a gran voce la liberazione di Tonino, ma siamo ben coscienti che il nostro compagno è purtroppo uno dei tanti generosi militanti impegnati nelle lotte sociali, nelle università, nei quartieri, tra la gente, che la repressione colpisce non solo per le sue azioni, quanto per il fatto che queste dimostrano quotidianamente il dissenso verso un sistema che affama ed opprime.Abbiamo scelto quindi di chiamare un corteo nazionale contro la repressione, che intendiamo dispiegata a tutti i livelli: nelle violente cariche, nelle perquisizioni e negli arresti come è accaduto negli ultimi giorni a Terzigno e Boscoreale o ancora nel caso dei disoccupati, ma anche nelle forme di controllo sociale, attraverso la militarizzazione dei territori, le ordinanze dei sindaci sceriffi e le telecamenre ad ogni angolo delle città.Per questo proponiamo la costruzione di uno spezzone unitario, a carattere nazionale, che tenga dentro tutti i movimenti e le realtà che ogni giorno lottano in difesa del lavoro, della casa, della salute.Stiamo assistendo ad un paradigma repressivo ormai consolidato. Quando le lotte si sviluppano per rivendicare diritti e dignità sociale e si radicalizzano, rappresentando una vera minaccia allo status quo, allora non si tratta più di lotte popolari, ma, anche grazie allo zelante operato della stampa, il Governo grida all'”infiltrazione” da parte di cosiddetti antagonisti, terroristi, anarco-insurrezionalisti.
Le lotte invece, ce lo dimostra Terzigno proprio in questi giorni, vanno avanti, sempre con il loro carattere popolare, grazie alla gente che popola i luoghi del veleno ogni giorno ed ogni notte.Crediamo anche noi che alla repressione non c’è altra risposta che la lotta e la dimostrazione dell’unità delle lotte in piazza rappresenta lo strumento più efficace anche per essere solidali con tutti i compagni detenuti per mano dello Stato.

Contro la repressione. Uniti si vince!Libertà per tutti i detenuti!

Collettivo Area Vesuviana / Movimento per la Difesa del Territorio Area Vesuviana / Movimento per il Lavoro Banchi Nuovi / Area Antagonista – lab. Okk. Ska e CSOA Officina 99 / Z (Zone E Traiettorie Autorganizzate) / CSOA Tempo Rosso / No-workers Terra di lavoro / CSOA Spartaco / Collettivi Studenteschi Nopasaran / Red Link / Collettivo Baruda / Studenti Federico II / Iskra / Collettivo Autorganizzato Universitario / Coordinamento II Policlinico / Confederazione Cobas Napoli

 

IO VIAGGIO DA SOLA!

28 ottobre 2010 Lascia un commento

Le Ferrovie dello Stato hanno lanciato una campagna promozionale per tutto il mese di ottobre: la definiscono “Offerta shocking”.
In effetti siamo rimaste davvero shockate quando abbiamo letto che le donne potranno viaggiare gratis solo se accompagnate e con famiglia al seguito!
Adesso Basta, IO VIAGGIO DA SOLA!
Non abbiamo bisogno di essere accompagnate, siamo libere di muoverci e vogliamo welfare per poterlo fare!

ATTENZIONE DONNA IN TRANSITO!
GIOVEDì 28 OTTOBRE STAZIONE TERMINI, BINARIO 6-8
SENTIRETE UN FISCHIO E UNA COMUNICAZIONE

ci sediamo tutte con la nostra valigia in mano!

TORINO: 3 giorni contro le espulsioni

13 ottobre 2010 2 commenti


Giovedì 21 ottobre

Ore 21.00 – “Come inceppare la macchina delle espulsioni: esperienze di lotta a confronto”

Venerdì 22 ottobre
Ore 21.00 – “Assemblea sulle lotte contro la costruzione di nuovi Cie”

Sabato 23 ottobre
Ore 12.00 – Presidio a Porta Palazzo
Ore 21.00 – “I muri e le guerre della Fortezza: macchina delle espulsioni ed industria bellica”

Domenica 24 ottobre
Ore 16.00 – Presidio al Cie di corso Brunelleschi

Tutte le assemblee si terranno presso El Paso occupato in via Passo Buole, 47 – Torino
Portati il sacco a pelo!

Per informazioni:
next2010.noblogs.orgnext2010@autistici.org / +39.331.33.66.237

SCIOPERO DEL LAVORO NERO tra Napoli e Caserta

9 ottobre 2010 1 commento

IERI DALLE 5 DI MATTINA ALLE 18 LE ROTONDE TRA NAPOLI E CASERTA SI SONO FERMATE…NIENTE CAPORALI A CARICAR SCHIAVI!
UNA GIORNATA IN CUI S’E’ RESPIRATA UN’ARIA NUOVA, DI RIBELLIONE E DIGNITA’.
IL LORO COMUNICATO E QUALCHE IMMAGINE, IN ATTESA DI SAPERE COME ANDRA’ LA MANIFESTAZIONE DI OGGI.

Oggi si è fermato il mercato delle braccia in Campania! Si sono fermati migliaia di migranti costretti a lavorare in nero principalmente in edilizia e in agricoltura con paghe sempre più basse (ormai anche sotto i 20 euri a giornata) e condizioni di sicurezza inesistenti. 
E tantissimi hanno deciso di metterci la faccia contro il lavoro in nero e la discriminazione, scendendo in piazza con cartelli e volantini in quegli stessi luoghi dove ogni giorno caporali e padroncini reclutano i propri Kalifoo (lett. “schiavo a giornata”).
Lo sciopero dei “Kalifoo” si è così palesato nei principali siti del lavoro nero (almeno venti in tutta la provincia di Napoli e di Caserta), da Casal di Principe a Baia Verde (Castelvolturno), da Villa Literno a Licola, Afragola, Scampia, Quarto, Caivano, Qualiano, Marano, Villaricca e Giugliano…. Con il supporto sul campo degli antirazzisti campani.
Un evento per certi aspetti storico, perchè mai prima d’ora in Campania (e in Italia), gli immigrati sfruttati in nero avevano scioperato così massicciamente, decidendo coraggiosamente di mostrarsi, col rischio di rappresaglie dei caporali o di compromettere il rapporto di lavoro con il padroncino di turno.
Una scelta fatta per rivendicare diritti e dignità, salario e sicurezza, a partire da quel permesso di soggiorno senza il quale è impossibile sfuggire ai ricatti e molto spesso trasforma le vittime in colpevoli: sono clamorosi infatti gli effetti della cosiddetta “direttiva Maroni contro il lavoro nero”, che invece di colpire i caporali e lo sfruttamento, si è tradotta in retate di massa contro i lavoratori immigrati!
Regolarizzazione, allargamento dell’articolo 18, recepimento coraggioso della direttiva europea sull’emersione del lavoro nero: sono tanti gli strumenti possibili ma finora elusi da un governo attestato su posizioni ideologiche e repressive. Per non parlare della condizione sempre più precaria dei tantissimi che in Italia sono rifugiati o hanno chiesto protezione umanitaria.
Lo sciopero di oggi dice a tutti che il lavoro immigrato in Campania non è solo quello di colf e badanti e chiede una presa di posizione decisa di tutti gli attori sociali e politici veramente democratici. In un territorio devastato dal lavoro nero come da una piaga secolare, i migranti hanno dato a tutti, anche agli autoctoni, un segnale di coraggio importante! Allo stesso modo bisogna rispondere: basta repressione, basta leggi xenofobe, si alla regolarizzazione e ai diritti!
La mobilitazione continuerà domani con il corteo a Caserta insieme alle iniziative che si tengono in tutta italia e che termineranno il 15 ottobre in un presidio nazionale sotto il ministero dell’Interno, per poi partecipare, il giorno dopo, al corteo dei metalmeccanici.

Movimento degli Immigrati e dei Rifugiati

Arriva il Papa a Palermo: la Digos sequestra striscioni e cartelli

4 ottobre 2010 Lascia un commento

Se “ami” Milingo il Papa s’offende
Valentina Perniciaro, Liberazione 5 ottobre 2010

Una sospensione dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. E’ quanto avvenuto domenica scorsa, a Palermo, per le 24 ore di visita del Pontefice. Lungo tutto il percorso di Benedetto XVI è stato sospeso l’art. 21 della Costituzione.

Palermo, accoglienze papali 🙂

Nessuno ha avuto il diritto di manifestare le proprie opinioni, nessuno ha avuto la libertà di potersi esprimere, neanche all’interno del proprio esercizio commerciale o domicilio.I fatti sono più di uno ma quello saltato immediatamente alle cronache è avvenuto all’interno di una nota libreria palermitana dove polizia e digos hanno fatto irruzione per strappare uno striscione dalla vetrina. Salvatore, proprietario della fumetteria Altroquando, non s’è lasciato intimorire ed ha ripreso passo passo il sequestro di materiale avvenuto all’interno della sua proprietà (http://www.youtube.com/watch?v=ibWY686m0Wc)
La libreria Altroquando esiste dal 1991, vende soprattutto fumetti ed ha il vizio, come ci dice lo stesso Salvatore Rizzuto Adelfio, di dar voce ai senza voce: una patria della libertà di parola e soprattutto della satira. “Era il mio giorno di chiusura ma, insieme all’associazione Scomunicazione e a Tutti pazzi per il papa, abbiamo deciso di rimanere aperti per permettere anche ai fedeli del pontefice di frurire della mostra inaugurata il 30 settembre dal titolo Il futuro della papa mobile.Al progetto hanno aderito diversi disegnatori e le tavole raccontano ironicamente il futuro del mezzo di trasporto papale, tra tank e bulldozer. Nessun insulto è presente su quelle tavole, nessuno ne veniva urlato dalla scritta in vetrina, anzi: abbiamo deciso insieme, visto che lor signori parlano di pace ed amore, di esporre un messaggio che esternasse amore verso una persona, tanto che lo striscione recitava IO AMO MILINGO
Neanche mezzora ha resistito, poi Digos ed agenti in divisa sono entrati nella libreria chiedendo di togliere lo striscione e le locandine della mostra. Salvatore, come si vede perfettamente dalle immagini da lui girate s’è opposto al sequestro richiedendo un mandato o un’autorizzazione di un magistrato, ovviamente inesistente. I love Milingo è stato tolto direttamente dagli uomini della polizia di stato insieme alle locandine della mostra e ad un comunicato di un gruppo anarchico, mentre le tavole in esposizione si sono salvate. Un abuso vero e proprio con tanto di anfibi e pistole alla cintola in un luogo simbolo della libertà di critica e satira, una “bottega dell’impossibile, che resiste dal 1991, tra fumetti, editoria alternativa, controcultura, arti sperimentali, cultura LGBT, musica etnica e indipendente e tanto altro”
Non è stato l’unico caso, comunque non il più sconcertante.
Anche i pompieri sono stati mobilitati contro la libertà d’espressione: l’evento che più sa di ridicolo è accaduto proprio al Foro Italico, a pochi passi dal palco di Ratzinger. Una frase di uno dei fondatori della Chiesa, una citazione tratta dal Vangelo secondo Matteo (21, 12), sventolava dal balcone di un palazzo: “La casa mia sarà casa di preghiera, voi ne fate una spelonca di ladri.”
Chissà che avrebbe pensato l’evangelista Matteo nel sapere che le sue parole sarebbe stata strappate con la forza grazie all’uso di un’autoscala dei pompieri perché il proprietario dell’immobile si rifiutava di aprire il suo appartamento.
“Sarà una risata che vi seppellirà” non è mai stato così vero!

a noi CE PIACE MILINGO…TANTO!

4 ottobre 2010 Lascia un commento

COMUNICATO STAMPA

A PALERMO CENSURATO STRISCIONE “I LOVE MILINGO” DA ALTROQUANDO
Stamani, Domenica 3 Ottobre 2010, alle ore 11,30, numerosi agenti della polizia di stato in divisa e agenti della Digos hanno intimato la rimozione di uno striscione posto all’interno della vetrina della libreria AltroQuando in via Vittorio Emanuele 143 a Palermo. Lo striscione recitava la frase: I LOVE MILINGO.
Gli agenti lo hanno sequestrato assieme alle locandine della mostra “La Papamobile del futuro” da tre giorni allestita presso la stessa libreria.
La motivazione addotta al provvedimento è stata quella di ritenere offensiva una simile frase proprio nel momento in cui il corteo del pontefice sarebbe passato da corso Vittorio Emanuele.
Riteniamo che questo provvedimento mini fortemente i diritti costituzionali sulla libertà di manifestazione del proprio pensiero, sia attraverso la critica che la satira. Riteniamo che il messaggio in questione non offendeva nessuno, né tantomeno istigava a comportamenti violenti.
Al contrario era un segno di quella politica dell’Amore che tanto ha fatto strada ultimamente in Italia.
Perché un messaggio d’amore e riconciliazione dovrebbe essere offensivo? Perché Papa Benedetto XVI dovrebbe ignorare la regola del perdono su cui si fonda la dottrina cristiana? Veramente Milingo non merita di essere amato? Palermo si merita davvero questo miracolo alla rovescia?

E i parlanti diventarono muti… Così. Per miracolo.
Palermo, 3 Ottobre 2010

http://www.scomunicazione.it/ UN SITO ECCEZIONALE!!

QUESTO VIDEO PARLA DA SOLO…

Migranti, espulsioni, testate e carcere

2 ottobre 2010 1 commento

Fuori strada

Per evitare di lasciare l’Italia ha messo a repentaglio la propria vita e quella dei tre agenti incaricati di accompagnarlo a Malpensa, dove avrebbe dovuto imbarcarsi su un aereo diretto al suo paese d’origine. È successo ieri pomeriggio e per l’uomo, un egiziano destinatario di un provvedimento di espulsione, si sono aperte le porte del carcere.
I tre poliziotti sono finiti in ospedale e dimessi con prognosi di 17, 7 e 3 giorni. Ad avere la peggio l’agente che ieri pomeriggio si trovava alla guida della Fiat Stilo con i colori d’istituto diretta all’aeroporto. Mentre viaggiava nella corsia di sorpasso della tangenziale, giunto all’altezza dell’uscita per Borgaro, è stato aggredito dallo straniero che, liberatosi dalla cintura di sicurezza l’ha afferrato per il collo e gli ha rifilato una testata.
«L’intenzione – sostiene Luca Pantanella, vicesegretario nazionale del sindacato Ugl-Polizia – era quella di fare uscire di strada i poliziotti ma la bravura dell’autista e l’intervento dei colleghi ha evitato il peggio.» Il conducente è riuscito ad evitare le altre vetture e i Tir che in quel momento percorrevano la tangenziale ed ha raggiunto la corsia di emergenza dove lo straniero è stato bloccato.
«Questa volta – dichiara Pantanella – tre agenti sono rimasti feriti, ma non vogliamo che in futuro si possa parlare di tragedia.» Per questo l’Ugl chiede «al Questore e al ministero degli Interni che i servizi di accompagnamento alla frontiera siano effettuati con mezzi idonei, che separino gli autisti dalle persone accompagnate, che essendo destinatarie di un provvedimento di espulsione non possono essere ammanettate, e che il parco auto sia potenziato.» da CronacaQui Torino

Aggiornamento 1 ottobre – mattina. Dopo una piccola ricerca abbiamo scoperto che il ragazzo arrestato sulla via di Malpensa, Hisham, aveva ottimi motivi per opporsi alla propria espulsione: tutta la sua famiglia, difatti, vive in Italia e in Egitto lui non ha più nessuno.  Nel Cie da più di quattro mesi, ultimamente la polizia lo teneva separato dagli altri suoi compagni, in isolamento.  Come potrete immaginare, invece, non siamo in grado di dirvi nulla sulla dinamica dei fatti occorsi in tangenziale, per cui siamo costretti a tenerci solo le lamentele di Pantanella e di Torino Cronaca. Non appena avremo ulteriori aggiornamenti, ve li comunicheremo.
Aggiornamento 1 ottobre – pomeriggio. Stamattina c’è stata l’udienza di convalida dell’arresto: Hisham sarà scarcerato questa sera! E pare che non sarà riportato al Cie, come spesso accade in questi casi, ma riceverà “soltanto” l’ordine di lasciare l’Italia entro 5 giorni.

macerie @ Settembre 30, 2010

I CONSULTORI NON SI TOCCANO!

2 ottobre 2010 Lascia un commento

I consultori sono uno degli ultimi servizi sanitari rimasti gratuiti (senza ticket) e aperti a tutte e a tutti.

Che cosa fanno concretamente? Visite ginecologiche e pediatriche, corsi pre-parto per mamme e papà, consulenza e prescrizioni mediche sui metodi anticoncezionali e sull’aborto, gratis, e senza pregiudizi religiosi.Tutto questo allo scopo di incentivare una paternità e maternità responsabile, e di proteggere la salute delle donne
Il consultorio di Magliana, per chi non lo conosce, è un posto frequentatissimo da ragazze, donne, mamme, papà e bambini del quartiere, di tutte le nazionalità.Tutto questo rischia di sparire!
La Regione Lazio sta per approvare la cosiddetta “Legge Tarzia”, che prende nome dalla consigliera Olimpia Tarzia, integralista cattolica eletta nella lista Polverini.
Questa legge, di ispirazione medioevale, si propone di privatizzare i consultori e darli in gestione ad associazioni religiose.In questo modo mette d’accordo sia i finanzieri che vogliono una sanità a pagamento, sia la Chiesa Cattolica che vuole (oltre ad un po’ di soldi che non guastano mai) sacrificare la salute delle donne in nome di improbabili “diritti dell’embrione”.

Se non vuoi che siano i preti a dirti quando e come crescere i tuoi figli o figlie
Se pensi che la sanità debba essere pubblica e gratuita.
Se pensi che le donne non siano incubatrici che camminano.
Se vuoi difendere ciò che è stato conquistato con le lotte.
Partecipa alla raccolta di firme contro la proposta di Legge Regionale Tarzia contro i consultori.
Puoi firmare al consultorio, oppure al CSOA Macchia Rossa, oppure ai banchetti per le strade del nostro quartiere.

CSOA Macchia Rossa – Via Pieve Fosciana 56 – 82
http://www.inventati.org/macchiaross

APPELLO ASSEMBLEA DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA e CORRISPONDENZA RADIOFONICA

22 settembre 2010 Lascia un commento

Quello che segue è l’appelo venuto fuori dalla due giorni fiorentina, a questo link invece potete ascoltare la corrispondenza di Radio Onda Rossa effettuata con uno dei promotori del comitato.
PER L’ACQUA PUBBLICA, PER UN DIRITTO INALIENABILE, PER IL FUTURO.

APPELLO ASSEMBLEA DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
Firenze, 18-19 Settembre 2010

Noi donne e uomini dei movimenti sociali territoriali, della cittadinanza attiva, del mondo dell’associazionismo laico e religioso, delle forze sociali, sindacali e politiche, del mondo della scuola, della ricerca e dell’Università, del mondo della cultura e dell’arte, del mondo agricolo, delle comunità laiche e religiose che in questi anni e in tutti i territori

  • abbiamo contrastato la privatizzazione del servizio idrico, perché sottrae alle collettività un diritto essenziale alla vita;
  • abbiamo promosso e partecipato, nel Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua o in altri percorsi, a iniziative ed azioni, socializzando i saperi e le esperienze, rafforzandoci reciprocamente, allargando la sensibilizzazione e il consenso;
  • abbiamo promosso con oltre 400.000 firme una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua e la sua gestione partecipativa;
  • abbiamo promosso mobilitazioni territoriali, manifestazioni nazionali e appuntamenti internazionali per riappropriarci di ciò che a tutti appartiene, per garantire a tutte e tutti un diritto universale, per preservare un bene comune per le future generazioni, per tutelare una risorsa naturale fondamentale;
  • abbiamo promosso una campagna referendaria che si è conclusa con lo straordinario risultato di oltre un milione e quattrocentomila firme raccolte;

consapevoli del fatto che

−         il voto referendario apre una stagione decisiva per l’affermazione dell’acqua bene comune e della sua gestione pubblica e partecipativa;

−         la battaglia dell’acqua è assieme una battaglia contro il pensiero unico del mercato e per una nuova idea di democrazia;

−         la privatizzazione e la mercificazione dell’acqua e del servizio idrico è incompatibile con conservazione della risorsa acqua, degli ecosistemi e più in generale dell’ambiente;

−         una vittoria ai referendum della prossima primavera potrà aprire nuove speranze per un diverso modello economico e sociale, basato sui diritti, sui beni comuni e sulla partecipazione diretta delle persone;

facciamo appello a tutte le donne e gli uomini di questo paese

perché, in questi mesi che ci porteranno al referendum si apra una grande stagione di sensibilizzazione sociale sul tema dell’acqua, e si produca, ciascuno nella sua realtà e con le sue attitudini e potenzialità, uno straordinario sforzo di comunicazione sull’importanza della vertenza in corso e sulla necessità del coinvolgimento di tutto il popolo italiano, con l’obiettivo di arrivare all’affermazione dei tre referendum abrogativi.
Tutte e tutti assieme possiamo affermare l’acqua come bene comune, sottrarla alle logiche del mercato, restituirla alla gestione partecipativa delle comunità locali.
Tutte e tutti assieme siamo coinvolti nel problema e possiamo divenire parte della soluzione.
Il tempo è ora. Perché si scrive acqua e si legge democrazia.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Comitato Promotore dei referendum per l’Acqua Pubblica

Irruzione della Guardia di Finanza ad Officina99

16 settembre 2010 2 commenti

Comunicato Stampa

La destra comincia la sua campagna elettorale suonando una cover vecchissima: quei “drogati dei centri sociali”….! Con un’operazione palesemente telecomandata e una giornalista de il Roma “Embedded”, intorno alle 12 di oggi alcuni personaggi in borghese poi qualificatisi come appartenenti alla guardia di Finanza sono entrati all’interno del Csoa Officina 99 di Via Gianturco per verificare sulla base di “segnalazioni ricevute” la presenza di piante di Canapa. Guarda caso il giorno dell’avvio della festa annuale in strada, probabilmente per avere piu pubblicità…
Dopo una lunga perquisizione sono state sequestrate alcune piante presenti sul terrazzo e identificate tutte le persone presenti dentro e fuori il centro sociale, che lavoravano alla preparazione della 1 giornata di “adunata Sediziosa” XI  festa dell’autorganizzazione e dell’antagonismo campano. Le 7 persone impegnate con la cucina sono state addirittura portate nella caserma di via Gianturco perchè, a differenza di chi allestiva gli stands, era dentro il palazzo!! Un presidio con decine di attivisti si è immediatamente costituito fuori la caserma per chiederne l’immediato rilascio! Per gli avvocati sarebbe tragicomico se, in uno spazio sociale aperto a tutti, 6 persone impegnate nella cucina, si vedano assegnata qualche responsabilità particolare per delle piante trovate sul terrazzo. In un altro qualunque momento ne avrebbero trovate altre venti, di persone, o anche migliaia durante un’iniziativa come stasera.
Tutti sanno invece che da anni sul terrazzo del centro, del tutto pubbliche e visibili, ci sono alcune piante di canapa  come simbolo e provocazione politica contro le leggi proibizioniste che continuano a fare morti e profitti per le organizzazioni mafiose. E’ politicamente e moralmente vergognoso che in una città come la nostra dove il proibizionismo consegna uin potere enorme alle narcomafie si facciano blitz farsa come questo a scopo di propaganda.
Il centro sociale che da anni ha un consolidato riconoscimento nel quartiere, che svolge in continuazione attività, corsi e serate, cui la cittadinanza riconosce un ruolo chiave nella salvaguardia ambientale dell’area, continua ad essere attaccato per una battaglia politica che continuerà a svolgere, contro una legge infame, la Fini-GIovanardi, che sta riempiendo le carceri di giovani consumatori senza risolvere i problemi e contro la demonizzaziuone della canapa che ha solo ragioni speculative.

A più tardi nuove info sulla situazione dei fermati.

Csoa Officina 99

Renoize 2010: a Renato Biagetti, 4 anni dopo

26 agosto 2010 Lascia un commento

Il 27 Agosto di quest’anno saranno 4 anni che Renato è stato ucciso; un’aggressione fascista che si è trasformata in assassinio.

Quattro anni di vita, di lotte, di sorrisi e di lacrime, di rabbia, di processi, di partenze e ritorni, di nuovi arrivi e nuove nascite, di sogni realizzati e altri lasciati in sospeso ma mai persi.
Quattro anni di cambiamenti, di crisi, di crescente delirio securitario.
Quattro anni in cui, nonostante… il passaggio di questa città ad un’amministrazione di destra, i sani anticorpi antifascisti hanno continuato a difendere e a tenere viva la memoria di questa città ribelle e mai domata, di questa Roma Città Aperta.
Quattro anni di abbracci e sguardi forti, intrecciati con le storie di Dax, Carlo, Federico, di Carlos e Alexis, di Nicola, Aldo, di Stefano e di tanti altri purtroppo, per non dimenticare, per raccontare la verità, per chiedere giustizia.
Quattro anni in cui il nome di Renato ha risuonato ovunque, perché la sua storia è un pezzo di quell’ingranaggio collettivo che anima questa città e non solo.
Partigiani dei nostri tempi, con le radici forti strette alla memoria della Resistenza e con le ali robuste per volare e lottare nel tempo della crisi.

Per questo, anche quest’anno, quelli di Renoize vogliono organizzare un appuntamento pubblico nel territorio in cui viveva Renato:
Sabato 28 Agosto a Parco Schuster (San Paolo) con mostre, banchetti, buon cibo accompagnati dall’esibizione degli artisti su elencati a partire dalle 18 fino all’1.
Una serata di musica e parole in una serata di fine agosto, come quella che ci ha portato via Renato in cui dare voce alle lotte e ai percorsi che portiamo avanti durante tutto l’anno, e dare spazio alle note di chi suona nella sala prove Renoize e non solo.
Finchè ci saranno quelli/e come noi, ci sarà sempre il tempo di far vivere chitroppo presto, ingiustamente e con un’assurda e inconcepibile violenza ci è stato tolto. Finchè ci saranno quelli/e come noi, si potrà sempre dire: “è una questione di memoria”.

L’invito quindi è quello ad esserci, ancora una volta, anche quest’anno! Per ribadire che non facciamo un passo indietro e abbiamo gli occhi ben aperti, che i sogni di Renato vivono in noi, perchè chi pensava di fermarci ci vedrà muovere, chi pensava di zittirci ci sentirà urlare la verità!

“Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi. “ Enio Sardelli “Partigiano Foco”

Campeggio antinucleare

3 agosto 2010 Lascia un commento

Dal 24 al 28 Agosto 2010
2° Campeggio Antinucleare
Località Masseria Fattizze
sulla San Pancrazio-Porto Cesareo ,a 2 Km da Porto Cesareo ( Lecce )

Siamo ormai nel terzo anno di una crisi economica che a dispetto dei proclami del governo è ben lungi dall’essere alle nostre spalle. Anzi la crisi accelera, i grandi gruppi finanziari ed assicurativi, dopo essere stati salvati con i soldi dei contribuenti, impongono riavviando il perverso ciclo della speculazione finanziaria una manovra Europea coordinata dalla Germania tutta “lacrime e sangue” per i cittadini di ogni paese.
Il conto di oltre 20 anni di liberismo sfrenato, globalizzazione selvaggia, privatizzazioni di pezzi importanti di welfare state viene oggi fatto pagare ai lavoratori, ai precari ai disoccupati ai pensionati. Anche chi pensava come i dipendenti pubblici di essere al riparo dagli sconquassi di un turbocapitalismo tecnocratico globalizzato è oggi colpito e nell’angolo incapace di una reazione.

Foto di Valentina Perniciaro : Ananaaaaaas!!

Il ritorno al nucleare in Italia è sicuramente parte importante di un progetto autoritario e reazionario scelto dal Governo Berlusconi per consentire ad aziende incapaci di progettare modelli di sviluppo differenti una scialuppa di salvataggio nel mare in tempesta della crisi mondiale.
Le grandi Multinazionali dell’Energia: Enel, Edf Edison, Eni, quelle dell’impiantistica da Areva a Finmeccanica, le lobby del cemento si apprestano al banchetto. Voglio i 30 miliardi di euro cifra minima prevista per le prime 4 centrali nucleari in Italia per continuare a fare ingenti profitti, devastando territori, annientando con politiche repressive qualunque forma di resistenza.
La crisi accelera dicevamo con la Fiat ,che al solito anticipa quanto accadrà in futuro, chiede la resa dei lavoratori a Pomigliano e non avendola ottenuta minaccia e licenzia delegati sindacali per rappresaglia, promettendo delocalizzazioni per chi non ci sta e nuovi contratti senza diritti per chi ci sta.
E’ il nuovo mondo, la modernità senza diritti ma solo con doveri. Da tali contraddizioni esplodono ovunque conflitti, gli operai di Pomigliano, il popolo dell’acqua pubblica con il milione e quattrocentomila firme, i precari della scuola, i comitati contro il carbone delle centrali Enel, la TAV ed il Ponte sullo Stretto, tante battaglie sociali ed ambientali, appuntamenti internazionali come Cancun, momenti di resistenza purtroppo oggi frammentate e divise. Con questo 2°campeggio – luogo di incontro ,dialogo,socialità – proviamo a fare un passo avanti nel riconnettere le vertenze cosi’ da sostanziare un comune percorso di resistenza e cambiamento.

Il ritorno al nucleare ,dentro il disegno governativo di sfruttamento intensivo di tutte le fonti energetiche comprese quelle rinnovabili, con l’ulteriore devastazione ambientale e i connessi cambiamenti climatici che induce, così come il ciclo integrato dei rifiuti e le dannose “grandi opere”, nella incalzante sottrazione dei beni comuni ,dell’occupazione,dei diritti individuali e collettivi, sono i temi all’ordine del giorno di questo 2° campeggio .5 giorni di tavoli seminariali e di pubbliche uscite antinucleari come la “Notte della della Taranta” il 28 Agosto, per contribuire a rendere vivace e coinvolgente l’agenda politica dell’autunno 2010.

Brindisi 29.07.10
Comitato promotore regionale pugliese “NO al Nucleare”
Coordinamento nazionale antinucleare Salute –Ambiente-Energia

Per informazioni:368 582406


BELLE che riescono…e altre che attendono!

30 luglio 2010 3 commenti

La fonte è sempre Macerie, eccellente sito dei compagni torinesi sui CIE. Eh si, le BELLE, le evasioni, ogni tanto riescono e la cosa riempie il mio cuore sempre di una gioia rara, il sangue di un calore e una velocità diverse. Ancora migranti in rivolta, migranti che fuggono, migranti che cercano di riappropriarsi della propria libertà e della propria vita.
Da oggi arrivano notizie dal CIE di Bari, dove durante una rivolta e un tentativo d’evasione in massa, sei persone sono riuscite a fuggire mentre gli altri si son scontrati con le forze dell’ordine: 18 arresti.
Ci riaggiorneremo su Bari tra un po’

Foto di Valentina Perniciaro (Erice'10) _Via libera!_

«Una cinquantina di extracomunitari questa notte hanno tentato di fuggire dal Centro Identificazione ed Espulsione (il Cie) del “San Paolo”. Un tentativo di fuga che ha subito richiamato l’attenzione delle Forze dell’Ordine e dei Militari del Battaglione “San Marco”. Inevitabile lo scontro.
Secondo la prima ricostruzione dei fatti compiuta dalla Questura di Bari, i rivoltosi, dopo aver sfondato le porte d’ingresso di tre settori destinati a moduli alloggiativi, sono giunti all’esterno dell’area ricettiva impugnando spranghe di metallo divelte dalla recinzione esterna della struttura. Ne è nato uno scontro con alcune unità della Polizia di Stato, dell’Arma Carabinieri nonché Militari del BTG “San Marco”.
L’intervento degli uomini in servizio nella struttura, subito affiancato da altre unità di rinforzo di Polstato, Carabinieri e Guardia di Finanza fatte giungere tempestivamente, ha consentito di contenere il tentativo di fuga. Solo 6 ospiti magrebini sono riusciti ad allontanarsi scavalcando le cancellate poste a protezione della struttura.
Una trentina di extracomunitari, invece, hanno raggiunto il tetto della struttura, lanciando oggetti contundenti, pezzi di metallo e bottiglie piene di acqua, all’indirizzo delle Forze dell’Ordine.
Durante gli scontri undici militari del reggimento “San Marco” e due Carabinieri, hanno riportavato lesioni, con prognosi variabili tra 3 e 15 giorni. Inoltre, sono rimasti feriti, durante il tentativo di fuga e nello scavalcamento della recinzione alta circa 5 metri, 6 cittadini extracomunitari ospiti della struttura, uno dei quali con trauma cranico con riserva di prognosi ed altri 5 soggetti con lesioni variabili tra i 5 e 35 giorni.
A conclusione degli scontri 18 cittadini extracomunitari, trattenuti presso il C.I.E., sono stati arrestati con l’accusa di devastazione, saccheggio seguito da incendio, resistenza, violenza e lesioni a pubblici ufficiali.» da Barilive

(Non appena avremo qualche notizia di prima mano di questa grossa sommossa – alcune agenzie parlano pure di due auto della polizia andate distrutte -, dei feriti e degli arrestati, ve le gireremo. Intanto riascoltatevi l’intervista ad Ammar, che giusto la settimana passata ci raccontava della situazione che si vive dentro al Centro barese)
macerie @ Luglio 30, 2010

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Che il Cie di Gradisca fosse un colabrodo, lo si sapeva già da tempo. Ma questa volta si può dire che i reclusi gliel’hanno fatta veramente sotto il naso, alle guardie del Centro. Approfittando del fatto che, per punizione, erano stati chiusi a chiave nelle celle, e che la porta non veniva aperta neanche per portare il cibo, alcuni di loro si sono messi tranquillamente al lavoro per praticare un bel buco nel soffitto. Da lì, hanno provato a scappare in 20: purtroppo ci sono riusciti solo in 9, però…
…però mentre la polizia era fuori dal Cie a caccia di evasi, dopo alcune ore dalla prima evasione, altri 3 sono riusciti a scavalcare il muro e a far perdere le proprie tracce! Proprio sotto il naso delle guardie, appunto. Con gran divertimento di chi non è riuscito a scappare e che, evidentemente, sa che la prossima volta potrebbe essere quella buona.

Leggi l’articolo del MessaggeroVeneto di oggi, 29 luglio 2010.
«Sei immigrati clandestini sono riusciti a fuggire, in pieno giorno, dal Cie di via Udine. Un bilancio ancora ufficioso considerando che, a ieri sera, erano ancora in corso sia gli accertamenti interni sia le ricerche nella campagna limitrofa alla struttura da parte delle forze dell’ordine. A quanto si è potuto apprendere, l’ennesimo tentativo di fuga di massa dal centro di identificazione ed espulsione isontino sarebbe scattato nel primo pomeriggio, poco dopo le 15, coinvolgendo circa una ventina di immigrati, riusciti a raggiungere il tetto della struttura forzando alcune grate in ferro posizionate sul soffitto di una camera. Un’azione fulminea che, sfruttando il mancato ripristino dei sistemi elettronici di sorveglianza (telecamere e sensori di passaggio a infrarossi erano stati pesantemente danneggiati nel corso della rivolta della scorsa settimana), avrebbe consentito ai clandestini di cogliere inizialmente di sorpresa le forze dell’ordine impegnate nel servizio di vigilanza. Nel corso dell’azione sei immigrati sarebbero riusciti a scavalcare le recinzioni esterne e dileguarsi nei campi retrostanti al Cie mentre per altri ospiti della struttura di via Udine il sogno di libertà si è infranto proprio a un passo dalla meta, grazie all’intervento delle pattuglie di vigilanza, riuscite a bloccarli proprio mentre stavano scavalando il reticolato. Un’altra decina di clandestini, invece, avrebbe desistito facendo autonomamente ritorno nelle camerate.»

macerie @ Luglio 29, 2010
CORRISPONDENZA CON IL CIE DI BARI EFFETTUATA DA RADIO ONDA ROSSA: ASCOLTA

Due impiccati a Ponte Galeria

8 giugno 2010 Lascia un commento

<!–Dalla trasmissione di Radio Onda Rossa, Silenzio Assordante
Stasera a Ponte Galeria due ragazzi algerini hanno tentato di impiccarsi perché domani verranno deportati. Sono in molti, più di una decina, ad essere stati trasferiti a Roma da altri Cie per questa deportazione. In giornata anche tre donne nigeriane sono state trasferite dal Cie di Modena a Ponte Galeria.
Uno dei due algerini è stato trasferito d’urgenza in ospedale con un’ambulanza, l’altro è stato visto con un lenzuolo al collo mentre lo si trascinava in infermeria con la bava alla bocca, insomma in pessime condizioni. Da dentro fanno sapere che temono il peggio.
C’è anche un uomo che ha un piede viola – «sembra che il piede sia stato schiacciato da una macchina» – dicono i reclusi. Si è rotto la gamba durante il tentativo d’evasione e nessuno se si interessa di lui. Inoltre, oggi una ragazzo ha dovuto trascinare un altro recluso sulle spalle fino all’infermeria altrimenti sarebbe stato lasciato abbandonato a se stesso.
Nel pomeriggio a Ponte Galeria sono arrivate quattro pattuglie: le guardie presidiano il Cie e lo sorveglieranno almeno sino a domattina. Nel maschile affermano che sembra di stare in una caserma. I reclusi raccontano che la tensione è molto alta e che non ce la fanno più: la vita a Ponte Galeria – affermano – è peggio della schiavitù.

Ascolta la voce dei reclusi:
http://www.autistici.org/ondarossa/archivio/silenzioassordante/100608_ponte_galeria.mp3

Gli antirazzisti e le antirazziste di Roma inviatano a chiamare il centralino del Cie di Ponte Galeria (tel. 06 65854224) per avere notizie sulle condizioni di salute dei due algerini.

Manolo è rientrato: ” i morti sono 19, non 9 “

3 giugno 2010 6 commenti

Traduzione verso il carcere di Beersheba per gli attivisti internazionali REUTERS/Alberto Denkberg

Jenny Campbell, infermiera australiana di 25 anni a bordo della Mavi Marmara ha raccontato a Manolo Luppichini,nelle ore di prigionia, di aver contato lei stessa 19 corpi. 19 cadaveri nell’infermeria della nave: le parole e i numeri son chiari…peccato che i corpi rientrati da Israele sono 9.
Nove corpi al posto di 19.
Più di uno  di questi avevano evidenti colpi d’arma di fuoco alla nuca: anche dagli elicotteri avrebbero sparato raffiche di mitra.
Riferiscono ancora l’infermiera e Manolo di “aver visto più di un corpo gettato in mare dai commandos israeliani”.
Molti particolari vengono fuori dalle testimonianze di Manolo, appena rientrato a Roma da Tel Aviv, per ultimo e da solo.
E’ stato trattenuto più ore degli altri, e picchiato in aereoporto, per un battibecco avvenuto con un poliziotto israeliano mentre aggrediva fisicamente un ragazzo palestinese. Almeno possiamo ritenerci leggeri per riavere tra noi il nostro compagno Manolo, che ha vissuto il blitz, l’atto di pirateria internazionale, della marina israeliana a bordo della nave “8000”.
8000: il numero dei prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane.
Racconta Manolo come sono stati presi in ostaggio, sotto la costante minaccia delle armi: hanno minacciato, con le armi alla nuca anche il figlio di 13 mesi del capo macchina Ekrem Oren.

Ecco la corrispondenza con Radio Onda Rossa
Intanto ben tornato compagno nostro.

SETTIMANA DI MOBILITAZIONE CITTADINA CONTRO I CIE

19 Maggio 2010 Lascia un commento

Roma, 21-29 maggio 2010
Dal 21 al 29 di maggio ci saranno per le strade di Roma diverse espressioni di protesta contro i CIE: presidi, manifestazioni, proiezioni, concerti, azioni…
La volontà è quella di portare a conoscenza della città le proteste e le lotte dei e delle migranti reclusi nei CIE, che da mesi si stanno succedendo sempre con più intensità.
La loro resistenza ci incoraggia e ci spinge alla mobilitazione.
Le rivolte si sono sempre succedute, fin dalla creazione dei CPT, oggi CIE, ad opera di un governo di centro-sinistra.
Oggi, con l’approvazione del “Pacchetto Sicurezza” e il conseguente aumento della detenzione da 2 a 6 mesi, le rivolte e gli episodi di autolesionismo sono aumentati.
L’esistenza di questi lager della democrazia è perfettamente funzionale al sistema capitalista, che vede le persone come merce e i migranti in particolare coma manodopera da sfruttare o rifiutare econdo le esigenze del mercato di produzione e di lavoro.
L’Europa Unita, ormai divenuta fortezza, si sostenta su queste leggi securitarie che giustificano la detenzione e l’espulsione di tutti coloro a cui non è stato concesso lo status di cittadino.
Questa fortezza può reggere non solo per le leggi razziste, ma anche grazie alla paura e all’atomizzazione che impone questo sistema sociale, un sistema che ci vuole divisi tra buoni e cattivi, lavoratori e studenti, comunitari ed extracomunitari, fomentando l’isolamento.
I mezzi di informazione di massa creano l’allarmismo necessario e il falso consenso per far sì che sia possibile imporci la loro sicurezza: più carceri variegate e per più tempo e più polizia e militari per le strade.
Per contrastare questa società del controllo e queste istituzioni repressive e razziste, lanciamo una settimana di mobilitazione per a chiusura dei CIE dal 21 al 29 maggio, nella quale ognuna e ognuno, individualmente o collettivamente, si possa esprimere nel modo che considera più opportuno.
La settimana verrà attraversata da un presidio sonoro davanti al Ministero dell’interno e si concluderà con un presidio sotto al CIE di Ponte Galeria, per portare la nostra lotta davanti a quelle infami mura e per far sentire ai reclusi e alle recluse che non sono soli/e nella loro resistenza.
Per la chiusura di tutti i CIE
e per dare forza ed essere solidali
con le lotte dei e delle migranti!

giovedì 27 maggio ore 16.00 a piazza dell’Esquilino
ASSEDIO SONO AL MINISTERO DELL’INTERNO


sabato 29 maggio dalle 15.00 alle 19.00
PRESIDIO DI SOLIDARIETA’
CON I RECLUSI E LE RECLUSE DEL CIE DI PONTE GALERIA(appuntamento alle ore 14.00 alla Stazione Ostiense
per partire tutti e tutte insieme)

NELLA TUA CITTA’ C’E’ UN LAGER… CHIUDIAMO IL CIE DI PONTE GALERIA! CHIUDIAMO TUTTI I CIE!!!

Torino: burlando prefetti!

15 Maggio 2010 1 commento

Si sarà preso una bella collera, il Prefetto Padoin, quando ieri pomeriggio si è visto spuntare dinanzi una trentina di facce note del movimento torinese con tanto di striscione, enorme. E per di più in mezzo all’affollatissima e vigilatissima Fiera del Libro, e per di più proprio mentre stava presentando, in compagnia del Procuratore Capo Caselli e del Procuratore Generale Maddalena, la sua ultima fatica letteraria: «Il Prefetto, questo sconosciuto». Un gran colpo, certamente, ampiamente ripreso e rilanciato da un bel po’ di telecamere: anche perché solo il giorno prima Padoin aveva dichiarato baldanzoso che il modo più celere di liberarsi degli spazi occupati è di arrestarne tutti gli occupanti, ed ora un po’ di quegli stessi occupanti da arrestare riuscivano ad aggirar ogni controllo per fargli qualche pernacchia sul naso. Una figura barbina per lui e soprattutto per gli agenti della Polizia politica cittadina, che son pagati proprio per controllare, ascoltare e pedinare, ed evitar così che certe contestazioni – clamorose quanto scontate – accadano.
Ascolta il racconto del pomeriggio al Salone del Libro, da un servizio di Radio Onda d’Urto

Eppure solo il giorno successivo la magra figura si ripete. Ancora una volta gli amici e i compagni degli arrestati per lo sgombero de Lostile si materializzano improvvisamente esattamente dove era scontato che si dovessero materializzare: alle Porte Palatine, di fronte ai pellegrini appena usciti dal Duomo. Sfilando sotto al naso dei funzionari del Commissariato di quartiere, si arrampicano sulle mura e appendono uno striscione: «Tutti liberi!». Gli uomini della Digos sono ancora più lontani del giorno precedente, e gli agenti del Commissariato sono furibondi: lo striscione ormai è appeso, ma loro chiamano il reparto mobile, si prendono due dei presenti e pretendono di identificare gli altri. Quando il gruppone riesce ad allontanarsi sembra tutto a posto, e tutti pensano che i due che mancano saranno presto rilasciati. E invece no. Dopo un paio d’ore e vari annunci contraddittori, i due vengono portati alle Vallette. Con quali accuse? Non sappiamo bene quale Pubblico ministero possa costruire qualcosa di penalmente significativo intorno all’ostensione di un lungo lenzuolo nero con su scritto «Tutti liberi!». Ma sappiamo che sicuramente il Prefetto è in collera da ieri e che in Tribunale non in tanti sono disposti a dispiacerlo e che in più, uno sberleffo messo in piazza tanto vicino a pellegrini, vecchi porporati incartapecoriti e immagini miracolose può far temere la collera di qualcuno che sta molto, ma molto, più in alto.
Macerie, 14 maggio 2010

Lo sdegno diventa rabbia: “gli Altri” fa un anno!

14 Maggio 2010 1 commento

comunicato
13.05.2010 – Via Gregoriana 5 (Roma)

LO SMASCHERAMENTO CONTINUA

Finalmente oggi è il compleanno degli “Altri”, e gli antifascisti e le antifasciste di Roma hanno deciso di festeggiare con loro. Volevamo fargli
una sorpresa, ma loro ci hanno regalato qualcosa di più grande. Volevamo chiedere a Sansonetti e ai suoi epigoni cosa ci fosse da festeggiare, dopo un anno di trasformismo e di comunanza e complicità con i fascisti del Terzo millennio. Carichi di sdegno siamo andati a rovinare la festa di chi voleva garantita la marcetta del Blocco studentesco lo scorso 7 maggio, di chi li vede volentieri come ospiti.
Volevamo fargli un regalo, insomma. Ma la redazione degli “Altri” ci ha fatto un dono “Migliore”: erano presenti ai festeggiamenti, infatti, la neo-governatrice del Lazio Renata Polverini, ospite d’Onore del settimanale, che appena ci ha visti ha scelto, come è tradizione dalle sue parti, la via della fuga, e la deputata del Partito democratico Paola
Concia, già nota per la sua visita a Casa Pound, che si è lasciata andare ad un “Bella ciao” poco credibile e ad atteggiamenti provocatori tipici di chi non sa cosa dire.
Lo sdegno è diventato rabbia. Vi abbiamo smascherati. Abbiamo visto i vostri sorrisi tramutarsi in vergogna. Il re è nudo. Volevate ridere e festeggiare. Ma il vostro brindisi è stato amaro. Sarà la nostra risata che vi seppellirà. E chi brinda coi fascisti se strozza!

Antifascisti e antifasciste di Roma